L'indebolimento di Adamo ed Eva e l'aiuto amorevole dei figli.

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  • Arcobaleno
    Opinionista

    • 31/12/16
    • 3770

    #1

    L'indebolimento di Adamo ed Eva e l'aiuto amorevole dei figli.

    Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:

    44:7. “Ed ora, o figli, seguitemi nella mia capanna e ristoriamo le nostre membra
    con cibo e bevanda nel Nome del nostro santissimo Padre; e speriamo che poi
    il nostro caro Enoch vorrà narrarci ancora qualcosa riguardo all’amore!
    Amen».
    8. E quando Set ebbe ordinato questo ai suoi figli, essi ben presto s’incam-
    minarono verso la capanna di Set, la quale era costruita vicino a quella di
    Adamo. E quando tutti vi furono giunti, si inchinarono davanti alla capanna di
    Adamo e subito dopo davanti a quella di Set, e fecero quindi una breve visita al
    primo padre ed alla prima madre e, prima di recarsi a prendere il cibo, chiesero
    ad Adamo la sua benedizione, ciò che giornalmente usava fare per i presenti,
    mentre per i lontani veniva proferita una libera benedizione generale. Ebbene,
    dopo che tutto ciò fu compiuto e quando essi volevano allontanarsi con i segni
    del massimo rispetto e gratitudine, Adamo li trattene e, commosso, parlò con
    voce molto malferma, accorata e con accento toccante, dicendo:
    9. «Cari figli, e tu, mio carissimo Abele-Set! Io, vostro padre Adamo, vi ho
    ora benedetti e adesso voi ve ne andate per ristorare con cibo e bevanda le
    vostre membra: così facendo, fate quello che è giusto e buono. Però, vedete, io
    sono già molto vecchio e le mie forze vanno affievolendosi, come pure avviene
    per vostra madre Eva, ed io non posso più lavorare. Tutte le mie membra già
    mi rifiutano i loro servizi. Voi sapete che finora ho sempre lavorato e che non
    ho mai voluto che altri lavorassero per me, e ciò allo scopo di dare a ciascuno il
    buon esempio.
    10. Solo che, proprio oggi, non sono stato in grado di lavorare. Quando
    tutti voi eravate ancora incapaci al lavoro, ho lavorato io, vostro padre, con la
    Grazia e l’aiuto del nostro grande Padre santo, ma ora, ahimè, non lo posso
    più fare!
    11. Figli miei, io ho fame e sete e perciò, quando vi sarete saziati, allora
    ricordatevi anche del vostro vecchio padre e di vostra madre: date anche a noi
    qualcosa da mangiare e da bere, e d’ora in poi non smettete mai di occuparvi di
    noi! E quello che voi farete per noi, vostri genitori, fatelo per amore, affinché il
    boccone che ci offrirete non riesca duro ed amaro, bensì di soave sapore ai
    vostri genitori, che ormai sono divenuti vecchi e deboli. Del resto, non conti-
    nuerete molto a lungo ad avere questo piccolo aggravio su di voi, dato che io, il
    vostro debole padre, certo non dimorerò fra voi in questa capanna per lungo
    tempo, benedicendovi sempre, ma l’abbandonerò invece per l’eternità; entrerò
    in un’altra capanna, là dove se n’è già andato Abele. Volonterosi, assumetevi
    dunque questa cura per me, che sono il vostro vecchio e debole padre, e così
    pure fate per vostra madre, finché ci troveremo ancora tra voi, giacché tra
    pochi anni, che trascorreranno ben presto, voi cercherete afflitti colui che pro-
    prio ora, nella sua debolezza, vi chiede cibo e bevande, ma la sua capanna non
    si troverà più su questa vasta Terra. Ora, cari figli, andate nel Nome di Dio,
    accompagnati dalla mia benedizione e ristorate le vostre membra, ma non
    dimenticatevi del vostro vecchio, debole padre affamato e così pure della
    vostra debole madre! Amen».
    12. Ma quando quei bravi figli ebbero inteso tali parole da Adamo, la com-
    mozione suscitata nei loro dolci cuori fu tanta che essi proruppero tutti aperta-
    mente in pianto; e a lungo non riuscirono a ricomporsi. Ma pure, infine, si levò
    Set e disse, con voce che tradiva la più intensa commozione:
    13. «O padre e figli! Da quando esiste la Terra ed il cielo circondato con
    le sue stelle, la luna ed il sole, mai ancora una parola più santa è uscita da
    bocca d’uomo, più santa di quella che io, dopo Adamo, il padre di tutti voi,
    sto ora per pronunciare. Io dico: "Cadano tutte le stelle giù dal cielo, e il
    sole e la luna perdano eternamente la loro luce, e che tutti i mari, i laghi ed i
    fiumi si dissecchino fino all’ultima goccia e che la Terra divenga tutta nuda
    pietra, sì, che tutto ciò avvenga pure, piuttosto che in noi abbia a sorgere
    mai la brama di accostare un boccone alle nostre bocche prima che Adamo,
    il padre nostro, e la madre nostra Eva non si siano saziati a sufficienza ad
    ogni periodo del giorno!"
    14. O padre e madre, voi già da tempo sapete quale gioia sia sempre stata
    per me quando voi, nei giorni del vostro pieno vigore, avete acconsentito ad
    accettare qualcosa da me; ma quanto maggiore è adesso la mia gioia, nel
    momento in cui vi necessitano le nostre cure, e proprio ora che, finalmente ed
    in grazia, mi è concesso di risarcire, almeno in minimissima parte e con il
    massimo amore, il mio immenso debito verso di voi, o padre e madre, e di
    rendervi, sia pure in piccolissima parte, i benefici ricevuti! O padre e madre,
    accettateli, in grazia, e possiate rimanere benedicenti in mezzo a noi, fino alla
    fine dei tempi.
    15. E tu, Enos, e tu, Kenan, affrettatevi alla mia capanna e prendete subito il
    miglior cibo e la più fresca bevanda, e dite a mia moglie Jeha, vostra madre,
    che suo padre Adamo e sua madre Eva ne hanno bisogno: conducetela qui,
    affinché lei pure prometta quello che ora io ho così santamente giurato al
    cospetto di Dio! Ed ora andate e ritornate solleciti! Amen, Amen, Amen».

    Queste citazioni che faccio, di tanto in tanto, non sostituiscono la lettura completa del libro, ma servono solo a rammentare le cose importanti che vi sono scritte e dovremmo sapere.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.
Working...