Se rifiuti la religione non succede niente.
Le conseguenze del rifiuto della religione in nome della ragione.
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Mah!non mostra i tratti dello psicotico...
non sono disturbati mentali...

Per rispondere anche all'altra discussione, possiamo allora solo parlare di ideologia e non più di credenza, anche se con caratteristiche differenti da chi si chiedeva un tempo cos'erano le stelle o chi fabbricava il tuono?
Anche prendendo in considerazione quanto dici, i distinguo fra credere ieri ed oggi, il pacchetto culturale accumulato, i cambiamenti storici, faccio un pò fatica al momento a pensare che davvero nella testa delle persone rifrulli tutto ciò di cui hai detto sopra, consciamente o inconsciamente che sia. Perchè sembra più semplicemente che chi crede in qualcosa lo faccia per i meccanismi mentali già detti, predisposizioni psicologiche personali, influenza ambiente (famiglia, chiesa ecc...) e cultura o mancanza di questa e che quando arrivi poi ad avere pure problemi nella vita, salute, solitudine, lavoro o senti il bisogno di trovare un senso al fatto di essere in un mondo materiale e precario, finito, che sia dio, la reincarnazione, le teorie sull'autoguarigioneo gli alieni che ti clonano, finisci lì invece di rigettare certe spiegazioni e credenze.
Non so se il discrimine fra ideologia e credenza si possa fare fra chi più consapevolmente omette e continua ad omettere le informazioni ed i fatti e chi non se ne rende conto o nemmeno sa. Le vecchiette dietro a Padre Pio son più credulone o ideologizzate, considerando pure il livello culturale?Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
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allora, motivi psicologici puoi addurne finché ti pare per qualsiasi adesione ideologica, al solitudine, ecc...Originariamente Scritto da Vega Visualizza MessaggioMah!

Per rispondere anche all'altra discussione, possiamo allora solo parlare di ideologia e non più di credenza, anche se con caratteristiche differenti da chi si chiedeva un tempo cos'erano le stelle o chi fabbricava il tuono?
Anche prendendo in considerazione quanto dici, i distinguo fra credere ieri ed oggi, il pacchetto culturale accumulato, i cambiamenti storici, faccio un pò fatica al momento a pensare che davvero nella testa delle persone rifrulli tutto ciò di cui hai detto sopra, consciamente o inconsciamente che sia. Perchè sembra più semplicemente che chi crede in qualcosa lo faccia per i meccanismi mentali già detti, predisposizioni psicologiche personali, influenza ambiente (famiglia, chiesa ecc...) e cultura o mancanza di questa e che quando arrivi poi ad avere pure problemi nella vita, salute, solitudine, lavoro o senti il bisogno di trovare un senso al fatto di essere in un mondo materiale e precario, finito, che sia dio, la reincarnazione, le teorie sull'autoguarigioneo gli alieni che ti clonano, finisci lì invece di rigettare certe spiegazioni e credenze.
Non so se il discrimine fra ideologia e credenza si possa fare fra chi più consapevolmente omette e continua ad omettere le informazioni ed i fatti e chi non se ne rende conto o nemmeno sa. Le vecchiette dietro a Padre Pio son più credulone o ideologizzate, considerando pure il livello culturale?
quello che contestavo è la tua idea del credere-credulone come manifestazione di una minor capacità critica, e cioè di inferiorità intellettiva e cognitiva, ignoranza; per cui, al contrario, la sapienza dovrebbe indurre a non credere; è probabile che chi abbia solide conoscenze scientifiche provi maggioritariamente avversione per le superstizioni e i fanatismi religiosi; ma questo non è un argomento conclusivo sull'essenza della cosa;
mi sembra ovvio che quando una persona manifesta una capacità logica e argomentativa ordinaria, valutazioni prudenti, una media intelligenza, e poi oscuri totalmente queste facoltà solo su un determinato argomento, giochi un fattore di forzatura ideologica;
quando cambiano importanti variabili di ambiente culturale, nozioni condivise dominanti, nessuno è impermeabile, soprattutto se corrono secoli;
tu stessa, che sei formata ad un metodo, soffri in questa circostanza di un bias notevole, dovuto all'avversione per la religione; se stessimo parlando di altro - che so, di un avvocato ordinariamente competente che scazza pesantemente tutte le cause in cui deve difendere teppisti ultrà del calcio - concluderesti con me che in quei casi interviene un oscuramento ideologico che impedisce di gestire argomentazioni convincenti.
bada che qui non ti sto parlando delle preferenze, cioè di quello che vogliono credere, dove tutto è possibile; ma della illogicità delle argomentazioni addotte a favore di quelle, talmente marchiana che deve implicare una rimozionec'è del lardo in Garfagnana
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Semplice, lineare.Originariamente Scritto da meogatto Visualizza MessaggioSe rifiuti la religione non succede niente.
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Non mi pare che nessuno ti impedisca di scrivere alcunchéOriginariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza MessaggioIo mi riferivo a questo forum.
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ovvio, ma non significa che fingano.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioinsomma, l'essere umano contemporaneo non è quello antico, o medievale; se compie una medesima azione, non lo fa con lo stesso spirito dei predecessori;
ripeto: hai troppa fiducia nelle capacità raziocinanti dell'uomo medio.
non ho affatto affermato che le persone affrontino razionalmente le angosce esistenziali; bensì, che l'approccio religioso, magico o altro, nell'epoca contemporanea sono un fatto ideologicamente mediato, di seconda o terza mano;
L'uomo medio crede che le creme di bellezza facciano sparire le rughe.
Secondo me fai di nuovo una generalizzazione che non corrisponde a realtà.
perché puoi anche essere analfabeta, ma non puoi ignorare che la quasi totalità delle persone non crede al soprannaturale, nel senso che non ci investe la propria esistenza, vive in altro modo; non è facile essere anticonformisti in questo senso; di solito, è prassi di comunità che si isolano, tipo setta; ma, infatti, poca roba;
Mi piacerebbe credere che fosse così.... ma non posso.
Non esistono "fatti", esistono solo interpretazioni.
beh, i fatti ci sono;
Anche quello che succede a te, ogni istante, è mediato da come hai appreso a interpretarlo.
è una generalizzazione che non esaurisce i comportamenti effettivi di centinaia di milioni di persone.
però non ho capito la sostanza della tua contestazione; ti pare che la Riforma non abbia cambiato la mentalità religiosa in tutto il mondo, imponendo una serie di concetti che hanno ribaltato la prospettiva precedente ? questo mi sembra un fatto, oggettivo, confermato da azioni documentate; praticamente, nei 150 anni di storia europea e americana successiva non c'è evento di histoire bataille che non sia quasi sempre direttamente correlato alla questione religiosa; fai un po' tu...
In astratto posso darti ragione; poi la realtà è diversa, variegata, plurale e molto più bassa dei tuoi alti discorsi "filosofici".
imho
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è la tua interpretazioneOriginariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioguarda, mi era sfuggito: qui il buon Arcobaleno ci offre proprio un esempio lampante di oscuramento forzoso, di un credere ideologico:
alla mia ricapitolazione delle controversie teologiche e filosofiche di millenni, Arcobaleno contrappone che quei teologi sarebbero non graditi a Dio; da cosa lo evince ? dagli scritti di uno che si improvvisa teologo a sua vota, e afferma una tesi senza contraddittorio !
ora, Arcobaleno è una persona intelligente, e ha dimostrato di argomentare secondo logica e buon senso ordinario su diverse questioni; dice cose che potremmo dire tranquillamente tu ed io; se non vuoi cercarti i suoi post in cui accenna alle sue idee, piuttosto articolate e logiche, te li cerco io; insomma, non mostra i tratti dello psicotico;
bene, non è pensabile, se non con una forzatura ideologica, che gli sfugga l'illogicità di argomentare in quel modo volendo essere convincente; e lo stesso si può dire di Cono in molte occasioni, e dello stesso crep;
non sono disturbati mentali, ma persone che hanno scelto ideologicamente di oscurare delle facoltà razionali e credere a certe cose; ma sono perfettamente presenti a se stessi nel compiere questo artificio, anche se magari non sono consapevoli del senso culturale del meccanismo che attivano emulando il credere;
ma la loro non è una credenza genuina, di prima mano, cioè la spiegazione ovvia di un fenomeno che non sono in grado di interpretare altrimenti.
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è una tesi, argomentata logicamente, che cerca di spiegare la circostanza; e suscettibile di essere confutata, avendone gli argomenti.Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggioè la tua interpretazione
c'è del lardo in Garfagnana
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il mio argomento è che la tua interpretazione si basa su una generalizzazione che non è applicabile, oltre che non verificabile.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioè una tesi, argomentata logicamente, che cerca di spiegare la circostanza; e suscettibile di essere confutata, avendone gli argomenti.
Io penso che almeno il 90% delle persone che credono abbiano un livello culturale infimo, ovvero sono poveri di strumenti per affrontare, senza credere, la condizione esistenziale umana, e quindi si aggrappano alle credenze per non suicidarsi.
Il restante 10%, con un livello culturale più alto o anche altissimo, probabilmente dice di credere, ma effettivamente vive una forma di spiritualità semi-agnostica, e si adegua alle forme religiose esistenti per cultura e perché non può certo inventarsi una religione personale. Oppure sceglie una tra le religioni, anche se diverse da quelle della propria matrice culturale di nascita, per varie ragioni contingenti, tipo Tom Cruise con scientology o Richard Gere col buddhismo.
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quindi neanche tuOriginariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggionessuno è impermeabile
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se emulano la condizione di ignoranza dell'uomo del passato, sì, fingono;Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggioovvio, ma non significa che fingano.
ma leggi quello che scrivo ? devo ripeterti ancora che non ho affatto affermato di capacità raziocinanti, perché mi continui ad attribuire questa affermazione ?ripeto: hai troppa fiducia nelle capacità raziocinanti dell'uomo medio.
L'uomo medio crede che le creme di bellezza facciano sparire le rughe.
nello specifico, ricorderai l'affermazione originaria riguardava l'impatto soggettivista del pluralismo religioso, che si è stato imposto dalla Riforma come dato meramente ambientale, col tempo anche a chi non lo voleva riconoscere; la prova fattuale l'hai sia a livello dottrinario - la Chiesa cattolica ha riconosciuto il primato della coscienza, un concetto luterano - sia a livello popolare, in cui la stragrande maggioranza dei cattolici interpellati in numerosi sondaggi esprime una grande libertà interpretativa, persino sui dogmi; ora, probabilmente tu non segui queste discussioni, ma vedresti manifestazioni plateali di questa condizione, che richiede uno sforzo di elaborazione ideologica prima ignoto e non necessario;Secondo me fai di nuovo una generalizzazione che non corrisponde a realtà.
Mi piacerebbe credere che fosse così.... ma non posso.
che Kennedy fu assassinato a Dallas il 23 nov 63 è un'interpretazione ? che io ti abbia posto questa domanda è un'interpretazione ? non si possono importare definizioni elaborate in un contesto disciplinare in altro, impropriamente;Non esistono "fatti", esistono solo interpretazioni.
Anche quello che succede a te, ogni istante, è mediato da come hai appreso a interpretarlo.
30 anni fa sparavo col mortaio, cioè, dirigevo i tiri; con un fucile, un tiro esatto, efficace, dovrebbe colpire un bersaglio di 30x30 cm; col mortaio da 120mm di 25 mt, perché una di quelle bombe distrugge tutto in quel raggio e difficilmente c'è modo di affinare ulteriormente la "forcella"; se chiedi la precisione del fucile, stai sbagliando contesto; se fai lo storico, l'assassinio di Kennedy è un fatto; le sue interpretazioni, interpretazioni;
ho precisato apposta che mi riferivo all'histoire bataille, ma forse ti è sfuggito; la storia istituzionale e sociale dell'Inghilterra è stata segnata profondamente per un secolo e mezzo, da Enrico VIII° a Giacomo Stuart, fino all'insediamento degli Orange dalla questione religiosa; così le guerre di liberazione d'Olanda, tutti gli schieramenti, tedeschi, la successione dinastica francese, fino alla guerra dei 30 anni, con tutte le quattro fasi;è una generalizzazione che non esaurisce i comportamenti effettivi di centinaia di milioni di persone.
In astratto posso darti ragione; poi la realtà è diversa, variegata, plurale e molto più bassa dei tuoi alti discorsi "filosofici".
imho
Italia e Spagna sono state devastate dall'inquisizione e dall'Indice, con l'inibizione della ricerca scientifica e uno spaventoso declino culturale...
queste non sono astrazioni, dato che hanno effettivamente condizionato l'esistenza di quelle centinaia di milioni di persone, inclusi gli sviluppi nel Nuovo continente, che non sono stati da poco.c'è del lardo in Garfagnana
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certo che non sono impermeabile alle ideologie del tempo, ma che c'entra ?Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggioquindi neanche tu
io sto usando un metodo critico di osservazione, esprimendo tesi confutabili; ma con argomenti, non dicendo genericamente che le mie sarebbero solo opinioni; aspetto argomentazioni articolate nel merito;
beh, vediamo:Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggioil mio argomento è che la tua interpretazione si basa su una generalizzazione che non è applicabile, oltre che non verificabile.
a parte che non so da cosa desuma questa proporzione, questa che esponi è davvero solo un'opinione, non argomentata, da nulla;Io penso che almeno il 90% delle persone che credono abbiano un livello culturale infimo, ovvero sono poveri di strumenti per affrontare, senza credere, la condizione esistenziale umana, e quindi si aggrappano alle credenze per non suicidarsi.
Il restante 10%, con un livello culturale più alto o anche altissimo, probabilmente dice di credere, ma effettivamente vive una forma di spiritualità semi-agnostica, e si adegua alle forme religiose esistenti per cultura e perché non può certo inventarsi una religione personale. Oppure sceglie una tra le religioni, anche se diverse da quelle della propria matrice culturale di nascita, per varie ragioni contingenti, tipo Tom Cruise con scientology o Richard Gere col buddhismo.
ma il livello culturale dei "credenti" non c'entra niente: viviamo da secoli in una società sempre più tecnologizzata e in modo sempre più ubiquitario, sempre più medicalizzata, in cui il controllo della naturalità è ridondante ovunque, così come l'orientamento razionalista nella gestione quotidiana delle circostanze; è il pensiero in cui siamo cresciuti;
ora, a parte alcune culture emergenti, tipo l'India, dove lo vedi questo fatalismo fideistico del credente di prima mano, quello davvero alieno allo spirito della modernità ? boh ?
senza addentrarmi nelle scuole filosofiche "alte" che si sono occupate della questione, io - come dice Con
- non mi invento nulla e sto solo riportando concetti espressi meglio da altri; secondo te, perché PPP, che non era un grande filosofo, ma uno che arrivava già un po' in ritardo, negli anni 50 parlava della "perdita del sacro" - quando la natura ti sembrerà naturale, sarà tutto finito, faceva dire al centauro, rivolto a Giasone, in Medea - esattamente per descrivere la modernità di chi stava perdendo il contatto col sacro necessario, di nascita, sostituito da un'ideologia ?
c'è del lardo in Garfagnana
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Si. E' "scandaloso" ma è proprio così, amica Yele.Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggioquindi se io faccio molto bene, non frega niente se credevo che un dio esiste o meno
Cristo rimproverava infatti i Farisei del suo tempo chiamandoli sepolcri imbiancati e li metteva in guardia affermando "Le prostitute e i pubblicani vi passano avanti, nel Regno dei Cieli"
Osserva questa scena e come si comporta Nostro Signore
amate i vostri nemici
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E allora perché ti accanisci sul fatto che la società va male perché viene rimosso dio?
Se non è così importante credere in un dio va da sé che ti contraddici da solo, viene meno l'importanza di evangelizzare, di essere credenti.Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
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