test d'accesso all'università

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  • terra
    distratta
    • 07/12/09
    • 12689

    #1

    test d'accesso all'università

    a me sembrano delle lotterie e sono contraria al numero chiuso, anche se ho visto tanti ragazzi "parcheggiarsi" all'università a tempo indeterminato. sarei più favorevole a un forte aumento della retta per i fuori corso, piuttosto. intanto la protesta monta



    voi cosa ne pensate? chi ha fatto il test e com'è andata?

    Moderatore Arte e letteratura


    terra
  • Heisenberg
    Opinionista
    • 07/06/12
    • 168

    #2
    Fatto il test di medicina 3 anni fa, passato al primo colpo, non perchè sono un genio ma perchè avevo studiato di brutto ed ero uscito dal liceo abbastanza preparato. Eh solito dilemma che si ripropone ogni anno, secondo me il test in generale serve, ma così com'è non ha senso: cosa me ne frega di sapere che ballo ha importato in Italia il ballerino Caio dall'America Latina nell'anno 1968? (domanda semi-inventata, nel senso che ne avevo trovata una così in un test di qualche anno fa, ma non ricordo il nome del ballerino, l'anno e tantomeno il ballo ). E se ci pensi nemmeno ha troppo senso fare un test su quelle materie (biologia, chimica) che poi dovrai comunque affrontare di nuovo durante il corso di laurea.

    E' un meccanismo spietato, ma secondo me un minimo di selezione ci vuole comunque. Ti faccio un esempio: una mia amica che ha passato il test l'anno scorso ha beccato una il giorno della prova che le fa: "Oh ma Italo Svevo chi cazzo è???" Mi vengono i brividi a pensare a una così iscritta a Medicina...

    Questo ci porta alla seconda considerazione, quello dell'aumento della retta. Andrebbe bene secondo me, ma solo se fatto con un certo criterio (regolando meglio la questione del fuori corso e dei casi particolari in cui l'aumento non si applica). Dove studio io non c'è il fuori corso, ma fino a qualche anno fa eri fuori corso se lasciavi indietro 4 esami. Inutile dire che Medicina è una facoltà difficile, ancora più difficile se alcuni esami ne bloccano altri. L'idea di dover pagare molto di più perchè hai un percorso di studi che oggettivamente ti fa dannare è improponibile in questo caso, senza considerare che ci sono migliaia di ragioni non legate all'essere dei fannulloni che possono farti rimanere indietro (motivi familiari o di salute)
    Chi non prova freddo non potrà mai assaporare appieno il gusto di una cioccolata calda con i biscotti (Drizzit by Bigio)

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    • Mulligan
      Mandrappone
      • 20/07/11
      • 740

      #3
      sarei più favorevole a un forte aumento della retta per i fuori corso
      ah ma sei furba.
      così penalizzi tutti quelli che lavorano e studiano nel contempo.
      [CENTER][COLOR=#ff0000][FONT=palatino linotype][SIZE=3][B][QUOTE=terra;1379612]la cosa semplice

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      • terra
        distratta
        • 07/12/09
        • 12689

        #4
        io studiavo e lavoravo e sono andata un anno fuori corso - comunque. è ovvio, come dice anche heisenberg, che bisognerebbe regolamentare adeguatamente la cosa.

        Moderatore Arte e letteratura


        terra

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        • Frutto
          Opinionista
          • 05/02/10
          • 2025

          #5
          chi passa il test di medicina solitamente si è fatto un gran mazzo durante l'estate a studiare e prepararsi, e penso che la ratio del test sia proprio vagliare chi possiede questo atteggiamento, visto che poi il medico dovrà stare sui libri per decadi e lustri. trovo anche che il test sia fondamentale per assicurarsi di non avere esuberi ingestibili, visto che la professione medica è legata a doppio filo con le strutture statali che altrimenti si rivelerebbero insufficienti.
          riguardo alla protesta, da una parte c'è il diritto all'istruzione e al fare quel che si vuole, dall'altra non posso fare a meno di pensare che se il medico non facesse status e tirasse uno stipendio normale il test lo tenterebbero in tre.
          No, tu non sei una persona cattiva, tu sei fantastica, sei la persona che preferisco...
          Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia.

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          • Morwen
            Cinnamon Girl
            • 03/12/09
            • 7242

            #6
            Originariamente Scritto da Mulligan Visualizza Messaggio
            ah ma sei furba.
            così penalizzi tutti quelli che lavorano e studiano nel contempo.
            Sono d'accordo. E' difficile stabilire i motivi del fuori corso. Potrei avere problemi di soldi e non poter pagare momentaneamente le rate (mi è successo), potrei avere difficoltà a studiare ed essere particolarmente sotto stress, potrei avere problemi di salute o personali tali da compromettere la mia capacità di concentrazione.

            Io ho fatto un test'ingresso per Scienze della Comunicazione ma era semplicemente una prova di valutazione che in caso di esito positivo dava diritto a 2 CFU. Superata, ho poi sfruttato i CFU per raggiungere i punti per accedere alla sessione di laurea. in quel caso era un po' una cagata, ma quello selettivo invece ha più senso, anche se poi il fatto di riuscire a superarlo non preclude che possa cazzeggiare negli anni successivi.
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            • okno
              Party Crasher
              • 30/03/06
              • 15292

              #7
              Originariamente Scritto da Mulligan Visualizza Messaggio
              ah ma sei furba.
              così penalizzi tutti quelli che lavorano e studiano nel contempo.
              Guarda che c'e' anche il part-time universitario, per chi lavora e studia nel contempo.
              "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


              -=1313=-

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              • mariomac
                preso
                • 09/10/04
                • 5855

                #8
                Quando ho finito l'università (statale, circa 3 anni fa) gli studenti lavoratori avevano tabelle dedicate per calcolare la retta.
                Se non ricordo male si era parlato di aumentare le tasse ai fuori corso, escludendo però chi allo stesso tempo studia e lavora (non trovo più l'articolo che ne parlava).
                Questo eviterebbe molti casi particolari, come quello del professore "strambo" che decide di far passare l'esame al massimo al 2-3% dei partecipanti, credendo di creare un alone di timore e rispetto per sé e la propria materia (credetemi, succede!).

                Detto questo, anch'io ricordo che al test d'ingresso venivano chieste cose che mai mi sarei sognato di trovare in un'università di ingegneria, in particolare nella sezione "cultura generale". Nelle sezioni di matematica, chimica, fisica, etc. era richiesta una conoscenza base delle nozioni necessarie per capire poi i corsi. E chi non superava il test in tali sezioni, doveva sostenere dei corsi di recupero con esame finale per poter poi seguire e dare gli esami del normale corso universitario.
                Nonostante la singola esperienza, mi sembrava che questo sistema funzionasse.
                Il problema maggiore è che i professori di molti corsi si ritrovano all'esame centinaia di persone e è umanamente impossibile dare un giudizio oggettivo sulla preparazione del singolo.

                Secondo me, il problema non si risolve tentando di diminuire il numero degli studenti ma aumentando quello dei professori.
                Moderatore How To
                Moderatore Scuola e lavoro



                [COLOR="DarkRed"][I]"Frank... d

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                • terra
                  distratta
                  • 07/12/09
                  • 12689

                  #9
                  o magari a monte, selezionando di più alla maturità o in generale alle superiori? su questo non sarei tanto d'accordo.
                  invece da qualche parte ho letto che andrebbe incoraggiata la scelta degli istituti professionali e questo mi pare ragionevole.

                  Moderatore Arte e letteratura


                  terra

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                  • mariomac
                    preso
                    • 09/10/04
                    • 5855

                    #10
                    Sì beh, in effetti mi baso solo sulla mia esperienza personale e questo è sicuramente un po' riduttivo.

                    La scelta della scuola superiore è fatta a un'età troppo bassa secondo me. E questa scelta già ti indirizza verso un ramo limitato nella moltitudine di possibili sbocchi. Ho incontrato persone iscritte ad ingegneria provenienti da licei linguistici o da ragioneria ed ovviamente avevano gravi difficoltà nel seguire certi corsi. Non è così strano cambiare idea alla fine degli studi superiori ma questo si traduce con tutta probabilità in un allungamento dei tempi negli studi universitari.

                    Gli istituti professionali danno in effetti una preparazione più pratica e questo può essere molto utile a molti "indecisi" o futuri "parcheggiati".
                    Moderatore How To
                    Moderatore Scuola e lavoro



                    [COLOR="DarkRed"][I]"Frank... d

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                    • Mina.
                      Heating up
                      • 29/06/10
                      • 1296

                      #11
                      Originariamente Scritto da mariomac Visualizza Messaggio
                      Secondo me, il problema non si risolve tentando di diminuire il numero degli studenti ma aumentando quello dei professori.
                      Quoto.

                      Tra l'altro, c'è un'altra questione che vorrei porre: perchè aumentare le tasse ai fuori corso? Essere fuori corso è già di per sè un grosso handicap perchè sei tagliato fuori da tutte le borse di studio, paghi più tasse complessivamente per arrivare alla laurea e ti laurei più tardi quindi con meno "potere d'acquisto" poi sul mercato del lavoro. Inoltre, generalmente uno che è fuori corso non utilizza i servizi allo stesso modo di chi è in corso, difficilmente lo vedrai andare a lezione quindi pagando come gli altri sta già effettivamente pagando di più. A me sembra che spesso e volentieri i fuori corso siano un po' presi come capro espiatorio, quando invece il problema sta nella struttura dell'università e in quella del lavoro.

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                      • Morwen
                        Cinnamon Girl
                        • 03/12/09
                        • 7242

                        #12
                        Mina, francamente metà dei fuori corso lo sono perchè non c'han voglia di fare un belino, permettimi il francesismo.
                        Ho vissuto con studenti e circondata da studenti per 8 anni, forse anche quasi 9.
                        Ho visto casi in cui c'erano reali difficoltà economiche e problemi personali e familiari tali da impedire uno studio sereno e continuativo ma ho visto anche tanti tanti ragazzi svegliarsi alle 2 di pomeriggio e studiare proprio perchè dovevano passare almeno 1 esame a sessione per evitare rotture di scatole da parte dei genitori che pagavano rate affitto e bollette al loro figlioletto fuori sede.
                        C'è gente con cui ho mantenuto i contatti che ancora si deve laureare alla triennale e va per i 30, e non perchè lavori 10 ore al giorno o perchè non sta bene.Semplicemente vive nella capitale, a spese dei genitori e cazzeggia all'infinito.
                        Moderatore Viaggi
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                        • Mulligan
                          Mandrappone
                          • 20/07/11
                          • 740

                          #13
                          Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
                          Mina, francamente metà dei fuori corso lo sono perchè non c'han voglia di fare un belino, permettimi il francesismo.
                          Ho vissuto con studenti e circondata da studenti per 8 anni, forse anche quasi 9.
                          Ho visto casi in cui c'erano reali difficoltà economiche e problemi personali e familiari tali da impedire uno studio sereno e continuativo ma ho visto anche tanti tanti ragazzi svegliarsi alle 2 di pomeriggio e studiare proprio perchè dovevano passare almeno 1 esame a sessione per evitare rotture di scatole da parte dei genitori che pagavano rate affitto e bollette al loro figlioletto fuori sede.
                          C'è gente con cui ho mantenuto i contatti che ancora si deve laureare alla triennale e va per i 30, e non perchè lavori 10 ore al giorno o perchè non sta bene.Semplicemente vive nella capitale, a spese dei genitori e cazzeggia all'infinito.

                          i soliti cocchini, ma non fare di tutta l'erba un fascio.
                          [CENTER][COLOR=#ff0000][FONT=palatino linotype][SIZE=3][B][QUOTE=terra;1379612]la cosa semplice

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                          • Morwen
                            Cinnamon Girl
                            • 03/12/09
                            • 7242

                            #14
                            Infatti non ho detto tutti, ho detto la metà dei fuori corso lo sono perchè cazzeggiano.
                            Che poi sia quasi impossibile determinare chi merita un aumento delle tasse perchè è andato intenzionalmente fuori corso, rispetto a chi non è proprio riuscito a laurearsi in tempo per vicissitudini personali è il motivo per cui non ha molto senso aumentare indiscriminatamente le tasse a chi esce dai 3 o 5 anni.

                            Qualcuno parlava di aumentare il numero dei professori, potrebbe essere una soluzione però a quel punto aumenterebbero gli stipendi d'oro del corpo docente, e a quel punto aumenterebbero anche le rette, a mio parere.
                            Moderatore Viaggi
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                            • Mina.
                              Heating up
                              • 29/06/10
                              • 1296

                              #15
                              Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
                              Mina, francamente metà dei fuori corso lo sono perchè non c'han voglia di fare un belino, permettimi il francesismo.
                              Ho vissuto con studenti e circondata da studenti per 8 anni, forse anche quasi 9.
                              Ho visto casi in cui c'erano reali difficoltà economiche e problemi personali e familiari tali da impedire uno studio sereno e continuativo ma ho visto anche tanti tanti ragazzi svegliarsi alle 2 di pomeriggio e studiare proprio perchè dovevano passare almeno 1 esame a sessione per evitare rotture di scatole da parte dei genitori che pagavano rate affitto e bollette al loro figlioletto fuori sede.
                              C'è gente con cui ho mantenuto i contatti che ancora si deve laureare alla triennale e va per i 30, e non perchè lavori 10 ore al giorno o perchè non sta bene.Semplicemente vive nella capitale, a spese dei genitori e cazzeggia all'infinito.
                              Il problema sta proprio nel sentimento che c'è verso i fuoricorso fancazzisti. L'università ha bisogno di soldi, lo Stato non glieli dà e allora che si fa? Si va a tassare i fuoricorso, sfruttando il cattivo sentimento che si prova verso questi figli di papà che hanno tutto pagato e si permettono pure di non fare niente. Secondo me è sbagliato, non solo perchè è difficile stabilire quando veramente uno sia fuoricorso perchè è pigro piuttosto che con problemi in famiglia, ma anche perchè "multare" non è la soluzione nemmeno nel caso dei fancazzisti, è solo un modo per punirli che può facilmente non funzionare, perchè se i genitori sono altrettanto fancazzisti e continuano a sborsare soldi senza badare a quello che combina il figlio evidentemente se lo possono permettere. La retta dovrebbe avere un costo che è uguale per tutti e amen, se poi uno può permettersi di cazzeggiare è peggio per l'allocco che paga e non bada ai risultati, e anche per il fancazzista in futuro se non è paraculato abbastanza bene.
                              Queste faide interne tra studenti distraggono dal vero problema, e cioè dal fatto che l'università è alla canna del gas perchè lo Stato non le dà più niente.

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