L'uso dell'espressione da parte di Gesù.
L'espressione "figlio dell'uomo" ha come caratteristica il fatto di essere sempre pronunciata da Gesù. Benché sia presente ( 30 volte in Matteo,14 volte in Marco,25 volte in Luca,13 volte in Giovanni ), non ricorre mai sulle labbra degli interlocutori, né negli enunciati degli evangelisti.
Le eccezioni sono soltanto apparenti: la folla ripete l'espressione appena usata da Gesù, chiedendogliene il significato ( Gv. 12,34); l'angelo ricorda alle donne, dopo la resurrezione, una predizione fatta da Gesù ( Lc. 24,6-7); Stefano riprende l'annuncio fatto al Sinedrio per testimoniare la realizzazione ( At. 7,56; cfr. Mc. 16,42; Lc. 22,69). La tradizione posteriore non si è servita di questo titolo per designare Gesù e, quando l'ha commentato, non sembra averne colto la portata. Questo non uso e questa incomprensione da parte della comunità ci impongono una conclusione:
l'espressione proviene dal linguaggio di Gesù stesso.
Solo se si tratta di una parola autenticamente pronunciata da Gesù, in un modo che gli è personale, si può spiegare il fatto che egli sia l'unico ad impiegarla [questa conclusione sembra solidamente acquisita nonostante tutti i tentativi di considerare il titolo " Figlio dell'uomo" come un titolo in uso nella comunità primitiva. Questi tentativi cozzano contro il fatto innegabile che nei testi evangelici il termine è sempre usato da Gesù e non da altri].
Far risalire l'espressione ad un titolo che sarebbe stato in uso nella comunità primitiva e da essa applicato a Gesù, significa andar contro la constatazione fondamentale che risulta dai testi stessi:
l'espressione è esclusivamente propria a Gesù ed è rimasta enigmatica per i suoi contemporanei [R. Leivestad invoca il fatto che il termine si trova esclusivamente in bocca a Gesù, per scartare l'opinione di coloro che come Bultmann, Todt, Hann, riconoscono come autentiche soltanto alcune affermazioni riguardanti il Figlio dell'uomo. Ma questo autore si spinge troppo oltre nel negare che "il Figlio dell'uomo" possa essere un titolo apocalittico che Gesù ha applicato a se stesso].
L'espressione "figlio dell'uomo" ha come caratteristica il fatto di essere sempre pronunciata da Gesù. Benché sia presente ( 30 volte in Matteo,14 volte in Marco,25 volte in Luca,13 volte in Giovanni ), non ricorre mai sulle labbra degli interlocutori, né negli enunciati degli evangelisti.
Le eccezioni sono soltanto apparenti: la folla ripete l'espressione appena usata da Gesù, chiedendogliene il significato ( Gv. 12,34); l'angelo ricorda alle donne, dopo la resurrezione, una predizione fatta da Gesù ( Lc. 24,6-7); Stefano riprende l'annuncio fatto al Sinedrio per testimoniare la realizzazione ( At. 7,56; cfr. Mc. 16,42; Lc. 22,69). La tradizione posteriore non si è servita di questo titolo per designare Gesù e, quando l'ha commentato, non sembra averne colto la portata. Questo non uso e questa incomprensione da parte della comunità ci impongono una conclusione:
l'espressione proviene dal linguaggio di Gesù stesso.
Solo se si tratta di una parola autenticamente pronunciata da Gesù, in un modo che gli è personale, si può spiegare il fatto che egli sia l'unico ad impiegarla [questa conclusione sembra solidamente acquisita nonostante tutti i tentativi di considerare il titolo " Figlio dell'uomo" come un titolo in uso nella comunità primitiva. Questi tentativi cozzano contro il fatto innegabile che nei testi evangelici il termine è sempre usato da Gesù e non da altri].
Far risalire l'espressione ad un titolo che sarebbe stato in uso nella comunità primitiva e da essa applicato a Gesù, significa andar contro la constatazione fondamentale che risulta dai testi stessi:
l'espressione è esclusivamente propria a Gesù ed è rimasta enigmatica per i suoi contemporanei [R. Leivestad invoca il fatto che il termine si trova esclusivamente in bocca a Gesù, per scartare l'opinione di coloro che come Bultmann, Todt, Hann, riconoscono come autentiche soltanto alcune affermazioni riguardanti il Figlio dell'uomo. Ma questo autore si spinge troppo oltre nel negare che "il Figlio dell'uomo" possa essere un titolo apocalittico che Gesù ha applicato a se stesso].

, continuavano sempre, in economia lo chiamo "carpe diem", prendi l'attimo, e mister Bonelli e mister Galeppini, rispettivamente ideatore e disegnatore, l'attimo l'hanno preso eccome, con me
; allora tanta era la mia curiosità per conoscere come avrebbe continuato quell'avventura che finiva così pericolosamente, preoccupazione condivisa dalla mia generazione ma che ora maturata, almeno lo spero
anche satanasso o tizzoni ma il non plus ultra e mandiamoli a spalar carbone da messere Satanasso, caffè e liquori magari di marca, mi sa che siamo andati fuori tema caro axeUgene
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