Il Natale: culto del sole sotto mentite spoglie

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66045

    #151
    Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
    Certo caro Cono "Il mio Regno non è di questo mondo" Il regno di Cristo , che adesso governa è nei cieli, Gesù è il Re ma immortale , a differenza degli altri re, come Pilato che non ci sono più. Questo Regno celeste porterà benefici (ne abbiamo bisogno!) a tutta l'umanità, ma sulla terra , purificata, non in cielo.
    La Bibbia descrive vividamente le benedizioni che verranno elargite sotto il Regno. Eccone alcune:
    “Fa cessare le guerre fino all’estremità della terra. Frantuma l’arco e taglia a pezzi la lancia; brucia i carri nel fuoco”. —*Salmo 46:9.
    “Certamente edificheranno case e le occuperanno; e certamente pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. Non edificheranno e qualcun altro occuperà; non pianteranno e qualcun altro mangerà”. —*Isaia 65:21,*22.
    “[Dio] asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più cordoglio né grido né dolore. Le cose precedenti sono passate”. —*Rivelazione 21:3,*4.
    “In quel tempo gli occhi dei ciechi saranno aperti, e i medesimi orecchi dei sordi saranno sturati. In quel tempo lo zoppo salterà proprio come fa il cervo, e la lingua del muto griderà di gioia”. —*Isaia 35:5,*6.
    “L’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe commemorative udranno la [voce di Gesù] e ne verranno fuori, quelli che hanno fatto cose buone a una risurrezione di vita”. —*Giovanni 5:28,*29.
    “I mansueti stessi possederanno la terra, e in realtà proveranno squisito diletto nell’abbondanza della pace”. —*Salmo 37:11.
    Queste sono senza dubbio buone notizie! Le profezie bibliche adempiute mostrano inoltre che è prossimo il tempo in cui il Regno eserciterà il suo giusto dominio su tutta la terra.
    Ciao Riccardo
    Stai ripetendo l'errore e l'equivoco che caratterizzò l'attesa messianica in Israele, Riccardo: Un mero liberatore terrestre dalla tirannìa dei Romani e, in senso lato, dalle ingiustizie del mondo
    Ebbene: Gesù Cristo è molto molto di più! Quando afferma "Vado a prepararvi un posto" è chiaro che prefigura un luogo TOTALMENTE diverso dalla nostra, passeggera e momentanea, dimora quaggiù, sotto le stelle.
    amate i vostri nemici

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    • Vega
      Opinionista

      • 04/05/05
      • 17969

      #152
      Sai spiegare una buona volta perchè ha creato il pianeta Terra se la vera vita è un'altra?
      Che cacchio ci ha messi qui a fare?

      Caqpisco che c'è stato il peccato originale, ma dire che si andrà in un posto migliore dequalifica comunque quanto ha creato prima e di aver creato questa reaqltà, peccato o non peccato.
      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #153
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Stai ripetendo l'errore e l'equivoco che caratterizzò l'attesa messianica in Israele, Riccardo: Un mero liberatore terrestre dalla tirannìa dei Romani e, in senso lato, dalle ingiustizie del mondo
        Ebbene: Gesù Cristo è molto molto di più! Quando afferma "Vado a prepararvi un posto" è chiaro che prefigura un luogo TOTALMENTE diverso dalla nostra, passeggera e momentanea, dimora quaggiù, sotto le stelle.
        Se è un posto nuovo come sostieni tu allora deve essere sostanzialmente spirituale. E qui ci vuole molta immaginazione.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #154
          Ma poi i risorti deve li sbatti? e, quando si spegne il sole, serve una evacuazione di massa di gente che e' stata un'eternita' in contemplazione.
          Sai che goduria.

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          • andreric
            Opinionista
            • 26/04/14
            • 883

            #155
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            Stai ripetendo l'errore e l'equivoco che caratterizzò l'attesa messianica in Israele, Riccardo: Un mero liberatore terrestre dalla tirannìa dei Romani e, in senso lato, dalle ingiustizie del mondo
            Ebbene: Gesù Cristo è molto molto di più! Quando afferma "Vado a prepararvi un posto" è chiaro che prefigura un luogo TOTALMENTE diverso dalla nostra, passeggera e momentanea, dimora quaggiù, sotto le stelle.
            Caro Cono
            Gesù predisse che i falsi profeti avrebbero corrotto i suoi insegnamenti e che la maggioranza delle persone sarebbe stata sviata. (Matt. 24:11) L’apostolo Pietro avvertì i cristiani: “Fra voi ci saranno falsi maestri”. (2*Piet. 2:1) L’apostolo Paolo parlò di “un periodo di tempo in cui [gli uomini non avrebbero sopportato] il sano insegnamento, ma, secondo i loro propri desideri, si [sarebbero accumulati] maestri per farsi solleticare gli orecchi”. (2*Tim. 4:3,*4) Satana svia le persone e si è servito del cristianesimo apostata per nascondere la rincuorante verità inerente al proposito di Dio per l’uomo e per la terra. —*Leggi 2*Corinti 4:3,*4.
            Le Scritture spiegano che il Regno di Dio è un governo celeste che stritolerà tutti i governi umani e porrà loro fine. (Dan. 2:44) Durante i mille anni di dominio di Cristo, Satana sarà confinato in un abisso, i morti saranno risuscitati e l’umanità sarà elevata alla perfezione sulla terra. (Riv. 20:1-3, 6,*12; 21:1-4) Tuttavia i capi religiosi apostati della cristianità hanno adottato altre idee. Per esempio Origene di Alessandria, uno dei Padri della Chiesa vissuto nel III*secolo, condannò chi credeva nelle benedizioni terrene del Millennio. Il teologo cattolico Agostino di Ippona (354-430*E.V.) “si convinse che non ci sarebbe stato nessun millennio”, dice The Catholic Encyclopedia.
            Perché Origene e Agostino erano contrari al millenarismo? Origene era un allievo di Clemente di Alessandria, che aveva mutuato l’idea dell’anima immortale dalla tradizione greca. Fortemente influenzato dalle idee di Platone sull’anima, Origene “prese da Platone l’intero dramma cosmico dell’anima e lo incorporò nella dottrina cristiana”, osserva il teologo Werner Jaeger. Pertanto Origene spostò le benedizioni del Millennio dalla terra al reame spirituale.
            Agostino si convertì al “cristianesimo” quando aveva 33*anni, ma prima di allora era diventato un seguace del neoplatonismo, un indirizzo filosofico che si ispirava al pensiero di Platone e che fu elaborato da Plotino nel III*secolo. Dopo la sua conversione, Agostino non si discostò dal pensiero neoplatonico. Secondo un’opera di consultazione, “la sua mente fu il crogiolo in cui la religione del Nuovo Testamento si fuse nel modo più assoluto con la tradizione platonica della filosofia greca”. (The New Encyclopædia Britannica) Stando a un’altra enciclopedia, Agostino diede “una spiegazione allegorica” del Regno millenario descritto nel capitolo*20 di Rivelazione. “Questa spiegazione”, aggiunge l’opera, “fu adottata dai successivi teologi occidentali, e il millenarismo nella sua forma iniziale non fu più sostenuto”. —*The Catholic Encyclopedia.
            7 La speranza dell’umanità di vivere per sempre sulla terra si affievolì a causa di un’idea invalsa nell’antica Babilonia e diffusasi in tutto il mondo: l’idea che l’uomo abbia un’anima o spirito immortale che alberga in un corpo fisico. Quando la cristianità adottò questa idea, i teologi travisarono le Scritture per far sembrare che i versetti che parlano della speranza celeste insegnino che tutti i buoni vanno in cielo. Secondo questa opinione, la vita sulla terra è concepita per essere temporanea, una prova per stabilire se la persona è degna di vivere in cielo. Era accaduto qualcosa di simile alla speranza della vita eterna sulla terra che gli ebrei avevano in origine. Man mano che gli ebrei adottavano l’idea greca dell’immortalità innata, la speranza della vita sulla terra che avevano in origine si affievoliva. Ben diverso è il modo in cui viene presentato l’uomo nella Bibbia. L’uomo è una creatura fisica, non uno spirito. Dio disse al primo uomo: “Polvere sei”. (Gen. 3:19) La terra, non il cielo, è la dimora eterna dell’uomo. —*Leggi Salmo 104:5; 115:16.Ciao Riccardo

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            • andreric
              Opinionista
              • 26/04/14
              • 883

              #156
              NELLE tradizioni di molti popoli, fra cui gli egizi, i messicani, i peruviani e i tibetani, si possono trovare leggende di un’età dell’oro in cui l’uomo conosceva l’innocenza, viveva in stretta comunione con Dio ed era libero da malattie e morte. In queste leggende è contenuta anche l’idea di una caduta nel peccato.
              Benché deformati e coloriti, questi racconti leggendari hanno troppi elementi in comune per essere casuali. Questo ha portato molti a concludere che traggano origine da eventi storici. In effetti il quadro che emerge presenta notevoli somiglianze con ciò che si legge nei primi capitoli del libro biblico di Genesi. Lì comunque non troviamo il linguaggio vago della leggenda, bensì i particolari specifici della storia vera. —*2*Timoteo 3:16.
              Un inizio perfetto
              Il libro di Genesi narra che, quando creò i primi esseri umani, Adamo ed Eva, Dio li mise in un giardino ben irrigato chiamato Giardino di Eden. Adamo ed Eva avevano una salute perfetta e la prospettiva della vita eterna. La morte era la pena prevista per il peccato. (Genesi 2:8-17; Romani 5:12) Dovevano ‘essere fecondi e moltiplicarsi e riempire la terra e soggiogarla’. (Genesi 1:28) Ne sarebbe risultato un paradiso mondiale popolato da esseri umani perfetti, felici di sottomettersi a Dio loro Sovrano.
              Purtroppo Adamo ed Eva disubbidirono a Dio, per cui furono privati sia della possibilità di realizzare il proposito del loro Creatore che della prospettiva di vivere per sempre. Ciò nonostante Geova Dio adempirà il suo proposito per la terra. “La mia parola che esce dalla mia bocca”, disse, “non tornerà a me senza risultati, ma . . . avrà sicuro successo”. (Isaia 55:11) Il proposito di Geova che la terra sia un paradiso abitato da esseri umani che riflettano le sue qualità è quindi uno dei grandi temi della Bibbia. —*Romani 8:19-21.
              “Tu sarai con me in Paradiso”
              Subito dopo che Adamo ed Eva ebbero peccato Dio promise di produrre un “seme”, o progenie, che avrebbe infine annientato “l’originale serpente”, Satana il Diavolo, e distrutto le sue opere malvage. (Genesi 3:15; Rivelazione [Apocalisse] 12:9; 1*Giovanni 3:8) Quel “seme” risultò essere in primo luogo Gesù Cristo. (Galati 3:16) Per di più Dio lo nominò Re di un Regno, o governo, celeste che amministrerà la terra. —*Daniele 7:13,*14; Rivelazione 11:15.
              Cristo realizzerà pienamente ciò che Adamo mancò di fare, tant’è vero che la Bibbia chiama Gesù “l’ultimo Adamo”. (1*Corinti 15:45) Inoltre, nella sua preghiera modello, Gesù collegò il futuro della terra con il Regno di Dio dicendo: “Venga il tuo regno. Si compia la tua volontà, come in cielo, anche sulla terra”. —*Matteo 6:10.
              Come futuro Re della terra Gesù, quando era qui come uomo, poté giustamente dire al malfattore pentito messo al palo accanto a lui: “Tu sarai con me in Paradiso”. (Luca 23:43) Il Paradiso che Gesù aveva in mente sarebbe stato sulla terra, come Dio si era proposto in origine. Questo fatto è ampiamente confermato nella Bibbia. Considerate i seguenti brani.
              “I giusti stessi possederanno la terra, e risiederanno su di essa per sempre”. (Salmo 37:29) “Ci sarà abbondanza di grano sulla terra; in cima ai monti ci sarà sovrabbondanza”. (Salmo 72:16) “I retti son quelli che risiederanno sulla terra, e gli irriprovevoli quelli che vi resteranno”. (Proverbi 2:21) “[Gli irriprovevoli] non faranno danno né causeranno rovina in tutto il mio monte santo; perché la terra sarà certamente piena della conoscenza di Geova come le acque coprono il medesimo mare”. —*Isaia 11:9.
              In armonia con queste dichiarazioni, nel suo famoso Sermone del Monte Gesù disse: “Felici quelli che sono d’indole mite, poiché erediteranno la terra”. (Matteo 5:5) In seguito l’apostolo Giovanni scrisse: “La tenda di Dio è col genere umano . . . Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più cordoglio né grido né dolore. Le cose precedenti sono passate”. (Rivelazione 21:3,*4) È evidente che questi brani biblici non si riferiscono a un “paradiso” in cielo, ma a un paradiso letterale qui sulla terra.
              Cosa dicono i biblisti
              Molti biblisti sostengono che sotto il Regno di Cristo la terra diventerà un paradiso. Il teologo Joseph A.*Seiss disse: “Pertanto l’intera terra sotto il Messia deve infine diventare . . . ciò che essa . . . sarebbe stata se Adamo non avesse mai peccato”. In un suo commentario Henry Alford scrisse: “Il regno di Dio . . . continuerà a operare fino a quando diventerà un vero e proprio regno su questa terra e i suoi sudditi erediteranno la terra . . . infine per sempre nella sua condizione rinnovata e benedetta”. (Il corsivo è dell’autore). —*The New Testament for English Readers.
              Sullo stesso tono il famoso scienziato Isaac Newton, appassionato studioso della Bibbia, scrisse: “Dopo il giorno del giudizio la terra continuerà a essere abitata dai mortali [gli esseri umani] e questo non solo per 1000 anni, ma per sempre”.
              Poiché la terra si troverà sotto il diretto dominio di Gesù Cristo, la malvagità non metterà mai più radici. (Isaia 11:1-5,*9) La terra sarà davvero un paradiso sotto tutti gli aspetti, a eterna lode del suo Creatore. Ciao Riccardo

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              • andreric
                Opinionista
                • 26/04/14
                • 883

                #157
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Se è un posto nuovo come sostieni tu allora deve essere sostanzialmente spirituale. E qui ci vuole molta immaginazione.
                Caro Crep
                Se i risuscitati saranno miliardi, dove si metteranno?
                Secondo un calcolo per eccesso, il numero di coloro che sono vissuti sulla terra si aggira intorno ai 20.000.000.000 di persone. Come abbiamo visto, non tutti saranno risuscitati. Ma anche supponendo che lo fossero, ci sarebbe spazio in abbondanza. La superficie asciutta della terra è attualmente di 147.600.000 chilometri quadrati. Anche se metà d’essa fosse destinata ad altri scopi, avanzerebbero ancora circa 3.700 metri quadrati a testa, più che sufficienti dal punto di vista della produzione alimentare. Alla base dell’attuale penuria di viveri ci sono rivalità politiche e l’avidità commerciale, non l’incapacità della terra a produrre a sufficienza.
                Ciao Riccardo

                Scusa Crep era indirizzata a il Gatto
                Last edited by andreric; 01-01-2015, 08:57.

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                • Vega
                  Opinionista

                  • 04/05/05
                  • 17969

                  #158
                  Poverino.

                  Purtroppo piacerebbe credere che un tempo tutto era perfetto e tutti potevamo vivere felici ed in salute totale. Ma non è così.
                  La biologia di questo mondo è tutto l'opposto e la morte e le malattie ne hanno sempre fatto parte.
                  Gli equilibri ed i meccanismi biologici di ogni organismo non contemplano questa illusione di perfezione.

                  Quanto al numero di abitanti, hai considerato la superficie abitabile. Vai tu a vivere in Antartide? Oppure in mezzo ad un deserto?
                  E poi quello che saranno resuscitati non si riprodurranno?

                  Io capisco che a voi fanatici religiosi bastino due discorsi facili e schematici e raccontarvi due favolette per essere felici e contenti, ma la realtà è diversa epure un tantino più complicata.
                  Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66045

                    #159
                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    Se è un posto nuovo come sostieni tu allora deve essere sostanzialmente spirituale. E qui ci vuole molta immaginazione.
                    Che cosa dice Gesù al Buon Ladrone in punto di morte?

                    In quel tempo il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

                    E in Paradiso risorgeremo totalmente, Crepuscolo e Andreric: Con l'Anima e col Corpo. Non solo spiritualmente
                    amate i vostri nemici

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66045

                      #160
                      Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                      Sai spiegare una buona volta perchè ha creato il pianeta Terra se la vera vita è un'altra?
                      Che cacchio ci ha messi qui a fare?

                      Caqpisco che c'è stato il peccato originale, ma dire che si andrà in un posto migliore dequalifica comunque quanto ha creato prima e di aver creato questa reaqltà, peccato o non peccato.
                      Qua, sulla Terra, siamo limitati dallo Spazio e dal Tempo, Laura. Dove tutto ha un inizio e una fine.
                      Nell'Eternità, vivremo per sempre con Dio. Assaporando in pienezza ciò che Gesù Cristo descrive nelle Beatitudini Evangeliche.
                      Vivere dunque bene il tempo che ci è concesso quaggiù è la condizione sine qua non per accedere alla Felicità senza fine del Regno di Dio: Pensa un po' te se è dequalificata, questa nostra esistenza.
                      amate i vostri nemici

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                      • andreric
                        Opinionista
                        • 26/04/14
                        • 883

                        #161
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Che cosa dice Gesù al Buon Ladrone in punto di morte?

                        In quel tempo il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

                        E in Paradiso risorgeremo totalmente, Crepuscolo e Andreric: Con l'Anima e col Corpo. Non solo spiritualmente
                        Caro Cono
                        Al malfattore che stava per essere giustiziato accanto a lui, Gesù promise: “Veramente ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso” (Luca 23:43). Gesù non specificò dove sarebbe stato quel Paradiso. Voleva forse dire che il malfattore lo avrebbe seguito in cielo?
                        Innanzitutto vediamo se quel malfattore aveva i requisiti per ricevere la vita in cielo. Gli esseri umani che hanno la speranza celeste sono stati battezzati sia in acqua che con lo spirito santo e sono perciò discepoli di Gesù generati dallo spirito (Giovanni 3:3,*5). Un altro requisito è che si conformino alle norme morali di Dio e manifestino qualità come onestà, integrità e compassione (1*Corinti 6:9-11). Devono anche rimanere leali a Dio e a Cristo sino alla fine della loro vita terrena (Luca 22:28-30; 2*Timoteo 2:12). Solo soddisfacendo questi requisiti possono dimostrarsi degni di essere risuscitati e in grado di assolvere le onerose responsabilità che li attendono in cielo: collaborare con Cristo quali re e sacerdoti a favore dell’umanità per mille anni (Rivelazione [Apocalisse] 20:6).
                        Il malfattore accanto a Gesù, invece, era vissuto come un criminale e morì da criminale (Luca 23:32, 39-41). Certo, mostrò un atteggiamento rispettoso dicendo a Gesù: “Ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno” (Luca 23:42). Comunque non era diventato un discepolo di Gesù battezzato e generato dallo spirito né si era fatto la reputazione di persona onesta e fedele. È ragionevole pensare che Gesù gli promettesse di farlo regnare in cielo insieme ai suoi fedeli seguaci, che invece avevano dato prova della loro integrità? (Romani 2:6,*7).
                        Facciamo un esempio. Se un uomo vi chiedesse perdono per avervi rubato del denaro potreste anche decidere di non denunciarlo. Ma gli affidereste la vostra attività o la vostra famiglia? No, dareste queste responsabilità solo a persone che godono della vostra completa fiducia. In modo analogo, coloro ai quali è offerta la speranza della vita in cielo devono dar prova della loro fedeltà, fornendo così la base per credere che quando regneranno sull’umanità sosterranno le giuste norme di Dio (Rivelazione 2:10). Quel malfattore, per quanto sincero, non fornì tali prove.
                        Gesù però non disse forse al malfattore che sarebbe stato con lui in cielo proprio quel giorno? Non avrebbe potuto dirglielo, dal momento che nemmeno lui andò in cielo quel giorno. Secondo le Scritture, Gesù rimase “nel cuore della terra”, la tomba, per tre giorni (Matteo 12:40; Marco 10:34). E, anche dopo la sua risurrezione, passarono 40*giorni prima che ascendesse al cielo (Atti 1:3,*9). Pertanto quel giorno il malfattore non avrebbe potuto essere in cielo con Gesù.
                        In quale Paradiso allora sarebbe andato il malfattore? Quando sarà risuscitato vivrà nel Paradiso sulla terra, sotto il dominio di Gesù (Atti 24:15; Rivelazione 21:3,*4). Ciao Riccardo

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                        • andreric
                          Opinionista
                          • 26/04/14
                          • 883

                          #162
                          Ma che dire della promessa che Gesù fece al criminale che morì accanto a lui? Come molti ebrei dell’epoca, quell’uomo credeva che Dio avrebbe mandato un Messia il quale avrebbe istituito un regno e ridato pace e sicurezza alla nazione ebraica sulla terra. (Confronta 1*Re 4:20-25 con Luca 19:11; 24:21 e Atti 1:6). Per di più quel malfattore espresse fede che Gesù era proprio il Re scelto da Dio. In quel momento, però, l’imminente morte di Gesù come condannato lo faceva sembrare improbabile. Per questo Gesù rassicurò il criminale premettendo alla Sua promessa le parole: “Veramente ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso”. —*Luca 23:42,*43.
                          Le traduzioni bibliche che inseriscono i due punti prima della parola “oggi” creano un problema a chi voglia capire le parole di Gesù. Quello stesso giorno Gesù non andò in nessun paradiso. Rimase inconscio nella morte per tre giorni finché Dio non lo risuscitò. Anche dopo la sua risurrezione e ascensione al cielo, Gesù dovette aspettare alla destra del Padre finché non arrivò il tempo stabilito perché egli regnasse sul genere umano. (Ebrei 10:12,*13) Presto il Regno di Gesù recherà sollievo all’umanità e trasformerà l’intera terra in un paradiso. (Luca 21:10, 11, 25-31) Allora egli manterrà la promessa fatta a quel criminale risuscitandolo sulla terra. E sarà con quell’uomo nel senso che provvederà a tutti i suoi bisogni, incluso quello di conformare la sua vita alle giuste leggi di Dio.
                          Luca riferisce che un malfattore, messo a morte accanto a Gesù Cristo, pronunciò alcune parole in difesa di Gesù e gli chiese di ricordarsi di lui quando ‘sarebbe stato nel suo regno’. La risposta di Gesù fu: “Veramente ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso”. (Lu 23:39-43) La punteggiatura indicata nella traduzione di queste parole dipende naturalmente dal senso che il traduttore attribuisce alle parole di Gesù, poiché nel testo greco originale manca la punteggiatura. La punteggiatura come la conosciamo noi non entrò nell’uso che verso il IX*secolo E.V. Anche se molte traduzioni hanno una virgola prima del termine “oggi”, dando così l’impressione che il malfattore sia andato in Paradiso quello stesso giorno, nel resto delle Scritture non c’è nulla che sostenga un’idea del genere. Gesù stesso morì e rimase nella tomba fino al terzo giorno, quindi venne risuscitato come “primizia” della risurrezione. (At 10:40; 1Co 15:20; Col 1:18) Ascese al cielo 40*giorni dopo. —*Gv 20:17; At 1:1-3,*9.
                          È dunque evidente che col termine “oggi” Gesù non intendeva indicare quando il malfattore sarebbe stato in Paradiso, ma piuttosto richiamare l’attenzione sul momento in cui veniva fatta la promessa e in cui il malfattore aveva manifestato una certa fede in Gesù. Quel giorno Gesù era stato rigettato e condannato dai massimi capi religiosi del suo stesso popolo e poi aveva ricevuto la sentenza di morte dall’autorità romana. Era diventato oggetto di scherno e di disprezzo. Quindi il malfattore accanto a lui aveva manifestato una notevole qualità e una lodevole inclinazione di cuore poiché non aveva seguito la corrente, ma aveva preso le parti di Gesù e dichiarato di credere nel suo Regno futuro. Riconoscendo che l’enfasi è giustamente posta sul tempo in cui fu fatta la promessa anziché sul tempo in cui si sarebbe adempiuta, altre traduzioni, come quelle inglesi di Rotherham e di Lamsa, quelle tedesche di Reinhardt e di W.*Michaelis, e la versione siriaca curetoniana del V*secolo E.V. rendono il versetto in modo simile alla Traduzione del Nuovo Mondo sopra citata.
                          In quanto all’identificazione del Paradiso di cui parlava Gesù, chiaramente esso non è sinonimo del celeste Regno di Cristo. Nelle prime ore di quel giorno la prospettiva di entrare in quel Regno celeste era stata offerta ai fedeli discepoli di Gesù, ma a patto che avessero ‘perseverato con lui nelle sue prove’, cosa che il malfattore non aveva fatto, essendo stato messo al palo accanto a Gesù unicamente per le sue azioni criminali. (Lu 22:28-30; 23:40,*41) Il malfattore non era certo ‘nato d’acqua e di spirito’, requisito indispensabile per entrare nel Regno dei cieli. (Gv 3:3-6) E non era neanche uno dei ‘vincitori’ che, come affermò il glorificato Cristo Gesù, sarebbero stati con lui sul suo trono celeste e avrebbero preso parte alla “prima risurrezione”. —*Ri 3:11, 12,*21; 12:10,*11; 14:1-4; 20:4-6.
                          Alcune opere di consultazione avanzano l’ipotesi che Gesù stesse parlando di un luogo paradisiaco nell’Ades o Sceol, un compartimento o settore riservato a quelli approvati da Dio. Si sostiene che a quel tempo i rabbini ebrei insegnavano l’esistenza di un simile paradiso per i morti in attesa di risurrezione. Riguardo agli insegnamenti rabbinici un dizionario biblico dice: “La teologia rabbinica, così come ci è pervenuta, contiene un incredibile guazzabuglio di idee su questi argomenti, e per molte di esse è difficile determinare a quale periodo risalgono. . . . Prendendo gli scritti così come sono, potrebbe sembrare che per alcuni il paradiso fosse sulla terra stessa, per altri in una parte dello Sceol, per altri ancora né sulla terra né sotto terra, ma in cielo . . . Ma c’è qualche dubbio, almeno per quanto riguarda certi aspetti. Questi vari concetti si riscontrano effettivamente nel tardo giudaismo. Compaiono con maggior precisione e dovizia di particolari nel giudaismo cabalistico medievale . . . Ma è incerto quanto possano essere antiche queste opinioni. Almeno la teologia ebraica più antica . . . sembra lasciare poco o nessuno spazio all’idea di un Paradiso intermedio. Parla di una Gehinnom per i malvagi, e di un Gan Eden, o giardino di Eden, per i giusti. È dubbio se vada oltre questi concetti e affermi l’esistenza di un Paradiso nello Sceol”. —*A Dictionary of the Bible, a cura di J.*Hastings, 1905, vol.*III, pp. 669, 670.
                          Anche se i capi religiosi ebrei avessero insegnato una cosa del genere, sarebbe del tutto irragionevole credere che Gesù diffondesse un simile concetto, vista la sua condanna delle loro tradizioni religiose non bibliche. (Mt 15:3-9) È probabile che l’unico paradiso ben noto al malfattore ebreo a cui Gesù parlò fosse il Paradiso terrestre descritto nel primo libro delle Scritture Ebraiche, il Paradiso di Eden. Stando così le cose, la promessa di Gesù avrebbe ragionevolmente additato il ristabilimento di quella condizione paradisiaca terrena. La sua promessa al malfattore avrebbe quindi dato a quell’ingiusto una sicura speranza di risurrezione con l’opportunità di ottenere la vita in quel Paradiso restaurato. —*Cfr. At 24:15; Ri 20:12,*13; 21:1-5; Mt 6:10. Ciao Riccardo

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                          • Vega
                            Opinionista

                            • 04/05/05
                            • 17969

                            #163
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Qua, sulla Terra, siamo limitati dallo Spazio e dal Tempo, Laura. Dove tutto ha un inizio e una fine.
                            Nell'Eternità, vivremo per sempre con Dio. Assaporando in pienezza ciò che Gesù Cristo descrive nelle Beatitudini Evangeliche.
                            Vivere dunque bene il tempo che ci è concesso quaggiù è la condizione sine qua non per accedere alla Felicità senza fine del Regno di Dio: Pensa un po' te se è dequalificata, questa nostra esistenza.
                            Scusa è, ma se ha voluto fare questo pianeta per farci vivere un motivo ci sarà stato e non sarà stato certo quello di farci andare nell'aldilà visto che si tira fuori pure la questione immortalità.
                            C'è stato il peccato originale ok, ma perchè non risistemare questo pianeta invece di parlare di paradiso ultraterreno?
                            Capisci che dire che la vita vera è un'altra dequalifica per forza questa creazione, pure in assenza di peccato, e quindi fa a anche venire il dubbio sul perchè abbia voluto creare la realtà materiale e ci abbia voluti collocare qui e non direttamente in una dimensione spirituale.
                            Capisci che ci sono come al solito delle belle contraddizioni?
                            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66045

                              #164
                              Prova a pensare alle due sponde di un fiume, Laurina: Fra il niente (nostra condizione prima di nascere) e l'Eternità (nostra condizione oltre la Morte) c'è un Ponte. E tale Ponte rappresenta la Vita di quaggiù.....
                              Vedi bene dunque, quale ne è l'importanza.
                              amate i vostri nemici

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66045

                                #165
                                Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
                                Caro Cono
                                Al malfattore che stava per essere giustiziato accanto a lui, Gesù promise: “Veramente ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso” (Luca 23:43). Gesù non specificò dove sarebbe stato quel Paradiso. Voleva forse dire che il malfattore lo avrebbe seguito in cielo?
                                Innanzitutto vediamo se quel malfattore aveva i requisiti per ricevere la vita in cielo. Gli esseri umani che hanno la speranza celeste sono stati battezzati sia in acqua che con lo spirito santo e sono perciò discepoli di Gesù generati dallo spirito (Giovanni 3:3,*5). Un altro requisito è che si conformino alle norme morali di Dio e manifestino qualità come onestà, integrità e compassione (1*Corinti 6:9-11). Devono anche rimanere leali a Dio e a Cristo sino alla fine della loro vita terrena (Luca 22:28-30; 2*Timoteo 2:12). Solo soddisfacendo questi requisiti possono dimostrarsi degni di essere risuscitati e in grado di assolvere le onerose responsabilità che li attendono in cielo: collaborare con Cristo quali re e sacerdoti a favore dell’umanità per mille anni (Rivelazione [Apocalisse] 20:6).
                                Il malfattore accanto a Gesù, invece, era vissuto come un criminale e morì da criminale (Luca 23:32, 39-41). Certo, mostrò un atteggiamento rispettoso dicendo a Gesù: “Ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno” (Luca 23:42). Comunque non era diventato un discepolo di Gesù battezzato e generato dallo spirito né si era fatto la reputazione di persona onesta e fedele. È ragionevole pensare che Gesù gli promettesse di farlo regnare in cielo insieme ai suoi fedeli seguaci, che invece avevano dato prova della loro integrità? (Romani 2:6,*7).
                                Facciamo un esempio. Se un uomo vi chiedesse perdono per avervi rubato del denaro potreste anche decidere di non denunciarlo. Ma gli affidereste la vostra attività o la vostra famiglia? No, dareste queste responsabilità solo a persone che godono della vostra completa fiducia. In modo analogo, coloro ai quali è offerta la speranza della vita in cielo devono dar prova della loro fedeltà, fornendo così la base per credere che quando regneranno sull’umanità sosterranno le giuste norme di Dio (Rivelazione 2:10). Quel malfattore, per quanto sincero, non fornì tali prove.
                                Gesù però non disse forse al malfattore che sarebbe stato con lui in cielo proprio quel giorno? Non avrebbe potuto dirglielo, dal momento che nemmeno lui andò in cielo quel giorno. Secondo le Scritture, Gesù rimase “nel cuore della terra”, la tomba, per tre giorni (Matteo 12:40; Marco 10:34). E, anche dopo la sua risurrezione, passarono 40*giorni prima che ascendesse al cielo (Atti 1:3,*9). Pertanto quel giorno il malfattore non avrebbe potuto essere in cielo con Gesù.
                                In quale Paradiso allora sarebbe andato il malfattore? Quando sarà risuscitato vivrà nel Paradiso sulla terra, sotto il dominio di Gesù (Atti 24:15; Rivelazione 21:3,*4). Ciao Riccardo
                                Ma lo sai che sei davvero divertente? Se Gesù parla di un Regno Celeste (al ladrone come a Pilato, ai Suoi discepoli come alla Maddalena, insegnando il Padre Nostro e spiegando la Parabola della zizzania) come fai ad arrampicarti sullo specchio di un mero regno terrestre? Riccardo Riccardo.....
                                amate i vostri nemici

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