[QUOTE=iron_maiden89b;1162494]ma anche qui
Inceneritori
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[QUOTE=iron_maiden89b;1162633]non ci sono proprio pidove non può la scienza occorre intelligenza
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non so! magari dipende dalla regione? perché sono andato a vedere i sacchetti che ho in casa e quelli dei supermercati e negozi che hanno tanto smercio sono biodegradabili mentre gli altri sono i classici di plasticaOriginariamente Scritto da Lucio Musto Visualizza MessaggioA Jesi si, tranquillamente. in tutti i supermercati, Coop compresa.
Forse tu vivi in un'isola felice!
Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioAd esempio nel milanese ha aperto un supermercato dove vengono venduti cibi o liquidi come ad esempio i detersivi in modo sfuso: il contenitore di riutilizza, si compra solo quello che si consuma e i rifiuti dovuti agli involucri calano considerevolmente.
io ho visto distributori di latte e detersivi qui
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[QUOTE=Xilinx23;1162654]I contenitori di vetro di restituiscono per essere riutilizzati.
E per le plastiche, il petdove non può la scienza occorre intelligenza
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[QUOTE=iron_maiden89b;1162670]non so! magari dipende dalla regione? perchdove non può la scienza occorre intelligenza
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Già, ma seppure a grandi linee questo è e il meccanismo vitale funziona così, che poi, direi è la storia del pesce grande che si mangia il piccolo fino ad arrivare al top dove il grande non ha competitori e se satura il suo sistema si ammala e muore oppure si stermina da solo per ripristinare gli spazi vitali.Questo mi sembra un argomento davvero grosso, ché coinvolge tutto il sistema consumista e della schiavitù tecnologica... e diventa davvero filosofia, più che sociologia applicata al buzzo dell’immondizia.
Ne parlava già Asimov una trentina di anni fa, in un suo saggio che non ho sottomano e non posso perciò citare esattamente.
Diceva che l’umanità (tutta, ma soprattutto quella occidentale) ha fatto la scelta della civiltà tecnologia, e dimostrava che la tecnologia è una cosa buonissima ma col grave handicap che anche solo per sopravvivere (ma ancor più per migliorarsi), ha bisogno sempre di nuova tecnologia, in un crescendo parecchio difficile (ma lui sperava non impossibile) da gestire.
Sempre più tecnologia, in sempre più rapida evoluzione si lascia dietro un fiume, un mare, un oceano di rottami, di anticaglie sempre più recenti... di rifiuti.
E non solo oggetti che non conviene più riparare ma arance che non danno più pane e panini da eliminare sempre più presto dai banconi del McDonald.
Perchè anche la concorrenza è figlia della tecnologia, ed i progressi sociali ed umanitari sono proporzionalmente troppo lenti per tenere il passo.
Ed ecco gli squilibri immorali fra popolazioni e popolazioni, fra gente ricca e gente povera.
E da una parte ci si affanna a buttar via pane e carne mentre dall’altra si muore d’inedia. Ma non c’è modo, per ora, di distogliere quel benessere in sovrappiù per distribuirlo dove è carente.
Ma nemmeno solo di beni si tratta, bensì anche di persone, e così “rifiuto” lo diventiamo tutti.
La bellissima arancia costa sempre meno per via della concorrenza, ed il suo prezzo scende sempre piú fino a rendere insostenibile la produzione... per via della concorrenza di altre arance, forse anche un poco meno buone ma tanto più economiche; e conviene buttarla anziché metterla sul mercato, la squisita arancia di prima qualità!...
Ma identicamente possiamo dire dell’ottimo lavoratore occidentale, curato e coccolato com’è giusto che sia per salvaguardarne la sua eccellenza di mestiere e la sua dignità personale, familiare e sociale...
Proprio come il frutto più pregiato, per esigenze di economia di mercato finisce per essere “taroccato” da altri lavoratori, forse un tantinello meno bravi di lui, meno dignitosi e coccolati, ma tanto, tanto più economici.
Già, perchè anche le “invasioni barbariche” trovano origine nello squilibrio fra tecnologia ed umanesimo.
Cordialità
Noi in teoria dovremmo avere il vantaggio della previsione quindi poter operare entro certi limiti in senso correttivo inventandoci delle contromisure e correggendo i parametri del gioco, di fatto una corsa a tempo dove gareggia la soluzione e il problema costituito dai numeri che rappresentiamo e che stanno alla base del problema.
La discarica solare sarebbe ottimale, ma richiede energia enorme a costi bassissimi, pensabile, ma al momento non atuabile, nel futuro boh.
Per ora si può operare sui numeri e dove sono pochi effettivamente certi problemi si sentono molto meno.
Che il progresso produca rifiuti è cosa non modificabile, riducibile, ma non azzerabile e resta che il numero dei produttori di rifiuti raddoppia circa ogni 25 anni, quindi alla fine più del numero dei sacchetti conta quello dei bipedi, anche se è una tematica molto delicata.
Resta il fatto che se non la si affronta in proprio in maniera soft, poi ci pensa il sistema a farlo in maniera hard.
E per quanto si limiti il rifiuto unitario aumentando i produttori, essi stessi ad un certo punto rifiuto, il problema persiste e in un sistema finito il limite è definito.
La questione sacchetti può avere una sua visibilità, ma poi c'è da vedere quanto realmente pesi sulle volumetrie del problema complessivo perchè regola vuole che vada affrontata/e le compenenti che in percentuale significativa generano il problema complessivo, nel nostro caso volumetrico e non disperdersi su problemi marginali che per quanto visibili e a portata di mano poi non hanno incidenza notevole.
Di fatto affrontare il problema con le tecniche di problem solving più che con tanto ardore e compartecipazione.Last edited by Il gatto; 15-04-2010, 22:38.
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Senza la sporta
Particolare combinazione: mi giunge stamattina dal giornale online della mia cittdove non può la scienza occorre intelligenza
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[QUOTE=Il gatto;1163416]Le gare vanno gareggiate per sapere come finiscono nella realtdove non può la scienza occorre intelligenza
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