Dal memoriale di Pierre d'Arcis (1389) a papa Clemente VII: "Qualche tempo fa in questa diocesi di Troyes il decano di una chiesa collegiata, cioè quella di Lirey, con la falsità e l'inganno, essendo consumato dal fuoco dell'avarizia e della cupidigia, e non a scopo di devozione ma di lucro, procurò di avere nella sua chiesa un certo telo artificiosamente dipinto, sul quale in modo ingegnoso era stata dipinta la doppia immagine di un uomo, cioè sia la parte anteriore sia la posteriore, e con ciò falsamente dichiarava e fingeva che quello fosse il vero sudario in cui il nostro salvatore Gesù Cristo era stato avvolto nel sepolcro, e sul quale l'intera effigie dello stesso salvatore, con le ferite che aveva subito, era rimasta così impressa...per adescare tali genti, così che con scaltro ingegno si estorcesse loro del denaro, ivi si fingevano mendacemente dei miracoli da parte di certi uomini appositamente assoldati, i quali fingevano di venire risanati durante l'ostensione del detto sudario. Ciò constatando, il signore di illustre memoria Enrico di Poitiers...ebbe cura di indagare con diligenza sulla verità di questi fatti: essendoci molti teologi e altri uomini saggi che asserivano che questo non poteva essere realmente il sudario del Signore, recante impressa l'effige dello stesso salvatore, dato che di una simile impressione (immagine) il santo evangelo non fa alcuna menzione, mentre invece, se ciò fosse vero, non è verosimile che venisse taciuto od omesso dai santi evangelisti, né che fino a questa epoca sia stato tenuto celato od occultato. E quindi, a seguito di accurata indagine e dopo aver raccolto informazioni sulla cosa, alla fine scoprì la frode e in che modo quel telo era stato artificialmente dipinto, e fu provato anche dall'artefice che lo aveva dipinto, che esso era fatto per opera umana, non miracolosamente prodotto o concesso"...



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