Liete Novelle (II parte).

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Arcobaleno
    Opinionista

    • 31/12/16
    • 3769

    #1

    Liete Novelle (II parte).

    “La settima Lieta Novella.
    Si lasciano alla discrezione degli uomini la scelta delle
    vesti e il taglio e la foggia della barba. Ma badate, o genti, a
    non farvi zimbello dei villani.”

    Direi che qui Dio abolisce l’obbligo del velo per le donne musulmane. Dovendo arrivare a togliere anche reggiseni e mutande, un primo passo nel 1800 doveva essere fatto.

    “L'ottava Lieta Novella.
    Le pie opere dei monaci e dei preti fra i seguaci dello
    Spirito [Gesù] - la pace di Dio sia con Lui - sono ricordate al Suo
    cospetto. Ma in questo Giorno smettano di vivere in clausura
    e volgano i passi verso l'aperto mondo e si dedichino a ciò
    che gioverà a loro e agli altri. Abbiamo dato loro il permesso
    di unirsi in matrimonio, acciocché procreino chi faccia
    menzione di Dio, Signore del visibile e dell'invisibile, Signore
    dell'Eccelso Trono.”

    Io ho abolito l’obbligo di sposarsi e di procreare, ma rimane il dovere di dedicarsi a ciò che giova a sé e al prossimo.

    “La nona Lieta Novella.
    Il peccatore, quando si sente completamente distaccato
    e libero da tutto fuorché Dio, deve implorare la Sua
    indulgenza e il Suo perdono. La confessione di peccati e
    colpe davanti a creature umane non è permessa, perché ciò
    non ha mai comportato, né mai comporterà il perdono di
    Dio. Inoltre la confessione innanzi a un uomo è motivo di
    mortificazione e umiliazione e Dio - sia esaltata la Sua gloria -
    non desidera l'umiliazione dei Suoi servi.”

    Qui pare sconfessato il precetto cattolico della confessione a sacerdoti dei propri peccati e colpe.
    Nel testo è anche presente una preghiera per chiedere perdono a Dio, ma forse, per non ripetere in continuazione le stesse parole, sarebbe meglio che ciascuno si rivolgesse a Dio come è capace. Per conoscere quella preghiera, si può leggere il testo di Liete Novelle nelle Tavole.
    Vorrei aggiungere, però, che confessare una colpa a chi ne è stato danneggiato, chiedergli perdono e cercare di rimediare al danno, è ottima cosa. D’altra parte, se il danneggiato scioglie sulla terra, Dio scioglierà in cielo.


    “La decima Lieta Novella.
    In pegno di grazia da Dio, Rivelatore di questo Sommo
    Annunzio, abbiamo rimosso dalle Sacre Scritture e dalle Tavole
    Sante la legge che prescrive la distruzione dei libri.”

    Facciamo un paio di esempi. La lettura di un libro scritto da atei a favore dell’ateismo può essere fatta, sia per conoscere le opinioni e le motivazioni degli atei, sia per poterle controbattere.
    La lettura di un libro scritto da satanisti per prestare culto a Satana può essere fatta, sia per conoscere ciò che fanno i figli di Satana, sia per poter intervenire se vìolano le leggi dello Stato, come può accadere in caso di sacrifici animali.

    L'undicesima Lieta Novella.
    E’ permesso studiare le scienze e le arti, ma quelle
    scienze che siano di utilità e vantaggio al progresso e al
    miglioramento dei popoli. Così ha decretato Colui Che è
    l'Ordinatore, l'Onnisciente.

    La dodicesima Lieta Novella.
    S'ingiunge a ciascuno di voi di dedicarsi a una forma di
    occupazione, come mestieri, commerci e simili. Ci siamo degnati
    d'innalzare il vostro impiego nel lavoro al rango dell'adorazione
    a Dio, l'Unico Vero. Riflettete in cuor vostro
    sulla grazia e sui doni di Dio e ringraziateLo all'alba e all'imbrunire.

    Agli occhi di Dio, il più spregevole fra gli uomini è colui
    che sta pigramente seduto e mendica.”

    Lo studio e il lavoro sono la conseguenza di una maledizione di Dio, di una punizione, ancora presente; perciò chi accetta questa punizione fa cosa gradita a Dio.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.
Working...