Il Nome più grande

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  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
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    #1

    Il Nome più grande

    SULLA terra sono vissuti e sono morti milioni di uomini e donne. Il nome della maggioranza è perito con loro e il ricordo d’essi è svanito. Ma alcuni grandi nomi, quali Avicenna, Edison, Pasteur, Beethoven, Gandhi e Newton, vivono ancora. Questi nomi sono legati alle imprese, alle scoperte e alle invenzioni dei personaggi che li portavano.
    C’è però un nome che è superiore a qualsiasi altro: il nome più grande. A questo nome sono attribuite, senza eccezione, tutte le meraviglie passate e presenti dell’universo. La speranza di una vita lunga e felice per il genere umano è legata ad esso!
    Molti hanno desiderato conoscere questo nome. Lo hanno cercato e si sono informati in merito, ma non lo hanno trovato. Per loro è rimasto un mistero. In effetti nessun uomo può scoprire quel nome a meno che il suo Possessore non lo riveli. Possiamo rallegrarci che Dio abbia fatto proprio questo. In tal modo coloro che credono in lui, nei suoi libri e nei suoi messaggeri, hanno la possibilità di conoscerlo. Egli rivelò il Suo nome ad Adamo, quindi ad Abraamo, a Mosè e agli altri Suoi fedeli servitori dell’antichità.
    Il Corano (XXVII, 40) parla di qualcuno “presso cui era conoscenza delle Scritture”. Spiegando questo versetto, il commentario Tafsīr Jalālayn dice: “Asaf figlio di Barkhiyā era un uomo giusto. Conosceva il più grande nome di Dio e ogni volta che lo invocava veniva esaudito”. Questo ci rammenta uno scrittore biblico, Asaf, che scrisse Salmo 83:18. Questo versetto dice: “Affinché conoscano che tu, il cui nome è Geova, tu solo sei l’Altissimo su tutta la terra”.
    Nel Corano (XVII, 2, LB) si legge: “Demmo a Mosè il Libro e ponemmo questo a direzione pei figli d’Israele”. In quel Libro Mosè si rivolge a Dio, dicendo: “Supponiamo che ora io sia andato dai figli d’Israele e realmente dica loro: ‘L’Iddio dei vostri antenati mi ha mandato a voi’, ed essi realmente mi dicano: ‘Qual è il suo nome?’ Che dirò loro?” Dio rispose a Mosè: “Devi dire questo ai figli d’Israele: ‘Geova l’Iddio dei vostri antenati, l’Iddio di Abraamo, l’Iddio di Isacco e l’Iddio di Giacobbe, mi ha mandato a voi’. Questo è il mio nome a tempo indefinito”. —*Esodo 3:13,*15.
    Nell’antichità gli israeliti conoscevano questo grande nome di Dio. Lo usavano anche come elemento compositivo dei loro nomi di persona. Quindi, come oggi esiste il nome Abdullah (“servitore di Dio”), gli antichi israeliti avevano il nome Abdia (“servitore di Geova”). La madre del profeta Mosè si chiamava Iochebed, che forse significa “Geova è gloria”. Il nome Giovanni significa “Geova è stato benigno”. Il nome del profeta Elia significa “il mio Dio è Geova”.
    I profeti conoscevano questo grande nome e lo usavano con profonda riverenza. Esso ricorre più di 7.000 volte nelle Sacre Scritture. Gesù Cristo, il figlio di Maria, lo mise in risalto quando rivolse a Dio questa preghiera: “Ho reso manifesto il tuo nome agli uomini che mi hai dato . . . Ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, affinché l’amore col quale mi hai amato sia in loro”. (Giovanni 17:6,*26) Nel suo famoso commento al Corano, Bayḍāwī, spiegando il versetto 87 (81, LB) della sura II, dice che Gesù “risuscitava i morti usando il più grande nome di Dio”.
    Cosa accadde quindi perché questo nome divenisse un mistero? Che relazione c’è fra questo nome e il futuro di ciascuno di noi?
    Come mai il nome divenne un mistero?
    Alcuni pensano che “Geova” in ebraico significhi “Allah” (Dio). Ma “Allah” corrisponde in ebraico a ʼElohìm, plurale maiestatico della parola ʼelòhah (dio). Fra gli ebrei si diffuse una superstizione che proibiva di pronunciare il nome divino, Geova. Perciò divenne per loro una consuetudine, tutte le volte che nella lettura delle Sacre Scritture incontravano il nome “Geova”, pronunciare ʼAdhonài, che significa “Signore”. Arrivarono persino ad alterare in certi punti il testo ebraico originale, sostituendo “Geova” con ʼAdhonài.
    La cristianità seguì lo stesso criterio. Sostituì il nome Geova con “Dio” (“Allah” in arabo) e con “Signore”. Ciò contribuì allo sviluppo della falsa dottrina della Trinità, che non ha alcun fondamento nelle Sacre Scritture. Per questo motivo milioni di persone adorano erroneamente Gesù e lo spirito santo, considerandoli uguali a Dio.
    Pertanto sia i capi del giudaismo che quelli della cristianità sono responsabili della diffusa ignoranza in merito al nome più grande. Ma Dio profetizzò: “Certamente santificherò il mio grande nome . . . e le nazioni dovranno conoscere che io sono Geova”. Sì, egli farà conoscere il suo nome fra tutte le nazioni, perché non è il Dio degli ebrei né di alcun’altra nazione; egli è l’Iddio di tutto il genere umano. —*Ezechiele 36:23; Genesi 22:18; Salmo 145:21; Malachia 1:11.
    Il nome più grande e il nostro futuro
    Le Sacre Scritture dicono: “Chiunque invoca il nome di Geova sarà salvato”. (Romani 10:13) La nostra salvezza nel giorno del giudizio dipenderà dal conoscere il nome di Dio. Ciò include conoscere i suoi attributi, le sue opere e i suoi propositi, come pure vivere in armonia con i suoi elevati princìpi. Per esempio, Abraamo conosceva il nome di Dio e lo invocava. Come risultato ebbe una buona relazione con Dio, mostrò fede e fiducia in lui e gli ubbidì. Divenne amico di Dio. Similmente, la conoscenza del nome di Dio ci avvicina a Lui e ci aiuta a coltivare un’intima relazione con Lui, garantendoci il suo amore. —*Genesi 12:8; Salmo 9:10; Proverbi 18:10; Giovanni 17:26; Giacomo 2:23.
    Le Sacre Scritture dicono che Geova Dio “prestava attenzione e ascoltava. E si cominciò a scrivere dinanzi a lui un libro di memorie per quelli che avevano timore di Geova e per quelli che pensavano al suo nome”. (Malachia 3:16) Perché dobbiamo ‘pensare’ al nome più grande? Il nome Geova significa letteralmente “Egli fa divenire”. Questo rivela Geova come Colui che fa di sé il Realizzatore delle promesse. Egli porta sempre a termine i suoi propositi. È l’Iddio Onnipotente, l’unico Creatore, che possiede ogni attributo eccellente. Non esiste una parola che possa da sola descrivere alla perfezione la natura divina di Dio. Ma il nome più grande, Geova, che Dio si è scelto, rievoca tutti i suoi attributi, le sue qualità e i suoi propositi.
    Nelle Sacre Scritture Dio ci parla dei suoi propositi per l’uomo. Geova Dio creò l’uomo perché vivesse felice nel Paradiso per l’eternità. È sua volontà che il genere umano formi una sola famiglia, unita nell’amore e nella pace. L’Iddio di amore adempirà questo proposito nel prossimo futuro. (Matteo 24:3-14, 32-42; 1*Giovanni 4:16-21) Dio spiega le ragioni delle sofferenze dell’umanità e indica che la salvezza è possibile. (Rivelazione [Apocalisse] 21:4) In Salmo 37:10,*11 leggiamo: “Ancora un poco, e il malvagio non sarà più; e certamente presterai attenzione al suo luogo, ed egli non sarà. Ma i mansueti stessi possederanno la terra, e in realtà proveranno squisito diletto nell’abbondanza della pace”. —*Vedi anche il Corano, XXI, 105.
    Sì, Dio sarà conosciuto con il suo grande nome. Le nazioni dovranno conoscere che egli è Geova. Che meraviglioso privilegio è conoscere il nome più grande, dare testimonianza in suo favore e avere attaccamento per esso! In questo modo si adempirà in ciascuno di noi il rallegrante proposito di Dio: “Poiché in me ha riposto il suo affetto, anch’io gli provvederò scampo. Lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome. Egli mi invocherà, e io gli risponderò. . . . Lo sazierò con lunghezza di giorni, e gli farò vedere la mia salvezza”. —*Salmo 91:14-16. Ciao Riccardo
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    C’è però un nome che è superiore a qualsiasi altro: il nome più grande.
    Basta esserne convinti in proprio ed affermarlo, come altri fanno le loro incommensurabili affermazioni di vera verita' piu' pera di tutte le altre, diverse, ma che vantano la stessa incommensurabile superiorita'.
    Pero' dirlo e' una storia, convincere e' tutta un'altra storia e assoggettare i malcapitati alle proprie paturnie regolamentari e di conteggi e' ancora un'altra storia.

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