ottima iniziativa

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    tutto passa
    • 04/12/06
    • 3762

    #1

    ottima iniziativa

    Due associazioni svizzere riuniscono donne che amano preti cattolici e preti cattolici che amano delle donne.

    (ve/pt) Si chiama
    www.psiconautica.tk
  • Fabia
    Opinionista
    • 05/08/07
    • 25

    #2
    Originariamente Scritto da sd&m Visualizza Messaggio
    Due associazioni svizzere riuniscono donne che amano preti cattolici e preti cattolici che amano delle donne.

    (ve/pt) Si chiama “Verein der vom Zölibat betroffenen Frauen in der Schweiz” (Associazione delle donne vittime del celibato in Svizzera, default, abbreviato ZöFra, ed esiste dal 2000. È un gruppo di donne, presieduto da Gabriella Loser Friedli, unite dal fatto di amare o di avere amato un prete cattolico.

    La ZöFra svolge attività di consulenza e offre ascolto e aiuto alle donne dei preti. Si tratta di accompagnare donne che vivono in segreto una relazione con un prete cattolico, che sono state lasciate da un prete per un’altra donna, che hanno dei figli dai loro compagni sacerdoti e si trovano in difficoltà perché il padre continua a svolgere il suo ministero, che sono state abusate da un prete, che hanno lasciato il proprio ordine per amore di un uomo, il cui compagno è morto e non sanno dove trovare conforto perché la loro era una relazione segreta. Le situazioni con le quali ZöFra è confrontata sono numerose e diverse. Dalla sua fondazione a oggi, ha seguito quasi 400 donne, in tutta la Svizzera.

    Fanno parte di ZöFra anche donne che oggi sono sposate con un prete che ha deciso di lasciare il proprio ministero, donne che conducono una vita normale e che non hanno più nulla da nascondere, ma si sentono tuttora solidali con chi deve affrontare le difficoltà di una situazione vissuta nell’ombra.

    Nel 2003, ZöFra ha condotto un’indagine anonima sulla condizione dei preti che amano una donna e delle loro compagne. Sono stati presi in considerazione 310 casi (e dunque, 620 persone adulte, senza contare i figli), nella maggior parte dei cantoni svizzeri, Ticino e Grigioni compresi. I risultati di quella indagine, che secondo l’associazione non rappresenta che la punta dell’iceberg di un fenomeno diffuso, sono stati trasmessi alla Conferenza dei Vescovi Svizzeri, sono stati utilizzati da ZöFra nelle sue iniziative a favore dell’abolizione del celibato in Svizzera e sono stati presentati alle associazioni che lavorano nello stesso settore, in altri Paesi europei.

    Mentre nell’opinione pubblica svizzera, cattolica, aumenta il numero delle persone che si dicono contrarie al celibato obbligatorio dei preti, è nata, nel 2003, l’associazione "Priester in Beziehung" (Preti che hanno una relazione, PiB). Il gruppo è composto da una quindicina di preti cattolici (zölibat, katholische kirche. Ciril Berther, fondatore del gruppo, sottolinea che il sistema attuale in vigore nella chiesa cattolica non favorisce il coming-out dei sacerdoti che hanno una relazione con una donna. Ciò che viene favorito è invece il silenzio. “Il problema non è la relazione in sé, ma che la relazione diventi pubblica”, afferma Berther all’agenzia telegrafica svizzera. In molte parrocchie quasi tutti sono a conoscenza del fatto che il prete ha una relazione con una donna, ma il fatto che la cosa non sia ufficialmente nota, fa sì che non ci siano conseguenze.

    Voce Evangelica


    Leggere questo articolo mi ha parecchio turbata...e non riesco realmente a comprendere perché la questione viene trattata in questi termini. Questa associazione mette insieme donne " che vivono in segreto una relazione con un prete cattolico, che sono state lasciate da un prete per un’altra donna, che hanno dei figli dai loro compagni sacerdoti e si trovano in difficoltà perché il padre continua a svolgere il suo ministero, che sono state abusate da un prete, che hanno lasciato il proprio ordine per amore di un uomo, il cui compagno è morto e non sanno dove trovare conforto perché la loro era una relazione segreta". Si tratta di problematiche molto diverse e il fatto di iscriverle in un'unica categoria mi sembra una mossa un pò azzardata.

    Da un lato infatti ci sono le vittime, quelle che sono state "abusate da un prete" e la cui problematica riguarda strettamente l'ambito giuridico ( nel senso che per la legge non cambia nulla se l'aggressore è un prete o no, quello che conta è il fatto che sia stata perpetrata una violenza. ), mentre le altre sono persone che volontariamente hanno scelto di unire la loro vita a quella di un sacerdote e,si spera, che ne abbiano anche assunto la consapevolezza delle conseguenze di questa scelta.

    Il fatto che i preti abbiano delle fidanzate, dei figli più o meno conosciuti e più o meno nascosti è una cosa che mi dà profondamente fastidio, e queste donne mi sembrano complici di un atto ingiusto e non delle vittime, come dall'articolo si vuole far emergere! Parlo di atto ingiusto e lo ribadisco con convinzione perché quello che queste persone stanno facendo è una grande presa per i fondelli nei confronti di tutte quelle persone che, in buona fede e che credono nei valori della chiesa cattolica e nell'operato dei suoi ministri.

    Io sono atea e di tendenze anticlericali, ma conosco bene la dottrina cattolica, so che i preti al momento della loro ordinazione fanno voto di celibato ( e per i cattolici celibato è sinonimo di castità! ). Il fatto che a un certo punto della sua vita qualcuno di loro decida di farsi una famiglia è un problema suo che su cui non voglio andare a sindacare, ma a me dà fastidio il fatto che essi continuino a rimanere all'interno della chiesa, continuino a dire messa e a confessare la gente che invece crede e rispetta i valori che hanno loro hanno tradito, fondando la loro vita su uno sporco gioco di incoerenza, di menzogna...

    Se uno sceglie di diventare prete, deve attenersi alle regole che lui ha sottoscritto, se lui pensa che queste regole non sono valide ( il celibato, ad esempio! ) può benissimo andarsene dalla Chiesa, nessuno lo obbliga a restare! Infine, per quanto riguarda il valore morale e l'utilità di questa associazione, sono abbastanza perplessa...se l'obiettivo finale di questa gente è diffondere la cultura del non - celibato del clero, allora secondo me hanno sbagliato strada. Finché il celibato resta una regola all'interno della Chiesa, chi non la rispetta, è colpevole...e sappiamo benissimo che una cosa sbagliata non diventa giusta soltanto perché la fanno tutti!

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