Dal satellite Planck una nuova mappa dell'universo

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #1

    Dal satellite Planck una nuova mappa dell'universo

    Un po' più vecchio e un po' più lento nella sua espansione: è questo l'universo che emerge dai risultati delle osservazioni del satellite Planck dell'ESA. I suoi strumenti hanno prodotto una nuova, dettagliata mappa della radiazione cosmica di fondo, considerata la lontana eco del big bang, che conferma nelle sue linee essenziali il modello standard della cosmologia, ritoccando anche la composizione percentuale dell'universo tra materia ordinaria, materia oscura ed energia oscura. Le disomogeneità su larga scala della mappa dovranno però essere spiegate da nuove teorie (red)

    Le osservazioni del satellite Planck dell’Agenzia spaziale europea (ESA), rese pubbliche oggi, hanno prodotto con un dettaglio mai raggiunto finora una nuova “mappa” dell’universo, che è risultato di 80 milioni di anni più vecchio e più lento nella sua espansione rispetto alle precedenti misurazioni.

    L’età è ora stimata in 13,81 miliardi di anni, mentre la costante di Hubble, che misura il tasso di espansione dell’universo, è di 67,3 chilometri al secondo per megaparsec.

    In realtà, quando si parla di mappa dell’universo si intende una rappresentazione di una sua precisa caratteristica: la radiazione cosmica di fondo, o CMB, la debolissima radiazione nello spettro delle microonde che pervade lo spazio e che corrisponde a una temperatura di 2,7 kelvin sopra lo zero assoluto.
    Un po' più vecchio e un po' più lento nella sua espansione: è questo l'universo che emerge dai risultati delle osservazioni del satellite Planck dell'ESA. I su…
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #2
    Interessante, ho sentito che la disomogeneità è proprio il fattore determinante nella considerazione delle diverse zone che esistono ora nell'universo, zone rosse calde, zone blu fredde, poi se ho ben capito ci sono anche bolle che racchiudono il vuoto. Credo che il problema dell'allontanamento delle galassie dovuto all'energia oscura che contrasta la gravità sia ancora però da definire bene in quanto è vero che lo spettro della luce riflessa tende al rosso ma potrebbe anche essere che la luce nel suo lungo viaggio perda energia variando la sua lunghezza d'onda verso le onde lunghe.
    Last edited by crepuscolo; 30-12-2014, 20:05.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      C'e' un problema di materia oscura che non si vede, ma produce effetti significativi che ne fanno ipotizzare l'esistenza.
      Poi e' difficile definire il vuoto che dipende dai volumi considerati e anche gli spazi atomici sono vuoti.
      Per altro verso se viene rilevato un segnale di temperatura e' perche' ci sono elettroni che lo producono e solo la bassa densita' di materia fa concepire un vuoto negli interstizi.
      Stringendo lo zoom di osservazione non hai piu' segnale generato dalla materia e per quel momento quello e' spazio vuoto.


      Comunque dalla temperatura rilevata si rileva la zona piu' vecchia e magari altri dati descrittivi dell'esplosione iniziale che puo' essere una delle tante e ripetitive pulsazioni di un universo che esplode, si espande per ricollassare e riesplodere.

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #4
        Infatti, il Big bang potrebbe essere la conseguenza di un diverso universo, quindi almeno un dueversi che probabilmente ha leggi fisiche completamente diverse. A dir la verità io immagino il nostro universo che alla fine è uno dei tanti multiversi, generato non tanto da un Big bang quanto una svalvolata.

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