Il motivo delle prove per l’uomo.

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  • Arcobaleno
    Opinionista

    • 31/12/16
    • 3770

    #1

    Il motivo delle prove per l’uomo.

    Da La saggezza di 'Abdu’l-bahá - I benefici di Dio all'uomo (testo completo):

    Dio solo comanda a tutte le cose; Egli è onnipotente!
    Perché, allora, Egli manda prove ai servi Suoi?
    Le prove dell'uomo sono di due generi. In primo luogo, le
    conseguenze delle proprie azioni. Per esempio, quando un
    uomo mangia troppo, rovina la sua digestione; se prende del
    veleno, si ammala o muore. Se un uomo gioca, perde il suo
    denaro; se breve troppo, perde l'equilibrio. Tutte queste
    sofferenze sono causate dall'uomo stesso! Perciò è chiaro che
    alcuni dolori sono conseguenza delle proprie azioni.
    Vi sono altre sofferenze che piombano sui fedeli di Dio.
    Pensate ai grandi dolori sofferti da Gesù Cristo e dai Suoi
    discepoli.
    Quelli che soffrono di più raggiungono la più alta
    perfezione. Coloro che manifestano il desiderio di soffrire per
    l'amore di Cristo, devono dar prova della loro sincerità; coloro
    che si proclamano pronti a sopportare gravi sacrifici, possono
    provare la verità delle loro parole soltanto con le loro opere.
    Giobbe dette prova del suo fedele amore di Dio serbandosi
    devoto tanto nella sventura quanto durante la prosperità. Gli
    apostoli di Cristo che sopportarono con fermezza ogni prova
    ed ogni sofferenza non hanno dimostrato la loro fedeltà? Non
    fu la loro pazienza la migliore prova?
    Caifa visse una vita comoda e felice, mentre la vita
    dell'Apostolo Pietro fu piena di tristezza e di sofferenze.
    Quale di queste due vite è preferibile? Senza dubbio
    sceglieremo lo stato presente di Pietro, perché egli ha la gioia
    eterna
    , mentre Caifa si è acquistato la eterna vergogna. Le
    sofferenze di Pietro dimostrarono la sua fedeltà. Le prove
    sono benefici che ci vengono da Dio, dei quali dobbiamo
    ringraziarlo. L'afflizione e il dolore non vengono sempre per
    caso, vengono spesso dalla misericordia divina per il nostro
    perfezionamento.
    Se un uomo fosse sempre felice potrebbe dimenticare Dio;
    ma quando vengono le disgrazie ed egli è affranto dal dolore,
    si ricorderà del Padre che è nei Cieli e che può consolarlo.
    Gli uomini che non soffrono non raggiungono la
    perfezione. La pianta che il giardiniere ha potato senza
    misericordia è quella che, quando viene l'estate, avrà i fiori
    più belli e i frutti più abbondanti. L'agricoltore rompe la terra
    coll'aratro e da quella terra viene il raccolto più lussureggiante
    e più copioso. Quanto più un uomo avrà sofferto, tanto più
    grande sarà il raccolto delle sue virtù spirituali. Un soldato
    non sarà buon generale fino a che non sarà stato in prima
    linea, nella più aspra battaglia, e non avrà ricevuto le più
    profonde ferite.
    La preghiera dei Profeti di Dio è sempre stata ed è questa:
    O Dio! Bramo donare la mia Vita sul sentiero che conduce a
    Te! Voglio dare il sangue mio per Te, e fare il Sacrificio Supremo!


    Tutto ciò prescinde dalla reincarnazione. I bahà'ì, infatti, non credono in essa, nonostante nei loro testi si parli di ritorno e rinascita. Eppure Dio chiese loro di riflettere sul significato di quei due termini. Quindi Pietro, se oggi è presente in questo mondo, non è sicuramente immerso nella gioia, ma sta lottando per conquistare il paradiso terrestre, senza saperlo e attraverso altre sofferenze.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.
Working...