Immagine di sé

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #31
    Grazie Carlino per la tua precisazione. Mi ha permesso di correggere il primo capoverso.

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    • restodelcarlino
      giullare

      • 13/05/19
      • 12523

      #32
      Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
      Grazie Carlino per la tua precisazione. Mi ha permesso di correggere il primo capoverso.
      Per carità!....sfotticchiavo soltanto il "citazionista approssimativo" da Empoli...
      Non c'era nessun errore da correggere: quello che avevi scritto era del tutto corretto: data la difficoltà di digestione dei "Parerga eccetera", é stato pubblicato anche a mozzichi più digeribili
      ...vassapé...

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66024

        #33
        Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
        Caro Cono, indomabile apostolo, infiltrato dall’intelligence vaticana in questo forum per fare proselitismo, ma senza successo.

        Oggi ti dedico il post iniziando a parlarti del noto filosofo tedesco Arthur Schopenhauer (1788 – 1860), il quale nel primo tomo di "Parerga e paralipomena" scrisse anche un breve saggio titolato: "Aforismi sulla saggezza della vita", fatto diventare un testo autonomo col titolo “L’arte di ignorare il giudizio degli altri”.


        Schopenhauer dice che un difetto fondamentale dell’essere umano è quello di preoccuparsi troppo del giudizio altrui, perché può essere motivato dall’ignoranza o dall’invidia. I loro giudizi possono riuscire perfino a condizionare i nostri comportamenti. Consiglia di imparare a vivere pensando al nostro benessere e alla nostra serenità. "Chi è consapevole di non meritarsi un’accusa può tranquillamente ignorarla”.

        Invece l'economista ed imprenditore statunitense Warren Edward Buffett scrisse: “Ci vogliono vent’anni per costruirsi una buona reputazione e cinque minuti per rovinarla. Se pensi a questo, farai le cose in modo diverso”.

        La reputazione è condizionata dal gruppo di riferimento, il quale usa valori e criteri di giudizio propri, che possono essere differenti da quelli di altri gruppi. Per esempio, in un gruppo di delinquenti un criminale può avere un’ottima reputazione, il rispetto, l’ammirazione, e continuamente giudicato degno di apprezzamento.
        Da questo punto di vista la reputazione è uno strumento di controllo sociale. Esprime il valore che un gruppo attribuisce ai comportamenti desiderabili.

        Nell’ambito lavorativo le persone desiderano essere considerate competenti, attive, però è impossibile sapere veramente cosa gli altri pensano di noi o come ci descrivono.



        Tra auto-percezione e reputazione (che può essere positiva o negativa) c’è un necessario rapporto che coinvolge l’autostima e l’identità personale da un lato, e l’opinione degli altri su di noi, dall’altro.
        Non sappiamo come ci vedono gli altri. Ma la mia esperienza è che sia molto più importante come ci vede la nostra coscienza, amico Doxa. È ad essa che dobbiamo rendere conto, non all'opinione degli altri. Se siamo in pace con la nostra coscienza, ne traiamo sempre un beneficio enorme.
        Al contrario, se per compiacere gli altri siamo costretti ogni giorno a portare delle maschere.....la fatica diventa insopportabile.
        amate i vostri nemici

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        • henr
          Opinionista
          • 18/10/24
          • 2

          #34
          La tua domanda tocca tanti aspetti della psicologia e dell’identità. Infatti, l’identità, il “sé”, è un misto complesso di immagini passate e future. I nostri sé futuri sono sogni di possibilità, ma anche un peso – quando non si realizzano, proviamo rimpianto. È normale e comprensibile.

          Queste immagini ci stancano, ma sono anche una strada verso pace interiore. Aiuta riflettere su cosa davvero vogliamo.

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          • doxa
            Opinionista
            • 30/04/19
            • 2659

            #35


            Benvenuto tra noi henr.

            Il concetto di identità viene studiato dalla psicologia: la psicologia sociale, non è separato da essa.

            L'identità è la consapevolezza di sé o coscienza di sé come persona, come entità distinta dalle altre, cioè dagli altri individui.

            L’acquisizione dell’identità scaturisce dall’interazione tra fattori psicologici, familiari e sociali.

            Gli aspetti biologici, le esperienze personali, l'ambiente di vita famigliare, sociale e culturale, offrono all'individuo la sensazione di essere sempre sé stesso in modo continuativo nel tempo, nonostante le trasformazioni individuali e ambientali.

            L’identità non va confusa con la personalità: questa è tendenzialmente stabile nel tempo ed è basata sull’interazione di componenti biologiche, psicologiche e sociali.

            Nella fase dell’adolescenza si delinea la propria identità: i ragazzi devono elaborare mentalmente le trasformazioni corporee, cognitive e sociali, per poi emanciparsi dalla famiglia. Ma il processo identitario non si conclude con l’adolescenza. Prosegue nell’età adulta ed è soggetta a continue “revisioni”.

            I diversi aspetti dell’immagine di sé formano un sistema coerente e integrato.

            Gli studi sull'Identità e quelli sul concetto di Sé condividono lo stesso oggetto di indagine, in quanto entrambi analizzano come una persona risponde alla domanda "chi sono Io?".
            Last edited by doxa; 26-10-2024, 06:08.

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #36
              Perfetto.
              amate i vostri nemici

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              • King Kong
                رباني
                • 05/07/17
                • 2354

                #37
                Non ho qualcosa in particolare da dire.
                Credo che la maggior parte di noi, in fondo, abbia una ottima opinione di se stesso/a, anche se ancora più spesso, e soprattutto nei rapporti, c'é chi vorrebbe farci credere che non siamo mai all'altezza, che abbiamo sempre bisogno di lui/lei altrimenti non saremmo nemmeno capaci di infilarci le scarpe da soli.
                Poi, vabbeh, anche l'autostima, all'eccesso, crea i suoi problemi. Forse più agli altri che al soggetto in causa.

                Aut hic aut nullubi

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                • doxa
                  Opinionista
                  • 30/04/19
                  • 2659

                  #38
                  Bravo King. Bella la tua foto

                  La didascalia l'aggiungo io ... tramite Wikimedia.



                  Hubert Netzer, fontana di Narciso, 1896, gruppo scultoreo in rame in uno dei cortili interni del Palazzo Cecilienhof, adibito in parte a museo e in parte ad hotel e ristorante, Potsdam, Germania.

                  Last edited by doxa; 29-10-2024, 17:36.

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #39
                    Grazie King: è il male del secolo, il narcisismo.

                    Massimo Recalcati: "La nostra società narcisistica non accetta il rifiuto di una ragazza"

                    “Il mito del nostro tempo è quello del successo individuale. Si tratta di un nuovo imperativo che rende impossibile l’esperienza del fallimento. Chi corre piano o chi cade è tagliato fuori. Si tratta di un vero e proprio culto della prestazione e del perfettismo. Subire il rifiuto di una ragazza significa riconoscere i propri limiti, che non si può essere tutto né avere tutto."
                    amate i vostri nemici

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                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70446

                      #40
                      In realtà non vedo tutta sta gente che ha un'ottima opinione di se stessa. Magari!
                      In realtà, soprattutto le donne, spesso hanno un'opinione molto a ribasso di se stesse. E di qui disturbi alimentari, depressioni e tante altre cose.
                      Anche perché viviamo bombardati da modelli che cerchiamo costantemente di eguagliare, senza riuscirci, e questo provoca frustrazioni.
                      Se la gente iniziasse a prendere l'abitudine di andare dal terapista come va in palestra, si vivrebbe tutti meglio.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                      • gillian
                        Opinionista
                        • 12/12/20
                        • 3148

                        #41
                        Attenzione ai terapisti psicologi e psichiatri che possono prescrivere farmaci ... molti sono bravissimi nel creare un doppio legame terapeutico per cui non riesci più a fare a meno di loro e creare una dipendenza come ad una droga ... un nuovo cliente fisso fa molto comodo al portafoglio ... con buona pace della propria autostima!
                        Last edited by gillian; 01-11-2024, 12:19.
                        sono modesto e me ne vanto!
                        Gil

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66024

                          #42
                          Se la gente iniziasse a prendere la buona abitudine di leggere una pagina di Vangelo al giorno, non avrebbe più problemi con la propria immagine: si sentirebbe amata, profondamente e totalmente, per quello che è: non per quello che gli altri vorrebbero che fosse.
                          amate i vostri nemici

                          Comment

                          • Vega
                            Opinionista

                            • 04/05/05
                            • 17951

                            #43
                            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                            Comment

                            • restodelcarlino
                              giullare

                              • 13/05/19
                              • 12523

                              #44
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              la buona abitudine di leggere una pagina di Vangelo al giorno,.

                              Hai saltato 'sta pagina:
                              Matteo 5, 33-37
                              si....quella del parlarechesiasisinono...quella.
                              ...vassapé...

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