[QUOTE=sarmazio]Il fatto
Maternit
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ecco brava! è questo il succo! E' questo che non capisce chi dice che noi donne incinte siamo di peso alle aziende e alla comunità...Originariamente Scritto da leninaNo implica che io lavorerò farò la maternità come mi spetta di diritto e come è giusto che sia.
Se l'azienda mi desse la possibilità di un asilo dove tenere mio figlio per poter andare ad allatterlo rientrerei anche dopo 15 giorni...ma visto che questo in Italia non esiste non mi sarà possibile.
Implica che sarò una madre lavoratrice come lo sono quasi tutte le mamme non per questo amerò meno mio figlio o manderò a ramengo un azienda.
Con il primo figlio ero dipendente. Ho fatto i miei classici 5 mesi perchè mi spettavano e sono anche obbligatori oltretutto.
Ovvio che non condivido donne che stanno a casa uno/due anni sfruttando le aziende, pur avendo magari una mamma o una suocera che potrebbe tenerle i figli (ne conosco parecchie). Ma se le leggi prevedono che l'INPS mi possa retribuire al 100% lo stipendio per 5 mesi e poi fino al compimento del primo anno del bimbo pagarmi le due ore di allattamento, perchè non stare a casa?
Quando dicevo ti tirare la cinghia, era riferito al fatto che, se non avrai nessuno che te li cura, ma vorrai riprendere il lavoro, dovrai forse mettere in preventivo il dover usare uno stipendio per la baby sitter o per il nido.
Per il fatto del nido in azienda, penso che purtroppo siamo ancora ben lontani da questa prospettiva. L'Italia non si è ancora evoluta in questa direzione, e penso che ci vorranno moltissimi anni per poter vedere cose del genere, se mai ci saranno.
Ma non per questo le nascite si dovranno bloccare!
E poi, io, donna lavoratrice, non amo di certo meno i miei figli, anzi. Ho amiche che hanno scelto di non lavorare e crescere i propri figli. Sai cosa noto? Sono meno affettuose di me nei loro confronti. Forse sarà che magari io a volte mi sento in colpa per non poterli vedere crescere davvero, quindi la sera, me li spupazzo per bene. Ci gioco, mi faccio raccontare da Arianna (la grande) che hanno fatto durante la giornata. Indago, ascolto. A volte lavo i piatti a mezzanotte pur di stare con loro più tempo che posso!!
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Bamboline mettiamo in chiaro una cosa: io ho solo messo in luce la realtà dei fatti e non ho espresso opinioni personali sulla faccenda.
Il fatto che un'azienda non possa licenziare una dipendente in maternità si rivolge di fatto a danno delle donne nella società civile. Siamo d'accordo su questo fatto?
Per questo ho scritto che è opportuno che una donna affronti la maternità da disoccupata. (Come abbia i mezzi per farlo, è suo problema, purtroppo; io spero per lei che non dipenda da un marito...)
Che la gravidanza è una cosa che occupa necessariamente l'interesse di una donna non lo dico io, lo dice la natura.
Insomma mi pare di avere detto solo cose ovvie.
La soluzione che propongo io è questa: se quella legge (quella specifica che tutela la sicurezza del posto di lavoro per donne in maternità
non esistesse le donne verrebbero (probabilmente) licenziate in maternità, appena possibile dovrebbero cercare di nuovo lavoro o cercare di farsi riassumere. Il che può sembrare peggio, ma si deve considerare soprattutto che gli imprenditori assumerebbero un po' più volentieri le donne. Inoltre, come in ogni caso, se la donna in questione ha un valore per l'azienda, probabilmente non viene nemmeno licenziata.
Inoltre: perché l'INPS deve pagarti la maternità solo se occupi un posto di lavoro? Questo va contro l'interesse di tutti: va contro l'interesse della donna per motivi ovvi, va contro l'interesse delle aziende per i motivi suddetti e va contro l'interesse dell'INPS stessa perché il posto occupato dalle lavoratrici in maternità potrebbe essere occupato da contribuenti.
Ma così, direte voi, una donna potrebbe decidere di prenderselo per lavoro e fare figli finché può. E che c'è di male, non è un lavoro? E l'INPS paga, ma sarà ripagata, perché i bambini sono futuri imprenditori e dipendenti.
E anche per principio, la maternità è un processo che produce ricchezza per la società, più che per la madre. Ogni persona compone la società, e persone abili fanno una società competitiva; persone che non nascono fanno una società vecchia e immobile come l'Italia. La società stessa ha interesse a fare in modo che questo processo della gravidanza e tutti i contorni si svolga perfettamente per il bene del nascituro e con gratificazione per la madre.
Insomma, la maternità è una vera e propria impresa, perché coinvolge l'iniziativa di un singolo (anzi di una coppia, necessariamente) e produce ricchezza per la società.
Ma se il mestiere della madre, almeno nei primi mesi, è così importante... perché non è retribuito? Perché una donna deve anche lavorare durante la maternità?QUADRIGLIA - Pesce a quattro pinne; si distingue dalla triglia che ne ha tre, dalla biglia che ne ha due e dalla maniglia che ne ha una.
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