Atei: autentici credenti

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #1

    Atei: autentici credenti

    atei: gli autentici credenti !

    Gli atei credono che Dio non esista, c’è il “nulla divino” o, per dirla con Nietzsche, “Dio è morto”.

    L’ateo è percepito dai credenti e dai clerici incerti nella fede un pericolo, temono di venire convertiti all’ateismo, perciò la Chiesa intollerante e, nel passato, anche violenta, teme e avversa l’ateismo, come l’arcangelo Michele sfodera la "spada" per combattere Satana.

    Ci sono persone che sanno tutto su Gesù, su Dio, ma sono atei, dogmaticamente convinti del loro “credo”.

    Papa Francesco ha detto: “meglio ateo che ipocrita”. Sono meglio gli atei degli ipocriti in chiesa. I cristiani che vivono odiando altre persone sono uno scandalo.
    Last edited by doxa; 28-05-2019, 17:18.
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #2
    Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    L’ateo è percepito dai credenti e dai clerici incerti nella fede un pericolo, temono di venire convertiti all’ateismo, perciò la Chiesa intollerante e, nel passato, anche violenta, teme e avversa l’ateismo
    beh, no; le chiese e confessioni temono il pluralismo religioso, ché relativizza i loro assoluti; l'ateismo non contende davvero lo spazio del sacro alle religioni;
    ma, in un certo senso, la moralità dell'ateo paradossalmente è - o meglio, sarebbe - una manifestazione di fede più autentica di quella di un credente in un dio giudice onnipotente, in quanto autonoma, indipendente da premi o castighi.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66040

      #3
      Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
      atei: gli autentici credenti !

      Gli atei credono che Dio non esiste, c’è il “nulla divino” o, per dirla con Nietzsche, “Dio è morto”.

      L’ateo è percepito dai credenti e dai clerici incerti nella fede un pericolo, temono di venire convertiti all’ateismo, perciò la Chiesa intollerante e, nel passato, anche violenta, teme e avversa l’ateismo, come l’arcangelo Michele sfodera la "spada" per combattere Satana.

      Ci sono persone che sanno tutto su Gesù, su Dio, ma sono atei, dogmaticamente convinti del loro “credo”.

      Papa Francesco ha detto: “meglio ateo che ipocrita”. Sono meglio gli atei degli ipocriti in chiesa. I cristiani che vivono odiando altre persone sono uno scandalo.
      Assolutamente d'accordo! Salvini si professa cristiano e brandisce il Santo Rosario come un'arma: Ma odia gli immigrati. Chiaro e lampante esempio di ipocrisia.
      amate i vostri nemici

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24593

        #4
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Assolutamente d'accordo! Salvini si professa cristiano e brandisce il Santo Rosario come un'arma: Ma odia gli immigrati. Chiaro e lampante esempio di ipocrisia.
        beh, questo succede esattamente quando, per miope opportunismo, le autorità religiose consentono la difesa feticistica del crocifisso nelle sedi istituzionali, che rappresentano un'identità distinta e non di natura religiosa;

        questa è tecnicamente una bestemmia, un sacrilegio, perché configura un ricorso improprio di un elemento religioso ad indicare un'identità che si intende culturale o, peggio, "nazionale", esclusiva, proprio laddove la natura di quel simbolo si intende "cattolica", universalista;
        tanti onesti cristiani e cattolici infatti si oppongono a questo opportunismo, proprio perché non accettano il sacrilegio; ma l'opportunismo politico prevale;

        alla fine, è ovvio che se ammetti la sovrapposizione delle radici cristiane non come circostanza propri, di fede ed esclusiva a chi crede, non sovrapponibile alla società tutta, ma come marcatore declassato a meramente culturale identitario, non ti puoi stupire o scandalizzare se atei bigotti brandiscono rosari, santi e madonne, usati come feticcio politico, a prescindere dal contenuto, che sfugge all'esclusività del Magistero.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • Breakthru
          Opinionista

          • 30/04/19
          • 5135

          #5
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          Assolutamente d'accordo! Salvini si professa cristiano e brandisce il Santo Rosario come un'arma: Ma odia gli immigrati. Chiaro e lampante esempio di ipocrisia.
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          beh, questo succede esattamente quando, per miope opportunismo, le autorità religiose consentono la difesa feticistica del crocifisso nelle sedi istituzionali, che rappresentano un'identità distinta e non di natura religiosa;

          questa è tecnicamente una bestemmia, un sacrilegio, perché configura un ricorso improprio di un elemento religioso ad indicare un'identità che si intende culturale o, peggio, "nazionale", esclusiva, proprio laddove la natura di quel simbolo si intende "cattolica", universalista;
          tanti onesti cristiani e cattolici infatti si oppongono a questo opportunismo, proprio perché non accettano il sacrilegio; ma l'opportunismo politico prevale;

          alla fine, è ovvio che se ammetti la sovrapposizione delle radici cristiane non come circostanza propri, di fede ed esclusiva a chi crede, non sovrapponibile alla società tutta, ma come marcatore declassato a meramente culturale identitario, non ti puoi stupire o scandalizzare se atei bigotti brandiscono rosari, santi e madonne, usati come feticcio politico, a prescindere dal contenuto, che sfugge all'esclusività del Magistero.
          Salvini con il suo rosario e le sue preghiere pubbliche ha conquistato il voto di quelli che si professano cattolici ma che lo sono solo per tradizione, perché fa tanto tanto italiano.

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          • doxa
            Opinionista
            • 30/04/19
            • 2659

            #6
            Il teologo ed esegeta Sergio Quinzio (1927 – 1996) scrisse nella prefazione al libro del teologo statunitense Thomas Jonathan Altizer, “Vangelo dell’ateismo cristiano”: "Per Altizer, la metamorfosi kenotica (la morte) di Dio determina la scomparsa del sacro dalla storia. E questa è la fase storica che stiamo vivendo, ma non la condizione finale, non la meta suprema. In realtà il crollo del sacro e l'avvento del profano stanno già alle nostre spalle, ma la rivelazione, l'epifania di Dio, continua. Noi siamo all'alba della terza e ultima età dello Spirito (piuttosto gioachimita che hegeliana): «Una nuova rivelazione sta per irrompere nella nuova età, e questa rivelazione differisce dal Nuovo Testamento tanto quanto questo differisce dal Vecchio».
            La seconda fase segna dunque il trionfo del profano sul sacro; Dio abdica alle sue primordiali epifanie di potenza e di purezza assolute per incarnarsi e morire" (pag. 23).

            La morte di Dio libera l’individuo dall’alienante trascendenza, dal vincolo di soggezione.

            Con l’avvento della scienza e del razionalismo il “regno” di Dio decade e subentra il relativismo
            Last edited by doxa; 28-05-2019, 22:35.

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            • ReginaD'Autunno
              Sovrana di Bellezza

              • 01/05/19
              • 12130

              #7
              Io mi ricordo di quando andavo al catechismo e c'era una vecchia bigotta che faceva anche la catechista che era di un'ipocrisia e di un'invadenza insopportabile. Pretendeva che in chiesa tutti dovevano stare composti e in silenzio, non per rispetto verso la chiesa ma perchè per lei la Casa di Dio doveva essere come casa sua...
              Più che ad una messa ci sembrava di stare in una scuola, dove chi si comportava male veniva messo in castigo, e il castigo erano i rumorosi rimproveri di quella vecchia invadente! Per me andare a messa significa entrare nella casa di Dio e non di giovani o vecchie bigotte che pensano solo ai fatti loro, meglio gli atei...
              Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI
              La regina del sud sorgerà nel giudizio. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.(MT12:42)

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #8
                Anch'io ho notato che molti atei rispettano la figura di Gesù quanto bistrattano quella del clero e di chi ne fa le veci.
                Non c'è democrazia.

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                • Lilia
                  Banned
                  • 28/04/19
                  • 758

                  #9
                  Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
                  Salvini con il suo rosario e le sue preghiere pubbliche ha conquistato il voto di quelli che si professano cattolici ma che lo sono solo per tradizione, perché fa tanto tanto italiano.
                  No, Salvini con i suoi rosari pubblici,banditi, ha conquistato gli analfabeti, un tempo, come si sa, i servi della gleba non sapevano leggere e scrivere, e gli artisti dipingevano wpisodi tratti dalle sacre scritture per raccontare l'Annunciazione, la Natività, la Resurrezione, fin dai tempi delle caverne francesi si dipingeva per trasmettere il proprio pensiero. Che doveva fare Salvini? Dissertare su Tertulliano? E così ha cooptato i voti degli ignoranti.
                  Ciao.

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                  • Lilia
                    Banned
                    • 28/04/19
                    • 758

                    #10
                    Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
                    Salvini con il suo rosario e le sue preghiere pubbliche ha conquistato il voto di quelli che si professano cattolici ma che lo sono solo per tradizione, perché fa tanto tanto italiano.
                    No, Salvini con i suoi rosari pubblici,banditi, ha conquistato gli analfabeti, un tempo, come si sa, i servi della gleba non sapevano leggere e scrivere, e gli artisti dipingevano wpisodi tratti dalle sacre scritture per raccontare l'Annunciazione, la Natività, la Resurrezione, fin dai tempi delle caverne francesi si dipingeva per trasmettere il proprio pensiero. Che doveva fare Salvini? Dissertare su Tertulliano? E così ha cooptato i voti degli ignoranti.
                    Ciao.

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                    • Lilia
                      Banned
                      • 28/04/19
                      • 758

                      #11
                      Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                      Il teologo ed esegeta Sergio Quinzio (1927 – 1996) scrisse nella prefazione al libro del teologo statunitense Thomas Jonathan Altizer, “Vangelo dell’ateismo cristiano”: "Per Altizer, la metamorfosi kenotica (la morte) di Dio determina la scomparsa del sacro dalla storia. È questa è la fase storica che stiamo vivendo, ma non la condizione finale, non la meta suprema. In realtà il crollo del sacro e l'avvento del profano stanno già alle nostre spalle, ma la rivelazione, l'epifania di Dio, continua. Noi siamo all'alba della terza e ultima età dello Spirito (piuttosto gioachimita che hegeliana): «Una nuova rivelazione sta per irrompere nella nuova età, e questa rivelazione differisce dal Nuovo Testamento tanto quanto questo differisce dal Vecchio».
                      La seconda fase segna dunque il trionfo del profano sul sacro; Dio abdica alle sue primordiali epifanie di potenza e di purezza assolute per incarnarsi e morire" (pag. 23).

                      La morte di Dio libera l’individuo dall’alienante trascendenza, dal vincolo di soggezione.

                      Con l’avvento della scienza e del razionalismo il “regno” di Dio decade e subentra il relativismo

                      Mah, non sono d'accorso che la kènosi di Cristo determini la scomparsa sel sacro dalla storia. Anche per questa parola " Kènosi" tratta dalla Lettera ai Filippesi, che deriva da ekenòsen ( aoristo da kenoo, che significa, spoliazione, non morte), sono stati versati fiumi di nchiostro. Se è come tu dici, aspettiamo questa 3a rivelazione che liberi l'uomo "dall'alienante trascendenza e dal vincolo di soggezione."

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                      • Lilia
                        Banned
                        • 28/04/19
                        • 758

                        #12
                        Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                        Il teologo ed esegeta Sergio Quinzio (1927 – 1996) scrisse nella prefazione al libro del teologo statunitense Thomas Jonathan Altizer, “Vangelo dell’ateismo cristiano”: "Per Altizer, la metamorfosi kenotica (la morte) di Dio determina la scomparsa del sacro dalla storia. È questa è la fase storica che stiamo vivendo, ma non la condizione finale, non la meta suprema. In realtà il crollo del sacro e l'avvento del profano stanno già alle nostre spalle, ma la rivelazione, l'epifania di Dio, continua. Noi siamo all'alba della terza e ultima età dello Spirito (piuttosto gioachimita che hegeliana): «Una nuova rivelazione sta per irrompere nella nuova età, e questa rivelazione differisce dal Nuovo Testamento tanto quanto questo differisce dal Vecchio».
                        La seconda fase segna dunque il trionfo del profano sul sacro; Dio abdica alle sue primordiali epifanie di potenza e di purezza assolute per incarnarsi e morire" (pag. 23).

                        La morte di Dio libera l’individuo dall’alienante trascendenza, dal vincolo di soggezione.

                        Con l’avvento della scienza e del razionalismo il “regno” di Dio decade e subentra il relativismo

                        Mah, non sono d'accorso che la kènosi di Cristo determini la scomparsa sel sacro dalla storia. Anche per questa parola " Kènosi" tratta dalla Lettera ai Filippesi, che deriva da ekenòsen ( aoristo da kenoo, che significa, spoliazione, non morte), sono stati versati fiumi di nchiostro. Se è come tu dici, aspettiamo questa 3a rivelazione che liberi l'uomo "dall'alienante trascendenza e dal vincolo di soggezione."

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24593

                          #13
                          Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                          La morte di Dio libera l’individuo dall’alienante trascendenza, dal vincolo di soggezione.
                          dal vincolo di soggezione ad una legge eteronoma, non in assoluto;

                          Con l’avvento della scienza e del razionalismo il “regno” di Dio decade e subentra il relativismo
                          ma nemmeno per idea;
                          il relativismo è già in nuce nel non l'uomo per il sabato...
                          il razionalismo era già nel pensiero greco;

                          al fondo, tutto questo discorso sconta un equivoco, tipico del credente che non conosce o riconosce altro;
                          il concetto tipico lo fa pronunciare Dostoesvskij a Ivan Karamazov: se Dio non c'è più, tutto è possibile; il relativismo, l'amoralità;

                          questo è il modo in cui i credenti immaginano le conseguenza di un'assenza del Dio al quale obbediscono;

                          la realtà è l'opposto del concetto di Ivan: se Dio non esiste, niente è possibile;

                          la vita si basa sul desiderio, in senso lato; perché il desiderio, qualsiasi desiderio, sia agibile, esso deve incontrare un limite, altrimenti subentra l'angoscia e la paralisi;
                          si pensi ad un bambino che possa scegliere qualsiasi giocattolo in un negozio infinito; dopo pochi minuti di gioia, per quell'opportunità, sarebbe disorientato, la sua attenzione incapace di soffermarsi su un oggetto, e presto arriverebbe l'angoscia;

                          le religioni - e tutte le dottrine morali - hanno la funzione di porre limiti ai desideri umani, rendendo questi agibili, negoziabili;

                          ed è per questo che l'amoralità è impossibile, se non in casi di devianza mentale, incapacità; non per "virtù", ma perché senza imperativi morali non si può nemmeno desiderare, e si muore, o si impazzisce;
                          perciò, l'assenza del dio eteronomo, quello del clero, la rarefazione dei Suoi precetti, non relativizza la morale, ma ne carica la responsabilità sull'individuo, divenuto adulto; laddove l'obbediente era il bambino, incapace di farsi carico di una legge morale.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #14
                            I credenti non immagineranno mai la morte di Dio ed i cristiani che credono in Cristo possono pensare alla loro morte ma continueranno a credere in Dio fino alla fine.
                            Evidentemente Ivan Karamazov con: "Se Dio non c'è più, tutto è possibile" non ha mai pensato che non è possibile non morire; come evidentemente l'opposto: " Se Dio non esiste, niente è possibile" non è reale perché la possibilità della nostra esistenza nega l'inesistenza di Dio.

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66040

                              #15
                              Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                              Il teologo ed esegeta Sergio Quinzio (1927 – 1996) scrisse nella prefazione al libro del teologo statunitense Thomas Jonathan Altizer, “Vangelo dell’ateismo cristiano”: "Per Altizer, la metamorfosi kenotica (la morte) di Dio determina la scomparsa del sacro dalla storia. E questa è la fase storica che stiamo vivendo, ma non la condizione finale, non la meta suprema. In realtà il crollo del sacro e l'avvento del profano stanno già alle nostre spalle, ma la rivelazione, l'epifania di Dio, continua. Noi siamo all'alba della terza e ultima età dello Spirito (piuttosto gioachimita che hegeliana): «Una nuova rivelazione sta per irrompere nella nuova età, e questa rivelazione differisce dal Nuovo Testamento tanto quanto questo differisce dal Vecchio».
                              La seconda fase segna dunque il trionfo del profano sul sacro; Dio abdica alle sue primordiali epifanie di potenza e di purezza assolute per incarnarsi e morire" (pag. 23).

                              La morte di Dio libera l’individuo dall’alienante trascendenza, dal vincolo di soggezione.

                              Con l’avvento della scienza e del razionalismo il “regno” di Dio decade e subentra il relativismo
                              Bypassando tranquillamente ciò che è a fondamento della Fede, Cristiana: La Resurrezione! Dio accetta di farsi come noi...di soffrire come noi...di morire come noi, perchè ci ama. Profondamente! Ma và molto oltre, amici: Esce dal Sepolcro nel quale, per convenienza, desideriamo rinchiuderlo. E ci dà testimonianza, il mattino di Pasqua, che la Vita non finisce lì, nella bara. Di più: Che la Vita, quella vera, inizia proprio in quel momento. Che tanto ci spaventa. E ci spaventa, perlappunto, perchè non abbiamo Fede.
                              amate i vostri nemici

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