Come forse avrete letto, dopo l'incidente sulla piattaforma petrolifera, si hanno dai fondali fuoriuscite di petrolio per quasi 750mila litri al giorno. Un'enorme quantit
Marea nera nel Golfo del Messico
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La tristezza è che dopo anni di incidenti simili ci si trovi ancora a chiedersi come risolvere il problema. Siamo in grado di costruire città galleggianti, per dire....
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Ho sentito dire che l'immensa quantità di petrolio fuoriuscito potrebbe entrare nella circolazione della corrente del Golfo e raggiungere così, praticamente, mezzo mondo...Moderatore How To
Moderatore Scuola e lavoro
[COLOR="DarkRed"][I]"Frank... d
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Hanno pensato di interpellare i parrucchieri di tutto il mondo e fare una gigantesca spugna coi capelli tagliati in grado di assorbire l'olio...
Comunque e' veramente triste la situazione....
[CENTER][I][SIZE="1"][COLOR="black"][COLOR="black"]Ecco perch
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Stavano dicendo al tg che obama ha inviato sul posto gli esperti nucleari in ricognizione.atomica a parte che é assurdo
OBAMA INVIA SCIENZIATI Sempre più frustrata per come Bp sta tentando di contenere la marea nera nel Golfo del Messico l'amministrazione Obama ha mandato nella regione un team di cinque scienziati nucleari per aiutare il colosso britannico del petrolio a fermare la perdita di greggio. I cinque esperti, che includono il fisico nucleare che ha progettato la prima bomba all'idrogeno, sono stati spediti nel Golfo dal ministro dell'energia Steven Chu per trovare soluzioni in gradi di fermare la fuoriuscita. Gli scienziati hanno visitato con Chu il centro di crisi Bp di Houston e continuano a lavorare con la società come consulenti esterni. «Ci hanno dato una buona idea», ha detto Tony Hayward, il Ceo di Bp in un intervista con i media britannici, senza peralttro indicare di che si tratti. Della squadra di esperti atomici fanno parte Richard Garwin, 82 anni, che ha disegnato la prima bomba all'idrogeno, e Tom Hunter, capo del Sandua National Laboratories del Dipartimento dell'Energia. Chu ha anche chiamato in aiuto Marcia McNutt, capo del Sevizio geologico degli Stati Uniti. L'ipotesi di esplosioni nucleari controllate come metodo estremo per fermare una perdita di petrolio nel golfo del Messico era stata prospettata qualche giorno fa in un articolo del quotidiano russo Komsomoloskaya Pravda, secondo cui ai tempi dell'Unione Sovietica problemi simili sono stati risolti in questo modo. «In passato questo metodo è stato usato almeno 5 volte - aveva scritto il quotidiano - la prima per spegnere i pozzi a gas di Urt Bulak, il 30 settembre 1966. La carica usata fu da 30 chilotoni, una volta e mezza quella di Hiroshima, ma fatta esplodere a 6 chilometri di profondità». Secondo il quotidiano l'esplosione sotterranea farebbe in modo di spingere le rocce facendo loro chiudere la falla. Il metodo tuttavia - e non è probabilmente un dettaglio da poco - non è stato mai testato sott'acqua.
Last edited by Il gatto; 15-05-2010, 19:29.
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Ormai i buoi sono gia' scappati dalla stalla. La radioattivita' in mare sarebbe solo aggiungere obbrobrio ad obbrobrio.amate i vostri nemici
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Ancora nulla.... e pare che ci siano molti che vorrebbero dare una mano ma la BP si rifiuta di ascoltarli.
Addio al Golfo del Messico.Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
Dante Alighieri
[I][SIZE="1"][COLOR="DarkOrchid"][B]Se mi allena Prandelli, gioco bene pure io... Forza Viola Al
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Dopo la EXXON pensavo che non sarebbe potuto succedere di peggio e invece....amate i vostri nemici
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