San Pietro in gita fuori porta

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  • Pazza_di_Acerra
    люблю беспокоиться
    • 09/12/09
    • 28840

    #1

    San Pietro in gita fuori porta

    La tradizione cattolica vuole che Pietro sia venuto una prima volta a Roma, sotto Claudio. Di tale viaggio non c’è traccia negli “Atti degli Apostoli” l’unica fonte pervenutaci, insieme alle Epistole di S.Paolo che abbia attendibilità storica e che solitamente è ricca di dettagli.
    Negli “Atti”(12,17) invece si narra di come Pietro venne arrestato da Erode e poi liberato da un angelo.
    “Egli allora, fatto segno con la mano di tacere, narrò come il Signore lo aveva tratto fuori del carcere, e aggiunse: «Riferite questo a Giacomo e ai fratelli». Poi uscì e s’incamminò verso un altro luogo”.
    Per far tornare i conti, ed usando una buona dose di fantasia, gli esegeti interpretano questo “altro luogo” come Roma. Il mese successivo Erode Agrippa, muore d’infarto:
    “Nel giorno fissato Erode, vestito del manto regale e seduto sul podio, tenne loro un discorso. Il popolo acclamava: «Parola di un dio e non di un uomo!». Ma improvvisamente un angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato gloria a Dio; e roso, dai vermi, spirò” (Atti 12, 21).
    La storia, quella vera, ci dice che Erode Agrippa morì qualche settimana dopo la Pasqua del 44. Quindi, a dar retta alla tradizione Pietro, senza mezzi, in meno di cinque anni avrebbe compiuto un viaggio lunghissimo e pericoloso (senza che ve ne fosse alcun motivo visto che aveva sempre combattuto l’idea di estendere ai Gentili la nuova dottrina ebraica di Gesù), avrebbe soggiornato a Roma durante l’imperium di Claudio per il tempo necessario a fondare la comunità e sarebbe poi tornato a Gerusalemme nel 50, in tempo per partecipare al famoso concilio?
    Non solo: da un’attenta lettura dell’epistola ai Galati, Pietro risulterebbe essere fra il 45 e il 48 ad Antiochia, dove si scontrò con Paolo:
    “11.Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto. 12. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. 13. E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. 14. Ora quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei”?
    Gli Atti, oltre a non parlare mai di una presenza di Pietro a Roma, ci mostrano Pietro come figura preminente nel gruppo giudaico – cristiano, ma sempre in posizione subalterna a Giacomo, il fratello di Gesù.
    Nel concilio citato, Pietro introduce la questione dell’accettazione dei Gentili nella comunità dei cristiani senza che essi passino per la conversione all’ebraismo, sintetizzata e simboleggiata nella circoncisione, ma chi conclude e decide è Giacomo. Se Pietro fosse già stato riconosciuto come capo della nascente Chiesa, perché il Concilio di Gerusalemme, pietra angolare di tutte le scelte che sarebbero state fatte da quel momento in avanti, venne convocato e presieduto da Giacomo e non da lui?
    La tradizione poi ci racconta che Pietro è ancora a Roma dopo il 55, dove morrà crocifisso a testa in giù nel 64, durante la persecuzione neroniana.

    Che motivi avrebbe avuto Pietro di venire a Roma? Ebreo di umili origini e di credenze semplici, che mai avrebbe voluto contaminare le sue usanze e le sue tradizioni mischiandosi ai Gentili, aveva combattuto una battaglia lunga oltre 10 anni contro l’idea di Paolo (accettata poi obtorto collo), che intendeva dividere la sfera di evangelizzazione riservandosi i gentili, e lasciando al gruppo di Gerusalemme gli ebrei.
    Venire a Roma avrebbe per lui significato tradire le proprie convinzioni, la propria visione del messaggio di Gesù e - in fin dei conti - la propria fede.
    Ed ancora: mentre sappiamo tutto sulla geografia e la tempistica dei viaggi di Paolo, perché non sappiamo nulla di quelli di Pietro? Ma soprattutto: conoscendo le difficoltà enormi incontrate da Paolo, cittadino romano, nel suo lungo e pericoloso viaggio verso Roma (oltretutto a spese del governo), ci domandiamo come un pescatore ebreo ignorante e semianalfabeta abbia potuto trovare i mezzi per affrontare ben due viaggi del genere.
    Stanti tali fatti, perché gli Atti non menzionano neppure di sfuggita tali spostamenti di Pietro, di cui si parla diffusamente per oltre metà dell’opera?
    E, soprattutto, perché Paolo nella sua “epistola ai Romani” del 58 (e in nessuna altra epistola) non nomina mai Pietro e una sua qualche attività a Roma?
    Infine, come mai nelle due epistole attribuitegli neppure Pietro fa alcun riferimento a Roma, ad ambienti romani, a personaggi o situazioni romane?
    Non c’è nessuna testimonianza attendibile anteriore al 180 d.C. della presenza di Pietro a Roma ma, contestualmente è assordante il silenzio su tale presenza non solo da parte di Paolo, ma anche in testimoni come Giustino di Nablus, di cui abbiamo molti scritti e perfino gli atti del suo processo da parte romana, nel 168.
    semel in anno licet insanire, cotidie melius
  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #2
    Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
    La tradizione cattolica vuole che Pietro sia venuto una prima volta a Roma, sotto Claudio. Di tale viaggio non c’è traccia negli “Atti degli Apostoli” l’unica fonte pervenutaci, insieme alle Epistole di S.Paolo che abbia attendibilità storica e che solitamente è ricca di dettagli.
    Negli “Atti”(12,17) invece si narra di come Pietro venne arrestato da Erode e poi liberato da un angelo.
    “Egli allora, fatto segno con la mano di tacere, narrò come il Signore lo aveva tratto fuori del carcere, e aggiunse: «Riferite questo a Giacomo e ai fratelli». Poi uscì e s’incamminò verso un altro luogo”.
    Per far tornare i conti, ed usando una buona dose di fantasia, gli esegeti interpretano questo “altro luogo” come Roma. Il mese successivo Erode Agrippa, muore d’infarto:
    “Nel giorno fissato Erode, vestito del manto regale e seduto sul podio, tenne loro un discorso. Il popolo acclamava: «Parola di un dio e non di un uomo!». Ma improvvisamente un angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato gloria a Dio; e roso, dai vermi, spirò” (Atti 12, 21).
    La storia, quella vera, ci dice che Erode Agrippa morì qualche settimana dopo la Pasqua del 44. Quindi, a dar retta alla tradizione Pietro, senza mezzi, in meno di cinque anni avrebbe compiuto un viaggio lunghissimo e pericoloso (senza che ve ne fosse alcun motivo visto che aveva sempre combattuto l’idea di estendere ai Gentili la nuova dottrina ebraica di Gesù), avrebbe soggiornato a Roma durante l’imperium di Claudio per il tempo necessario a fondare la comunità e sarebbe poi tornato a Gerusalemme nel 50, in tempo per partecipare al famoso concilio?
    Non solo: da un’attenta lettura dell’epistola ai Galati, Pietro risulterebbe essere fra il 45 e il 48 ad Antiochia, dove si scontrò con Paolo:
    “11.Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto. 12. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. 13. E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. 14. Ora quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei”?
    Gli Atti, oltre a non parlare mai di una presenza di Pietro a Roma, ci mostrano Pietro come figura preminente nel gruppo giudaico – cristiano, ma sempre in posizione subalterna a Giacomo, il fratello di Gesù.
    Nel concilio citato, Pietro introduce la questione dell’accettazione dei Gentili nella comunità dei cristiani senza che essi passino per la conversione all’ebraismo, sintetizzata e simboleggiata nella circoncisione, ma chi conclude e decide è Giacomo. Se Pietro fosse già stato riconosciuto come capo della nascente Chiesa, perché il Concilio di Gerusalemme, pietra angolare di tutte le scelte che sarebbero state fatte da quel momento in avanti, venne convocato e presieduto da Giacomo e non da lui?
    La tradizione poi ci racconta che Pietro è ancora a Roma dopo il 55, dove morrà crocifisso a testa in giù nel 64, durante la persecuzione neroniana.

    Che motivi avrebbe avuto Pietro di venire a Roma? Ebreo di umili origini e di credenze semplici, che mai avrebbe voluto contaminare le sue usanze e le sue tradizioni mischiandosi ai Gentili, aveva combattuto una battaglia lunga oltre 10 anni contro l’idea di Paolo (accettata poi obtorto collo), che intendeva dividere la sfera di evangelizzazione riservandosi i gentili, e lasciando al gruppo di Gerusalemme gli ebrei.
    Venire a Roma avrebbe per lui significato tradire le proprie convinzioni, la propria visione del messaggio di Gesù e - in fin dei conti - la propria fede.
    Ed ancora: mentre sappiamo tutto sulla geografia e la tempistica dei viaggi di Paolo, perché non sappiamo nulla di quelli di Pietro? Ma soprattutto: conoscendo le difficoltà enormi incontrate da Paolo, cittadino romano, nel suo lungo e pericoloso viaggio verso Roma (oltretutto a spese del governo), ci domandiamo come un pescatore ebreo ignorante e semianalfabeta abbia potuto trovare i mezzi per affrontare ben due viaggi del genere.
    Stanti tali fatti, perché gli Atti non menzionano neppure di sfuggita tali spostamenti di Pietro, di cui si parla diffusamente per oltre metà dell’opera?
    E, soprattutto, perché Paolo nella sua “epistola ai Romani” del 58 (e in nessuna altra epistola) non nomina mai Pietro e una sua qualche attività a Roma?
    Infine, come mai nelle due epistole attribuitegli neppure Pietro fa alcun riferimento a Roma, ad ambienti romani, a personaggi o situazioni romane?
    Non c’è nessuna testimonianza attendibile anteriore al 180 d.C. della presenza di Pietro a Roma ma, contestualmente è assordante il silenzio su tale presenza non solo da parte di Paolo, ma anche in testimoni come Giustino di Nablus, di cui abbiamo molti scritti e perfino gli atti del suo processo da parte romana, nel 168.
    Hai perfettamente ragione cara Pazza Pietro NON E' MAI STATO A ROMA , questa è l'ennesima bugia della chiesa cattolica ! Ciao Riccardo

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    • Misterikx
      whatever..
      • 24/03/05
      • 15327

      #3
      ma se allora giurano di averlo visto!?
      ..allora dovrebbero rivedere tutto l´apparato "apparizioni"...
      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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      • andreric
        Opinionista
        • 26/04/14
        • 883

        #4
        Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggio
        ma se allora giurano di averlo visto!?
        ..allora dovrebbero rivedere tutto l´apparato "apparizioni"...
        Penso proprio di si ciao

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