Dolore, buddhismo, natura, ecc...

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  • xmanx
    Opinionista
    • 10/10/11
    • 2782

    #31
    Originariamente Scritto da Tiberio Visualizza Messaggio
    Probabilmente sa poco di buddhismo
    Questi sono i tre generi diversi di pratica buddista:

    Hinayana

    Un discepolo ha lo scopo di divenire un arhat, cioè colui che ha raggiunto il Nirvana e non rinascerà mai più. Questo stadio, richiede un’esistenza assolutamente rigorosa e di rinuncia del mondo.

    Mahayana

    Un discepolo mira a raggiungere l’Illuminazione per diventare un Bodhisattva, cioè colui che ritarda l’entrata nel Nirvana per aiutare altri nella via della salvezza..

    Vajrayana

    Un discepolo mira a conseguire l’illuminazione qui e ora, in questo corpo e in questa vita.

    Come si vede molto chiaramente, il soggetto di tutto è sempre l'EGO. Cioè l'egoismo e l'individualismo e il tornaconto personale. Anche nella pratica Mahayana, dove l'aiuto agli altri è sempre e solo subordinato ad un interesse "spirituale" personale e a un tornaconto "spirituale" personale.

    Probabilmente sei tu che sai poco di buddismo.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

    Comment

    • Turbociclo
      Opinionista
      • 28/04/19
      • 5572

      #32
      Alla base del buddhismo c’è la compassione che non è pietas, ma è togliere sofferenza e dare gioia. Il voto stesso del bodhisattva ha valore eterno e in eterno lo pone a servizio dell'umanità. Ovviamente l'essere umano percorre un cammino verso l'illuminazione che deve partire da se stessi, affinando la propria interiorità.
      " L' uomo ha una tale passione per il sistema
      e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
      per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
      pur di legittimare la propria logica."

      Dostoevskij.

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      • Tiberio
        Opinionista
        • 16/08/16
        • 3530

        #33
        Originariamente Scritto da xmanx Visualizza Messaggio
        Questi sono i tre generi diversi di pratica buddista:

        Hinayana

        Un discepolo ha lo scopo di divenire un arhat, cioè colui che ha raggiunto il Nirvana e non rinascerà mai più. Questo stadio, richiede un’esistenza assolutamente rigorosa e di rinuncia del mondo.

        Mahayana

        Un discepolo mira a raggiungere l’Illuminazione per diventare un Bodhisattva, cioè colui che ritarda l’entrata nel Nirvana per aiutare altri nella via della salvezza..

        Vajrayana

        Un discepolo mira a conseguire l’illuminazione qui e ora, in questo corpo e in questa vita.

        Come si vede molto chiaramente, il soggetto di tutto è sempre l'EGO. Cioè l'egoismo e l'individualismo e il tornaconto personale. Anche nella pratica Mahayana, dove l'aiuto agli altri è sempre e solo subordinato ad un interesse "spirituale" personale e a un tornaconto "spirituale" personale.

        Probabilmente sei tu che sai poco di buddismo.
        Non direi.

        E comunque non si chiama Hinayana ma Theravada per i buddhisti.
        Hinayana è un termine spregiativo usato da alcuni Mahayana, secondo i Theravada

        Se vuoi, ma dubito che lui accetti, invito un maestro zen qualificato di Montpellier o il fondatore (oggi induista ma molto esperto) di Buddhismo Italia forum

        Ache nel nel Vajra si vuole raggiungere presto l'illuminazione ma per diventare bodhisattva quindi perlomeno Mahayana e Vajrayana sono molto altruistici, l'egoismo mascherato al massimo si può vedere nel Theravada
        Last edited by Tiberio; 27-03-2020, 19:17.
        "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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        • Tiberio
          Opinionista
          • 16/08/16
          • 3530

          #34
          Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza Messaggio
          Alla base del buddhismo c’è la compassione che non è pietas, ma è togliere sofferenza e dare gioia. Il voto stesso del bodhisattva ha valore eterno e in eterno lo pone a servizio dell'umanità. Ovviamente l'essere umano percorre un cammino verso l'illuminazione che deve partire da se stessi, affinando la propria interiorità.
          c'è anche una pratica tibetano di mortificazione mentale compassionevole ecc

          E il Metta Sutta del Buddha, le meditazioni contro l'egoismo ecc.

          "Questo sarà fatto da colui che ha come scopo il bene
          avendo ottenuto la condizione di pace:
          Sia capace, retto, e risoluto, / gentile e non presuntuoso,
          contenuto e integro, / con pochi doveri, vivendo leggermente,
          con facoltà pacate, maturo, / modesto e senza avidità.
          Non faccia azioni negative / che i saggi biasimano.
          Pensi: Possano / tutti gli esseri essere felici ed in pace.
          Qualsiasi essere, / debole o forte,
          lungo, grande, / medio, corto,
          sottile, corpulento, / visibile e non visibile, / vicino e lontano,
          nato o in procinto di nascere: / Possano tutti gli esseri essere felici ed in pace.
          Che nessuno inganni l’altro / o lo disprezzi,
          o attraverso la rabbia o l’odio / desideri la sofferenza per un altro.
          Come una madre rischierebbe la sua vita / per proteggere il suo bambino, il suo unico bambino
          così si dovrebbe coltivare un cuore illimitato / con riguardo a tutti gli esseri.
          Con buona volontà per il cosmo intero, / si coltivi un cuore illimitato:
          Senza odio, / stando in piedi, camminando
          sedendo, o riposando, / sempre con piena presenza mentale,
          pienamente consapevoli..."
          E ancora:
          «L'odio non cessa con l'odio, in nessun tempo; l'odio cessa con l'amore, questa è la legge eterna.»

          «Tutti tremano davanti a un'arma, tutti temono la morte. Provando per gli altri gli stessi sentimenti che provi per te stesso, non uccidere e non far uccidere.»

          (Dhammapada, 129)
          «Il Beato osservò il comportamento della società e notò come molta infelicità derivasse da malignità e da sciocche offese, fatte soltanto per compiacere la vanità e per orgoglio personale. E il Buddha disse: "Se un uomo stupidamente mi fa del male, gli restituirò la protezione del mio amore senza risentimento; più male mi viene da lui, più bene andrà da me a lui; la fragranza della bontà torna sempre a me, e l'aria nociva del male va a lui.»

          «O ancora, monaci, se briganti e assassini con una sega da alberi vi staccassero articolazioni e membra, chi per questo provasse furore non adempirebbe il mio insegnamento. Quindi voi monaci dovete ben esercitarvi a non essere turbati, a non lasciar sfuggire dalla bocca nessuna cattiva parola, a rimanere amichevoli e compassionevoli, con animo amorevole, senza segreta malizia. E dovete esercitarvi a irradiare chi vi sta davanti, con animo amorevole, e poi, cominciando da quella, a irradiare il mondo intero con animo amorevole, con animo ampio, profondo, illimitato, privo di rabbia e rancore. Di questo insegnamento col paragone della sega vogliate voi spesso ricordarvi.»

          (Kamcupamasutta, Majjhima-Nikkaya I, 21)
          Ancora:

          «Detestando ogni tipo di uccisione, l’asceta Gotama si astiene dall’uccidere, vive senza bastone o spada, coscienzioso, compassionevole, gli sta a cuore solo il benessere di tutti gli esseri viventi. Per questo motivo gli uomini lodano il Tathagata.»
          "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17951

            #35
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            Quale sarebbe la cazzata? Che l'Uomo ha una Coscienza? Che è una meravigliosa sintesi di Materia e Spirito? Che oltre a un Corpo possiede anche un'Anima? Che fra pensiero e azione, in lui, vi è sempre la mediazione etica? Quale?
            La coscienza è un fenomeno che riguarda la mente, le cazzate sono le spiegazioni del menga che rivoghi ogni volta e dopo che in più occasioni ti è stato spiegato che, anche se non vedi i pensieri ed i sentimenti, questi fanno parte di quel mondo dei neuroni, delle molecole e dell'attività elettrica del cervello.
            Se lo vuoi capire lo capisci, sennò te ne vai a fare una girata. Lo sanno i tuoi figli e lo sai anche tu. Falla finita di fare il finto tonto.
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • Tiberio
              Opinionista
              • 16/08/16
              • 3530

              #36
              Guardate, de Sade diceva che Le confessioni di Rousseau (il credente nella bontà innata) era come l'Imitazione di Cristo per i cattolici, cioè un strumento perché lui, credente nella cattiveria innata, potesse migliorare.

              Per me questi strumenti sono (anche) i testi buddhisti e la lettura di Guido Ceronetti (vorrei essere come era lui, ascetico nel cibo e vegetariano, sereno e rasserenante anche se a volte si arrabbiava e diceva qualche cavolata) e anche un po' Emil Cioran.
              "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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              • Tiberio
                Opinionista
                • 16/08/16
                • 3530

                #37
                Originariamente Scritto da Tiberio Visualizza Messaggio
                Non direi.

                E comunque non si chiama Hinayana ma Theravada per i buddhisti.
                Hinayana è un termine spregiativo usato da alcuni Mahayana, secondo alcuni dei Theravada
                Divulgativamente e pro omnes: https://it.wikipedia.org/wiki/H%C4%A...a#Controversia
                "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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