I morti che respirano.

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  • sandor
    Opinionista

    • 07/10/10
    • 3414

    #106
    Originariamente Scritto da Lilia Visualizza Messaggio
    @ Sandor.

    Ma tu ce lo vedi il cavernicolo che deve fare le tavolette cuneiformi
    che si mette a scolpire, punto, punto e virgola,due punti? Piano piano
    si sono perfezonati, guarda noi dai segnali di fumo siamo giunti a comunicare
    con Curiosity che sta su Marte.
    vabbè. è chiaro che se cambi parametri di scrittura o addirittura alfabeto, puoi scrivere anche senza punteggiatura. magari poi se proprio non ti trovi c'erano le tavolette "cerate" e quindi "cancellabili". queste però mi rendo conto che vengono un po' dopo. poi non ho capito sui segnali di fumo. erano davvero un modo per comunicare o stanno solo nei romanzi per ragazzi?

    Originariamente Scritto da Lilia Visualizza Messaggio
    che Axe è pieno di athanor e ha trovato l'elisir di lunghissima vita,
    lui in realta' è figlio Clodeveo I e di Jean d'Arc...
    ah si clodoveo il merovingio. mi pare avesse qualche santo in paradiso. almeno stando a quello che scrive qualcuno...
    http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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    • Lilia
      Banned
      • 28/04/19
      • 758

      #107
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Ciao! Volentieri. Nello specifico, quale?
      @ Cono.

      Peccato, non hai scritto niente su Giacobbe, se ne parla
      molto, si vedeche è una figura che non ti attira. Scegli tu,
      Buonanotte.

      Comment

      • Lilia
        Banned
        • 28/04/19
        • 758

        #108
        Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
        vabbè. è chiaro che se cambi parametri di scrittura o addirittura alfabeto, puoi scrivere anche senza punteggiatura. magari poi se proprio non ti trovi c'erano le tavolette "cerate" e quindi "cancellabili". queste però mi rendo conto che vengono un po' dopo. poi non ho capito sui segnali di fumo. erano davvero un modo per comunicare o stanno solo nei romanzi per ragazzi?



        ah si clodoveo il merovingio. mi pare avesse qualche santo in paradiso. almeno stando a quello che scrive qualcuno...
        @ Sandor.

        Si si, i misteriosi Merovingi, che non si sa da dove spuntarono, ma tutti
        ci tenevano ad imparentarsi con essi, i veri re.

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #109
          Originariamente Scritto da Lilia Visualizza Messaggio
          @ Cono.

          E'un brano importante e che mi turba molto, so che
          anche Ratzinger lo ha commentato ma insistendo
          sull'aspetto messianico di Jacob.
          Si tratta di Gen 32-23, e che faceva Jakob
          sullo Iabbok, e quali sono i significati esoterici ( della parola)
          di Israele.
          Io vado alla spiaggia, spero che al mio ritorno
          abbia fatto il compitino, oh Coninello.
          Una delle pagine più belle dell'intero Antico Testamento, secondo me. Appoggiamoci al testo e cerchiamo di dire qualcosa, vuoi?

          La lotta con Dio

          Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. Li prese, fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all'anca. Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l'articolazione del femore, perché quegli aveva colpito l'articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.

          Dunque, cosa possiamo dire? Che sicuramente l'episodio è fortemente simbolico, Lilia: Quello che accade a Giacobbe è significativo per tutti noi, perché prima o poi tutti ci troviamo allo Iabbok della nostra vita, a lottare con Dio. Lo Iabbok è un affluente del Giordano che Giacobbe deve attraversare per entrare nella terra promessa. Il suo nome significa "luogo del passaggio" ed evoca la notte pasquale. Il Signore non può lasciarci entrare nella terra promessa della nostra vita con tutti i cimeli e idoli del nostro passato. Vuole che ce ne sbarazziamo per sempre! Per questo ci affronta quando siamo rimasti soli, quando cioè non abbiamo intorno la copertura dei doni e delle benedizioni di Dio. Ci parla e si confronta con noi quando siamo soli..."nudi", come nella Genesi dopo il Peccato. Lo Iabbok è il momento della verità, l’occasione di guardarsi per quello che si è realmente, senza maschere o giustificazioni....
          Noi facciamo come Giacobbe, lottiamo strenuamente con Dio perché non siamo disposti a morire a noi stessi. Magari a perdere beni, persone, doni… ma non ad affrontare lo specchio della Verità. Eppure c’è una grande benedizione che ci aspetta! Dio lotta con Giacobbe perché sa che è l’unico modo per aiutarlo in quel momento. Noi ci aspettiamo sempre che l’aiuto di Dio sia solo amorevole e delicato, ma il Suo amore si concretizza anche con correzioni e prese di posizione decise. L’io di Giacobbe è molto forte, tant’è che Dio, "vedendo che non riusciva a vincerlo", gli sloga l’anca. Perché proprio questa articolazione? Perché da allora in poi, Giacobbe non camminerà più per se stesso. Camminerà solo per Dio e con Dio, perché il Signore lo ha reso fragile e vulnerabile… quando siamo deboli, è allora che siamo forti! (2 cor 12,10). Dopo lo Iabbok, Giacobbe non è più lo stesso uomo di prima, ecco perché Dio cambia il suo nome in Israele. Dare nome a qualcuno significa decretarne l’appartenenza e ricrearlo di nuovo. (vedi Gesù con san Pietro/Simone) Quindi da ora in poi Giacobbe è un uomo rinnovato, appartiene a Dio e si è convertito dalla sua mentalità. Il nome Israele è di fondamentale importanza perché definisce l’uomo nuovo e la sua relazione con Dio. la relazione con Dio comporta spesso dei momenti di combattimento interiore, quando la nostra volontà cozza contro la Sua… ma il nome Israele rappresenta l’uomo nuovo, e non può avere alcuna relazione con l’uomo vecchio Giacobbe! Tant’è che Dio dà questo nome quando ha già slogato l’anca al patriarca. Quindi Israele è sì colui che lotta con Dio… ma al Suo fianco! E chiunque sta al fianco di Dio è senz’altro potente e vittorioso, non per le proprie umane capacità, ma per la presenza del Dio vivente!

          Spero di averti, in qualche modo, aiutato.
          Ciao, a martedì prossimo!
          amate i vostri nemici

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          • Lilia
            Banned
            • 28/04/19
            • 758

            #110
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            Una delle pagine più belle dell'intero Antico Testamento, secondo me. Appoggiamoci al testo e cerchiamo di dire qualcosa, vuoi?

            La lotta con Dio

            Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. Li prese, fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all'anca. Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l'articolazione del femore, perché quegli aveva colpito l'articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.

            Dunque, cosa possiamo dire? Che sicuramente l'episodio è fortemente simbolico, Lilia: Quello che accade a Giacobbe è significativo per tutti noi, perché prima o poi tutti ci troviamo allo Iabbok della nostra vita, a lottare con Dio. Lo Iabbok è un affluente del Giordano che Giacobbe deve attraversare per entrare nella terra promessa. Il suo nome significa "luogo del passaggio" ed evoca la notte pasquale. Il Signore non può lasciarci entrare nella terra promessa della nostra vita con tutti i cimeli e idoli del nostro passato. Vuole che ce ne sbarazziamo per sempre! Per questo ci affronta quando siamo rimasti soli, quando cioè non abbiamo intorno la copertura dei doni e delle benedizioni di Dio. Ci parla e si confronta con noi quando siamo soli..."nudi", come nella Genesi dopo il Peccato. Lo Iabbok è il momento della verità, l’occasione di guardarsi per quello che si è realmente, senza maschere o giustificazioni....
            Noi facciamo come Giacobbe, lottiamo strenuamente con Dio perché non siamo disposti a morire a noi stessi. Magari a perdere beni, persone, doni… ma non ad affrontare lo specchio della Verità. Eppure c’è una grande benedizione che ci aspetta! Dio lotta con Giacobbe perché sa che è l’unico modo per aiutarlo in quel momento. Noi ci aspettiamo sempre che l’aiuto di Dio sia solo amorevole e delicato, ma il Suo amore si concretizza anche con correzioni e prese di posizione decise. L’io di Giacobbe è molto forte, tant’è che Dio, "vedendo che non riusciva a vincerlo", gli sloga l’anca. Perché proprio questa articolazione? Perché da allora in poi, Giacobbe non camminerà più per se stesso. Camminerà solo per Dio e con Dio, perché il Signore lo ha reso fragile e vulnerabile… quando siamo deboli, è allora che siamo forti! (2 cor 12,10). Dopo lo Iabbok, Giacobbe non è più lo stesso uomo di prima, ecco perché Dio cambia il suo nome in Israele. Dare nome a qualcuno significa decretarne l’appartenenza e ricrearlo di nuovo. (vedi Gesù con san Pietro/Simone) Quindi da ora in poi Giacobbe è un uomo rinnovato, appartiene a Dio e si è convertito dalla sua mentalità. Il nome Israele è di fondamentale importanza perché definisce l’uomo nuovo e la sua relazione con Dio. la relazione con Dio comporta spesso dei momenti di combattimento interiore, quando la nostra volontà cozza contro la Sua… ma il nome Israele rappresenta l’uomo nuovo, e non può avere alcuna relazione con l’uomo vecchio Giacobbe! Tant’è che Dio dà questo nome quando ha già slogato l’anca al patriarca. Quindi Israele è sì colui che lotta con Dio… ma al Suo fianco! E chiunque sta al fianco di Dio è senz’altro potente e vittorioso, non per le proprie umane capacità, ma per la presenza del Dio vivente!

            Spero di averti, in qualche modo, aiutato.
            Ciao, a martedì prossimo!
            @ Cono.

            Ti ringrazio per la risposta, certo ciascuno di noi , se interessato,
            puo' intervenire.
            Io non sono nessuno dinanzi a te, tu da 13 anni sei chi a fare catechesi,
            no? Io sono giunta a fine aprile.

            Una cosa voglio dire, non hai sottolineato bene la personalitàdi Giacobbe,
            chi è costui? qual è il suo carattere?Gli affideresti le 12 tribu'?

            Mancano poi chiarimenti sul significato esoterico di Israele.
            Ciao, a martedi'.

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #111
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              Una delle pagine più belle dell'intero Antico Testamento, secondo me. Appoggiamoci al testo e cerchiamo di dire qualcosa, vuoi?

              La lotta con Dio

              Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. Li prese, fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all'anca. Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l'articolazione del femore, perché quegli aveva colpito l'articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.

              Dunque, cosa possiamo dire? Che sicuramente l'episodio è fortemente simbolico, Lilia: Quello che accade a Giacobbe è significativo per tutti noi, perché prima o poi tutti ci troviamo allo Iabbok della nostra vita, a lottare con Dio. Lo Iabbok è un affluente del Giordano che Giacobbe deve attraversare per entrare nella terra promessa. Il suo nome significa "luogo del passaggio" ed evoca la notte pasquale. Il Signore non può lasciarci entrare nella terra promessa della nostra vita con tutti i cimeli e idoli del nostro passato. Vuole che ce ne sbarazziamo per sempre! Per questo ci affronta quando siamo rimasti soli, quando cioè non abbiamo intorno la copertura dei doni e delle benedizioni di Dio. Ci parla e si confronta con noi quando siamo soli..."nudi", come nella Genesi dopo il Peccato. Lo Iabbok è il momento della verità, l’occasione di guardarsi per quello che si è realmente, senza maschere o giustificazioni....
              Noi facciamo come Giacobbe, lottiamo strenuamente con Dio perché non siamo disposti a morire a noi stessi. Magari a perdere beni, persone, doni… ma non ad affrontare lo specchio della Verità. Eppure c’è una grande benedizione che ci aspetta! Dio lotta con Giacobbe perché sa che è l’unico modo per aiutarlo in quel momento. Noi ci aspettiamo sempre che l’aiuto di Dio sia solo amorevole e delicato, ma il Suo amore si concretizza anche con correzioni e prese di posizione decise. L’io di Giacobbe è molto forte, tant’è che Dio, "vedendo che non riusciva a vincerlo", gli sloga l’anca. Perché proprio questa articolazione? Perché da allora in poi, Giacobbe non camminerà più per se stesso. Camminerà solo per Dio e con Dio, perché il Signore lo ha reso fragile e vulnerabile… quando siamo deboli, è allora che siamo forti! (2 cor 12,10). Dopo lo Iabbok, Giacobbe non è più lo stesso uomo di prima, ecco perché Dio cambia il suo nome in Israele. Dare nome a qualcuno significa decretarne l’appartenenza e ricrearlo di nuovo. (vedi Gesù con san Pietro/Simone) Quindi da ora in poi Giacobbe è un uomo rinnovato, appartiene a Dio e si è convertito dalla sua mentalità. Il nome Israele è di fondamentale importanza perché definisce l’uomo nuovo e la sua relazione con Dio. la relazione con Dio comporta spesso dei momenti di combattimento interiore, quando la nostra volontà cozza contro la Sua… ma il nome Israele rappresenta l’uomo nuovo, e non può avere alcuna relazione con l’uomo vecchio Giacobbe! Tant’è che Dio dà questo nome quando ha già slogato l’anca al patriarca. Quindi Israele è sì colui che lotta con Dio… ma al Suo fianco! E chiunque sta al fianco di Dio è senz’altro potente e vittorioso, non per le proprie umane capacità, ma per la presenza del Dio vivente!

              Spero di averti, in qualche modo, aiutato.
              Ciao, a martedì prossimo!
              Preferisco il "Cantico dei cantici", solo che ancora devo capire chi è lui e chi è lei.
              Ho capito che è inutile lottare contro Yahwé.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #112
                Originariamente Scritto da Lilia Visualizza Messaggio
                @ Cono.

                Ti ringrazio per la risposta, certo ciascuno di noi , se interessato,
                puo' intervenire.
                Io non sono nessuno dinanzi a te, tu da 13 anni sei chi a fare catechesi,
                no? Io sono giunta a fine aprile.

                Una cosa voglio dire, non hai sottolineato bene la personalitàdi Giacobbe,
                chi è costui? qual è il suo carattere?Gli affideresti le 12 tribu'?

                Mancano poi chiarimenti sul significato esoterico di Israele.
                Ciao, a martedi'.
                Ciao! Non sono esperto di esoterismo Lilia. Mi interessa più l'esistenzialità delle figure dei Patriarchi. Nelle quali tutti possiamo ritrovarci. In particolare Giacobbe. Dove si dimostra che Dio sceglie chi vuole, non necessariamente i più bravi...i più buoni....i più corretti....
                La primogenitura sarebbe spettata per Legge ad Esaù, che però la cede per niente: Per un piatto di lenticchie! Quante volte anche noi ci perdiamo dietro alle cose futili della Vita, mettendo Dio e le cose importanti in secondo piano?
                amate i vostri nemici

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                • Lilia
                  Banned
                  • 28/04/19
                  • 758

                  #113
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Ciao! Non sono esperto di esoterismo Lilia. Mi interessa più l'esistenzialità delle figure dei Patriarchi. Nelle quali tutti possiamo ritrovarci. In particolare Giacobbe. Dove si dimostra che Dio sceglie chi vuole, non necessariamente i più bravi...i più buoni....i più corretti....
                  La primogenitura sarebbe spettata per Legge ad Esaù, che però la cede per niente: Per un piatto di lenticchie! Quante volte anche noi ci perdiamo dietro alle cose futili della Vita, mettendo Dio e le cose importanti in secondo piano?
                  @ CONO.

                  Scusami, sono stata fuori in uesti giorni e scrivere sul cell mi
                  innervosisce. Sì, la figura di Giacobbe è stata amata da poeti e pittori,
                  ma che sia costui con cui lotta davvero non si sa perchè l'ebraico
                  dice semplicemente"ish" che è un pronome, ossia, egli, costui, ecc,ecc.
                  Si suppone che sia Dio e l'intraprendente Giacobbe gli strappa ancora
                  un'altra benedizione, sa che ha un grande compito innanzi.
                  Certo, Esaù fa una figuraccia da subito, torna affamato dalla caccia
                  e dice a Giacobbe, dammi da mangiare, ho fame, che me ne faccio della
                  primogenitura se ho fame? E così Giacobbe gli cucina il piatto di lenticchie
                  ma gliele fa pagare caramente. Vediamo in Giacobbe una personalità intraprendente,
                  furba, che sa quel che vuole e dai suoi lombi usciranno le 12 tribù d'Israele.
                  Così come la caratteristica di Abramo era l'obbedienza, quella di Giacobbe è l'intra-
                  prendenza.
                  Ciao.

                  Comment

                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #114
                    Perfetto! Bravissima.
                    L'acqua stagnante, alla fine, puzza. Non produce niente. La Vita è una realtà dinamica, nella quale Dio ci chiama al movimento, all'azione. All'intraprendenza, appunto.
                    amate i vostri nemici

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                    • sandor
                      Opinionista

                      • 07/10/10
                      • 3414

                      #115
                      dice che le lenticchie contengano molto "ferro". ma non è che fanno male? cioè un piatto va anche bene, ma se ne mangi troppe...mah.
                      http://letteraturaomnibus.blogspot.com

                      Comment

                      • Lilia
                        Banned
                        • 28/04/19
                        • 758

                        #116
                        Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
                        dice che le lenticchie contengano molto "ferro". ma non è che fanno male? cioè un piatto va anche bene, ma se ne mangi troppe...mah.
                        @ Sandor.

                        Ora mi fai ridere, uno puo' mangiare anche 5 piatti di lenticchie,
                        ma senza una sostanza riducente il ferro non voene assorbito
                        dall'ileo. Nelle lenticchie il ferro è contenuto allo stato ossidato
                        che deve essere ridotto, ossidando un'altra sostanza, ecco quindi che
                        interviene la vit C contenuta negli agrumi da bere in spremuta o come
                        si voglia perche' è un riducente, cede un gruppo ossidrilico si ossida riducendo. OK?

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #117
                          La vitamina C che risiede nella frutta si volatilizza dopo mezz'ora dalla raccolta, puoi immaginarti tu quanta ce ne possa essere nella frutta dei supermercati, dove la frutta è vecchia di mesi se non di anni.
                          Frutta morta e a volte marcita tenuta in vita.
                          Se quella frutta lì potesse parlare direbbe: "Portatemi in Svizzera, come ultimo viaggio".
                          Altro che vit C
                          Last edited by crepuscolo; 03-09-2019, 12:04.

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                          • Lilia
                            Banned
                            • 28/04/19
                            • 758

                            #118
                            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                            La vitamina C che risiede nella frutta si volatilizza dopo mezz'ora dalla raccolta, puoi immaginarti tu quanta ce ne possa essere nella frutta dei supermercati, dove la frutta è vecchia di mesi se non di anni.
                            Frutta morta e a volte marcita tenuta in vita.
                            Se quella frutta lì potesse parlare direbbe: "Portatemi in Svizzera, come ultimo viaggio".
                            Altro che vit C
                            @ Crep.

                            Caro Crep, l'acido ascorbico nei vegetali freschi si
                            ossida subito, per questo se i bambini vogliono la
                            spremuta e la lasciano la'. è inutile che li costrigiamo
                            a berla dopo 3 ore, oramai vit. C tiutta ossidata.
                            Per chi ha carenza di ferro, come saprai, esiste
                            in farmacia Ferrograd in cui il ferro è allo stato ferroso,
                            gia' ridotto, gia' gli hanno incorporato i 2 atomi di idrogeno
                            che dovrà cedere.

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                            • dietrologo
                              • 27/08/08
                              • 9716

                              #119
                              Abbè , non sono uno scienziato ma capisco abbastanza che un frutto colto dall'albero e mangiato sia diverso dallo stesso conservato e consumato a differenza di tempo

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #120
                                Originariamente Scritto da Lilia Visualizza Messaggio
                                @ Crep.

                                Caro Crep, l'acido ascorbico nei vegetali freschi si
                                ossida subito, per questo se i bambini vogliono la
                                spremuta e la lasciano la'. è inutile che li costrigiamo
                                a berla dopo 3 ore, oramai vit. C tiutta ossidata.
                                Per chi ha carenza di ferro, come saprai, esiste
                                in farmacia Ferrograd in cui il ferro è allo stato ferroso,
                                gia' ridotto, gia' gli hanno incorporato i 2 atomi di idrogeno
                                che dovrà cedere.
                                Non sono un esperto, quella della vit C l'ho letta da qualche parte, grazie per le delucidazioni, la Chimica me la ricordo un po' dal liceo.

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