Muri e "Perché loro e non io"

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  • LadyHawke
    Osservatrice

    • 29/04/19
    • 9328

    #16
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    beh, responsabili siamo del salvataggio, che non significa tenerseli tutti; ma ostacolare chi salva è, quantomeno, discutibile;

    quanto al carcerato - e io non ho difficoltà a confessare un temperamento piuttosto vendicativo - bisogna considerare che nel momento in cui non è più in grado di nuocere e sotto custodia diventa un'altra persona;
    considera pure che è statisticamente certo un numero non piccolo di errori giudiziari e diventa necessaria una riflessione sulla detenzione e lo status del detenuto;

    non sono nemmeno un fan dei papi, ma vedo molto positivamente l'attenzione per i carcerati, benché sul piano securitario io sia per un'estrema rigidità per i reati contro la persona e per quelli contro il patrimonio dei più fragili.
    Riguardo al salvataggio mi pare che avvenga, è di questi giorni l'ultima notizia del salvataggio di naufraghi, se non erro da notizie, buttati dai libici come spazzatura in mare da un gommone.


    Riguardo alle carceri....Mi pare che lo scopo del carcere non è solo punitivo ma anche di recupero e reinserimento nella società, almeno dove possibile, mi pare che su questo siamo tutti d'accordo e mi ero già espressa.
    Anche senza l'attenzione dei Papi di turno.
    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
    Confucio

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    • PACE
      Opinionista
      • 27/08/07
      • 1407

      #17
      Ripeto, la prima cosa è la certezza della pena; ma più che fare il tassista, papa Bergoglio con quella domanda voleva portarci ad acquisire una consapevolezza nuova, che vada oltre la nostra frettolosa etichettatura fra buoni e cattivi. Gesù stesso inserisce la categoria dei carcerati nel nostro Prossimo. Bisognerebbe pregare per loro invece di bollarli a vita
      "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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      • restodelcarlino
        giullare

        • 13/05/19
        • 12525

        #18
        Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
        ma più che fare il tassista, papa Bergoglio con quella domanda voleva portarci ad acquisire una consapevolezza nuova, che vada oltre la nostra frettolosa etichettatura fra buoni e cattivi.
        Bé, ha scelto una frase piuttosto infelice, allora. Sullo stesso piano della famosa "...troppa frociaggine...".
        Rileggi la frase, col cervello connesso. Ed analizzane il significato. Logico.
        Libero, sempre, di immginare quello che preferisci
        ...vassapé...

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #19
          Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
          Ripeto, la prima cosa è la certezza della pena; ma più che fare il tassista, papa Bergoglio con quella domanda voleva portarci ad acquisire una consapevolezza...
          portarci... quello che fa il tassista.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • restodelcarlino
            giullare

            • 13/05/19
            • 12525

            #20
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            portarci... quello che fa il tassista.
            franz a coeli.jpg
            ...vassapé...

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            • PACE
              Opinionista
              • 27/08/07
              • 1407

              #21
              Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
              Bé, ha scelto una frase piuttosto infelice, allora. Sullo stesso piano della famosa "...troppa frociaggine...".
              Rileggi la frase, col cervello connesso. Ed analizzane il significato. Logico.
              Libero, sempre, di immginare quello che preferisci
              Rileggiamo pure, se vuoi

              "Quando andavo a visitare i detenuti nel carcere di buenos aires, uscendo mi chiedevo: perchè loro e non io? Pensare a questo mi fa bene, poichè le debolezze che abbiamo sono le stesse. Perchè lui è caduto e non sono caduto io? Per me questo è un mistero che mi fa pregare e mi fa avvicinare ai carcerati"

              È nel carcere romano di Regina Coeli, che lo scorso 17 aprile, Giovedì della Settimana Santa, il Papa 5 giorni prima della sua morte, in carrozzella, il volto provato dalla malattia, ha stretto la mano ai reclusi, ha firmato la Bibbia a chi gliela porgeva, ha consegnato a tutti un rosario, per tutti ha avuto una parola di consolazione. L’unico suo rimpianto – ha confessato uscendo – non aver potuto celebrare la Lavanda dei piedi come fece altre volte durante le sue visite dietro le sbarre nella Settimana Santa.

              È come se Francesco avesse voluto chiudere un cerchio con la sua ultima uscita a Regina Coeli prima di tornare al Padre, per sottolineare come nel suo Pontificato i carcerati abbiano avuto un posto preferenziale nel suo cuore: non c’è stata visita apostolica dove non si sia recato in un penitenziario. La sua prima visita dopo essere stato eletto al soglio Pontificio fu proprio in un carcere, l’Istituto penale minorile (Ipm) romano di Casal del Marmo, il 29 marzo del 2013. Anche allora era un Giovedì Santo e Francesco, indossato il grembiule, lavò e baciò i piedi a 12 minori tra cui due musulmani e due ragazze. Ed è proprio al carcere di Casal del Marmo che il Papa ha donato prima di morire 200 mila euro del suo conto personale, destinati ad estinguere il mutuo aperto per allestire un pastificio nell’Ipm perché i giovani ristretti possano essere avviati ad un mestiere.

              Un gesto in sintonia con l’apertura della seconda Porta giubilare nel carcere romano di Rebibbia, il 26 dicembre scorso: «La prima Porta Santa l’ho aperta a Natale in San Pietro» ha detto Francesco ai detenuti che lo hanno accolto commossi «ma ho voluto che la seconda Porta Santa fosse qui in un carcere. Ho voluto che ognuno di noi tutti che siamo qui, dentro e fuori, avessimo la possibilità anche di spalancare le porte del cuore e capire che la speranza non delude». Dieci anni prima, nel 2015 in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia, Francesco dispose che dietro le sbarre si aprissero migliaia di porte sante: «Nelle cappelle delle carceri i detenuti potranno ottenere l’indulgenza, e ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà».

              Nella sua visita a Torino il 21 giugno 2015, nel Bicentenario di don Bosco e per l’ostensione della Sindone, ha voluto tra i suoi commensali in Arcivescovado accanto ai poveri, anche 11 ristretti nel carcere minorile «Ferrante Aporti» accompagnati dal cappellano don Domenico Ricca. Per questo nella cappella dell’Ipm torinese, per ricordare l’invito a quel pranzo straordinario, l’Arcivescovo Cesare Nosiglia aprì una delle quattro Porte Sante della diocesi.

              Tra le rose bianche lasciate accanto alla tomba di «Franciscus», nella Basilica di Santa Maria Maggiore da senza fissa dimora, migranti e transessuali ci sono quelle di alcuni detenuti, tra coloro che sentiranno più la mancanza di Papa Bergoglio. È nel carcere romano di Regina Coeli, che lo scorso 24 aprile, Giovedì della Settimana Santa, […]
              "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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              • restodelcarlino
                giullare

                • 13/05/19
                • 12525

                #22
                Non é quello che scrivesti:
                Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
                Papa Francesco ogni volta che visitava un carcere si domandava: "Perchè loro e non io?" Dovresti fartela - ogni tanto - anche tu questa domanda
                e lo hai citato in tuttaltro contesto.
                Ti comporti da manipolatore.
                Furbino, ma maldestro.

                Ed allora, riprendendo la frase papale intera: "perchè loro e non io? ...Perchè lui è caduto e non sono caduto io?" ti rimando a quanto scrivesti: "Dovresti fartela-ogni tanto- anche tu, (PACE), questa domanda" e ripeto l'invito a farlo col cervello connesso. Ed analizzane il significato. Logico.

                E ti do un traccia: se nella prima stesura c'era una critica ai "muri" eretti dalla "legge" umana, nella domanda "corretta" c'é una implicita "accusa" di "ingiustizia" a "chituttopuo'".
                Confermo: frase infelice, come il riferimento alla "frociaggine"
                Last edited by restodelcarlino; 26-08-2025, 06:18.
                ...vassapé...

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                • PACE
                  Opinionista
                  • 27/08/07
                  • 1407

                  #23
                  Potevo esserci io, in prigione - io Pace Tommaso intendo - perchè soggetto come tutti alle debolezze e al peccato; per questo non me la sento di condannare chi è caduto
                  "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                  • restodelcarlino
                    giullare

                    • 13/05/19
                    • 12525

                    #24
                    Libero di pensare come credi.

                    Io non condanno nessuno. Mai. Per principio. Perché rispetto e non conosco la "Persona".(il "prossimo", nel vostro gergo)
                    "Giudico" e "condanno" solo e soltanto "comportamenti", in relazione ad un quadro di riferimento determinato.
                    Scusa, lo so che per te sono concetti incomprensibili.
                    Abbi pazienza.
                    ...vassapé...

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                    • King Kong
                      رباني
                      • 05/07/17
                      • 2354

                      #25
                      Mah!
                      Insomma, se una persona non indigente e senza uno stato di necessità, consapevole di commettere una azione criminosa, nonostante questa consapevolezza persevera nella sua azione criminosa, va, in uno stato di diritto, isolata e messa in condizione di non nuocere ulteriormente. E mi permetto di approvare il giudizio da parte delle istituzioni preposte senza alcuna remora.
                      Aut hic aut nullubi

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                      • PACE
                        Opinionista
                        • 27/08/07
                        • 1407

                        #26
                        Certezza della pena; è la prima cosa king kong. Ma i dati ci dicono che la stragrande maggioranza dei crimini viene commessa in situazioni di emarginazione e degrado. Non è un'attenuante nè una giustificazione. E' cercare di comprendere la radice malata nella quale attecchiscono
                        "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                        • restodelcarlino
                          giullare

                          • 13/05/19
                          • 12525

                          #27
                          Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
                          Ma i dati ci dicono che la stragrande maggioranza dei crimini viene commessa in situazioni di emarginazione e degrado.
                          Quali?
                          Puoi sviluppare e citare le fonti?
                          grazie
                          ...vassapé...

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                          • King Kong
                            رباني
                            • 05/07/17
                            • 2354

                            #28
                            Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
                            Certezza della pena; è la prima cosa king kong. Ma i dati ci dicono che la stragrande maggioranza dei crimini viene commessa in situazioni di emarginazione e degrado. Non è un'attenuante nè una giustificazione. E' cercare di comprendere la radice malata nella quale attecchiscono
                            No PACE. La prima cosa è dare un giudizio. Sei un delinquente o no? Il tuo è stato un gesto estemporaneo o è il tuo Modus vivendi? La domanda del Papa ha un senso che merita una profonda riflessione, ma quando siamo arrivati alle conseguenze di un destino votato al crimine, e’ necessario essere estremamente chiari.
                            Questi sono i confini della vita sociale (perfettibili, ca va sans dire) ma qui ti devo fermare.
                            Aut hic aut nullubi

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                            • PACE
                              Opinionista
                              • 27/08/07
                              • 1407

                              #29
                              Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                              Quali?
                              Puoi sviluppare e citare le fonti?
                              grazie
                              I dati più recenti dell’ISTAT indicano che il tasso di povertà assoluta è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2022. Anche se il dato sembra indicare una fase di stabilità, non è da considerarsi un elemento rassicurante. Anzi, la mancata riduzione della povertà suggerisce l’inefficacia di politiche pubbliche realmente incisive nel contrastare le disuguaglianze economiche e sociali. In questo contesto, la commissione di reati contro il patrimonio, come furti e rapine, può diventare per alcuni una risposta disperata alla mancanza di opportunità o mezzi di sopravvivenza.

                              https://www.rapportoantigone.it/vent...%20e%20sociali.
                              "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                              • PACE
                                Opinionista
                                • 27/08/07
                                • 1407

                                #30
                                Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
                                No PACE. La prima cosa è dare un giudizio. Sei un delinquente o no? Il tuo è stato un gesto estemporaneo o è il tuo Modus vivendi? La domanda del Papa ha un senso che merita una profonda riflessione, ma quando siamo arrivati alle conseguenze di un destino votato al crimine, e’ necessario essere estremamente chiari.
                                Questi sono i confini della vita sociale (perfettibili, ca va sans dire) ma qui ti devo fermare.
                                Ma non possiamo marchiarlo a vita! Tutti siamo soggetti a cadere; contano tantissimo i contesti, le condizioni di vita, le opportunità negate eccetera
                                "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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