dati di fatto e domande: chi mi da una risposta?

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  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #1

    dati di fatto e domande: chi mi da una risposta?

    ▪ Dato di fatto: Tutti gli studi scientifici indicano che la vita non può nascere dalla materia inanimata.
    Domanda: Che basi scientifiche ci sono per affermare che la prima cellula nacque da sostanze chimiche prive di vita?
    ▪ Dato di fatto: I ricercatori hanno ricreato in laboratorio le condizioni ambientali che ritengono esistessero ai primordi della storia della terra. Conducendo esperimenti di questo genere qualche scienziato ha prodotto alcune delle molecole presenti negli esseri viventi.
    Domanda: Se le sostanze chimiche usate negli esperimenti rappresentano l’ambiente terrestre primordiale e le molecole prodotte i mattoni fondamentali della vita, chi o che cosa rappresenta lo scienziato che conduce tali esperimenti? Il cieco caso o un essere intelligente?
    ▪ Dato di fatto: Proteine e RNA devono operare congiuntamente perché la cellula continui a vivere. Gli scienziati ammettono che è molto improbabile che l’RNA si sia formato per caso. Le probabilità che anche solo una proteina si sia formata per caso sono incredibilmente basse. Che RNA e proteine si siano formate per caso nello stesso momento e nello stesso posto e che, per di più, siano state in grado di interagire è praticamente impossibile.
    Domanda: Ci vuole più fede per credere che i milioni di elementi strettamente interconnessi che costituiscono la cellula si siano generati per caso o per credere che la cellula sia frutto di una mente intelligente?
    Ciao Riccardo
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #2
    Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
    Domanda: Ci vuole più fede per credere che i milioni di elementi strettamente interconnessi che costituiscono la cellula si siano generati per caso o per credere che la cellula sia frutto di una mente intelligente?
    Ciao Riccardo
    considerati le probabilità casuali nel cosmo - elevatissime - e la distorsione umana che proietta la volontà sugli eventi, è infinitamente più probabile il caso;

    infatti, tutta la storia della scienza mostra infinite superstizioni, che imputavano eventi naturali ad una volontà - un fulmine, un'alluvione, una malattia - smentite dalla puntuale osservazione che le spiega come il frutto della casuale interazione di fenomeni, a volte semplicemente naturale, a volte col contributo umano; es: se non disboschi quella collina, forse le piogge intense non la faranno franare...
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Pazza_di_Acerra
      люблю беспокоиться
      • 09/12/09
      • 28840

      #3
      Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
      ▪ Dato di fatto: Tutti gli studi scientifici indicano che la vita non può nascere dalla materia inanimata.
      Domanda: Che basi scientifiche ci sono per affermare che la prima cellula nacque da sostanze chimiche prive di vita?
      ▪ Dato di fatto: I ricercatori hanno ricreato in laboratorio le condizioni ambientali che ritengono esistessero ai primordi della storia della terra. Conducendo esperimenti di questo genere qualche scienziato ha prodotto alcune delle molecole presenti negli esseri viventi.
      Domanda: Se le sostanze chimiche usate negli esperimenti rappresentano l’ambiente terrestre primordiale e le molecole prodotte i mattoni fondamentali della vita, chi o che cosa rappresenta lo scienziato che conduce tali esperimenti? Il cieco caso o un essere intelligente?
      ▪ Dato di fatto: Proteine e RNA devono operare congiuntamente perché la cellula continui a vivere. Gli scienziati ammettono che è molto improbabile che l’RNA si sia formato per caso. Le probabilità che anche solo una proteina si sia formata per caso sono incredibilmente basse. Che RNA e proteine si siano formate per caso nello stesso momento e nello stesso posto e che, per di più, siano state in grado di interagire è praticamente impossibile.
      Domanda: Ci vuole più fede per credere che i milioni di elementi strettamente interconnessi che costituiscono la cellula si siano generati per caso o per credere che la cellula sia frutto di una mente intelligente?
      Ciao Riccardo
      Il cosmo è talmente sconfinato e ha possibilità talmente illimitate che anche un evento impossibile diventa probabile...
      semel in anno licet insanire, cotidie melius

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      • Vega
        Opinionista

        • 04/05/05
        • 17951

        #4
        Andreric, perchè invece di ravanarti i neuroni sui libri fuffa e dai fuffologi di geova non ti prendi qualche buon libro universitario di biologia????

        Perchè nessuno di voi talebani religiosi lo fa mai?

        Perchè ripetete a pappagallo sempre quelle 4 cazzate ideologiche che vi raccontano e vi fate raccontare???

        Perchè?????????????????????
        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
          ▪ Dato di fatto: Tutti gli studi scientifici indicano che la vita non può nascere dalla materia inanimata.
          Domanda: Che basi scientifiche ci sono per affermare che la prima cellula nacque da sostanze chimiche prive di vita?
          ▪ Dato di fatto: I ricercatori hanno ricreato in laboratorio le condizioni ambientali che ritengono esistessero ai primordi della storia della terra. Conducendo esperimenti di questo genere qualche scienziato ha prodotto alcune delle molecole presenti negli esseri viventi.
          Domanda: Se le sostanze chimiche usate negli esperimenti rappresentano l’ambiente terrestre primordiale e le molecole prodotte i mattoni fondamentali della vita, chi o che cosa rappresenta lo scienziato che conduce tali esperimenti? Il cieco caso o un essere intelligente?
          ▪ Dato di fatto: Proteine e RNA devono operare congiuntamente perché la cellula continui a vivere. Gli scienziati ammettono che è molto improbabile che l’RNA si sia formato per caso. Le probabilità che anche solo una proteina si sia formata per caso sono incredibilmente basse. Che RNA e proteine si siano formate per caso nello stesso momento e nello stesso posto e che, per di più, siano state in grado di interagire è praticamente impossibile.
          Domanda: Ci vuole più fede per credere che i milioni di elementi strettamente interconnessi che costituiscono la cellula si siano generati per caso o per credere che la cellula sia frutto di una mente intelligente?
          Ciao Riccardo
          Gli atomi che costituiscono la materia sono forse materiale vivente? cosa per cui tutta la materia vivente e' costituita da materiali inaninmati.
          Da un sasso non esce un topo, ma unendosi certi tipi di atomi i loro legami chimici originano una sinergia per cui quell'aggregato specifico in quelle proporzioni e in quel tipo di correlazione chimica da forma ad una struttura le cui caratteristiche funzionali la fanno classificare come viva.
          La stessa cosa per cui 1000 pezzi di ferro disaggregati sono 1000 pezzi di ferro, aggregati originano una macchina rombante che ha un contenuto superiore alla somma aritmetica dei 1000 pezi, subentra un quid di sinergia che produce effetti addizionali.

          Nessun laboratorio puo' riprodurre nelle sue dimensioni la capacita' di elaborazione del laboratorio cosmico dove puoi sprecare materiali ed energia all'infinito e ottenere i risultati con miliardi di anni.
          I due ambienti non sono comparabili come si vorrebbe fare, tuttavia dei risultati di base si ottengono e in scala tanto basta.

          La probabilita' si lega al tempo, in laboratorio ci dedichi settimane, poi nessuno paga piu', ma nel cosmo dove lo spreco anche del tempo e' gratis le probabilita' nei tempi pressoche' infiniti diventano altissime.
          L'errore sta nell'utilizzare tempi umani per processi che hanno utilizzato miliardi di secoli per svilupparsi.

          La fede sta all'antitesi della conoscenza, infatti si sposa bene con l'ignoranza e, meno si sa, piu' si crede in tante cose.
          Non a caso medici e stregoni sono reciprocamente ostili.
          Last edited by Il gatto; 20-10-2014, 11:47.

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17951

            #6
            I nostri "amici" talebani non sanno che nello spazio ci sono molecole organiche, non sanno che nelle meteoriti si sono trovati amminoacidi.
            Non sanno.

            Però vogliono blaterare saccentemente.

            Ma se non avete nemmeno una vaga idea di cosa sia una molecola, ma di che parlate?
            Del nulla.

            L'Rna e le proteine o altro tipo di molecole organica non aspettano certo i testimoni di geova o i cattolici per funzionare se esiste una qualche compatibilità chimica fra di sè qualora vengano a contatto.

            Lo stesso per qualunque elemento e molecola presenti nell'universo.
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              La fede religiosa, salvo rare eccezioni, uccide il pensiero critico perche' il fedele ha gia' tutte le risposte alle sue richieste e mediamente quelle risposte vuole fino ad "amarle".
              In tale situazione ogni deviazione e' un attentato alla sua stabilita' e qualora debba porsi delle questioni, solo perche' obbligato dalla situazione, vedra', volendo solo vedere, quelle pezze di appoggio, piu' o meno valide e presantabili secondo l'abilita' dialettica di cui dispone che confermano e rafforzano la veridicita' delle sue gia' precostituite risposte di fede, al di fuori delle quali esiste, per lui, solo il falso e il nulla, da non prendere in assoluta considerazione, in quanto opera e tentazione del male nei casi piu' spinti.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Dato di fatto: Tutti gli studi scientifici indicano che la vita non può nascere dalla materia inanimata.
                Domanda: Che basi scientifiche ci sono per affermare che la prima cellula nacque da sostanze chimiche prive di vita?
                Nelle scienze naturali, l'origine della vita viene ricondotta alla teoria dell'abiogenesi (dal greco a-bio-genesis, "origini non biologiche"), che studia come la vita sia comparsa e si sia sviluppata sulla Terra e, ipoteticamente, in altri luoghi dell'universo conosciuto, a partire dal big bang (datato 13,7 miliardi di anni fa) fino ai giorni nostri.[1]

                L'origine della vita sulla Terra è databile entro un periodo compreso tra i 4,4 miliardi di anni fa, quando l'acqua allo stato liquido comparve sulla superficie terrestre,[2] e i 2,7 miliardi di anni fa quando la prima incontrovertibile evidenza della vita è verificata da isotopi stabili[3][4] e biomarcatori molecolari che mostrano l'attività di fotosintesi.[5][6]

                Il concetto di origine della vita è stato trattato fin dall'antichità nell'ambito di diverse religioni e nella filosofia; con lo svilupparsi di modelli scientifici spesso in contrasto con quanto letteralmente affermato nei testi sacri delle religioni, l'origine della vita è diventato tema di dibattito tra scienza e fede.[7]

                Dal punto di vista scientifico, la spiegazione dell'origine della vita parte dal presupposto fondamentale che le prime forme viventi si originarono da materiale non vivente, attraverso reazioni che, attualmente, non sono più in atto sul nostro pianeta.
                L'interrogativo su come si originò la vita sulla Terra si pose soprattutto in seguito allo sviluppo della teoria della evoluzione per selezione naturale, elaborata in modo indipendente da A.R. Wallace e da C.R. Darwin nel 1858, la quale suggeriva che tutte le forme di vita sono legate da relazioni di discendenza comune, attraverso ramificati alberi filogenetici che riconducono ad un unico progenitore, estremamente "semplice" dal punto di vista biologico.
                Il problema era capire come si originò questa semplice forma primordiale, presumibilmente una cellula molto simile agli attuali procarioti, contenente l'informazione genetica, conservata negli acidi nucleici, oltre a proteine e altre biomolecole indispensabili alla propria sopravvivenza e riproduzione.

                Il processo evolutivo che ha portato alla formazione di un sistema complesso e organizzato (ovvero il primo essere vivente) a partire dal mondo prebiotico è durato centinaia di milioni d'anni, ed è avvenuto attraverso tappe successive di eventi che, dopo un numero elevato di tentativi e grazie all'intervento della selezione naturale, hanno portato a sistemi progressivamente più complessi.
                La prima tappa fondamentale è stata la produzione di semplici molecole organiche, come amminoacidi e nucleotidi, che costituiscono "i mattoni della vita". Gli esperimenti di S. Miller ed altri hanno dimostrato che quest'evento era realizzabile nelle condizioni chimico-fisiche della Terra primordiale, caratterizzata da un'atmosfera riducente. Inoltre, il ritrovamento di molecole organiche nello spazio, all'interno di nebulose e meteoriti, ha dimostrato che queste reazioni sono avvenute anche in altri luoghi dell'universo, tanto che alcuni scienziati ritengono che le prime biomolecole siano state trasportate sulla Terra per mezzo di meteoriti.
                La questione più difficile è spiegare come, da questi semplici composti organici, concentrati nei mari in un brodo primordiale, poterono formarsi delle cellule dotate dei requisiti minimi essenziali per poter essere considerate viventi, cioè la capacità di utilizzare materiali presenti nell'ambiente per mantenere la propria struttura, organizzazione e potersi riprodurre.

                Molti scienziati hanno cercato di chiarire, attraverso ipotesi ed esperimenti, le tappe fondamentali che hanno condotto alla vita, tra cui l'origine dei primi polimeri biologici e, tra questi, di una molecola capace di produrre copie di se stessa, il "replicatore", dal quale derivano i nostri geni, e la formazione delle prime membrane biologiche, che hanno creato dei compartimenti isolati dall'ambiente esterno, nei quali si sono evoluti i primi sistemi di reazioni e le prime vie metaboliche catalizzate da enzimi.
                Nonostante ciò, la ricostruzione della storia della vita presenta ancora molti interrogativi, concernenti soprattutto la successione degli eventi. I progressi in questo campo di ricerca sono ostacolati dalla carenza di reperti fossili e dalla difficoltà di riprodurre questi processi in laboratorio.

                Indice

                Storia del concetto nella scienza
                La teoria della generazione spontanea
                Verso le teorie moderne
                Modelli correnti
                Origine delle molecole organiche
                Esperimenti di Miller
                Esperimenti recenti che si rifanno agli esperimenti di Miller
                Ipotesi di Eigen
                Ipotesi di Wächtershäuser
                Ipotesi sull'origine dell'omochiralità
                Dalle molecole organiche alle protocellule
                Modello "Prima i Geni": il mondo a RNA
                Modelli "Prima il Metabolismo": mondo a ferro-zolfo e altri
                Teoria delle bolle
                Altri modelli
                Autocatalisi
                Teoria dell'argilla
                "Biosfera profonda-calda" modello di Gold
                Il Mondo a lipidi
                Il modello a polifosfati
                Il modello dell'ecopoiesi
                Vita "primitiva" extraterrestre
                La presenza di acqua
                Acqua su Marte
                L'arrivo sulla Terra
                L'origine della vita nella cultura
                Religione e mitologia
                Australiani aborigeni
                Babilonia
                Bantu
                Buddismo
                Cherokee
                Cina
                Bibbia
                Filosofia
                Arte


                Quanto all'evoluzione e' un paio di volte che viene posta l'incongruenza per cui un sasso non possa evolvere un topo.
                Cio' palesemente e notoriamente non e' possibile in quanto gli individui minerali, o umani una volta formati non evolvono.
                I minerali non evolvono mai, evolvono solo le entita' biologiche che in qualche modo si riproducono in quanto la loro riproduzione per varie cause, difetti del dna, radiazioni e altro non sono fotocopie esatte di chi la origina e hanno caratteristiche, mediamente infinitesimali, diverse.
                Tuttavia queste diversita' all'esame dell'ambiente ostile possono essere premiate con una maggiore facilita' a riprodursi e farlo numericamente, o punite con una facilita' alla distruzione di quell'individuo detentore di una caratteristica che, per quanto secondaria, e' penalizzante nell'ambiente in cui capita.

                Questa sequenza di differenze fra produttore e prodotto non cessa mai nella catena riproduttiva e cosi' nell'ordine dei milioni di anni, quanto non miliardi, da una forma di vita, se ne forma una, o piu' che coesistono, completamente diverse dalla prima forma e da quelle parallele.
                Per cui non si ha una evoluzione individuale per cui con la pazienza ad un serpente possano crescere le ali, ma con i milioni di anni, con infiniti tentativi in effetti dai pesci, uscirono gli anfibi, quindi i rettili e pure i rettili volanti.
                Si ha una evoluzione di specie, non di individuo e tanto meno su tempi umani, infatti ci vogliono almeno le ere per trovare certe mutazioni.
                Last edited by Il gatto; 20-10-2014, 18:19.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Evoluzione genetica dell'uomo

                  Evoluzione genetica dell'uomo

                  Che cosa è l'uomo, se il suo supremo bene e tutto il prezzo del suo tempo restringesi nel mangiare e nel dormire? Un bruto, e null'altro. Certo quegli che ne dotò di questa sublime ragione, che può veder nel passato e nell'avvenire, non ci ha data questa intelligenza, celeste facoltà, perch'ella in noi si rimanga inerte. Questo si legge nell'Amleto di William Shakespeare.
                  Comprendere la base genetica dei tratti fisici e comportamentali che distinguono gli esseri umani dagli altri Primati rappresenta una delle nuove grandi sfide della biologia. Dei milioni di differenze nelle coppie di basi tra esseri umani e scimpanzé, quali particolari cambiamenti hanno contribuito all'evoluzione delle caratteristiche dell'uomo in seguito alla separazione delle discendenze Pan e Homo qualche milione di anni fa? Cosa rende gli esseri umani moderni diversi dalle grandi scimmie antropomorfe e dai primi Ominidi? In quali Ominidi e quando nel processo evolutivo sono apparsi i tratti fisici e i comportamenti significativi? Dove, nei nostri cervelli più grandi, risiedono le facoltà specifiche degli esseri umani? Si tratta di interrogativi di vecchia data in paleoantropologia e in anatomia comparata, fin dai tempi della scoperta dei teschi di Neanderthal e dai primi studi sulle grandi scimmie antropomorfe nel XIX secolo. Oggi risolvere il mistero delle origini dell'uomo significa andare oltre la descrizione e la storia dei suoi tratti distintivi, indagando i meccanismi genetici che stanno alla base della loro formazione ed evoluzione. Con la caratterizzazione del genoma umano, e quella del nostro 'cugino' scimpanzé in arrivo, le indagini per scoprire la base genetica dei tratti fisici e comportamentali che ci distinguono dalle altre scimmie antropomorfe stanno rapidamente acquistando slancio.
                  I genomi divergono in funzione del tempo e la maggior parte dei cambiamenti che si accumulano nella sequenza tra due qualsiasi specie imparentate tra loro sono selettivamente neutri o quasi neutri, poiché non sembrano contribuire a creare differenze funzionali o fenotipiche che possano costituire dei vantaggi adattativi. È molto importante sviluppare metodi per distinguere le 'prove incontrovertibili' dell'evoluzione genetica dell'uomo, dovuta soprattutto alla selezione naturale, dal normale e non significativo ticchettio dell'orologio dell'evoluzione molecolare. La misura e la velocità dell'evoluzione morfologica negli Ominidi suggeriscono molti cambiamenti evolutivi indipendenti e incrementali che, sulla base delle recenti scoperte in animali modello, si ritiene siano di natura poligenica e regolatrice. La genomica comparativa, la genetica delle popolazioni, le analisi dell'espressione genica e la genetica medica hanno iniziato a fare incursioni, in modo sinergico, nella complessa architettura dell'evoluzione umana. La grande sfida consiste nello spiegare il numero, l'identità e le funzioni dei geni, nonché i cambiamenti specifici al loro interno, che hanno dato forma all'evoluzione dei tratti distintivi del genere Homo e in particolare di Homo sapiens. Questo traguardo è stato realizzato solo per alcuni tratti distintivi in sistemi modello: si tratta infatti di un compito difficile applicare questo tipo di indagine alle caratteristiche umane sulle quali sappiamo così poco, e in una prospettiva ampia quanto l'intero arco dell'evoluzione umana.

                  sommario
                  1. L'albero degli Ominidi. 2. Una mente meravigliosa. 3. L'evoluzione umana rappresentò un'eccezione? 4. L'aritmetica dell'evoluzione della sequenza umana. 5. Genomica comparativa. 6. Migliaia di cambiamenti adattativi nel proteoma umano? 7. L'evoluzione dell'espressione genica umana. 8. Geni candidati nell'evoluzione umana. 9. L'evoluzione di un gene che influisce sul linguaggio. 10. Le funzioni dei geni selezionati. □ Bibliografia.

                  1. L'albero degli Ominidi

                  Per avvicinarsi alle origini dei tratti distintivi dell'uomo a livello genetico, è essenziale avere come sistema di riferimento una storia della nostra discendenza e dei caratteri che la distinguono. È inadeguato e fuorviante considerare soltanto l'anatomia e lo sviluppo comparativi (o i genomi) degli esseri umani, degli..........
                  http://www.treccani.it/enciclopedia/...ella-Tecnica)/

                  Comment

                  • andreric
                    Opinionista
                    • 26/04/14
                    • 883

                    #10
                    Un fatto è qualcosa che esiste al di là di ogni dubbio. È una cosa effettiva, una realtà obiettiva. Si basa su prove solide.
                    Una teoria è qualcosa di non dimostrato ma preso a volte per vero per amore dell’argomento. Dev’essere ancora dimostrato che è conforme ai fatti. Ciò nondimeno, a volte si asserisce che una semplice teoria sia un fatto.
                    La teoria dell’evoluzione organica rientra in questa categoria.
                    IL 30*settembre 1986 il New York Times pubblicò un articolo di un professore della New York University, Irving Kristol. Egli affermava che se l’evoluzione fosse insegnata nelle scuole pubbliche come teoria —*poiché altro non è*— anziché come un fatto —*poiché non lo è*— non ci sarebbe la disputa ora in atto fra evoluzione e creazionismo. Kristol ha dichiarato: “È quasi fuori di dubbio che è stato questo dogmatismo pseudoscientifico a provocare l’attuale reazione religiosa”.
                    “Sebbene questa teoria sia insegnata di solito come verità scientifica assodata”, dice Kristol, “non lo è assolutamente. Ha troppe lacune. Le prove geologiche non ci forniscono la gamma di specie intermedie che ci aspetteremmo. Inoltre, gli esperimenti di laboratorio rivelano che è praticamente impossibile che una specie si evolva in un’altra, pur ammettendo l’incrocio selezionato e alcune mutazioni genetiche. .*.*. La graduale trasformazione della popolazione di una specie in un’altra è un’ipotesi biologica, non un fatto biologico”.
                    L’articolo ha punto sul vivo Stephen Jay Gould, docente alla Harvard University, il quale sostiene con fervore che l’evoluzione è un fatto, non una semplice teoria. La sua replica all’articolo di Kristol è stata pubblicata sul numero del gennaio 1987 di Discover, una rivista scientifica di ampia divulgazione. La risposta rivelava proprio il dogmatismo deplorato da Kristol.
                    Nel suo scritto di protesta, Gould ripete una dozzina di volte la sua asserzione secondo cui l’evoluzione è un fatto. Alcuni esempi: Darwin ha dimostrato che “l’evoluzione è un fatto”. “Che l’evoluzione sia un fatto è così ben dimostrato come qualsiasi altro fatto scientifico (è così sicuro come la rivoluzione della terra attorno al sole)”. All’epoca in cui Darwin morì, “quasi tutte le persone riflessive avevano accettato l’evoluzione come un fatto”. “L’evoluzione è così ben stabilita come qualsiasi altro fatto scientifico (ne esporrò le ragioni fra breve)”. “Che l’evoluzione sia un fatto si basa su numerosi dati che rientrano approssimativamente in tre grandi categorie”.
                    Per la prima di queste “tre grandi categorie” di “numerosi dati”, Gould cita come “prova diretta” dell’evoluzione i piccoli cambiamenti entro alcune specie di farfalle, drosofile e batteri. Ma queste variazioni nell’ambito della specie sono irrilevanti ai fini dell’evoluzione. Il problema dell’evoluzione è quello della trasformazione di una specie in un’altra. Gould definisce Theodosius Dobzhansky “il massimo evoluzionista del nostro secolo”. Ma è lo stesso Dobzhansky a scartare il succitato argomento di Gould ritenendolo irrilevante.
                    In quanto alle drosofile menzionate da Gould, Dobzhansky dice che le mutazioni causano di solito “deterioramento, blocco o scomparsa di qualche organo. .*.*. Molte mutazioni, in effetti, sono letali per il soggetto. I mutanti pari per vitalità alla drosofila normale sono una minoranza, e non si conoscono mutanti che costituirebbero un sensibile miglioramento della normale organizzazione negli ambienti normali”.
                    Anche Science, la rivista ufficiale dell’Associazione Americana per il Progresso della Scienza, contraddice l’argomento di Gould: “Le specie hanno in effetti la capacità di subire lievi modificazioni nelle loro caratteristiche fisiche e d’altro genere, ma questa capacità è limitata, e a lungo andare si riflette in una oscillazione intorno a valori medi”. Sia nelle piante che negli animali le variazioni all’interno di una specie oscilleranno o si muoveranno come palline agitate in un barattolo di vetro: le variazioni rimangono entro i confini della specie come le palline rimangono dentro il barattolo. Come dice il racconto biblico della creazione, possono esserci diverse varietà di una pianta o di un animale, ma ciascuno si riproduce soltanto “secondo la sua specie”. —*Genesi 1:12, 21, 24,*25.
                    Per la seconda delle sue tre categorie, Gould presenta le grandi mutazioni: “Abbiamo la prova diretta di grandi cambiamenti, basata sulle sequenze evidenti nella testimonianza dei fossili”. Dicendo che ci sono stati grandi cambiamenti, che una specie si è trasformata in un’altra con pochi grandi salti, egli elude il bisogno dei fossili intermedi che non esistono. Ma passando dai piccoli cambiamenti ai grandi salti, finisce dalla padella nella brace.
                    A questo riguardo Kristol osserva: “Non siamo a conoscenza di nessun ‘salto quantico’ che crei nuove specie, dato che quasi tutte le mutazioni genetiche operano contro la sopravvivenza dell’individuo”. E Theodosius Dobzhansky, che è per Gould “il massimo evoluzionista del nostro secolo”, è d’accordo con Kristol. La sua affermazione secondo cui molte mutazioni sono letali vale in particolar modo per le grandi mutazioni ‘quantiche’; pure degne di nota sono le sue parole secondo cui ‘non si conoscono mutazioni che producano grandi miglioramenti’. Mancando le prove di questi grandi cambiamenti, Gould ricorre al vecchio e sfruttato espediente degli evoluzionisti: “La testimonianza dei fossili è molto imperfetta”.
                    Gould, comunque, presenta come “prova diretta di grandi cambiamenti” quello che definisce uno ‘splendido esempio’, cioè “l’evoluzione umana in Africa”. Ma gli evoluzionisti ammettono in genere che questo campo è tutt’altro che ‘splendido’. È fonte di accese controversie, un campo di battaglia riguardante denti e frammenti d’osso che evoluzionisti dalla vivida immaginazione trasformano in uomini-scimmia pelosi, ricurvi e dalle sopracciglia irsute. Neppure stavolta Dobzhansky sostiene Gould: “Perfino questa storia relativamente recente [dalla scimmia all’uomo] è piena di incertezze; gli esperti sono spesso in disaccordo, sia su questioni fondamentali che su dettagli”.
                    L’ultima delle “tre grandi categorie” che secondo Gould provano che l’evoluzione è un fatto è la somiglianza fra le specie. (L’attuale tendenza, però, è quella di sminuire l’importanza delle somiglianze fisiche come prova di correlazione; ora si dà importanza alle affinità genetiche, anche in casi dove le caratteristiche fisiche differiscono notevolmente). Gould presenta due esempi di correlazione dimostrata dalla somiglianza. Primo: “Perché il nostro corpo, dalle ossa della schiena alla muscolatura del ventre, presenta le vestigia di una struttura più adatta alla vita da quadrupede se non discendiamo da creature a quattro zampe?”
                    Uno strano ragionamento. Possiamo camminare e correre eretti come bipedi, farlo ininterrottamente per molti chilometri, senza alcun problema di spina dorsale e di muscolatura ventrale. A meno che, naturalmente, non rimaniamo inattivi su una sedia per la maggior parte delle ore in cui siamo svegli, non esercitando mai i muscoli della schiena e del ventre. Ma chi vi è allenato è in grado di inseguire, sfinire e catturare animali selvatici a quattro zampe e, nella stragrande maggioranza dei casi, vivere più a lungo di loro. Noi stiamo benissimo su due piedi; i quadrupedi, a quanto sembra, sono a loro agio su quattro.
                    Il secondo esempio di Gould: “Perché le piante e gli animali delle Galápagos assomigliano tanto, pur con lievi differenze, a quelli dell’Ecuador, il tratto di terra più vicino, situato 960 chilometri a est? .*.*. Le somiglianze possono solo significare che le creature dell’Ecuador colonizzarono le Galápagos, diversificandosi poi con un naturale processo evolutivo”. L’unica cosa che le somiglianze possono significare e significano è che ci sono variazioni entro le specie. I fringuelli, per esempio, sono ancora fringuelli.
                    Gould schernisce quelli che credono nella creazione, secondo i quali “Dio permette modificazioni limitate entro i tipi creati, ma non si può mai cambiare un gatto in un cane”. Quindi chiede: “Chi ha mai detto che ciò si possa fare o che la natura l’abbia fatto?” Nondimeno egli crede che sia avvenuto un cambiamento assai più improbabile. Quello di un gatto che diventa cane è sempre un cambiamento nell’ambito dei mammiferi, mentre Gould dice che “i dinosauri si evolvono in uccelli”.
                    Irving Kristol termina il suo articolo pubblicato sul New York Times dicendo: “L’attuale insegnamento dell’evoluzione nelle scuole pubbliche rivela in effetti un pregiudizio ideologico contro la fede religiosa, in quanto insegna come ‘fatto’ quella che è soltanto un’ipotesi. .*.*. Se cristiani credenti si convinceranno che i loro figli non ricevono un’istruzione antireligiosa, si può ragionevolmente sperare che saranno nuovamente soddisfatti di questa tradizione americana [che prevede la separazione fra Chiesa e Stato]”.
                    Kristol mostra la saggezza di questa idea della separazione quando dice: “Le questioni teologiche possono facilmente diventare motivo di contrasto”. Questo è proprio ciò che il “creazionismo scientifico” promosso da alcuni creazionisti diventerebbe se venisse insegnato nelle aule scolastiche. Alcune sue tesi non sono scritturali. Per menzionarne solo una, quella che i giorni creativi di Genesi siano giorni di 24*ore. La parola ebraica tradotta “giorno” può essere ed è usata nella Bibbia per intendere 12*ore, 24*ore, una stagione, un anno, mille anni o parecchie migliaia d’anni, secondo il particolare contesto e il modo in cui è usata.
                    Le aule scolastiche non sono il luogo in cui rendere pubbliche le divergenze religiose. Né sono il luogo, dice Kristol, per insegnare l’ipotesi dell’evoluzione come un fatto quando in realtà essa stessa è diventata una moderna religione sostenuta solo dal dogmatismo.
                    Gould dice appropriatamente che “i miti diventano credi man mano che vengono ripetuti e manipolati senza le debite prove”. È vero. È così che si sono formati i credi religiosi secondo cui la Bibbia insegnerebbe che l’anima è immortale, che i malvagi sono tormentati per sempre nell’inferno di fuoco, che Dio è una trinità, cioè uno e trino, che i giorni creativi di Genesi capitolo*1 sono giorni di 24*ore, tutto questo senza le debite prove bibliche.
                    Ed è così che anche il ritornello secondo cui ‘l’evoluzione è un fatto’ diventa un credo: ‘continuando a ripeterlo senza le debite prove’ scientifiche.
                    Ciao Riccardo

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #11
                      Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
                      Un fatto è qualcosa che esiste al di là di ogni dubbio. È una cosa effettiva, una realtà obiettiva. Si basa su prove solide.
                      Una teoria è qualcosa di non dimostrato ma preso a volte per vero per amore dell’argomento. Dev’essere ancora dimostrato che è conforme ai fatti. Ciò nondimeno, a volte si asserisce che una semplice teoria sia un fatto.
                      La teoria dell’evoluzione organica rientra in questa categoria.
                      questo vale per qualsiasi cosa osservabile dalla scienza, per definizione, ma non cambia nulla;

                      la scienza offre spiegazioni dei fatti sulla base degli elementi disponibili, e per definizione ogni elemento nuovo può raffinare o eventualmente la teoria;
                      quando hai evidenze sperimentali cospicue e convergenti, e nessuna confutazione, la teoria è molto robusta, anche se teoricamente non definitiva;

                      Riccardo, per scrivere qui le tue idee, tu paghi un canone ad una compagnia telefonica e perciò fai affidamento sull'efficacia dei modelli elettronici che presiedono ad una comunicazione efficiente; altrimenti non pagheresti;
                      ma un preteso mago potrebbe dirti - perché è la verità - che non è dimostrabile che quel modello di teoria funzionerà sempre e comunque, perché ciò non è dimostrato senza ombra di dubbio, esattamente come la teoria dell'evoluzione; e quel mago ti dirà: pagami 5 anni di canone anticipati e ti darò un talismano della comunicazione che funzionerà sempre e comunque;

                      e lo stesso vale per la tecnologia di cui fruisci o con cui hai quotidianamente contatto ogni giorno e alla quale dai affidamento; c'è sempre una percentuale teorica di revisione, ma finche le cose vengono spiegate e non confutate, l'aereo si costruisce in quel modo e ti porta sano e salvo in luoghi distanti; la tariffa assicurativa è quella perché nessuno sa quale automobilista avrà un incidente, ma la stima probabilistica di quanti e del relativo costo è funzionalmente esatta; e così tutto il resto...

                      pertanto, una cosa come quella che scrivi è comprensibile se espressa da una persona molto ingenua; altrimenti si tratterebbe di mala fede;
                      al momento, la teoria dell'evoluzione è molto robusta e continuamente rafforzata, soprattutto dalla mappatura genetica; dapprima quella umana, completata da alcuni anni, e ora da quella animale, ovviamente molto più lunga, ma che offre finora conferme;

                      nessuna confutazione dell'impianto generale è mai stata prodotta; "confutazione" vuol dire un fatto, un'evidenza che di per sé rende impossibile e falsa la teoria; es: il ritrovamento di un homo sapiens risalente ad un milione di anni fa o molto antecedente;

                      ci possono essere margini di errore relativamente piccoli, ma questo non mette in crisi la teoria nel suo complesso; esattamente come un calcolo errato della portanza d'ala che ha la conseguenza di far precipitare un aereo non implica che la teoria fisica aerodinamica sia "sbagliata" e confutata.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17951

                        #12
                        Come si dice...l'importante è crederci.

                        Ma lo capisco più che bene. Perchè fare fatica quando basta copia-incollare pappardelle schematiche?
                        Ma giustamente è più facile!!! Uno fa il sapientone con tre boiate appiccicate et voilà!!
                        E così chi lo fa è contento, si sente bravo, rinforza le sue sicurezze.
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                        • okno
                          Party Crasher
                          • 30/03/06
                          • 15292

                          #13
                          Riccardo, l'evoluzionismo è andato oltre Darwin. Siamo nel 2014 (si, nonostante i proclami della "torre", il mondo non è finito prima del 2000) e non nel 1986, aggiòrnati.
                          "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                          -=1313=-

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                          • Vega
                            Opinionista

                            • 04/05/05
                            • 17951

                            #14
                            Ma infatti sono terrificanti questi copia-incolla. Ci fosse poi qualcosa che riguarda gli anni 2000!!!
                            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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