Le leggi che tutelano i lavoratori ci sono ed è giusto che ci siano altrimenti ognungo potrebbe trattare le persone come animali a seconda di come gli piace.
La legge vale per TUTTI i post di lavoro.
Le regole valgono ovunque.
E anche con l'avvocato migliore se uccidi verrai punito perchè uccidere è vietato...magari vieni punito meno ma hai torto non sarai mai completamente assolto.
Qui non cambia nulla. NON si può fumare se una persona pretende di fumare in un luogo pubblico viola la legge.
Sarebbe bene che la gente capisse che non dobbiamo ringraziare chi offre lavoro...e chi offre lavoro che deve ringraziare noi che gli diamo possibilità di guadagnare.
E dovrebbero capirlo anche i datori di lavoro...o meglio loro lo sanno...ma fa comodo farci credere il contrario...(vero silenzio?)
Il lavoro è diritto e dovere...essere tuteleati sul lavoro è un diritto.
Il fumo passivo FA MALE...su questo non ci sono dubbi. Costringere qualcuno a subirlo significa non tutelarlo e essere passibili di vertenza.
Se poi si è bravi da altri lati mi fa tanto piacere.
Ma la tutela deve essere a 360° non solo nelle cose che interessano
Ti rispondo qui, visto che il discorso è particolarmente ampio.
Anzitutto capiamo cosa significa lavorare.
Io ho una società, creata da me, ogni singola matita che viene usata nel mio ufficio è di mia proprietà, ogni Kilobit di banda di internet è di mia proprietà, ogni pelo del rivestimento delle sedie è di mia proprietà.
Questo non significa che io sia uno schiavista, significa semplicemente che si tratta di cose mie, per cui ne dispongo come meglio credo.
Quando qualcuno lavora per me, che sia un contratto a tempo indeterminato o un contratto a progetto, o una collaborazione esterna io pago per avere un servizio, il servizio in questione è ciò che tu fai collaboando con me.
Alla mia segretaria io pago uno stipendio con il quale compro il suo tempo e le sue mansioni in ufficio, nulla più.
Non compro il suo tempo libero, non compro la sua vita privata, non compro niente altro.
Una volta stabilito questo principio fondamentale possiamo entrare nel vivo della questione.
Facciamo un esempio di un dipendente, un impiegato, che percepisce uno stipendio (facciamo cifra tonda) di 1000 euro al mese.
Questo dipendente a me costa quasi il doppio, perchè a me tocca pagare i contributi.
Perchè io devo pagare i contirbuti a te?
Perchè non te li paghi tu visto che sono cose tue?
Preferirei darti 1600 euro al mese, e le tasse e i contributi te li paghi tu, probabilmente saresti anche agevolato tu (lavoratore dipendente), libero di gestirti anche le cose tue ("questo mese non mi pago i contributi, così posso comprare il televisore nuovo").
I diritti dei lavoratori, che cosa sono? Da cosa nascono?
Io ti pago per fare un lavoro, qualunque esso sia, e tu hai il diritto di non farlo, e io non ti posso licenziare.
Questo è assolutamente assurdo.
C'è un principio fondamentale da comprendere, anche se le leggi sono contrastanti, ma una società privata non è un luogo pubblico, non è statale, è privata, è la mia proprietà privata, e in quanto tale io ne dispongo come meglio credo.
Per collegarmi alla questione fumo (che qui è solo un esempio, visto che si potrà trattare il concetto del lavoro sotto molti aspetti): tu vuoi dirmi che io, nella mia proprietà privata, non sono libero di fumare?
Ti sembra normale?
Io non ti impongo mica di dover per forza respirare il fumo passivo, se non vuoi, non puoi... sei libero di andartene come e quando ti pare.
La legge è chiara e ha stabilito delle normative su cui non concordo e, come accennavo altrove, per fortuna il codice civile italiano ha una tale vastità di articoli per cui tutto è permesso e tutto è illegale, e con il mio avvocato abbiamo già trovato la giusta escamotage.
Ma anche se non l'avessimo trovata, nella mia proprietà privata sarò pur libero di fare come meglio credo?
Sei tu che hai voglia, bisogno, necessità di restare perchè devi lavorare, non sono io che ti prego, indi, concettualmente, sei tu che devi adeguarti, non io; se ti sta bene... altrimenti... la porta è la stessa da cui sei entrato.
Facciamo un esempio di un dipendente, un impiegato, che percepisce uno stipendio (facciamo cifra tonda) di 1000 euro al mese.
Questo dipendente a me costa quasi il doppio, perchè a me tocca pagare i contributi.
Perchè io devo pagare i contirbuti a te?
Perchè non te li paghi tu visto che sono cose tue?
Preferirei darti 1600 euro al mese, e le tasse e i contributi te li paghi tu, probabilmente saresti anche agevolato tu (lavoratore dipendente), libero di gestirti anche le cose tue ("questo mese non mi pago i contributi, così posso comprare il televisore nuovo").
Dunque,se un tuo impiegato prende 1000 euro al mese il suo stipendio sarebbe sulle 1600, le 600 vanno in tasse...che non paghi tu bensì lui.
Quelle 600 euro sono sue,non tue.
La domanda sorge spontanea: se quelle 600 euro le dai all'impiegato oppure allo stato,a te,fondamentalmente,che ti cambia?
So come ci risparmieresti ma vorrei che fossi tu a dirlo.
Se poi dici che su ogni dipendente si pagano tante tasse solo per il fatto di assumerlo è un altro discorso.
Nonostante ciò,nonostante tutto quello che il datore di lavoro paga,quello che ci guadagna sarà sempre superiore,e anche di un bel po altrimenti non ne varrebbe la pena.
Ho quotato solo questo discorso perchè su tutto il resto ti ho già ampiamente risposto nell'altra discussione.
Ritiro quello che ho detto,ho un idea mia personale alla quale non voglio accennare perchè priva di riscontri,vorrei parlare solo di idee basate su dati di fatto. Se vuoi quella frase la edito,non ho problemi,come non ho problemi ad ammettere di aver sbagliato. La domanda però resta:
se quelle 600 euro le dai all'impiegato oppure allo stato,a te,fondamentalmente,che ti cambia?
Vorresti un sistema tipo quello americano?
Cambierebbe tantissimo invece, e ti spiego.
Se io ti pagassi lo stipendio pieno, a quel punto lascerei a te la scelta su come comportarti nei riguardi dello stato, della previdenza sociale, delle tasse ecc ecc, e allora forse capiresti cosa significa essere l'imprenditore di te stesso, capiresti cosa significa sentirsi defraudato dallo stato costantemente, avresti una sensazione più netta del reale valore del tuo lavoro e ti renderesti conto di come stanno realmente le cose.
Forse tutto questo ti farebbe acquisire una mentalità professionale diversa, smetteresti di pensare a ciò che secondo te ti spetta, e inizieresti ad avere una professionalità diversa.
Io pago le tasse senza evadere neanche un centesimo, certo scarico come cena di lavoro anche le cene con gli amici, ma queste sono piccolezze che ci stanno bene, ma se cambiasse il sistema, secondo me, diventeresti un evasore fiscale.
[QUOTE=Silenzio]Cambierebbe tantissimo invece, e ti spiego.
Se io ti pagassi lo stipendio pieno, a quel punto lascerei a te la scelta su come comportarti nei riguardi dello stato, della previdenza sociale, delle tasse ecc ecc, e allora forse capiresti cosa significa essere l'imprenditore di te stesso, capiresti cosa significa sentirsi defraudato dallo stato costantemente, avresti una sensazione pi
[QUOTE=Silenzio]... forse capiresti cosa significa essere l'imprenditore di te stesso, capiresti cosa significa sentirsi defraudato dallo stato costantemente, avresti una sensazione pi
[B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi
personalmente, da dipendente, mi accorgo di essere defraudato dallo stato ogni volta che apro la busta paga. Leggo il lordo e sorrido a 87 denti...poi il netto e bestemmio.
Pensa come mi sento defraudato io.
Tra l'altro, grazie al fantastico studio di settore, la mia societ
Ecco, allora sarò più esplicito: se tutto fosse in tuo potere, cambieresti mentalità e lavoreresti diversamente e meglio!
Perchè capiresti che la tua vita professionale è nelle tue mani in tutto e per tutto, e a me converrebbe in termini di resa, di collaborazione e quindi anche in termini economici, perchè se lavori meglio io guadagno di più, se guadagno di più ti posso pagare di più, se ti pago di più tu sei più contento e soddisfatto della tua vita professionale.
Vedi un pò quante cose succederebbero.
Mi sembrano tutti discorsi molto teorici.
Condivisibili o meno.
Se le 600 euro di tasse non mi venissero tolte dallo stipendio ma dovrei andare a versarle io,che lo faccia o meno, la mia resa nella tua azienda non cambierebbe.
Non ti devo certo niente.
Probabilmente se tu proponessi un aumento a chi lavora meglio e ti fa guadagnare di più,indipendentemente da tutto il resto,forse qualche riscontro lo avresti comunque.
Ripeto,su tutte le cose che in teoria succederebbero io nutro forti dubbi...
France forse continui a non cogliere il messaggio, anche se esplicito.
Se tutto dipendesse da te, e fosse tutto nelle tue mani, anche il doverti pagare le tasse, cambieresti mentalità.
Vadresti tutto sotto un altro punto di vista.
Certo è solo la mia opinione, ma io ci credo fortemente.
Mi sembrano tutti discorsi molto teorici.
Condivisibili o meno.
Hai mai letto libri sulla gestione delle aziende? Non so, da Taylor a Davenport, passando magari per Ichiro Ishikawa. Prenditi un po' di tempo per leggerti un po' di letteratura sull'argomento in ordine cronologico e vedi come sono cambiate le idee sull'importanza della responsabilit
QUADRIGLIA - Pesce a quattro pinne; si distingue dalla triglia che ne ha tre, dalla biglia che ne ha due e dalla maniglia che ne ha una.
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