Le conseguenze dei tagli della legge finanziaria 2010 (legge 23-12-09 nr. 191), comporterà una drastica diminuzione delle borse di studio e soprattutto l'incremento delle tasse e dei contributi per far fronte a tutti gli aumenti stipendiali (automatici per legge) per il personale docente e tecnico-amministrativo.
Insomma tagli d'apperttutto tranne forse dove sarebbe necessario e tasse sempre più insostenibili per chi vorrebbe ottenere una laurea (neanche a citare le difficoltà che si aggiungono a quelle già esistenti). Laurea che poi, oggi come oggi, non garantirebbe alcuna sistemazione, dato che tra stage, corsi di formazione più o meno obbligatori, contratti a tempo determinato o a progetto, che si rinnovano puntualmente in modo perpetuo, insomma, le prospettive non sono certo confortanti.
Oggi, vanno forte settori come Internet e green energy e tra le figure più ricercate ci sono informatici, web manager, tecnici industriali che si occupano di energia pulita. Si calcola che attualmente in Italia ci sono circa 45 mila operatori che lavorano nel settore dell'energia pulita, mentre si prevede che tra i prossimi vent'anni, il numero debba salire a circa 100 mila. Resistono ancora le figure degli agenti assicurativi, degli operatori dei call-center, dei resposabili di amministrazione e contabilià e gli operai specializzati. Vanno scomparendo altre figure come l'impiegato di concetto e gli operai generici, tanto per citarne sono un paio.
Insomma il futuro è l'informatica e l'energia pulite. Ma la concorrenza è forte. Soprattutto quella asiatica. In questo momento, la nazione che esporta ingegneri informatici un pò ovunque (specialmente in america latina) è L'India, che produce sia hardwere che softwere e che grazie a costi sostenuti, riesce a farsi largo tra la concorrenza.
Poi c'è anche la Cina che incentiva i propri imprenditori ad esportare all'estero, attraverso emendamenti che impongono alle banche di concedere prestiti a tassi veramente bassi, oppure concede rimborsi a chi si reca all'estero per promuovere la propria azienda, ecc. Però da "carognoni" il governo cinese ha imposto un limite di esportazione di tutte quelle materie prime e prodotti destinati al mercato interno in modo da chiudere il più possibile la porta ad eventuali aziende straniere.
E noi nel frattempo cosa facciamo, guardiamo?
Insomma tagli d'apperttutto tranne forse dove sarebbe necessario e tasse sempre più insostenibili per chi vorrebbe ottenere una laurea (neanche a citare le difficoltà che si aggiungono a quelle già esistenti). Laurea che poi, oggi come oggi, non garantirebbe alcuna sistemazione, dato che tra stage, corsi di formazione più o meno obbligatori, contratti a tempo determinato o a progetto, che si rinnovano puntualmente in modo perpetuo, insomma, le prospettive non sono certo confortanti.
Oggi, vanno forte settori come Internet e green energy e tra le figure più ricercate ci sono informatici, web manager, tecnici industriali che si occupano di energia pulita. Si calcola che attualmente in Italia ci sono circa 45 mila operatori che lavorano nel settore dell'energia pulita, mentre si prevede che tra i prossimi vent'anni, il numero debba salire a circa 100 mila. Resistono ancora le figure degli agenti assicurativi, degli operatori dei call-center, dei resposabili di amministrazione e contabilià e gli operai specializzati. Vanno scomparendo altre figure come l'impiegato di concetto e gli operai generici, tanto per citarne sono un paio.
Insomma il futuro è l'informatica e l'energia pulite. Ma la concorrenza è forte. Soprattutto quella asiatica. In questo momento, la nazione che esporta ingegneri informatici un pò ovunque (specialmente in america latina) è L'India, che produce sia hardwere che softwere e che grazie a costi sostenuti, riesce a farsi largo tra la concorrenza.
Poi c'è anche la Cina che incentiva i propri imprenditori ad esportare all'estero, attraverso emendamenti che impongono alle banche di concedere prestiti a tassi veramente bassi, oppure concede rimborsi a chi si reca all'estero per promuovere la propria azienda, ecc. Però da "carognoni" il governo cinese ha imposto un limite di esportazione di tutte quelle materie prime e prodotti destinati al mercato interno in modo da chiudere il più possibile la porta ad eventuali aziende straniere.
E noi nel frattempo cosa facciamo, guardiamo?
