Perché trasformare una maledizione in una benedizione.

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  • Arcobaleno
    Opinionista

    • 31/12/16
    • 3770

    #1

    Perché trasformare una maledizione in una benedizione.

    Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:

    58:18. E subito dopo aver pronunciato tali parole, gli venne presentato quel-
    l’uomo dai capelli neri e Adamo, toccatolo, lo benedisse tre volte e gli chiese
    quale fosse il suo nome. Ma questi rispose: «O grande e nobile primogenito
    di Dio, del gran Re della Terra, tu, saggio padre di tutti i padri della Terra,
    perdona me, povero fuggiasco dalla pianura, che, dopo essere stato strappato
    dalle mani assassine di Lamech, venni guidato qui da una splendente figura!
    Vedi, non ho nome, poiché non ero che uno schiavo costretto al lavoro, e
    questi schiavi, laggiù nella pianura, non hanno un nome, bensì, come le
    bestie vengono chiamati con un grido vuoto di senso ed inarticolato. Agli
    schiavi, infatti, è concesso soltanto di capire il linguaggio, ma non di parlar-
    lo. E chi mai di loro volesse far uscire dalla sua bocca un suono comprensibi-
    le, quegli dovrebbe immediatamente scontare il crimine della sua loquacità
    con la più crudele delle morti!
    19. Non sdegnarti dunque se io, povero schiavo, non posso darti quanto mi
    chiedi, poiché, vedi, la crudeltà regna sovrana nella pianura e non c’è ormai più
    nessuno che sia sicuro della propria vita, perché, in qualsiasi luogo qualcuno
    tentasse di rifugiarsi, verrebbe ben presto raggiunto dagli sgherri e dai guerrieri
    di Lamech e là, dove venisse preso, egli sarebbe messo a morte nella maniera
    più crudele, senza grazia né pietà!
    20. O grande padre dei padri della Terra! Laggiù le cose sono arrivate al
    punto tale che nessuna bocca umana è capace di raccontare gli orrori, che vi si
    commettono. L’uccisione crudele dei muti schiavi operai è ancora il meno,
    poiché può sempre ancora venire designata con un nome. Ma là vengono per-
    petrati pure degli abomini, che non hanno nome; però io non oserò mai certo
    narrarli, affinché con ciò non vengano profanate queste alture! Amen»
    21. Ma quando Adamo, unitamente ai suoi figli, ebbe inteso tale racconto
    da colui che non aveva un nome, inorridì enormemente e già era in procinto di
    prorompere in una maledizione contro la pianura, quando il senza-nome lo
    interruppe nella sua fiera invettiva esclamando:
    22. «O buon padre dei padri della Terra, trattieni tale funesta parola; perché
    ascolta! Coloro che sono laggiù, della tua maledizione non ne hanno alcun
    bisogno, perché di maledizione ne hanno già in misura più che abbondante.
    Basta il solo Lamech per tutta la Terra, poiché, qualora il gran Re sopra le
    stelle volesse tuonare la Sua maledizione più terribile sopra la Terra, altro non
    gli occorrerebbe, se non di mandare ancora un secondo Lamech e tu, o padre
    della Terra, puoi essere certo che prima che il sole sorgesse e tramontasse
    cento volte, all’infuori di Lamech nessun essere vivente molesterebbe la Terra
    con la sua presenza!
    23. Piuttosto, o padre dei padri della Terra, là dove vorresti scagliare la
    maledizione, oh, ascoltami, fa' in modo che scenda la benedizione. Sì, soltanto
    di benedizione hanno bisogno le pianure, le quali sono gravate dagli orrendi
    abomini, a causa appunto di una terribile maledizione. Se volessi gravare ancor
    più con le maledizioni il suolo già tenebroso dell’abominio, allora guai, guai a
    quei miseri schiavi che, muti, lavorano giù nelle pianure!
    24. Il loro sangue, versato in grande abbondanza, come turbine urlante va
    già ora gridando vendetta alle stelle; ma se tu volessi aggiungere altra maledi-
    zione a quelle che già affliggono le pianure, oh, tu allora vedresti le onde del
    sangue lambire ben presto le cime sacre dei monti!
    25. O, padre dei padri della Terra, benedici, oh benedici là dove vorresti
    lanciare una maledizione, pur in tutta giustizia! Amen.»
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.
Working...