Interpretazione dell'inizio del capitolo 12 dell’Apocalisse da parte di ‘Abdu’l-Bahà.

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  • Arcobaleno
    Opinionista

    • 31/12/16
    • 3770

    #1

    Interpretazione dell'inizio del capitolo 12 dell’Apocalisse da parte di ‘Abdu’l-Bahà.

    Io non concordo pienamente con la seguente interpretazione di ‘Abdu’l-Bahà, anzi ho dato interpretazioni diverse, però sappiamo che sono possibili più interpretazioni corrette di versetti allegorici, nonostante l’affermazione di ‘Abdu’l-Bahà verso la fine: “Non v’è altra spiegazione possibile per queste profezie.”
    Da "Le lezioni di San Giovanni d’Acri":

    13 Commento al XII capitolo della rivelazione di S. Giovanni. (Testo completo)

    Abbiamo spiegato prima ciò che di frequente si intende
    per Città Santa, la Gerusalemme di Dio, di cui è fatto
    cenno nel Libro Sacro, e che è la Legge di Dio. A volte
    essa è paragonata a una sposa, altre volte a Gerusalemme,
    e ancora al nuovo cielo e alla nuova terra. Così nel
    XXI capitolo della rivelazione di S. Giovanni (versetti 1
    - 2 - 3) è detto: “Poi vidi nuovo cielo e nuova terra poiché
    il primo cielo e la prima terra erano passati, e il
    mare non era più. E io, Giovanni, vidi la Città Santa, la
    Nuova Gerusalemme che scendeva dal cielo, d’appresso
    a Dio, acconciata come una sposa adorna per il suo sposo.
    E udii una gran voce dal cielo che diceva: - Ecco il
    tabernacolo di Dio con gli uomini ed Egli abiterà con loro;
    ed essi saranno il Suo popolo e Iddio stesso sarà con
    loro, l’Iddio loro -”.
    Notate come sia chiaro ed evidente che il primo cielo
    e la prima terra significhino la legge antica. Poiché è detto
    che il primo cielo e la prima terra erano passati e il
    mare non era più; il che vuol dire che la terra è il luogo
    del giudizio e, su questa terra del giudizio, non v’è mare,
    il che significa che gli insegnamenti della Legge di Dio
    si diffonderanno su tutta la terra e tutti gli uomini entreranno
    nella Causa di Dio e la terra sarà completamente
    popolata da credenti, e perciò non vi sarà più il mare,
    perché il luogo di abitazione e le dimore dell’uomo sono
    sulla terra ferma. In altre parole, a quell’epoca, il campo
    della legge diverrà il luogo di diletto dell’uomo. Tale terra
    è solida e i piedi non possono scivolare su di essa.
    La Legge di Dio è pure descritta come la Città Santa,
    la Nuova Gerusalemme. È evidente che la nuova Gerusalemme
    che scende dal cielo non è una città di pietra, di
    calce, di mattoni, di terra e di legno. Essa è la Legge di
    Dio che discende dai cieli ed è chiamata la nuova città; è
    chiaro che la Gerusalemme, fatta di pietre e di terra, non
    discende dal cielo e non è rinnovata, mentre ciò che è
    rinnovato è la Legge di Dio.
    La Legge di Dio è pure paragonabile alla sposa abbigliata,
    che appare con i suoi ornamenti più belli, com’è
    detto nel XXI capitolo della rivelazione di Giovanni: “E
    io, Giovanni, vidi la Santa Città, la Nuova Gerusalemme
    che scendeva dal cielo dappresso a Dio, acconciata come
    una sposa adorna per il suo sposo”. E nel capitolo XII,
    nel primo versetto, è detto: “Poi apparve un gran segno
    nel cielo; una donna attorniata dal sole, sotto ai cui piedi
    era la luna e sopra la cui testa era una corona di dodici
    stelle”; questa donna è la sposa, la Legge di Dio, che
    scese su Muḥammad. Il sole che la rivestiva e la luna
    sotto i suoi piedi sono le due nazioni all’ombra di quella
    legge, i regni persiano e turco, poiché l’emblema della
    Persia è il sole e quello della Turchia è la mezzaluna;
    così il sole e la luna sono gli emblemi dei due regni, che
    si trovano sotto il potere della Legge di Dio. In seguito è
    detto: “E sulla sua testa v’era una corona di dodici stelle”;
    queste dodici stelle sono i dodici Imám promotori
    della legge di Muḥammad, educatori del popolo, che
    brillarono come stelle nei cieli della Guida Divina.
    Nel secondo versetto è detto: “Ed essendo incinta gridava”,
    il che significa che questa legge si trovò in grande
    difficoltà e sopportò aspri tormenti ed afflizioni fino a
    che un perfetto rampollo venne prodotto, e cioè la Manifestazione
    da Venire, il Promesso, il perfetto rampollo,
    allevato nel seno di questa Legge madre. Il fanciullo a
    cui si fa riferimento è il Báb, il Punto Primo, che in verità
    nacque dalla Legge di Muḥammad, la Santa Realtà; il
    Báb che è rampollo e prodotto della Legge di Dio, sua
    madre, promesso da quella religione, e che trova la sua
    realtà nel regno di quella Legge; ma a causa del dispotismo
    del dragone, il fanciullo fu portato via da Dio. Dopo
    1260 giorni il dragone fu distrutto e il figlio della Legge
    di Dio, il promesso, si rese manifesto.
    I versetti 3 e 4 dicono: “E apparve ancora un altro segno
    nel cielo. Ed ecco un gran dragone rosso, che aveva
    sette teste e dieci corna, e sulle sue teste v’erano sette
    diademi. E la sua coda trascinava dietro a sé la terza parte
    delle stelle del cielo ed egli le gettò in terra”. Questi
    segni sono un’allusione alla dinastia degli Ommiadi che
    dominarono la religione Musulmana. Sette teste e sette
    diademi stanno a significare i sette paesi sui quali gli
    Ommiadi avevano potere; essi erano i domini romani intorno
    a Damasco, i domini persiani, arabi ed egiziani insieme
    ai domini dell’Africa, (cioè la Tunisia, il Marocco
    e l’Algeria), il dominio di Andalusia (che ora è la Spagna)
    e il dominio del Turchestan e della Tansoxiana
    [Il territorio al di là del fiume Oxus, antico nome del fiume Amu-Daria,
    che scorre dall’altipiano del Pamir al lago d’Aral.].
    Gli Ommiadi avevano giurisdizione sopra questi paesi. Le
    dieci corna stanno a significare i nomi di dieci sovrani
    Ommiadi, comandanti in capo, il primo essendo Abú Sufyán
    e l’ultimo Marwán; ma molti di essi portarono lo
    stesso nome, così vi furono due Mu,áwiyah, tre Yazíd,
    due Valíd e due Marwán, ma se i nomi venivano contati
    senza ripetizione, erano dieci. Gli Ommiadi, il primo dei
    quali fu Abú Sufyán, l’Emiro della Mecca e capo della
    dinastia degli Ommiadi, e l’ultimo dei quali fu Marwán,
    distrussero un terzo della santa e benedetta prosapia (stirpe) di
    Muḥammad, che era simile alle stelle del cielo.
    Nel versetto 4° è detto: “E il dragone si fermò davanti
    alla donna che doveva partorire, affinché, quando avesse
    partorito, egli divorasse il suo figliolo”. Come abbiamo
    già spiegato, la donna è la Legge di Dio. Il dragone
    stava vicino alla donna per divorarne il figliolo e il
    bimbo era la manifestazione promessa, il rampollo della
    legge di Muḥammad. Gli Ommiadi erano sempre in attesa
    d’impossessarsi del Promesso, che doveva apparire dal
    lignaggio di Muḥammad, per distruggerlo, poiché essi
    molto temevano l’apparizione della Manifestazione
    promessa e cercarono di uccidere ogni discendente di
    Muḥammad che potesse essere altamente stimato.
    Il versetto 5° dice: “Ed ella partorì un figliolo maschio,
    il quale ha da reggere tutte le nazioni con verga di
    ferro”. Questo grande figlio è la Manifestazione promessa,
    nata dalla Legge di Dio ed educata nel seno degli
    insegnamenti divini. La verga di ferro è il simbolo del
    potere e della forza, non è una spada, e significa che col
    divino potere Egli guiderà tutte le nazioni della terra.
    Questo “figlio” è il Báb.
    Il versetto 5° dice: “E il figliolo di lei venne rapito e
    portato presso Dio e presso il Suo trono”. Questa
    profezia riguarda il Báb, che ascese al regno celeste, al
    Trono di Dio e al centro del Suo Regno. Considerate
    come tutto corrisponda a quanto è accaduto.
    E nel versetto 6° è detto: “E la donna fuggì nel deserto”;
    cioè: “La legge di Dio fuggì nel deserto, che è il vasto
    deserto dell’Hijáz e della Penisola Arabica”. Lo stesso
    versetto 6° dice: “Dove c'è un luogo preparato
    da Dio”; la Penisola Arabica divenne la dimora e
    l’abitazione del centro della Legge di Dio.
    E ancora: “Affinché sia ivi nutrita milleduecentosessanta
    giorni”. Nella terminologia del Libro Santo
    questi milleduecentosessanta giorni rappresentano
    milleduecentosessanta anni dall’epoca in cui la Legge di
    Dio fu promulgata nel deserto d’Arabia, il grande deserto
    dal quale è venuto il Promesso. Dopo milleduecentosessanta
    anni quella legge non avrà più alcuna influenza,
    poiché i frutti di quell’albero saranno apparsi e i risultati
    saranno prodotti.
    Considerate come le profezie corrispondano l’una
    all’altra. Nell’Apocalisse l’apparizione del Promesso è
    fissata a dopo 42 mesi e Daniele la esprime con i termini
    “3 volte e mezzo”, identici a 42 mesi, ossia a 1260 giorni.
    In un altro passo della Rivelazione di Giovanni si parla
    chiaramente dei 1260 giorni e nel Libro Santo è detto
    che ogni giorno significa un anno. Nulla può essere più
    chiaro della concordanza esistente fra queste profezie.
    Il Báb apparve nell’anno 1260 dell’Egira di
    Muhammad, inizio dell’èra universalmente riconosciuta
    dall’Islám. Non vi sono prove più evidenti di questi passi
    dei Libri Santi per qualsiasi Manifestazione.
    Per chi è equo, la concordanza dei tempi indicati dalle
    lingue dei Grandi è la prova più conclusiva. Non v’è altra
    spiegazione possibile per queste profezie. Benedette
    siano le anime giuste che cercano la verità. Ma ove manca
    la giustizia, la gente attacca brighe e nega apertamente
    l’evidenza, come fecero i Farisei che, alla Manifestazione
    del Cristo, negarono, con la più grande ostinazione,
    le spiegazioni date da Cristo e dai Suoi discepoli. Essi
    velarono al popolo ignorante la Causa di Cristo, dicendo:
    “Queste Profezie non sono per Gesù, ma per il
    Promesso che verrà dopo, in armonia con le condizioni
    di cui si fa cenno nella Bibbia”. Queste condizioni erano
    che Egli doveva avere un regno, sedersi sul Trono di
    Davide, rafforzare la Legge della Bibbia e promulgare
    tale giustizia che il lupo e l’agnello si sarebbero riuniti
    alla stessa sorgente.
    Così i Farisei impedirono al popolo di conoscere Cristo.

    Nota di esponenti bahà'ì:

    In questa conversazione lo scopo di ‘Abdu’1-Bahá è
    di conciliare in una nuova interpretazione le apocalittiche
    profezie degli Ebrei, dei Cristiani e dei Mussulmani,
    piuttosto che additarne il carattere soprannaturale. Sul
    potere dei profeti, vedi: “Potere e Influenza delle Divine
    Manifestazioni”, e “Le visioni e la comunicazione con
    gli Spiriti”.

    Nota mia:

    Intanto sappiamo che Dio ha fatto costruire una nuova Gerusalemme nel Missouri, nella zona di Independence. Questo l'abbiamo visto in "Dottrina e alleanze" 57:

    1 Ascoltate, o voi anziani della mia chiesa, dice il Signore vostro Dio, voi che vi siete riuniti secondo i miei comandamenti in questa terra, che è la terra del Missouri, che è la terra che ho designato e consacrato per il raduno dei santi. 2 Questa, dunque, è la terra promessa e il luogo della città di Sion.

    3 E così dice il Signore vostro Dio, se voi volete ricevere saggezza, ecco la saggezza. Ecco, il luogo ora chiamato Independence è il posto centrale; e un posto per il tempio è situato ad ovest, su una parcella che non è lungi dal tribunale. 4 E’ dunque saggio che la terra sia acquistata dai santi, come pure ogni terreno sito a ponente, fino al confine che passa direttamente fra Ebrei e Gentili. 5 Ed anche ogni regione confinante alle praterie, per quanto i miei discepoli siano in grado di acquistare terre. Ecco, qui sta la saggezza, affinché possano ottenerla per eredità perpetua.


    Tutto ciò che è costruito per ordine diretto di Dio si può considerare celeste, disceso dal Cielo. Questo vale anche per l'arca di Noè e il tempio fatto costruire da Salomone.
    Io ho affermato anche che una città è costituita soprattutto dai suoi abitanti e, quindi, se i suoi abitanti sono santi, la città è santa; se i suoi abitanti ubbidiscono a Dio, sono celesti e rendono celeste pure la città.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.
Working...