La posizione della Montalcini mi trova un po' perplessa, lo ammetto. Sembra che l'unico problema dell'universit
emendamento Montalcini e universit
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[QUOTE=Nefertiti;504080]Sai quanto prende un dottorando al mese? Perlomeno in area medica? Quanto uno specializzando in medicina, ovvero 800 euro al mese (da cui si devono detrarre tasse universitarie, iscrizione all'ordine, assicurazione ecc ecc)
Aggiungici il fatto che non
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Conosco abbastanza bene la realtà di medicina, almeno relativamente alla mia città. Nella pratica è impossibile accedere a determinate aree di specializzazione, a meno di non essere figlio di..., dopo di che ti mettono a fare il lavoro sporco sul quale alla fine comparirà una firma altrui. Belle prospettive. Tu la vedi dal punto di vista di chi aspira ad entrare ed è proprio quello che volevo sottolineare: ma chi glielo fa fare ad uno studente medio, di media estrazione sociale, di perdere tempo appresso all'università italiana quando il criterio meritocratico sono belle parole da usare nelle grandi occasioni e il sostentamento impossibile per chi non sia di famiglia agiata? E allora mi chiedo: ma nelle nostre università, ma chi c'è? Domanda retorica, ovviamente. Per quelle persone, gli 800 euro mensili sono regalati. Che poi spesso hanno la carriera spianata ancora prima di laurearsi (credimi, so di cosa parlo), sempre se sono in grado di farlo con le proprie forze, e fanno i classici step del dottorato e ricerca (che potrebbero appunto saltare, come da te detto), semplicemente per costruirsi un curriculum a prova di scossone, in modo da blindare la carriera. Pubblicazioni assicurate incluse nel pacchetto. Il tutto senza alcuna capacità di base, guidati da binari ben serrati.Originariamente Scritto da Nefertiti Visualizza MessaggioIl senso c'è.. tu chiedevi tra le altre cose perché i cervelli tendono andare all'estero.. mi sono spiegata male probabilmente
Intendevo dire che qui in Italia si hanno borse di studio senza diritti ecc, mentre all'estero si hanno contratti di formazione lavoro.. di fatto uno specializzando o un dottorando lavorano a tempo pieno, non sono semplici studenti che non producono. Mi sembra naturale andare all'estero.. fai lo stesso lavoro, ma hai un riconoscimento diverso (anche a parità di cifra, l'avere uno stipendio al posto di una borsa di studio dà una valenza diversa al tuo lavoro).
Nel mio caso, io sto ancora facendo la specializzazione (ma faccio comunque ricerca).. il dottorato dopo eventualmente.. Io ho aspettato due anni per entrare, proprio per i giochi di cui parli tu.. diciamo però che a questo livello si riesce ancora ad arrivare anche senza raccomandazioni.. perché in fondo in questo modo si ha manodopera a basso costo.. e chi è veramente raccomandato può arrivare alla posizione di ricercatore e poi alla cattedra senza fare alcun dottorato.. il problema è dopo.. quando dopo sei anni di laurea, cinque di specializzazione e due o tre di dottorato uno vorrebbe cominciare ad avere uno stipendio... ma le prospettive sono in genere altri dottorati o assegni di ricerca
Vedi, nel caso di medicina effettivamente ai livelli bassi si lavora sul serio, ma non è così in tutte le facoltà.Sul fatto che vengano usati i soldi dei contribuenti.. beh è un servizio pubblico alla fine.. considera che ai livelli bassi si lavora davvero (in fondo non siamo messi cosi' male a livello di ricerche, scoperte ecc).. sicuramente sarebbe meglio un sistema analogo a quello estero.. contratti stipulati con il SSN.. in questo modo si eviterebbe il passaggio dei soldi all'università.
E comunque è vero: l'università è un servizio pubblico. Non si capisce allora perché le tesi di laurea in determinati filoni siano assegnati solo ai figli di... il tutto a discrezione del docente pagato coi soldi pubblici, che in questo modo seleziona il destino dei futuri laureati, operando scelte che se va bene sono classiste, se non di casta.Last edited by Ospite; 15-11-2006, 02:03.
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Visto che sei nell'ambiente mi farebbe piacere continuare la discussione, per capirci qualcosa di più. Cosa pensi che andrebbe riformato, a parte queste cose abbastanza prevedibili? Difficoltà pratiche che trovi, o che già sai che incontrerai, e che magari sono neanche lontanamente ipotizzate dalla massa, distante da certi ambiti... Piccoli grandi problemi, il classico collo di bottiglia (magari burocratico), di semplice soluzione ma che blocca tutto?
Insomma, i problemi della ricerca in italia sono solo il nepotismo e la mancanza di fondi oppure c'è anche altro?
Se ti va di rispondermi, quando potrai, leggerò con interesse la tua esperienza.
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