[I]Tra gli aspetti meno noti della controriforma dell'istruzione in atto - verso la quale non mancano significative aperture di personalit
La morte delle scuole civiche di Milano
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Secondo me, e' a dir poco allucinante quello che succede in Italia;

Prima tagliano i fondi, ai comuni, ( dopo aver tagliato i fondi pure alle scuole
e dopo aver riportato la scuola a quarant' anni fa', con la riduzione del personale docente.)
Premetto, che la scuola italiana dagli ultimi sondaggi, e' tra le ultime al mondo, e i nostri giovani sono tra i piu' impreparati, soprattutto per quanto riguarda
le materie scintifiche.( scuole africane sono risultate molto piu' efficenti delle
scuole italiane)
Poi, parlano di Educazione Permanente. Cio' vuol dire , che,dopo aver sfornato
una marea di gente impreparara, incapace di leggere il mondo attorno a loro,
pronti a sostenere governi antidemocratici, pseudo fascisti.
Continuano nell'opera di plagio con una presunta Educazione permanente, che ha lo scopo di mantenere lo status quo, e di esorcizzare una presunta saggezza che forse l'eta' potrebbe apportare.
Semplicemente scandaloso

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La radice di questo male è però un po' più profonda. Risale a quel cane di Benedetto Croce (ometto una serie di improperi e maledizioni) e del suo malato antiscientismo che ha ammorbato e infettato l'Italia e la sua classe politica (di qualunque colore).
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Premetto che non intendevo esimere affatto questo governo dale sue responsabilità contro le quali sono anche andato in piazza.
All'inizio del '900 ci fu un forte dibattito negli ambienti culturali italiani intorno all'opportunità di rinnovare il sistema educativo in occasione della prospetiva di una scolarizzazione molto più alta.
Come tutti sappiamo la riforma che venne poi approvata si chiamerà Gentile.
Ministro che dovette mediare tra due parti:
da una parte i grandi matematici italiani (Castelnuovo, Peano, Enriques) propugnatori dell'importanza dell'insegnamento della matematica e delle scienze nella scuola, anche nella prima infanzia.
Non solo per l'importanza informativa ma soprattutto per l'importanza formativa.
Ritenevano (cosa ora universalmente riconosciuta) che la stimolazione e l'esercizio della creatività, dell'inventiva e dell'intelletto fosse decisamente proficua per lo sviluppo intellettuale del bambino.
Inoltre ritenevano che una costante educazione alla discussione scientifica ed al ragionamento avrebbe prodotto cittadini più consapevoli e lavoratori più capaci.
Proponevano anche l'introduzione di giuochi d'ingegno nei primi anni delle scuole.
dall'altra parte vi era invece Benedetto Croce, ora celebrato come uno dei padri del pensiero italiano, in realtà un mostruoso dinosauro favorito nella contesa dall'essere cattolico e tesserato del partito di governo.
Croce non credeva affatto nell'utilità del pensiero scientifico. In realtà non credeva affatto nel pensiero scientifico, ad esempio irrise l'evoluzionismo.
Propose invece di incentrare l'educazione sulla ripetizione. Sulle poesie mandate a memoria.
Non per una qualche utilità o bellezza delle poesie scelte (ne sappiamo qualcosa tutti...) ma come educazione alla disciplina.
Una versione collettiva dell'hora et labora.
Sempre in quest'ottica impostò l'insegnamento del latino come esercizio ripetitivo e disciplinante (mentre Peano, che era anche linguista proponeva l'insegnamento del latino contemplandone l'uso attivo e la lettura dei testi più che l'attenzione teorica alla grammatica).
Come detto Croce vinse e, fatte salve alcune scelte di Gentile in favore della matematica, l'insegnamento in Italia trascurò quelle idee che vennero poi introdotto pian piano e a fatica nel corso di un secolo (ed ora a rischio, come l'evoluzionismo).
Il riflesso di questa scelta andò ben oltre la scuola, divenne un fenomeno culturale.
La classe dirigente italiana, in special modo quella politica, da allora ad adesso fu sempre caratterizzata da ignoranza o ingenuità scientifica, se non aperta ostilità.
Un esempio pratico subito evidente.
Il tipico colto nostrano, anche presentato da fanfare che elogiano límmensità del suo sapere ed il peso del suo pensiero, fa vanto del non essere bravo in matematica, del non capire le formule più elementari.
E quante infatti illusri nostre firme vengono ritenute opinioni di peso pur non sapendo, per dirne una, come è fatto un atomo.
Di contro lo scienziato è considerato un gregario della società.
Al di là di cazzate da salotto questo elegio dell'ignoranza spacciata per cultura raffinata ha evidenti ripercussioni su tutta la vita sociale ed economica.
I calcolatori (poi detti computer), i microprocessori, i cursori (poi detti mouse), la plastica, la scissione dell'atomo sono tutte tecnologie inventate in Italia ma sulle quali il paese non volle investire.
Il paese che invece seppe subito riconoscere il valore dell'innovazione è ora il padrone economico del mondo.
Inoltre la scarsita di educazione scientifica degli italiani rende ogni discussione, da quella da bar alla più alta tribuna politica, una discussione a sentimento, basata su slogan, immagini scioccanti, ricatti sentimentali, idee preconcette, idee belle. Ma mai sul ragionamento.
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Bravo Anaffettivo,
Agguingo che le idee reazionarie di Croce, oltre a rendere impossibile la vita a centinaia
di docenti in Italia, i quali hanno dovuto per poter sopravvivere,o tacere , e in alcuni casi
abbadonare l'insegnamento, se non addirittura emigrare, sono ancora vive e veggete.
Conosco perfettamente il mondo della scuola, e la impreparazione umana, il fare riferimento
ad una didattica, obsoleta ,inadeguata ai tempi , e' sconvolgente.
Una Cosa volevo ancora sottolineare, che in Europa parlano di Educazione Permanente da almeno vent'anni ,se non piu'.
In Italia, solo da alcuni anni, con l'aggravante che la gente non sa' neanche cosa sia.
Faccio un'analisi personalissima; negli ultimi ventennio, abbiamo avuto il MedioEvo politico in Italia.
Tangentopoli, Berlusconi con tutti i suoi conflitti di interessi, le leggi ad personam, un opposizione inesistente,
la lotta per la sedia in parlamento, l'unico vero scopo dei nostri politici.
E a monte di tutto cio', l'agonia, di un sisteama sociale iniquo che ci affama, e ci sazia con falsi bisogni,
ottundendo le nostre menti, lasciandoci nella fogna a litigare.


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