Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:
76.1 Set poi, per il grande giubilo, sembrò
perdere quasi ogni freno e spiccava dei salti tanto più alti quanto più gli conce-
devano i piedi.
2. Però, durante questo suo sfogo di gioia, avvenne che egli cadde e si fece
un po' male al ginocchio destro, così che non poté più continuare i suoi salti. E
subito egli si turbò, perché ritenne quella una punizione e perciò egli si rivolse
immediatamente a Me e così parlò nel suo cuore:
3. «Oh Signore, Padre immensamente buono e santissimo di tutti noi! Guar-
da, in grazia, quaggiù a me, povero, debole ed infermo. Vedi, io ero lieto oltre
ogni dire nel Nome Tuo e nell'eccesso della mia gioia sono caduto!
4. Oh Padre santo, amorosissimo e immensamente buono! Aiutami a rialzar-
mi, poiché d'ora innanzi non vorrò mai più rallegrarmi con i piedi, ma invece
altrettanto di più nel cuore ed altrettanto di più, pure, Ti loderò e glorificherò
piuttosto con la mia bocca, mentre i miei piedi li userò secondo la Tua Volontà
e le mie mani secondo il Tuo compiacimento, ma per questa volta soltanto togli
dal mio ginocchio il dolore, o Padre santo, amorosissimo e immensamente
buono! Oh, esaudisci la mia preghiera! Amen».
5. Allora egli immediatamente percepì una grande Voce che gli parlava così
nel suo cuore: «Ascolta, o Set! Rallegrati sempre nel Mio Nome; rallegrati di
tuo Padre e giubila di tutto ciò che in qualsiasi maniera può innalzarti a Me!
Però, facendo ciò, tralascia ogni fatica del corpo che non giova a nulla, ma ral-
legrati nel silenzio del cuore! Allietati nella vita perché hai trovato la vita, ma
non mescolare mai nelle gioie della vita quello che è proprio della morte; così
facendo, non avrai mai da soffrire danno né nel corpo né, meno ancora, nella
vita dello spirito, fuori dal tuo e dal Mio Amore contemporaneamente!
6. Ricordati bene queste cose e vedi di assimilarle il più profondamente ti
sarà possibile nella vita; in tal modo il tuo gaudio non avrà mai più fine, ed ora
levati e cammina lieto nel Mio Nome! Amen.»
78:17. Così dice il Signore: "Sciogliete anzitutto i prodigi nel vostro cuore; in
verità solo allora sarete concordi con Me ed esclamerete: ‘O Signore, chi ha
gustato anche una sola goccia del Tuo Amore, costui, per il puro giubilo nel
suo cuore a causa di Dio, proverà disgusto per la Terra! Amen’"».
79:18. (Enoch parla ad Adamo) ... ad essere destinata alla vita in Dio non è la
carne, questa spoglia della vita esteriore, che invecchia sempre più, bensì lo
spirito d'amore, il quale costituisce la più vera e propria vita interiore?
19. Lascia pure che la carne infiacchisca e, quando essa sarà diventata
debole fin dentro alla dimora della vita, allora questa tanto più facilmente e
tanto prima si riverserà nella sua integrità dentro tutta l'anima, e mediante
questa nutrirà anche nel migliore dei modi ciascuna fibra della carne per la
futura vita eterna.
20. Infatti, allora lo spirito accoglierà in sé la vita della carne, e così la
morte non avrà più nulla da poter strozzare all'infuori di se stessa, cioè della
stessa vana carne.
21. O padre, nella tua debolezza edifica sulla forza di Jehova; allora, nella
tua riacquistata forza, giubilerai nella potenza della vita ed esclamerai:
22. "O Signore, o Padre eccellente e santissimo! Io non ero e Tu mi hai
chiamato ad esistere, ed io fui in tutta la balda pienezza di forza della vita
lieta e serena proveniente da Te. A Te piacque mettermi alla prova con un po’
di debolezza; io riconobbi, con la tua Grazia, la nuova prova e Ti offrii nella
mia spossatezza un sacrificio di amore filiale. Ma Tu ora hai nuovamente
guardato la mia stanchezza ed io vivo adesso, nell'alto gaudio, una nuova
vita, meravigliosamente deliziosa in Te, o Jehova! Siano Tuoi in eterno ogni
onore, gloria, lode e grazie!".
23. O caro padre Adamo, tu che sei degnissimo di ogni venerazione! Credi
a me, il debole Enoch: non trascorrerà un'ora ancora di questa giornata e tu
sentirai le tue membra più vigorose di quelle della forte tigre; però il patto
che facesti devi mantenerlo (di non toccare altro cibo per il resto della giornata)!
Perché il Signore ha sempre in spregio il vacilla-
re senza fede del cuore.
24. Ma, intanto, permetti che ti accompagni fino ad Occidente e che ti aiuti
a sorreggerti, e ben presto riconoscerai completamente la guida meravigliosa
del Signore! Amen».
76.1 Set poi, per il grande giubilo, sembrò
perdere quasi ogni freno e spiccava dei salti tanto più alti quanto più gli conce-
devano i piedi.
2. Però, durante questo suo sfogo di gioia, avvenne che egli cadde e si fece
un po' male al ginocchio destro, così che non poté più continuare i suoi salti. E
subito egli si turbò, perché ritenne quella una punizione e perciò egli si rivolse
immediatamente a Me e così parlò nel suo cuore:
3. «Oh Signore, Padre immensamente buono e santissimo di tutti noi! Guar-
da, in grazia, quaggiù a me, povero, debole ed infermo. Vedi, io ero lieto oltre
ogni dire nel Nome Tuo e nell'eccesso della mia gioia sono caduto!
4. Oh Padre santo, amorosissimo e immensamente buono! Aiutami a rialzar-
mi, poiché d'ora innanzi non vorrò mai più rallegrarmi con i piedi, ma invece
altrettanto di più nel cuore ed altrettanto di più, pure, Ti loderò e glorificherò
piuttosto con la mia bocca, mentre i miei piedi li userò secondo la Tua Volontà
e le mie mani secondo il Tuo compiacimento, ma per questa volta soltanto togli
dal mio ginocchio il dolore, o Padre santo, amorosissimo e immensamente
buono! Oh, esaudisci la mia preghiera! Amen».
5. Allora egli immediatamente percepì una grande Voce che gli parlava così
nel suo cuore: «Ascolta, o Set! Rallegrati sempre nel Mio Nome; rallegrati di
tuo Padre e giubila di tutto ciò che in qualsiasi maniera può innalzarti a Me!
Però, facendo ciò, tralascia ogni fatica del corpo che non giova a nulla, ma ral-
legrati nel silenzio del cuore! Allietati nella vita perché hai trovato la vita, ma
non mescolare mai nelle gioie della vita quello che è proprio della morte; così
facendo, non avrai mai da soffrire danno né nel corpo né, meno ancora, nella
vita dello spirito, fuori dal tuo e dal Mio Amore contemporaneamente!
6. Ricordati bene queste cose e vedi di assimilarle il più profondamente ti
sarà possibile nella vita; in tal modo il tuo gaudio non avrà mai più fine, ed ora
levati e cammina lieto nel Mio Nome! Amen.»
78:17. Così dice il Signore: "Sciogliete anzitutto i prodigi nel vostro cuore; in
verità solo allora sarete concordi con Me ed esclamerete: ‘O Signore, chi ha
gustato anche una sola goccia del Tuo Amore, costui, per il puro giubilo nel
suo cuore a causa di Dio, proverà disgusto per la Terra! Amen’"».
79:18. (Enoch parla ad Adamo) ... ad essere destinata alla vita in Dio non è la
carne, questa spoglia della vita esteriore, che invecchia sempre più, bensì lo
spirito d'amore, il quale costituisce la più vera e propria vita interiore?
19. Lascia pure che la carne infiacchisca e, quando essa sarà diventata
debole fin dentro alla dimora della vita, allora questa tanto più facilmente e
tanto prima si riverserà nella sua integrità dentro tutta l'anima, e mediante
questa nutrirà anche nel migliore dei modi ciascuna fibra della carne per la
futura vita eterna.
20. Infatti, allora lo spirito accoglierà in sé la vita della carne, e così la
morte non avrà più nulla da poter strozzare all'infuori di se stessa, cioè della
stessa vana carne.
21. O padre, nella tua debolezza edifica sulla forza di Jehova; allora, nella
tua riacquistata forza, giubilerai nella potenza della vita ed esclamerai:
22. "O Signore, o Padre eccellente e santissimo! Io non ero e Tu mi hai
chiamato ad esistere, ed io fui in tutta la balda pienezza di forza della vita
lieta e serena proveniente da Te. A Te piacque mettermi alla prova con un po’
di debolezza; io riconobbi, con la tua Grazia, la nuova prova e Ti offrii nella
mia spossatezza un sacrificio di amore filiale. Ma Tu ora hai nuovamente
guardato la mia stanchezza ed io vivo adesso, nell'alto gaudio, una nuova
vita, meravigliosamente deliziosa in Te, o Jehova! Siano Tuoi in eterno ogni
onore, gloria, lode e grazie!".
23. O caro padre Adamo, tu che sei degnissimo di ogni venerazione! Credi
a me, il debole Enoch: non trascorrerà un'ora ancora di questa giornata e tu
sentirai le tue membra più vigorose di quelle della forte tigre; però il patto
che facesti devi mantenerlo (di non toccare altro cibo per il resto della giornata)!
Perché il Signore ha sempre in spregio il vacilla-
re senza fede del cuore.
24. Ma, intanto, permetti che ti accompagni fino ad Occidente e che ti aiuti
a sorreggerti, e ben presto riconoscerai completamente la guida meravigliosa
del Signore! Amen».


Comment