Limitati? precisamente da quale punto di vista? o in ogni aspetto dell'esistenza?
ci tengo ad avere un parere professionale... (soprattutto se gratuito eh)
L'unica psicologa che conosco è la mia ragazza, e lei non è obiettiva (per fortuna) o perlomeno non esprime il suo parere critico in mia presenza (sempre per fortuna)
Beh, sono impressioni assolutamente soggettive di una studentessa di psicologia (e ne circolano parecchie anche su chi frequenta psicologia, quasi tutte vere tra l'altro imho), quindi partigiana. Io ho riscontrato genericamente scarsa capacità di immedesimazione e una certa difficoltà a ragionare per assurdi, poca empatia e scarsa elasticità mentale. Ma su queste cose io per prima riconosco di essere sbilanciata in senso opposto. Quindi ecco.. le mie impressioni dovrebbero lasciare il tempo che trovano. Per farmi capire, se con degli amici capitano dei buoni spunti all'inizio di una discussione, anche se fondamentalmente confusi e acerbi, tenendo una certa flessibilità nel ragionamento solitamente si riesce a convogliarli in discorsi spettacolari, che vanno dalla chiesa cattolica al nuoto sincronizzato passando per il sistema scolastico e il cuculo che non fa il nido. Con un ingegnere o categorie affini, è più difficile, perchè è facile che se gli spunti sono ancora troppo acerbi -secondo i suoi criteri- per intavolare una discussione, spegne il cervello. E quando passi dalla chiesa cattolica al nuto sincronizzato ti guarda come se stessi vaneggiando. (Giustamente, dirai tu magari).
Detto ciò, occhei.. non tutti gli ingegneri sono così e non tutti gli psicologi sono pazzi. Lo davo per assunto, ora lo sottolineo per evitare che chiunque studi ingegneria o materie affini si prenda del limitato. Magari sono io che non ho limiti, ihih. Come sono correct
Già. questo risolverebbe il problema dell'attenzione, ma dubito che la psicologa introdurrebbe l'argomento in una normale discussione. Forse in un esperimento tipo cani di pavlov...
[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
Con un ingegnere o categorie affini, è più difficile, perchè è facile che se gli spunti sono ancora troppo acerbi -secondo i suoi criteri- per intavolare una discussione, spegne il cervello. E quando passi dalla chiesa cattolica al nuto sincronizzato ti guarda come se stessi vaneggiando. (Giustamente, dirai tu magari).
Ho un amico che insegna italiano e che imposta la stessa curva evolutiva in tutti i discorsi.
Parte con un argomento qualunque. Poi inizia a citare/nominare/infiltrare nel discorso un filosofo austriaco di cui non farò il nome, per concludere il tutto in un parossimo di esaltazione della figura di Rocco Siffreddi come meme culturale.
Un meme è un'unità auto-propagantesi di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica. La parola è stata coniata da Richard Dawkins.
I'm laying down, eating snow
My fur is hot, my tongue is cold
On a bed of spider web
I think of how to change myself
A lot of hope in a one man tent
There's no room for innocence
So take me home before the storm
Velvet mites will keep us warm.
C'ho fatto una relazione. In fondo non aggiunge nulla, sul lato teorico, è più che altro un'intuizione: la selezione non è degli individui, ma dei geni. Vince il gene più forte.
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