Disoccupazione: quanto incide la pigrizia?

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70465

    #1

    Disoccupazione: quanto incide la pigrizia?

    E' una domanda che mi faccio vedendo il comportamento di molti giovani che conosco. Persone disoccupate, ma che se gli segnali una offerta di lavoro ti dicono "No, questa non mi interessa", "Ma è troppo lontano da casa mia". "Eh ma se poi mi prendono adesso mi saltano le vacanze". "Eh ma io voglio lavorare nel mio settore".
    Robe del genere. Boh, io sarò fuori dal mondo, ma se cerco lavoro da tempo senza trovarlo mi butto a pesce in qualsiasi opportunità mi si presenti, fosse anche quella di andare a spazzare le strade. Quando il giornale era in crisi feci domanda anche come donna delle pulizie.
    Invece vedo che molti giovani cercano lavoro ma per modo di dire. Per come la vedo io il giovane disoccupato dovrebbe passare le sue giornate in giro a portare curriculum a destra e a manca, a cercare opportunità... non stare in casa in attesa che queste gli piovano sulla testa, o concentrarsi solo nel proprio settore perché non si vuole fare altro...
    Voi che ne pensate? Sono ancora troppo nella bambagia, questi nostri giovani?
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • Baboulenka
    Opinionista
    • 25/01/09
    • 14527

    #2
    Non credo si tratti di pigrizia, è che non sanno come fare perchè non sono stati abituati ad essere indipendeti e intraprendenti.
    I genitori di oggi non sanno come gestire l'attuale ricerca del lavoro perchè nel passato ce n'era di più e con condizioni migliori.

    Se aggiungi questo fattore alla condizione per cui fino a tarda età i ragazzi sono chiusi sotto una campana di vetro e non fanno nulla da soli (mi ricordo che quanto facevo il tutor venivano studenti accompagnati dai genitori per iscriversi all'università ) hai la motivazione.

    In più i giovani di oggi sono mediamente più istruiti e hanno aspettative più elevate dei loro genitori.

    I solemnly swear that i am up to no good...

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    • Misterikx
      whatever..
      • 24/03/05
      • 15327

      #3
      per staccare il cordone ombelicale serve andare lontano, molto lontano,all´estero ; se no si viene risucchiati nel circolo vizzioso famigliare..io di esempi ne avrei a centinaia attorno a me sia privati che di amicizie.

      poi ci si mettono pure gli pseudo-imprenditori che approfittano dei giovani non sono tutelati sindacalmente, che li fregano insomma con contratti da schiavismo. Certo questo non deve essere una pregiudiziale,importante
      e´INIZIARE A MUOVERSI a mente libera poi affidarsi alla legge di Murphy; se le cose devono andar bene andranno bene comunque si comici..
      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70465

        #4
        Ma il problema è l'indisponibilità a piegarsi a fare lavori che magari non sono proprio quelli per cui hai studiato... e allora si buttano via opportunità piuttosto che almeno provarci.
        Mi fanno rabbia. Poi c'è gente che ha il coraggio di dire che gli stranieri vengono a portare via il lavoro agli italiani! Peccato che i lavori in cui vengono occupati gli stranieri sono proprio quelli che i nostri giovani italiani rifiutano sdegnosamente.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24588

          #5
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          Ma il problema è l'indisponibilità a piegarsi a fare lavori che magari non sono proprio quelli per cui hai studiato... e allora si buttano via opportunità piuttosto che almeno provarci.
          Mi fanno rabbia. Poi c'è gente che ha il coraggio di dire che gli stranieri vengono a portare via il lavoro agli italiani! Peccato che i lavori in cui vengono occupati gli stranieri sono proprio quelli che i nostri giovani italiani rifiutano sdegnosamente.
          mettendo da parte la raccolta di pomodori a 2 euro l'ora, non ti prendono nemmeno in quei lavori, pizzaioli, edili, badanti, pulizie, perché oramai hanno uno standard consolidato di aspettative tra i datori quanto a disponibilità, non sindacalizzazione, flessibilità;

          quando è bassa la domanda interna e non circolano soldi si determina un impasse, uno scalino all'ingresso in quei settori dove abitualmente si genererebbe piccola impresa e opportunità d'ingresso dove precariato e basso reddito sono compensate dalle prospettive dell'autonomo;
          in soldoni, se io volessi avviare una piccola iniziativa mi troverei strangolato tra adempimenti e tassazioni da una parte, e concorrenza consolidata che ha acquisito un vantaggio competitivo poco colmabile;
          cioè, nella migliore delle ipotesi dovrei prendermi dei cinesi senza poter contare sulla rete e le prassi dei cinesi stessi; chi può, lo fa già, perché esporta le produzioni;
          chi non può, si trova di fronte ad un mercato in cui la spesa privata è sostanzialmente blindata al 95% nelle casse di grandi gruppi; basta farsi un calcolo privato sulla fine che fanno i nostri soldi una volta spesi.
          c'è del lardo in Garfagnana

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