La crisi è finita

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  • giusepebottazzi
    random
    • 18/02/12
    • 1559

    #1

    La crisi è finita




    non vuole essere spam troll pubblicità,
    ma fatevi due risate gratis su
    spinoza.it
    un blog divertente
    Last edited by giusepebottazzi; 03-06-2014, 18:57.
    Scusate ma ho scritto col riconoscimento vocale e non ho riletto prima di pubblicare!!!
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Direi che quando una prassi lineare e consolidata in un certo settore va fuori dai normali limiti di oscillazio per un periodo significativo si ha una crisi in quel campo.
    Nel nostro caso un trend continuo di crescita economica si e' arrestato per poi decrescere e questo e' una crisi economica di quel contesto che non riesce a rispondere adeguatamente alle richieste crescenti dei suoi abitanti e anzi risponde riducendo il fornito.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Un sistema va gestito e la decisione di aprirsi ad un mercato globalizzato ha le sue conseguenze, diverse secondo le situazioni proprie che inducono a scelte personali e ad approvare o contrastare quelle collettive.
      Ovviamente ciascuno guarda il suo risultato e opera, per quello che gli riesce, all'interno di una miriade di forze indipendenti che fanno lo stesso producendo il risultato complessivo per un certo tempo.
      Ovvio pure che chi detiene in proprio una notevole forza di pressione ha maggiori probabilita' di successo del suo voluto rispetto a chi non la detiene, che puo' giostrare sui numeri, solo che costruire un'azione sinergica fra grossi numeri e' un'impresa titanica che mediamente conclude poco.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Si ti spieghi, ma siamo stati progettati con una natura individuale e non collettiva, quindi quella si applica se si e' in una buona posizione.
        Anche le aggregazioni sono fondamentalmente alleanze elettive fra gli stessi interessi che diventano piu' paganti se perseguiti all'interno di un insieme omogeneo forte nelle sue componenti.
        E' evidente che nessuno si allea in perdita e solo i deboli sono quasi costretti ad unirsi per forza con le problematiche del caso visto che tale unione avviene torto collo, mentre per i forti si attua una selezione e si stende un contratto potendo ciascuno operare benissimo da solo e vivere bene.

        Presumere una comune dove comunione non ci sta e' aleatorio.

        La resa dei conti per chi alla fine? La crisi non annichilisce ricchezza, aumenta solo la forbice fra chi puo' e chi non puo' facendo sparire la fascia intermedia che sparisce lei, mica quelli della fascia alta che si rafforzano.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Penso che sia una questione di concezioni perche' non e' stato definito l'apporto del valore aggiunto nella produzione fra lavoro e capitale e la produzione va evolvendosi verso i sistemi automatizzati dove i robot li compri e non li assumi.
          C'e' poi l'eterno conflitto fra domanda ed offerta dove se un termine si inflazione l'altro acquisisce valore e nel nostro caso l'offerta di manodopera supera il fabbisogno senza dimostrare di poter in autonomia generare una produzione significativa sufficiente a mantenere quell'insieme.
          Il capitale investito invece scarseggia e comunque chi lo detiene puo' benissimo esistere senza rischiare troppo nell'investimento produttivo disponendo pure di una flessibilita' di impiego e mobilita' tali che con una frazione rischiata si alimenta il resto.

          Il naturale e' una opinione variabile, in natura il pesce grande mangia il pesce piccolo che dice e' innaturale.
          Tale opinione non e' fatta propria dal pesce grande che invece ritiene naturalissimo mangiarselo, il pesce piccolo e' stato inventato e collocato proprio per questo.

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Certo la sopraffazione e' il motore, ma poi le opportune alleanze la circoscrivono e non e' detto che quando il pesce grosso si appresta al pranzo non si trovi un pungiglione avvelenato conficcato nell'occhio.
            Della serie che accetare non si trasforma in un subire passivamente, quindi si formano altre alleanze e forze di contrasto a certe iniziative e si torna al chi vince e chi perde in una gestione opportunistica del momento dei vari soggetti in campo, magari conflittuali su un tavolo e alleati su un altro in un gioco complessivo a giometria variabile dove ciascuno salvaguarda la oropria posizione cercando di migliorarsela.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Quindi? Chi lascia la tranqullita' sua per risolvere i problemi altrui?
              Tante chiacchiere di principio si possono fare, poi o diventi vecchio a discutere della forma del tavolo intorno a cui discutere, o vige il non cio' l'elmetto e mi fa pure male la gamba.
              Da tener presente che le soluzioni che lasci pensare vanno a ledere gli interessi di chi dovrebbe muoversi per risolvere e uno si suicida per porre termine alle problematiche sue, non a quelle altrui, per cui varrebbe una pietosa soppressione indolore semmai per risparmiargli la sofferenza addivenire.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Per il mio dico che ho ottenuto il dovuto, non credo mi spettasse di piu'.
                A fine vita posso dire che il bilancio costi risultati e' stato buono, quindi perche'arruolarmi in una isis nostrana di insoddisfatti che per pareggiare i conti propri vorrebbero coinvolgere altri che conti in sospeso non ne hanno.
                Non e' una novita' voler far diventare coscienti di vicende non proprie per arruolare i propri portatori di acqua.

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                • Misterikx
                  whatever..
                  • 24/03/05
                  • 15327

                  #9
                  Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                  Quindi? Chi lascia la tranqullita' sua per risolvere i problemi altrui?
                  Tante chiacchiere di principio si possono fare, poi o diventi vecchio a discutere della forma del tavolo intorno a cui discutere, o vige il non cio' l'elmetto e mi fa pure male la gamba.

                  e come darti torto...d´altronde sarebbe la prima rivoluzione mondiale over 50
                  " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Beh, e' notorio che si nasce rivoluzionari e si muore pompieri.
                    E solo se si ha un da prendere fai il volontario, possibilmente da califfo a cui le genti si genuflettono, per una impresa alquanto problematica dalle scarse probabilita' di sopravvivenza.
                    Se poi sei in grado di essere califfo delle genti anelanti capisci che puoi, ben piu' profiquamente e con ben meno costi e rischi, farti la tua rivoluzione personale, che non sconvolgera' il mondo, ma realizzera' gran parte dei tuoi desideri.
                    Se califfo invece non sei in grado di essere capisci che rischi solo e perdi pure quel poco che hai.
                    Poi ci sono i martiri e gli esaltati che campano di gloria e chi di dovere li mette a fare gli scudi umani per rivenderne i corpi al tavolo della pace.

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