...o meglio, odio quegli idioti di animalisti che scrivono i testi ai giornalisti di Studio Aperto, con conseguente servizio con musichette drammatiche e tristi e appelli lacrimevoli per impedire che una riserva naturale si trasformi nell "ennesimo mattatoio".
Questi i fatti.
Nella riserva naturale dei Boschi del Cansiglio il numero dei cervi ha raggiunto livelli allarmanti, causa habitat favorevole e totale assenza di predatori e nemici naturali.
La conseguenza è che i soggetti vecchi, deboli e malati, normalmente soppressi dai predatori, sopravvivono, trasmettendo alla prole le loro caratteristiche e l'intrinseca debolezza genetica all'intera comunità; è quindi totalmente assente quel processo di selezione naturale, tipica negli ambienti non modificati dall'azione dell'uomo. Non solum, sed etiam l'elevato numero di soggetti mette a serio rischio la disponibilità di cibo, con la conseguenza che, una volta raggiunto il livello di saturazione, un largo numero di capi sarebbe condannato a morire di fame nei periodi di cattica stagione, primi tra tutti i piccoli.
Per ovviare a questo inconveniente, tipico dei parchi e delle riserve, l'amministrazione è ricorsa alla pianificazione dell'abbattimento di circa 700 capi l'anno fino al raggiungimento di un numero adeguato alla corretta conservazione della specie. Routine che qualsiasi esperto sa essere la soluzione migliore per impedire un rapido decadimento della specie e che ricalca quella selezione naturale rimpiazzando le fauci dei lupi con i fucili dei cacciatori.
Apriti cielo: come accaduto lo scorso anno nel caso dei famigerati "bambi" piemontesi, incuranti del fatto che procedure come il trasferimento in luoghi distanti sottopongano gli ungulati a traumi fatali e vaste sofferenze, gli "amanti degli animali" hanno iniziato la solita crociata mediatica che nemmeno la Walt Disney nei suoi più lacrimevoli cartoni animati sarebbe stata capace di imbastire.
Mi chiedo: questa gente ha la minima cognizione di cosa sia la natura o vive in un cartone animato?
Come possono pretendere che dopo aver sterminato i predatori l'uomo non cerchi neppure di porre rimedio alla situazione per il bene delle prede, usando quegli stessi metodi che in natura mantengono il delicato equilibrio (ovvero la soppressione del debole e del malato)?
Non si sta parlando di esseri umani, signori, mi pareva evidente che certi meccanismi spietati, ma giusti, fossero chiari agli occhi di tutti.
Mah...
Questi i fatti.
Nella riserva naturale dei Boschi del Cansiglio il numero dei cervi ha raggiunto livelli allarmanti, causa habitat favorevole e totale assenza di predatori e nemici naturali.
La conseguenza è che i soggetti vecchi, deboli e malati, normalmente soppressi dai predatori, sopravvivono, trasmettendo alla prole le loro caratteristiche e l'intrinseca debolezza genetica all'intera comunità; è quindi totalmente assente quel processo di selezione naturale, tipica negli ambienti non modificati dall'azione dell'uomo. Non solum, sed etiam l'elevato numero di soggetti mette a serio rischio la disponibilità di cibo, con la conseguenza che, una volta raggiunto il livello di saturazione, un largo numero di capi sarebbe condannato a morire di fame nei periodi di cattica stagione, primi tra tutti i piccoli.
Per ovviare a questo inconveniente, tipico dei parchi e delle riserve, l'amministrazione è ricorsa alla pianificazione dell'abbattimento di circa 700 capi l'anno fino al raggiungimento di un numero adeguato alla corretta conservazione della specie. Routine che qualsiasi esperto sa essere la soluzione migliore per impedire un rapido decadimento della specie e che ricalca quella selezione naturale rimpiazzando le fauci dei lupi con i fucili dei cacciatori.
Apriti cielo: come accaduto lo scorso anno nel caso dei famigerati "bambi" piemontesi, incuranti del fatto che procedure come il trasferimento in luoghi distanti sottopongano gli ungulati a traumi fatali e vaste sofferenze, gli "amanti degli animali" hanno iniziato la solita crociata mediatica che nemmeno la Walt Disney nei suoi più lacrimevoli cartoni animati sarebbe stata capace di imbastire.
Mi chiedo: questa gente ha la minima cognizione di cosa sia la natura o vive in un cartone animato?
Come possono pretendere che dopo aver sterminato i predatori l'uomo non cerchi neppure di porre rimedio alla situazione per il bene delle prede, usando quegli stessi metodi che in natura mantengono il delicato equilibrio (ovvero la soppressione del debole e del malato)?
Non si sta parlando di esseri umani, signori, mi pareva evidente che certi meccanismi spietati, ma giusti, fossero chiari agli occhi di tutti.
Mah...

Comment