Il vangelo rifiuta la morale retribuzionista a favore della grazia.

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #1

    Il vangelo rifiuta la morale retribuzionista a favore della grazia.

    Del resto che bisogno ci sarebbe di Dio se il suo giudizio fosse sovrapponibile alle leggi dell'umana ragione e della sua morale che calcola debiti e crediti, colpe e pene? Un Dio retribuzionista che, come ci ricorda Pierangelo Sequeri, si attiene allo schema concettuale del "do ut des", mentre il Vangelo conosce un Dio capace di grazia, che misconosce quanti si ritengono giusti e quindi meritevoli di retribuzione, perché hanno "profetato e cacciato o demoni in suo nome" (Mt, 7,22-23).
    E' lo stesso Dio che, per bocca di suo figlio, accoglie festosamente il figliol prodigo e, di fronte al disappunto del figlio rimasto fedele, dice: "E' giusto far festa e darsi gioia, perché questo tuo fratello era morto ed è ritornato in vita, era perduto e si è ritrovato" ( Lc, 15,32); che dà, a chi è giunto sul lavoro all'ultima ora, la stessa mercede pattuita con chi ha lavorato l'intero giorno: " Non posso fare del mio quello che voglio? Così gli ultimi saranno i primi, e i primi gli ultimi" ( Mt, 20,15-16); che loda il fattore che pratica sconti sui debiti a quanti li hanno contratti con il suo padrone ( Lc, 16,8); che va alla ricerca della pecorella smarrita e, ritrovatala dice: "Vi sarà in cielo una gioia maggiore per un solo peccatore che si pente che per novantanove giusti" ( Lc, 15,7); che ai grandi sacerdoti del Tempio ed agli Anziani del popolo dice che: " I pubblicani e le prostitute andranno innanzi a voi nel regno dei cieli" (Mt, 21,31); che analoga promessa annuncia sulla croce al ladrone: " In verità ti dico : oggi sarai in paradiso con me" ( Lc, 23,42).
    Come si conciliano questi e numerosi altri episodi riferiti dal Vangelo con la morale retribuzionista degli uomini? In nessun modo. L'imperscrutabilità del giudizio di Dio sul valore di ogni singola esistenza vieta allora alla religione di impossessarsi del principio del bene e del male, che è poi il segreto che Dio cela e che il serpente promette ad Adamo ed Eva di svelare.
    Quando Adamo ed Ava cedettero alla promessa del serpente prese avvio una storia ancora irredenta, perché incessante è il bisogno di giustizia che disegna quella maschera di Dio che è il retribuzionismo, il calcolo dei meriti e delle colpe. Il volto di Dio è lontano da quella maschera che la religione cristiana ha confezionato, con i peccati mortali da scontare all'inferno e quelli veniali in purgatorio, per assicurare ai suoi fedeli la vita eterna. Al volto di Dio sono più confacenti i tratti del "mistero" e della "grazia" che i cristiani possono leggere nelle figure della "passione" e della "resurrezione", figure illeggibili con gli occhi che hanno in vista il giusto compenso o la giusta retribuzione.
    A questo punto possiamo dire che il cristianesimo non può attingere alla dimensione del sacro se prima non rinuncia a legiferare in sede morale con i criteri costruiti dalla ragione umana che distingue il vero dal falso, il bene dal male, per orientarsi nel mondo. Non c'è infatti commensurabilità tra il sapere umano ed il sapere divino, e tantomeno si può omologare il giudizio di Dio al giudizio degli uomini. Il timor di Dio, se ancora ha senso, è perché custodisce questa incolmabile distanza che può essere annullata sola dalla pretesa di conoscere il mistero di Dio. Un Dio che a questo punto sarebbe irrilevante, e di cui si potrebbe fare del tutto a meno, una volta che si fosse stabilito che i suoi criteri morali sono uguali a quelli degli uomini.
    Se il cristianesimo decide di rinunciare alle prescrizioni morali per tornare ad essere religione che custodisce il mistero di Dio, può lasciare agli uomini il compito di formulare una morale che possa valere per tutti, al di là delle divisioni religiose, come da duecento anni si è cominciato a fare a partire dall'Illuminismo, con qualche passo avanti e mille cedimenti a quel modo di pensare, preparato da duemila anni di cristianesimo, secondo il quale la morale non avrebbe alcun fondamento senza una base religiosa. Anche se il Genesi (3,3) ci ricorda che l'unica proibizione che Dio aveva assegnato ad Adamo ed Eva era proprio quella di accostarsi all' "albero della conoscenza del bene e del male" perché il giudizio di Dio è imperscrutabile.
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #2
    ci vuole uno psicanalista per spiegare ai cattolici la sostanza di quello che hanno realizzato 5 secoli prima i luterani
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #3
      Hai mai letto libri di Sergio Quinzio?

      Comment

      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66045

        #4
        Infatti il Vangelo non è un moralismo e in esso non si fà filosofia.....
        Si è salvi per Grazia di Dio. Non per i nostri sforzi.
        amate i vostri nemici

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        • Pazza_di_Acerra
          люблю беспокоиться
          • 09/12/09
          • 28840

          #5
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          Infatti il Vangelo non è un moralismo e in esso non si fà filosofia.....
          Si è salvi per Grazia di Dio. Non per i nostri sforzi.
          Conin Lutero...
          semel in anno licet insanire, cotidie melius

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17969

            #6
            :d
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Infatti il Vangelo non è un moralismo e in esso non si fà filosofia.....
              Si è salvi per Grazia di Dio. Non per i nostri sforzi.
              Cosi' affermano i seguaci, come si conviene ad ogni seguace fedele a qualunque cosa.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #8
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Infatti il Vangelo non è un moralismo e in esso non si fà filosofia.....
                Si è salvi per Grazia di Dio. Non per i nostri sforzi.
                ...allora non te sforzà tanto

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24593

                  #9
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Infatti il Vangelo non è un moralismo e in esso non si fà filosofia.....
                  e Maradona non giocava a calcio
                  'bbi pazienza Cono, "povertà in spirito" non significa umiliazione delle facoltà cognitive, eh !
                  il Vangelo è oggettivamente un libro di filosofia morale;

                  poi, l'eventualità che altri, soggettivamente, gli attribuiscano valore e considerazione diverse non cambia la realtà oggettiva di un libro in cui un maestro indica cosa sia bene o male ai suoi discepoli col tipico congiuntivo esortativo;
                  Si è salvi per Grazia di Dio. Non per i nostri sforzi.
                  e il libero arbitrio allora ?
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24593

                    #10
                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    Hai mai letto libri di Sergio Quinzio?
                    qualcosa, ma non testi interi; conoscevo pure il figlio...
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      Credo sia stato un tipo tosto, cercherò qualche suo libro perché viene citato spesso da altri autori.
                      So che ad un certo punto si è isolato per svariati anni proprio in un paesino delle Marche, credo Isola del Piano.

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66045

                        #12
                        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                        ...allora non te sforzà tanto
                        Capiscimi: Da soli, contando sulle nostre forze e sui nostri "buoni" propositi, andiam poco lontano. Se invece mettiamo il nostro progetto e il nostro desiderio di essere migliori nelle braccia di Dio....niente ci è impossibile!

                        "Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!" (Romani 7)
                        amate i vostri nemici

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66045

                          #13
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          e Maradona non giocava a calcio
                          'bbi pazienza Cono, "povertà in spirito" non significa umiliazione delle facoltà cognitive, eh !
                          il Vangelo è oggettivamente un libro di filosofia morale;

                          poi, l'eventualità che altri, soggettivamente, gli attribuiscano valore e considerazione diverse non cambia la realtà oggettiva di un libro in cui un maestro indica cosa sia bene o male ai suoi discepoli col tipico congiuntivo esortativo;

                          e il libero arbitrio allora ?
                          Cosa distingue il Vangelo dai moltissimi altri libri di filosofia morale, carissimo? Se fosse solo quello, che novità, che buona notizia porterebbe al mondo? Molti testi più antichi e rispettabili contengono norme morali stupende....
                          No! Ciò che viene raccontato del Cristo ha un potere liberante, Axe. Assolutamente unico: Non siamo soli. Nessun uomo è solo in questo mondo. Lasciato in balìa degli eventi. Dio ci ama in modo pieno e totale. Tanto da farsi simile a noi. E per noi dare la vita, così che nemmeno più la Morte potrà separarci da Lui. In eterno!
                          Ti assicuro che una Notizia come questa non la trovi in nessun altro libro del mondo.
                          amate i vostri nemici

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24593

                            #14
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Cosa distingue il Vangelo dai moltissimi altri libri di filosofia morale, carissimo? Se fosse solo quello, che novità, che buona notizia porterebbe al mondo? Molti testi più antichi e rispettabili contengono norme morali stupende....
                            No! Ciò che viene raccontato del Cristo ha un potere liberante, Axe. Assolutamente unico: Non siamo soli. Nessun uomo è solo in questo mondo. Lasciato in balìa degli eventi. Dio ci ama in modo pieno e totale. Tanto da farsi simile a noi. E per noi dare la vita, così che nemmeno più la Morte potrà separarci da Lui. In eterno!
                            Ti assicuro che una Notizia come questa non la trovi in nessun altro libro del mondo.
                            Cono, ogni religioso dice questo del suo libro, e nega la stessa pretesa al libro degli altri;

                            quello che invece ogni persona dotata di intelligenza può oggettivamente constatare è che nei testi sacri si esorta il fedele a comportarsi in un certo modo: "è cosa buona e giusta..."; e questa è esattamente filosofia morale;
                            la realtà oggettiva e le fantasie soggettive sono cose diverse: se vuoi credere che quando l'Empoli giocherà col Bologna si stia disputando una finale di Champions col Barcellona, liberissimo; ma non restare deluso se dopo un'eventuale vittoria non vedrai Mac alzare la coppa
                            Last edited by axeUgene; 16-09-2015, 19:58.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Vega
                              Opinionista

                              • 04/05/05
                              • 17969

                              #15
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Infatti il Vangelo non è un moralismo e in esso non si fà filosofia.....
                              Si è salvi per Grazia di Dio. Non per i nostri sforzi.
                              Della serie a che serve allora darsi tanta pena per fare il volere di dio, seguire dogmi, sacramenti, regole varie????

                              Cono, così continui quella doppiezza, quella incoerenza che emerge tutte le "sante" volte. Da una parte si deve fare il volere di dio, seguire i precetti, fare i suoi servi, dall'altra ci sono all'opposto le citazioni di S. Agostino come "ama e fà ciò che vuoi" o come questa, dove affermi che non è il nostro sforzo che ci aiuta.
                              Spero tu capisca che tutto ciò fa a cozzi.
                              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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