Ieri sera per l'ennesima volta ho visto alla televisione " In nome della rosa " tratto dal libro di Umberto Eco . In questo film , viene raccontato ciò che la chiesa cattolica ha fatto con le inquisizioni: Tutto questo non ha niente di cristiano e la chiesa dovrà rendere conto a Dio degli atroci delitti commessi in nome di Dio e di Cristo!
Un altro esempio reale , non dal film?
Nel 1483, tre anni dopo la ricomparsa dell’Inquisizione in Spagna, Tommaso di Torquemada, frate domenicano e ironicamente lui stesso di origine ebraica, fu nominato inquisitore generale. La sua crudeltà nei confronti dei sospetti di eresia fu insuperata. Venne lodato da papa Sisto*IV per “[il suo] zelo rivolto alle cose che contribuiscono alla lode di Dio”.
Più tardi però papa Alessandro*VI, allarmato dagli eccessi di Torquemada, cercò di ridurre il suo potere nominando altri due inquisitori generali. Fu inutile. Torquemada continuò a esercitare l’autorità suprema e, durante il suo mandato, mise al rogo almeno 2.000 persone, “un terribile olocausto al principio dell’intolleranza”, secondo l’Encyclopædia Britannica. Migliaia di persone fuggirono all’estero, mentre innumerevoli altri furono imprigionati e torturati e subirono la confisca dei beni. A quanto pare Torquemada era convinto che la sua opera fosse un servizio reso a Cristo. Senza dubbio la dottrina della chiesa giustificava le sue azioni.
Tuttavia, la Bibbia avverte che lo zelo religioso può essere mal diretto. Nel I*secolo Paolo disse che gli ebrei i quali perseguitavano i cristiani avevano “zelo verso Dio; ma non secondo accurata conoscenza”. (Romani 10:2) Gesù predisse che lo zelo mal guidato li avrebbe persino indotti a uccidere degli innocenti, pensando di ‘rendere sacro servizio a Dio’. —*Giovanni 16:2.
Le tattiche di Torquemada ben illustrano le tragiche conseguenze di uno zelo reso insensibile dalla bigotteria anziché mitigato dall’amore e dall’accurata conoscenza. La sua non era la maniera cristiana di conseguire l’unità della fede.
Ciao Riccardo
Un altro esempio reale , non dal film?
Nel 1483, tre anni dopo la ricomparsa dell’Inquisizione in Spagna, Tommaso di Torquemada, frate domenicano e ironicamente lui stesso di origine ebraica, fu nominato inquisitore generale. La sua crudeltà nei confronti dei sospetti di eresia fu insuperata. Venne lodato da papa Sisto*IV per “[il suo] zelo rivolto alle cose che contribuiscono alla lode di Dio”.
Più tardi però papa Alessandro*VI, allarmato dagli eccessi di Torquemada, cercò di ridurre il suo potere nominando altri due inquisitori generali. Fu inutile. Torquemada continuò a esercitare l’autorità suprema e, durante il suo mandato, mise al rogo almeno 2.000 persone, “un terribile olocausto al principio dell’intolleranza”, secondo l’Encyclopædia Britannica. Migliaia di persone fuggirono all’estero, mentre innumerevoli altri furono imprigionati e torturati e subirono la confisca dei beni. A quanto pare Torquemada era convinto che la sua opera fosse un servizio reso a Cristo. Senza dubbio la dottrina della chiesa giustificava le sue azioni.
Tuttavia, la Bibbia avverte che lo zelo religioso può essere mal diretto. Nel I*secolo Paolo disse che gli ebrei i quali perseguitavano i cristiani avevano “zelo verso Dio; ma non secondo accurata conoscenza”. (Romani 10:2) Gesù predisse che lo zelo mal guidato li avrebbe persino indotti a uccidere degli innocenti, pensando di ‘rendere sacro servizio a Dio’. —*Giovanni 16:2.
Le tattiche di Torquemada ben illustrano le tragiche conseguenze di uno zelo reso insensibile dalla bigotteria anziché mitigato dall’amore e dall’accurata conoscenza. La sua non era la maniera cristiana di conseguire l’unità della fede.
Ciao Riccardo
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