Il dolore

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  • dietrologo
    • 27/08/08
    • 9716

    #1

    Il dolore

    É altrettanto vero che solo "il dolore" è fonte di crescita, Rudolf Steiner lo specifica in modo perentorio , se non erro in enigmi dell'anima.

    Certo è che l'adagiarsi porta la persona a non vedere lo straordinario potenziale evolutivo che la sofferenza ha in se'
  • BiO-dEiStA
    Eufonista
    • 22/02/10
    • 5403

    #2
    Il dolore può anche essere una fonte di crescita, ma a tal fine non è condizione sufficiente e nemmeno necessaria. Se il primo stadio è quello di soffrire senza crescere, il terzo è quello di crescere senza soffrire. Detto fra noi, mi sembra strano che uno Steiner si fermi solo al secondo.
    Originariamente Scritto da Careful with that
    i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
    Originariamente Scritto da Ned Flanders
    Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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    • nahui
      Astensionista

      • 05/03/09
      • 21040

      #3
      Non credo che valga per tutti. Molte persone si incattiviscono, diventano astiose, invidiose. Si evolve chi è già illuminato.
      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
      (George Bernard Shaw)

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      • Yele
        abstract
        • 16/08/16
        • 6082

        #4
        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
        Non credo che valga per tutti. Molte persone si incattiviscono, diventano astiose, invidiose. Si evolve chi è già illuminato.
        alcune ci annegano nel dolore. Penso tu abbia ragione.

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        • dietrologo
          • 27/08/08
          • 9716

          #5
          Il dolore avviene comunque per una disarmonia nei confronti della natura di cui facciamo parte , che per forza di cose ti riconduce alla riunione con essa , riunificazione .
          Un altro errore sarebbe usare il dolore come mezzo per richiamare l'attenzione verso se stessi , egocentrismo , anche questo un allontanamento dal concetto di riunione .
          Ho tanto male qui ho tanto male là oppure io ho avuto questo e mi è successo la cosa peggiore ...ancora te ne succederanno se usi il dolore come elevazione di te stesso

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          • meogatto
            Opinionista
            • 06/02/16
            • 5192

            #6
            Mi sembra che banalmente ricalchi il detto per cui "quello che non strozza ingrassa", che, tuttavia, lascia dietro piu' strozzati che obesi.
            Ne a caso nessuno cerca di addolorarsi.

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              In effetti tra gioire e soffrire, preferisco elevarmi con la prima.
              Conoscere il dolore è importante per non rimanere disarmati ma cercarlo come motivo di elevazione mi sembra troppo.
              Se ho dolore ragiono in un modo, quel tanto che il dolore me lo permetta, e se ho gioia ragiono in un altro, ma quest'ultimo mi è più confacente dato che credo che il superamento del dolore porti alla gioia.
              Il capolinea credo sia la gioia serena che in fondo può essere felicità, dove l'elevazione non ha più senso, come tra essere e cercare; cioè non ha più senso cercare quando si è, il difficile però diventa mantenersi.
              Last edited by crepuscolo; 29-04-2018, 21:15.

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              • Arcobaleno
                Opinionista

                • 31/12/16
                • 3769

                #8
                No alla cultura del dolore. Purtroppo, per raggiungere gli obiettivi stabiliti da Dio per noi dobbiamo soffrire molto, ma questo dipende dai prezzi che dobbiamo pagare, non dal fatto che il dolore in se stesso sia qualcosa di buono. Mentre la gioia è espansiva e permette di fare di tutto e di più con fiducia, il dolore è una gabbia che impedisce di operare. Quando stiamo male ci chiudiamo in noi stessi e non siamo in grado di far nulla: sarebbe questa la crescita? Il dolore è utile per punire le colpe e per ridimensionare chi è pieno di orgoglio, ma deve essere visto come un male. Ciò è confermato dalla "Bhagavad Gita":

                Il fatto di non avere una grande opinione di sé, l’essere del tutto liberi da fraudolenza, il non far male a nessuno, la tolleranza, la rettitudine, l’onore reso al maestro, la purezza, la fermezza, il controllo di sé, l’indifferenza verso gli oggetti sensibili, la negazione di ogni egocentrismo; la percezione del male inerente alla nascita, alla morte, alla vecchiezza, alla malattia, al dolore; il non attaccamento, il non nutrire affetti particolari per il figlio, la sposa, la casa e così via, ed un equilibrio spirituale che mai si smentisce rispetto agli eventi desiderati come a quelli non desiderati; una devozione verso di me non soggetta a sviamenti, per mezzo di una disciplina spirituale che ad una cosa sola è intesa; il fatto di dimorare in luoghi separati, il non trovar gusto nella folla, la perenne continuità della conoscenza del Sé originario, l’intuito concretamente conoscitivo della verità: questo è dichiarato essere conoscenza autentica e tutto ciò che è diverso è non conoscenza. (13:7-11)
                Fate l'amore, non la guerra.
                Lavorare tutti, lavorare meno.

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                • BiO-dEiStA
                  Eufonista
                  • 22/02/10
                  • 5403

                  #9
                  Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                  Non credo che valga per tutti. Molte persone si incattiviscono, diventano astiose, invidiose. Si evolve chi è già illuminato.
                  Cosa ti fa pensare che io non fossi incattivito, astioso, invidioso eccetera e senza nemmeno sapere perché, dal momento che non me lo riconoscevo neanche? Adesso la prospettiva è un'altra e non perché sono diventato più buono, ma perché ho capito che posso usare le mie energie per scopi migliori, compreso il parodiare me stesso, cosa che se a qualcuno può apparire uno spreco, per me non lo è affatto.
                  Se poi esistono degli illuminati per diritto di nascita, io non ne conosco. Sono e resto un plebeo, che però si è dato l'importante compito di cercare la propria merda, spalarla lontano da sé, e respingere quella che altri tentano di rovesciargli addosso. Nessuno me l'ha mai insegnato e forse nessuno avrebbe potuto, io stesso non saprei insegnare ad altri il mio percorso e me ne guardo bene. Certo, posso parlare solo per me, ma mi sono preso per mano da solo e vado avanti a tentativi che grazie all'esperienza pregressa si dimostrano sempre più azzeccati.
                  Per cui resto dell'idea che nessuno può mettere la parola fine al posto nostro, a meno che naturalmente non siamo proprio noi a deciderlo, e che gran parte dell'evoluzione personale di ciascuno dipenda dal modo in cui educa se stesso, anche avendo il coraggio di resistere alla pressione sociale e di non seguire una strada solo perché lo fanno gli altri. È chiaro che ogni alternativa ci resta preclusa finché non sappiamo almeno che esiste.
                  Originariamente Scritto da Careful with that
                  i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                  Originariamente Scritto da Ned Flanders
                  Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

                  Comment

                  • Arcobaleno
                    Opinionista

                    • 31/12/16
                    • 3769

                    #10
                    In me il dolore fa crescere... la volontà di eliminarlo, di sconfiggerlo.
                    Fate l'amore, non la guerra.
                    Lavorare tutti, lavorare meno.

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                    • dietrologo
                      • 27/08/08
                      • 9716

                      #11
                      Almeno so che morirò d'infarto , come Troisi Pino Daniele...quasi quasi ne sono lusingato , l'infarto è un buon metodo per lasciare questo posto

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                      • nahui
                        Astensionista

                        • 05/03/09
                        • 21040

                        #12
                        A me hanno dato due possibilità: colon o polmone Tra il sacchetto pieno di merda o il soffocamento quasi quasi mi faccio venire una cirrosi che è meglio
                        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                        (George Bernard Shaw)

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #13
                          Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                          A me hanno dato due possibilità: colon o polmone Tra il sacchetto pieno di merda o il soffocamento quasi quasi mi faccio venire una cirrosi che è meglio

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                          • Misterikx
                            whatever..
                            • 24/03/05
                            • 15327

                            #14
                            Originariamente Scritto da dietrologo Visualizza Messaggio
                            Almeno so che morirò d'infarto , come Troisi Pino Daniele...quasi quasi ne sono lusingato , l'infarto è un buon metodo per lasciare questo posto
                            mentre si scopa poi....... sará il top
                            " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #15
                              Nessuno di noi può sapere il giorno, l'ora, il modo col quale lascerà questo mondo....
                              Possiamo invece sapere come vivere bene. Accettando gioie e dolori, felicità e tristezze, salute e malattie. Vale a dire il retaggio della nostra breve esistenza terrena.
                              amate i vostri nemici

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