Peccato originale

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24587

    #676
    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
    Inseparabili perche la dottrina dogmatica li ha resi tali, quindi il vero credente li deve fare propri in blocco per comando altrimenti non e' credente.
    sì, ma qui, appunto, si parla degli altri;

    ora, se persino il papa - che è il vertice della concezione autoritaria di quella fede - pronuncia una frase come: "Dio perdona il non credente che obbedisce alla sua coscienza", a maggior ragione ciò avverrà se quella coscienza osserva il vangelo, pur restando addirittura non credente in Dio, e a maggior ragione nella resurrezione, con i possibili gradi intermedi;

    ora, è lecito contestare il papa, soprattutto se non si esprime ex-cathedra; ma la logica dell'opinabile rende tale tutto, nel momento in cui si afferma.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #677
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      Inseparabili perche la dottrina dogmatica li ha resi tali,
      Non la penso così, per me è esattamente il contrario, sono le tradizioni (chiesa) ed i dogmi ( teologia dogmatica) che ne dipendono perché alla ricerca, le prime portatrici dell'ortodossia ed i secondi corrispondenti ad una memoria collettiva di un evento già vissuto o esperimentato. La prima predicazione, dopo la resurrezione di Cristo, che si accompagnava al battesimo, segno di conversione ( vedi il Battista), si rivolgeva al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, secondo l'insegnamento di Gesù.
      Per questo insisto nel dire che quando si è cristiano i simboli, le tradizioni ed i dogmi, assumono il loro senso pieno senza alcun bisogno della ripetitività che suona come ricerca o preghiera di ascolto.
      Last edited by crepuscolo; 26-10-2014, 17:21.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #678
        In ogni caso si direbbe che sia il credo cattolico a rendere essenziale l'atto di fede e molto gestibile, secondo sensibilita' propria, l'attuazione della predicazione richiedendo atti formali rappresentativi di un crederci sostanziale senza fare altrettanto per l'attuazione della predicazione.
        Esemplificativo e' l'enfatizzazione della storia del ladrone salvato perche' dice di credere.
        Poi pero' ne risulta che e' ben difficile riconoscere un credente da un non credente facendo entrambi le stesse cose e anche chi si spinge un pochetto nel di piu' e' facile che lo faccia per sensibilita' civica.
        Cio' comporta pure il trovarsi una classe clericale che fa le esibizioni che fa e che si dichiara credente, facilmente convinta di esserlo.

        Poi oggi il papa se ne esce che gesu' non ha portato norme e burocrazia, ma un amatevi fra voi e amarsi ha delle implicazioni diverse da un comportamento corretto e anche di semplice brava persona.
        Ovviamente cio' pero' non fa dottrina quindi tutto cambia restando inalterato.

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #679
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          sì, ma qui, appunto, si parla degli altri;

          ora, se persino il papa - che è il vertice della concezione autoritaria di quella fede - pronuncia una frase come: "Dio perdona il non credente che obbedisce alla sua coscienza", a maggior ragione ciò avverrà se quella coscienza osserva il vangelo, pur restando addirittura non credente in Dio, e a maggior ragione nella resurrezione, con i possibili gradi intermedi;

          ora, è lecito contestare il papa, soprattutto se non si esprime ex-cathedra; ma la logica dell'opinabile rende tale tutto, nel momento in cui si afferma.
          Né più né meno di quello che c'è scritto quando Gesù rivolgendosi ai fastidiosi Farisei, che credevano di credere, e lo infastidivano, disse all'incirca così: quelli che non sanno e e quindi agiscono in buona fede non avranno, nel futuro escatologico di Gesù, cioè quando sapranno le cose per intero, imputata alcuna colpa, mentre voi che credete.....,facendoli sentire al solito come dei vermi.
          Il Papa contemporaneo, per sua fortuna, non inventa niente che non sia in sincronia con il Gesù pensato dai Vangeli.
          Per questo sono convinto che il clero infedele sia molto di più colpevole delle sue sozzure di quelle di un normale cittadino che magari non sa neanche dove Dio stia di casa.
          Last edited by crepuscolo; 26-10-2014, 17:35.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #680
            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
            In ogni caso si direbbe che sia il credo cattolico a rendere essenziale l'atto di fede e molto gestibile,
            Purtroppo.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #681
              sì, ma qui, appunto, si parla degli altri;
              Gli altri si adeguano a cio' che la testa pensante dice, specialmente se non complica troppo la vita.
              Da cui vedi la testa pensante e hai una buona visione del tempo che fa.
              Poi nel comune si hanno anche problemi di fede nella coda, ma nessuno se ne fa una malattia e la testa che non vede la coda staccarsi ancora meno.

              Ora il papa spariglia i giochi, ma sul piano politico, non su quello dottrinale, forse sperando di generare una malattia nella coda a che la testa rilevi di avere la febbre alta e si adegui senza che si formi una grave frattura dottrinale nella componente istituzionale andando testa e coda nella stessa direzione per effetto dei reciproci condizionamenti, lasciandogli solo l'onere di formalizzare il cambiamento e non l'onere drammatico di comandarlo con quello che ne potrebbe seguire.
              Last edited by Il gatto; 26-10-2014, 17:43.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24587

                #682
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Né più né meno di quello che c'è scritto quando Gesù rivolgendosi ai fastidiosi Farisei, che credevano di credere, e lo infastidivano, disse all'incirca così: quelli che non sanno e e quindi agiscono in buona fede non avranno, nel futuro escatologico di Gesù, cioè quando sapranno le cose per intero, imputata alcuna colpa, mentre voi che credete.....,facendoli sentire al solito come dei vermi.
                beh, ma qui il caso è un altro: non il "non sapere", ma il "non credere", pur avendo notizia, ma restando pii;
                ai sensi del sentimento evangelico, sarebbe impensabile che un pio non sia salvo, pur non credendo nella resurrezione, e forse nemmeno in Dio; laddove invece un peccatore convertito in extremis sarebbe certamente salvo;
                visto che spesso argomenti di "Giustizia", la questione dovrebbe suggerirti almeno qualche pensiero, dato che il problema qui è evidente.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #683
                  Bisogna pure vedere come nasce questo comando di fede essenziale per la salvezza e vedere in che si richiede fede.
                  Perche' uno dice ho fede, ma fede in che?
                  All'epoca, dai racconti del vangelo mi sembra che la fede fosse richiesta come preambolo alla concessione del miracolo, ma tutti i dogmi e gli ammenicoli al contorno non esistevano, esisteva una predicazione e una propria natura divina che gesu' lasciava intendere, quindi che che tipo di fede veniva chiesta?
                  Visto gli elementi fideistici esistenti e' pensabile che la fede chiesta si riducesse solo a questi e vedere nel caso in che proporzione reciproca pesavano, deĺla serie ti credo dio, meno nell'attuare la tua predicazione, ma cio' riguarda i criteri valutativi di gesu'.
                  Quanto ad un credere salvifico dell'ultimo momento e' presumibile che per un dio e' valutabile se quella fede e' fine a se stessa o avrebbe incluso un attenersi alla predicazione qualora il morituri sarebbe rimasto vivo.

                  Quanto ai dogmi in cui ora si chiede di aver fede, direi sono funzionali al concetto di unica religione vera e se questa vi rinunciasse non ci sarebbe piu' il motivo di abbracciare la vera unica fede convertendosi e allargagando la statistica dei seguaci propri.
                  Quantomeno tutti i cristiani partirebbero dalla stessa linea, se poi il credere dio gesu' era funzionale a dare forza alla predicazione, solo l'attenersi a questa diventa essenziale.
                  Di certo tutti i commi che ci stanno ora allora non ci stavano e l'insieme ne usciva molto piu' ordinato e comprensibile.

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24587

                    #684
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    Bisogna pure vedere come nasce questo comando di fede essenziale per la salvezza e vedere in che si richiede fede.
                    Perche' uno dice ho fede, ma fede in che?
                    se ti riferisci a quello che ho scritto io, la fede non c'entra nulla, anche perché non c'è, almeno nell'accezione religiosa;

                    immagina uno che agisca spontaneamente da cristiano, oppure che segua il precetto evangelico semplicemente come legge morale laica, perché in coscienza lo trova giusto e sensato; ma senza credere in Dio o in Gesù risorto, ma solo in qualità di maestro, preferito, che so, al Dalai Lama;

                    il legame con la religione, la fede, la dottrina, ecc. è, almeno in teoria, completamente inesistente;
                    siccome questo non lo puoi non salvare, perché altrimenti sarebbe un guaio ai sensi del C.P. divino; devi per forza attribuirgli una fede d'ufficio, anche se quello non ce l'ha, né vuole fingere con se stesso di averla;

                    se la guardi da questo punto di vista, si aprono diversi profili interessanti; la damnatio di quel pio sarebbe impensabile, dato che non vi sarebbe motivo, nell'ipotesi;

                    pertanto, nella comparazione, emergerebbe l'inessenzialità delle attribuzioni del credente, poiché si salvano entrambi; logico, no ?

                    quindi, l'unico modo per salvare capra e cavoli è attribuire, appunto d'ufficio, una fede inconsapevole al non credente; tuttavia, questa attribuzione resta comunque una sorta di equiparazione di fatto della morale laica a quella religiosa, come logicamente dovrebbe essere.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #685
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      beh, ma qui il caso è un altro: non il "non sapere", ma il "non credere",
                      Pesa le parole secondo la loro epoca e noterai che è lo stesso concetto, non aver coscienza.
                      Certo che Gesù è prima maestro per insegnarti come si cammina dopo aver liberato le tue gambe dei lacci che le tenevano legate, come quella volta successe a Pietro se non avesse dubitato, non di Gesù ma di poterlo fare, cioè di camminare da solo sull'acqua.
                      Last edited by crepuscolo; 26-10-2014, 20:55.

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24587

                        #686
                        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                        Pesa le parole secondo la loro epoca e noterai che è lo stesso concetto, non aver coscienza.
                        e perché mai ?
                        un conto è non aver avuto accesso al messaggio; questo potrebbe corrispondere alla mancata coscienza di cui dici;
                        altro sarebbe aver avuto accesso al messaggio - quindi averne coscienza - averlo accolto e recepito come guida proprio in virtù di quella coscienza; ma senza credere nella resurrezione, e nemmeno in un dio quale quello sottinteso o descritto;

                        se vai in fondo a questo problema, sai come ti diverti...
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #687
                          Quello che noto che che consideri con coscienza un termine-concetto acquisibile da tutti allo stesso modo, ma per me non è così, la coscienza ha varie tonalità che conducono a diverse consapevolezze. Pur dicendo il rosso è rosso, una verità per tutti quelli che osservano, sarebbe il caso di capire come ognuno lo percepisce; il termine rosso è solo un termine convenzionale per indicare una tonalità di colore ma i toni che sono soggetti alla sensibilità dei coni e dei bastoncini sono vari e svariati probabilmente molto più dei pixel fotografici. Ossia un concetto ma molte sensazioni diverse.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24587

                            #688
                            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                            Quello che noto che che consideri con coscienza un termine-concetto acquisibile da tutti allo stesso modo, ma per me non è così, la coscienza ha varie tonalità che conducono a diverse consapevolezze. Pur dicendo il rosso è rosso, una verità per tutti quelli che osservano, sarebbe il caso di capire come ognuno lo percepisce; il termine rosso è solo un termine convenzionale per indicare una tonalità di colore ma i toni che sono soggetti alla sensibilità dei coni e dei bastoncini sono vari e svariati probabilmente molto più dei pixel fotografici. Ossia un concetto ma molte sensazioni diverse.
                            tu e io possiamo comunicare solo in modo convenzionale, come chiunque;
                            ogni altra sfumatura si perde, pertanto non avrebbe nemmeno senso farne argomento;

                            ad ogni modo, io avevo formulato una questione del tutto diversa:

                            se persino chi non crede in Dio può salvarsi - come sostiene persino il papa - a maggior ragione può chi non creda nella resurrezione, magari - come stato intermedio - credendo in Dio, forse un dio diverso da quello canonico;

                            ma questo equivarrebbe a dire che la fede canonica è inessenziale alla salvezza, e ancor più lo sarebbe quella nella resurrezione.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #689
                              Infatti non ha senso oggettivo ma soggettivo, ognuno sente in maniera diversa anche se tutti sentiamo. Gli oratori romani avevano sempre un senso di riserva. La Gaussiana non stabilisce mai due punti identici seppur vicini; l'oggettività alla quale tu ti riferisci è una sintesi ma non è la realtà, i nostri concetti non sono reali se non trovano verifica in noi stessi....che m'importa a me ( inteso nel senso della ricerca del mio benessere ) se appartengo alla media o mi discosto più o meno. Ecco il senso che io gli do. Per quanto riguarda la resurrezione ci sarebbe da ripassare la parabola dei talenti: non credere alla resurrezione ha il senso di due che camminano per un viottolo, uno crede alla resurrezione ed uno no, ad un certo punto nel viottolo si affaccia un cancello semi aperto con dentro una vigna meravigliosa, il credente entra senza esitare,specialmente se gli piace il vino, chi non crede invece continua a camminare per la sua strada, in effetti chi non crede non ha avuto alcuna condanna, l'ha solo evitata
                              Last edited by crepuscolo; 27-10-2014, 01:53.

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #690
                                Specialmente se gli piace il vino, che e' fondamentale perche' il fare cio' che piace e' motivante per tutti a prescindere.
                                Peccato che nella situazione il contorno e' di pungolo, a mo di forcone ben affilato, per spingere a fare cio' che non piace.


                                Nel tuo dire mi sembra che il credere appunto serva ad enfatizzare le proprie tendenze che di loro aderiscono alla predicazione, mentre chi non crede le ignora.
                                Pero' andrei a chiedere ai volontari che contrastano ebola quanti credono a resurrezione e amminicoli e quanti ci credono fra la massa anonima che fa quello di sempre.

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