Questo qui è un discorso che andrebbe bene se non fosse che alla guida ci sta un ragazzo che a quanto pare adora andare in moto. Per alcuni il bello di andare in moto è la velocità, ci sono delle moto che nascono proprio per questo. Piuttosto che chiedergli di andare piano forse è meglio se non ci vai più, lo so che sembra un discorso del tubo però, mi metto nei panni di quelli a cui la moto piace viverla così, sono cavoli loro se rischiano la vita, se tu hai paura per la tua, non ci salire.
dopo una caduta in moto non è giusto specie per il passeggero e dopo tanto tempo che non risale sulla moto e in quel particolare tratto andare a fuoco.
bisogna riabituarsi tutti e due.
scusa se te lo dico ma di certo il tuo uomo a riniziare ad andare a fuoco è un po' un idiota.
Così non ha fatto che aumentare le fobie che avevi.
Della moto ci vuole rispetto e ancora di più della persona che si porta.
La moto non è solo aprire il gas a manetta.
A te l'incidente ha fatto capire che bisogna avere un buon spirito di autoconservazione, al tuo uomo nulla.
le paure si passano, ma ti deve aiutare a lui...
e così facendo ha soloaumentato le tue paure, conscie o meno che ci sono sempre dopo una caduta.
se come dici il suo andare piano è esagerare comunque, da motociclista non posso che augurargli un bel 6 mesi di sospensione dalla patente o un grosso spavento.
SE usava il cervello capiva che per riniziare avevi bisogno di rifarele cose iniziando pianissimo e aumentando gradualmente...
[CENTER][COLOR="DarkOrchid"][SIZE="2"][FONT="Arial"]Sorridi, oggi
Moana, guarda che un avvallamento sull'asfalto è come una macchia d'olio dietro una curva.
Eva non ha detto che il suo ragazzo è uno scellerato senza cervello (mi auguro che non sia un'omissione), ma solo che in moto corre.
Quantificare quanto corre è un pò relativo.
Io sono una persona prudente, ma lo stesso ti dico, chi diavolo non corre su una strada veloce e tortuosa?
Banalità a parte, sedersi sul sellino posteriore è un atto di fede, o lo fai con il cuore leggero o non lo fai e basta. Punto.
(La delusione del tuo ragazzo dovrebbe essere tra gli ultimi pensieri, purtroppo dubito fortemente che le cose torneranno come prima)
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
Moana, guarda che un avvallamento sull'asfalto è come una macchia d'olio dietro una curva.
Eva non ha detto che il suo ragazzo è uno scellerato senza cervello (mi auguro che non sia un'omissione), ma solo che in moto corre.
Quantificare quanto corre è un pò relativo.
Io sono una persona prudente, ma lo stesso ti dico, chi diavolo non corre su una strada veloce e tortuosa?
Banalità a parte, sedersi sul sellino posteriore è un atto di fede, o lo fai con il cuore leggero o non lo fai e basta. Punto.
(La delusione del tuo ragazzo dovrebbe essere tra gli ultimi pensieri, purtroppo dubito fortemente che le cose torneranno come prima)
ma se lei ha paura... lui non deve costringerla!!!! le "prove d'amore" non sono la irresponsabilità... e l'incoscienza!!!!
... ho perso un ragazzo... nel senso che è MORTO IN MOTO!
[QUOTE=moana;637430]ma se lei ha paura... lui non deve costringerla!!!! le "prove d'amore" non sono la irresponsabilit
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
Per il resto, si era capito, si può dire molto sul tuo stile di scrittura, ma non che sia poco esplicito.
quoto:
"Non so che fare, chiedergli d'andare più piano è in un certo senso improponibile, gli farei un dispiacere e poi il piano per lui vuol dire pur sempre da spavento per molti altri...
Non voglio deluderlo, vorrei tornare a divertirmi in moto con lui, però... "il però" mi fa davvero paura!"
Costringere a casa mia, significa che lei non ha assolutamente modo di sottrarsi all'imposizione coercitiva esercitata di lui.
Vuoi un pò di faccine?
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
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