Una mia ex era estremamente folle, andava in giro ad abbracciare le piante, si metteva a piangere se pestava una lumaca, per un periodo e' pure stata vegetariana. Anche se poteva sembrare l'opposto, non faceva l'alternativa, queste cose le sentiva davvero, sentiva fluire dentro di lei la forza vitale delle piante, il loro calore, o cosa ne so io. Per questo era estremamente folle.
Invece adesso mi trovo a riflettere.. a riflettere sul nostro posto nel mondo, qual'e' il confine che segna il legittimo uso dall'abuso. Mi riferisco proprio all'uso sconsiderato che si fa delle risorse naturali.
Parliamoci chiaro: so di non avere la coscienza pulita, in quando sporco, inquino e appesto l'ambiente quanto chiunque altro, me ne rendo conto e purtroppo per pigrizia non riesco ad evitarlo. Ma almeno lo riconosco ed ho un limite, mi rendo conto di quando esagero, o di quando qualcosa posso davvero evitarlo con poco sforzo.
Siamo (noi esseri umani) davvero tanti a questo mondo, e questo fa in modo che vi siano un numero incredibilmente elevato di filosofie e di modi di pensare a proposito del nostro ruolo.
Ci sono i vegetariani, per esempio. Non ho mai capito perche' un leone possa mangiare uno gnu intero mentre io non potrei nemmeno addentare una coscia di pollo, dovrei farmi un'insalata - mi dicono -. Ah, se la lattuga potesse parlare..
Poi ci sono i menefreghisti, che io invece reputo semplicemente ignoranti. Il motivo e' semplice: se sapessero a cosa portano certi comportamenti, probabilmente si darebbero una calmata.
Mi piacerebbe sapere voi dove vi collocate, che cosa ne pensate dello sfruttamento dell'ambiente.
Per me, se ci sono risorse, e' bene che le si sfruttino. Ma come si fa a decidere quale sia il confine tra il giusto utilizzo e l'abuso?
A me fa impressione pensare che l'essere piu' antico del pianeta abbia 4000 anni e di mestiere faccia l'albero. Cosa nascondono queste creature? Perche' pur essendo inermi e statiche, mi incutono cosi' tanto timore da far nascere intimamente quasi una sorta di rispetto?
Invece adesso mi trovo a riflettere.. a riflettere sul nostro posto nel mondo, qual'e' il confine che segna il legittimo uso dall'abuso. Mi riferisco proprio all'uso sconsiderato che si fa delle risorse naturali.
Parliamoci chiaro: so di non avere la coscienza pulita, in quando sporco, inquino e appesto l'ambiente quanto chiunque altro, me ne rendo conto e purtroppo per pigrizia non riesco ad evitarlo. Ma almeno lo riconosco ed ho un limite, mi rendo conto di quando esagero, o di quando qualcosa posso davvero evitarlo con poco sforzo.
Siamo (noi esseri umani) davvero tanti a questo mondo, e questo fa in modo che vi siano un numero incredibilmente elevato di filosofie e di modi di pensare a proposito del nostro ruolo.
Ci sono i vegetariani, per esempio. Non ho mai capito perche' un leone possa mangiare uno gnu intero mentre io non potrei nemmeno addentare una coscia di pollo, dovrei farmi un'insalata - mi dicono -. Ah, se la lattuga potesse parlare..
Poi ci sono i menefreghisti, che io invece reputo semplicemente ignoranti. Il motivo e' semplice: se sapessero a cosa portano certi comportamenti, probabilmente si darebbero una calmata.
Mi piacerebbe sapere voi dove vi collocate, che cosa ne pensate dello sfruttamento dell'ambiente.
Per me, se ci sono risorse, e' bene che le si sfruttino. Ma come si fa a decidere quale sia il confine tra il giusto utilizzo e l'abuso?
A me fa impressione pensare che l'essere piu' antico del pianeta abbia 4000 anni e di mestiere faccia l'albero. Cosa nascondono queste creature? Perche' pur essendo inermi e statiche, mi incutono cosi' tanto timore da far nascere intimamente quasi una sorta di rispetto?


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