[QUOTE=CignoNero]Non
Disordini alimentari
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[QUOTE=CignoNero]Parlo per esperienza personale. E qua mi espongo, tanto.
Ho avuto persone vicine che ci sono passate, ed a mia volta ci sono passata io. So cos'[I][B]I dolori superficiali e gli amori superficiali durano. Gli amori e i dolori profondi sono uccisi dalla loro stessa intensit
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Certo che parlare di bulimia e anoressia in un forum .... sarLast edited by Gazzaladra; 28-10-2005, 12:53.
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Vorrei aggiungere un paio di cose. Spesso chi e' bulimico mangia perche' sente un vuoto (che sia affettivo o esistenziale), e il cibo, incosciamente, riempie questo vuoto, mangiare diventa un atto consolatorio.
Altro aspetto importante, e forse un po' sottovalutato da chi ha parlato finora... i disturbi alimentari sono causati dal troppo benessere... mi spiego:
se per mangiare dovessimo ancora uscire di casa e ammazzare un cinghiale, o stare un paio d'ore a raccogliere frutti e bacche.... mancherebbero le basi per soffrire di questi problemi.
Il benessere aiuta a sopravvivere, ma ci rende ovviamente piu' fragili.... esposti a problemi che altrimenti non avremmo tempo e modo di porci.I'm laying down, eating snow
My fur is hot, my tongue is cold
On a bed of spider web
I think of how to change myself
A lot of hope in a one man tent
There's no room for innocence
So take me home before the storm
Velvet mites will keep us warm.
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Aggiungo ulteriore supporto alla discussione segnalando questo sito
_____________ http://www.anoressia-bulimia.it/ _____________________
ed anche questo
>>>>>>>>>> http://www.oasiblu.com/bulimia.htm <<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Ci vorrebbe uno psichiatra che desse dei ragguagli sulla farmacologia prevista per gli interventi clinici.....
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Io credo che la cura debba cominciare prima nel cuore.
Si sopravvalutano troppo i farmaci. (no, non sono contro i farmaci...)I'm laying down, eating snow
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Trattandosi di disordine sia psichico che, ahimé, biochimico .. non intervendo pur minimamente per via farmacologica, temo, diventi caso estremamente disperato...
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Si ma bisogna curare prima la persona, non i suoi sintomi.I'm laying down, eating snow
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Innanzitutto credo che di non-terapeutico ci sia solo il tabù di non parlarne.
Ovviamente ne ho parlato solo ed esclusivamente perchè la cosa non mi tocca più da vicino, perchè non ne sono dentro, al momento, perchè altrimenti, molto probabilmente non l'avrei fatto. Ai tempi solo chi ci era passato aveva capito quello che mi succedeva, e fu anche un "ti voglio bene, ma ricorda che ti controllo" seguito da un abbraccio, dopo che ero appena stata in bagno ed avevo appena toccato una forchettata di pasta, che ricevetti il primo scossone. Non sono una grande, quello no.
In quanto a terapia ed a professionisti o aiuti, è vero, servono e contano. Io decisi di chiedere aiuto a qualcuno, devo dire che ebbi la fortuna di trovare una psicologa con le palle e molto brava, perchè ci avevo già provato anni addietro e dopo la prima seduta avevo dato forfait.
Iniziai una terapia di gruppo, e questo mi servì molto per confrontarmi chi aveva alcuni dei miei problemi, per vederli sotto un'altra ottica, e per parlare con qualcuno che non sapeva niente di me, ma alla fine poteva capirmi molto di più di chi mi stava accanto. E per non sentirmi giudicata o additata.
Non condivido il discorso farmacologico, assolutamente. Se c'è una cosa che ho apprezzato nella psicologa che mi seguiva, è che non prescriveva medicine o farmaci per la depressione o altro, almeno non con tanta facilità. E soprattutto non invitava alla dipendenza da uno psicologo.
Ed ha ragione Kyra, quando scrive che il primo aiuto parte da noi. Frase fatta, frase retorica, ma se non lo si vuole, se non siamo noi i primi a pensare che è ora di smettere di farsi del male, niente conta. Se la persona non capisce prima cos'è che scatena tale disagio, il farmaco può fare solo da calmante per il momento. Ed in seguito ci si ricasca e basta. Passi da una dipendenza e/o controllo all'altro.
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ma come si fa a pranzare tranquille se davanti hai una collega che si mangia arancini e omogeneizzati alla frutta insieme?
(ho sbagliato topic, scusate)...
comunque visto che ci sono consiglio diparlarne,perchè spesso i disordini alimentari sono legati a problemi dell'inconscio...Last edited by Ospite; 04-11-2005, 13:46.
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Senza dubbio; salvo poi, una volta esserti consolato ed aver "colmato il vuoto", ritrovarti in bagno con i sensi di colpa e due dita in gola.Originariamente Scritto da KyraVorrei aggiungere un paio di cose. Spesso chi e' bulimico mangia perche' sente un vuoto (che sia affettivo o esistenziale), e il cibo, incosciamente, riempie questo vuoto, mangiare diventa un atto consolatorio.
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