Nel nostro paese c'
Terapia del dolore (o etica della sofferenza ?)
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credo anch'io sia "uno dei tanti retaggi ipercattolici", e concordo assolutamente sul fatto che uno dovrebbe essere libero di decidere come disporre della propria vita.. è un pò come il tema della ru486,o dell'epidurale.. usatissime da anni all'estero,ma viste ancora con occhio critico qui in Italia.. scusa un attimo.. qui in Italia?ah già,spiegato tutto!Originariamente Scritto da nahui Visualizza MessaggioNel nostro paese c'è da sempre una forte resistenza, sia da parte dei medici sia da parte del legislatore, nel praticare e consentire una corretta terapia del dolore, nei confronti dei pazienti oncologici, dei malati terminali e di tutti coloro che sono afflitti da dolori cronici.
Il ricorso ai farmaci oppiacei, normale negli altri paesi evoluti, è guardato da sempre con sospetto.
Io credo che il malato abbia diritto di decidere quanto dolore è disposto a sopportare e che non ne debba sopportare neanche un pizzico in più. Ricordo con tristezza le scene di un bel film, "Le invasioni barbariche", con il protagonista costretto ad acquistare di nascosto eroina per rendere più dolce e dignitosa l'agonia del padre.
Forse è uno dei tanti nostri retaggi ipercattolici l'idea che la sofferenza "purifichi", che è giusto che il malato soffra?
Cosa ne pensate? E' in discussione una legge sull'argomento:
http://www.corriere.it/salute/10_gen...4f02aabe.shtml
Last edited by anna8404; 27-01-2010, 16:37.
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E' vergognoso.
Ho visto delle persone morire tra sofferenze atroci senza nessuna cura palliativa a parte qualche mg di morfina ogni tanto, roba da aspettare i medici fuori dall'ospedale e sparargli nelle gambe...a pensarci mi incazzo ancora adesso...Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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Io penso che un malato abbia tutto il diritto di decidere quanto dolore vuole provare e che nessun altro possa farlo al posto suo.
E' giusto che si cerchi di rendere meno ostica una fase della propria vita che è già di per sè complicatissima. E se qualcuno pensa che il dolore altrui purifichi, allora forse dovrebbe provarne un pò in prima persona.Tutto
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Direi nessun dolore.Originariamente Scritto da dalia Visualizza MessaggioIo penso che un malato abbia tutto il diritto di decidere quanto dolore vuole provare e che nessun altro possa farlo al posto suo.
Ma l'Italia[SIZE="3"][FONT="Palatino Linotype"][COLOR="RoyalBlue"][I]Capt. Jack Aubrey: Well, Stephen
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Scusate la domanda banale:
Ma le tonellate di droga che viene sequestrata (a parte pipparsela loro)
perche" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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Mah, negli ultimi 10 anni in realtà stanno prolificando i centri per la terapia del dolore. I cosiddetti Hospice, che ospitano malati terminali, e che svolgono quel tipo di terapia. Il lavoro da fare, in questo senso, è ancora molto, ma secondo me siamo sulla buona strada.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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[QUOTE=Misterikx;1117611]Scusate la domanda banale:
Ma le tonellate di droga che viene sequestrata (a parte pipparsela loro)
perche
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Ma la cannabis, per esempio, ha meno effetti collaterali di tanti antidolorifici e viene usata anche durante la chemioterapia, per ridurre la nausea. In modo illegale, ovviamente.Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
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