Lo stato sociale, l'educazione dei popoli, l'identità nazionale, la comunicazione, sono tutti metodi antichissimi per visionare un popolo, per vederlo dal binocolo osservante e lontano, in modo da poter sezionare i suoi comportamenti e poterli condizionare, entrando prepotentemente dentro la vita quotidiana.
Per comprendere meglio la riflessione a cui voglio sottoporvi e alleggerirvi il carico della domanda porterò degli esempi agili, schietti e maneggevoli.
Analizzerò con voi le somiglianze tra 3 profondi insegnamenti che ci dà la società contemporanea, il pensiero religioso, il pensiero idealistico e infine, il pensiero sessuale, che io trovo profondamente simile ai primi due; soprattutto in sostituzione di questi due, che sono a livello contemporaneo completamente decaduti.
La Religione
La religione è uno straordinario mezzo di intersocietà, i suoi tratti caratterizzanti sono molteplici:
1. La Religione probabilmente nasce antropologicamente come sostitutivo fantasioso, creativo delle realtà non comprese dagli strumenti conoscitivi umani di un determinato periodo, in un determinato luogo.
Lampante è l'evoluzione della religione accanto al binario della scienza, che ha levato la possibilità di movimento a questa in molti settori.
La Chiesa Cattolica ad esempio sosteneva in passato che degli Angeli tenessero con delle funi di Oro e Argento gli astri e la terra, sollevandola a sufficienza da non farla precipitare nel pavimento universale e questo è stato uno dei capi di accusa più feroci contro la ricerca di Galileo. Non solo la nostra religione tratta questo argomento, per quasi tutte le religioni antiche la terra era una sorta di piramide rovesciata sospesa nell'etere, sollevata da forze misteriose ed arcane. L'evoluzione scientifica di fatti ovvi ha cancellato questi corollari ai sistemi religiosi, rimanendo ancorata ad altre dottrine.
2. La Religione è mutata anche da un punto di vista filosofico. Il Buddhismo originario aveva come interpretazione largamente diffusa l'ascetismo, l'abbandono, la capacità di non provare nulla, di essere distante.
Infatti la filosofia Buddhista contestava la valenza generica delle cose, l'annullava, infondendo agli uomini una vita distante, perversamente sterile e completamente svincolata dal mondo materiale. Ho potuto conoscere alcuni sviluppi del Buddhismo Giapponese dell'enorme organizzazione Soka Gakkai, devo dire che questa mutazione è storicamente interessante.
Ora il Buddhismo è diventato una sorta di "metidazione prima della lotta", si pratica per far meglio nella vita, per ottenere un miglioramente nell'emisfero materiale. Una filosofia che usava sistemi di concentrazione per annullare il mondo (guarda un po', in periodi di povertà e miseria) diventa adesso una religione che diventa una sorta di allenamento per essere agili nel mondo (guarda un po', in periodi di ricchezza e lavoro).
Ora tutte le religioni del ceppo abramitico si contraddistinguono da quelle orientali per la violenza disumana e feroce dei loro insegnamenti.
Dio ha come miglior fedele Abramo, un uomo capace di uccidere suo figlio (Isacco) se dio lo chiede, l'Ebraismo racconta di un popolo eletto superiore e di destino privilegiato, la religione Mussulmana profetizza l'obbedienza cieca (come d'altra parte il cristianesimo) anche se fuori dalle regole morali.
Visto che la moralità è creata dagli uomini e cambia mentre la religione è fissa, immobile ed eterna, generata da un essere imperituro che ha la capacità di sorpassare i moralismi soggettivi creando la legge dell'ordine e dell'obbedienza.
I grandi nemici delle religioni abramitiche sono i liberi, incredibile in questo senso il passo di Adamo ed Eva dove Dio non ordina una serie di comportamenti comprensibili moralmente, ma ordina un fatto apparentemente innocuo e assolutamente fuori dalla tipica morale umana, non mangiare una mela.
Infatti la mela rappresenta il nucleo ordine "inutile" obbedienza che chiedono le religioni monoteiste, che hanno una straordinaria intuizione, non esistendo verità umana, può esistere quella divina, che è postulabile attraverso la presenza superiore di un essere che dà senso alle leggi sottostanti.
L'Ideale
Qui non parliamo di sistemi idealistici creati da una persona singola. Utilizzo il termine ideale per rappresentare l'influsso di propaganda ideologica dello stato nei confronti dell'individuo.
Un ragazzo, che ragiona ed elabora un proprio e personale paesaggio ideologico, è dannoso, per una società che ha come primo obiettivo il mantenimento di determinati standard di vita e conformità sentimentale.
L'ideale soffiato da uno stato quindi dovrà avere due connotati principali.
1. Non mostrare di essere utile alla propria causa.
2. Essere effettivamente utile alla propria causa.
Nei nostri tempi, nella nostra Italia, posso portare l'esempio dell'antipolitica becera e populista che aleggia più o meno nel 90% della popolazione, capace di lamentarsi in modo assiduo di comportamenti statali che vengono dipinti come sciagure inevitabili e incommensurabili, facendo sentire il cittadino completamente inerme e senza nessuna capacità di cambiare le cose.
Come si fa a porre un problema in modo irreversibile? Come si fa a creare un problema che tutti saranno sicuri di non poter cambiare?
Lo si fa facendolo assomigliare a dei vizi nazionali, ponendo complesse ed intricati calcoli come baggianate da ragazzini, il popolo allora sbraiterà contro la stupidità dei politici, considerandoli una maledizione piovuta da un cielo infausto, ma non creando la rabbia necessaria per creare un nuovo ordine.
Visto che "lo stato non è fatto da ideali ma da uomini".
Questo è l'antideale per eccellenza che si basa su un supposto sgangherato:
"gli uomini hanno questi vizi a livello innato" Ah si? Un uomo ha a livello istintivo la capacità di frodare in borsa? L'uomo ha a livello istintivo la capacità di ammazzare un animale e mangiarselo se non mangia da giorni, di bere dell'acqua se non beve da giorni, ma certi costrutti criminali sono frutto di determinati contesti sociali che sono (se esiste l'artificiale) la cosa più artificiale del mondo, visto che sono reati basati su regole astratte (ordinamenti) che vengono infrante per benefici astratti (potere, soldi) che non incidono nella sopravvivenza, visto che obiettivamente, in Italia si può mangiare anche senza lavorare, figuriamoci senza frodare in borsa, in politica ecc.
Allora perché questa tensione verso il miglioramento economico? Sociologi di ogni tempo sono rimasti stupefatti dall'involuzione dei movimenti libertini che si sono infranti negli anni ottanta, facendo domande di questo tipo:
"Come mai visto che negli stati occidentali la sopravvivenza è data a tutti le persone non si lasciando andare e, invece, la tensione verso un miglioramento economico è sempre maggiore?"
Secondo delle previsioni (che si sono dimostrate sbagliatissime) fatte negli anni '70 l'uomo si sarebbe accorto presto della facilità di sopravvivenza del mondo moderno e avrebbe sviluppato un'arte sempre più intima, fondata sui temi più alti e lontani dalla materia, che ormai, aveva perso il suo ricatto: Tutti possono sopravvivere, la ricchezza avrà progressivamente meno senso.
Invece non è andata così.
Non solo.
L'arte si è spostata mostruosamente su basi sempre più basse e compiacenti con la vita quotidiana: esistono sempre più canzoni, quadri, film o addirittura statue che raffigurano la discoteca, i soldi, il benessere, la spiaggia, le motociclette, le macchine, invece l'arte sulle domande, sui pensieri, su tutto quello che si stacca per due centimetri dal quotidiano costume, è sempre più stretta in una morsa mortale e soffocante: la dimenticanza.
Ovviamente progresso artistico, consapevolezza religiosa sono mani mortali dell'uomo contro l'educazione, creano individui indomabili, capaci di fare a meno di tutto per una loro riflessione, mentre la realtà come arte, vuol dire morire spiritualmente, accovacciandosi in un eterno ritorno al presente, incapace di creare cambiamento.
Qual'è stata la carta per arrivare a tutto questo.
Crediamo veramente che avere una bella macchina sia a livello istintivo più gradevole per un uomo che andare a scovare i più sotterranei e nascosti enigmi del pensiero? L'uomo ha istintivamente la domanda all'ignoto, la macchina a livello instintivo non la conosce nemmeno, visto che è un ovvio strumento acquisito con la conoscenza. Ma qual'è la forza che ci fa comprare oggetti, cose, vestiti, profumi e ce li fa preferire a comportamenti più radicati a livello umano e più naturalmente eseguibili? L'istinto che ci porta verso queste cose è quello di riproduzione, meravigliosamente inculcato a livello societario e messo dentro moltissimi comportamenti e possibili possedimenti che rendono una persona più appetibile a livello sessuale.
Nasce negli anni 10 del secolo scorso.
Il Sesso
Non avendo più il randello dell'ideologia per convincere il popolo a mantenere un determinato regime di organizzazione, avendo estinto in molti casi (non tutti) il problema della fame, serviva un nuovo mezzo di propaganda da poter incollare sulle persone per renderle simili tra loro, per distrarle, per poterle organizzare. Tutti gli artifici che tengono incollate le persone alle loro inutilità, lasciandoli lontani e ben legati a km dall'autodeterminazione non è il ricatto del cibo, non è il ricatto ideologico (che c'è ma funziona poco) è il ricatto del sesso, visto che per poterlo fare bisogna assomigliare a determinate fasce di comportamento che ci vengono impiantate nelle teste fin da bambini.
Non a caso la Disney ha deliziato il pubblico infantile con migliaia di messaggi subliminali a sfondo sessuale, nell'argoritmo contemporaneo la confezione di possedimenti e dell'aspetto e la chiave per arrivare a determinati risultati a livello sessuale, quindi il precoce sviluppo di un comportamento attivo in questo senso crea consumatori sempre più giovani e feroci.
L'esempio è a pochi centimetri da noi, i bambini chiedono sempre prima una scelta del proprio vestiario, la fase infantile regalata al gioco e non alle tensioni sentimentali si è accorciata mostruosamente nel giro di venti anni, che a livello di storia del costume non sono NULLA.
E questi bambini consumano, hanno cellulari, chiedono più scarpe, rispondono presto al ricatto del sesso offerto dal mondo, creando, probabilmente, generazioni sempre più immobili e controllabili.
Generazioni di idioti votati alla similitudine come mezzo di accesso a più larghi scenari di appetibilità.
Non sentirsi dentro questo sistema perché alternativi o, a livello conformista, anticonformisti, è una bella illusione che lascio ai presuntuosi cronici, ai misticisti cultori della libertà suprema della loro inviolabile mente.
Io, con tutte le forze di questo mondo, perdo ogni giorno sotterrato dalla normalità. Non la normalità nel mondo, ma la normalità che avanza dentro di me.
Per comprendere meglio la riflessione a cui voglio sottoporvi e alleggerirvi il carico della domanda porterò degli esempi agili, schietti e maneggevoli.
Analizzerò con voi le somiglianze tra 3 profondi insegnamenti che ci dà la società contemporanea, il pensiero religioso, il pensiero idealistico e infine, il pensiero sessuale, che io trovo profondamente simile ai primi due; soprattutto in sostituzione di questi due, che sono a livello contemporaneo completamente decaduti.
La Religione
La religione è uno straordinario mezzo di intersocietà, i suoi tratti caratterizzanti sono molteplici:
1. La Religione probabilmente nasce antropologicamente come sostitutivo fantasioso, creativo delle realtà non comprese dagli strumenti conoscitivi umani di un determinato periodo, in un determinato luogo.
Lampante è l'evoluzione della religione accanto al binario della scienza, che ha levato la possibilità di movimento a questa in molti settori.
La Chiesa Cattolica ad esempio sosteneva in passato che degli Angeli tenessero con delle funi di Oro e Argento gli astri e la terra, sollevandola a sufficienza da non farla precipitare nel pavimento universale e questo è stato uno dei capi di accusa più feroci contro la ricerca di Galileo. Non solo la nostra religione tratta questo argomento, per quasi tutte le religioni antiche la terra era una sorta di piramide rovesciata sospesa nell'etere, sollevata da forze misteriose ed arcane. L'evoluzione scientifica di fatti ovvi ha cancellato questi corollari ai sistemi religiosi, rimanendo ancorata ad altre dottrine.
2. La Religione è mutata anche da un punto di vista filosofico. Il Buddhismo originario aveva come interpretazione largamente diffusa l'ascetismo, l'abbandono, la capacità di non provare nulla, di essere distante.
Infatti la filosofia Buddhista contestava la valenza generica delle cose, l'annullava, infondendo agli uomini una vita distante, perversamente sterile e completamente svincolata dal mondo materiale. Ho potuto conoscere alcuni sviluppi del Buddhismo Giapponese dell'enorme organizzazione Soka Gakkai, devo dire che questa mutazione è storicamente interessante.
Ora il Buddhismo è diventato una sorta di "metidazione prima della lotta", si pratica per far meglio nella vita, per ottenere un miglioramente nell'emisfero materiale. Una filosofia che usava sistemi di concentrazione per annullare il mondo (guarda un po', in periodi di povertà e miseria) diventa adesso una religione che diventa una sorta di allenamento per essere agili nel mondo (guarda un po', in periodi di ricchezza e lavoro).
Ora tutte le religioni del ceppo abramitico si contraddistinguono da quelle orientali per la violenza disumana e feroce dei loro insegnamenti.
Dio ha come miglior fedele Abramo, un uomo capace di uccidere suo figlio (Isacco) se dio lo chiede, l'Ebraismo racconta di un popolo eletto superiore e di destino privilegiato, la religione Mussulmana profetizza l'obbedienza cieca (come d'altra parte il cristianesimo) anche se fuori dalle regole morali.
Visto che la moralità è creata dagli uomini e cambia mentre la religione è fissa, immobile ed eterna, generata da un essere imperituro che ha la capacità di sorpassare i moralismi soggettivi creando la legge dell'ordine e dell'obbedienza.
I grandi nemici delle religioni abramitiche sono i liberi, incredibile in questo senso il passo di Adamo ed Eva dove Dio non ordina una serie di comportamenti comprensibili moralmente, ma ordina un fatto apparentemente innocuo e assolutamente fuori dalla tipica morale umana, non mangiare una mela.
Infatti la mela rappresenta il nucleo ordine "inutile" obbedienza che chiedono le religioni monoteiste, che hanno una straordinaria intuizione, non esistendo verità umana, può esistere quella divina, che è postulabile attraverso la presenza superiore di un essere che dà senso alle leggi sottostanti.
L'Ideale
Qui non parliamo di sistemi idealistici creati da una persona singola. Utilizzo il termine ideale per rappresentare l'influsso di propaganda ideologica dello stato nei confronti dell'individuo.
Un ragazzo, che ragiona ed elabora un proprio e personale paesaggio ideologico, è dannoso, per una società che ha come primo obiettivo il mantenimento di determinati standard di vita e conformità sentimentale.
L'ideale soffiato da uno stato quindi dovrà avere due connotati principali.
1. Non mostrare di essere utile alla propria causa.
2. Essere effettivamente utile alla propria causa.
Nei nostri tempi, nella nostra Italia, posso portare l'esempio dell'antipolitica becera e populista che aleggia più o meno nel 90% della popolazione, capace di lamentarsi in modo assiduo di comportamenti statali che vengono dipinti come sciagure inevitabili e incommensurabili, facendo sentire il cittadino completamente inerme e senza nessuna capacità di cambiare le cose.
Come si fa a porre un problema in modo irreversibile? Come si fa a creare un problema che tutti saranno sicuri di non poter cambiare?
Lo si fa facendolo assomigliare a dei vizi nazionali, ponendo complesse ed intricati calcoli come baggianate da ragazzini, il popolo allora sbraiterà contro la stupidità dei politici, considerandoli una maledizione piovuta da un cielo infausto, ma non creando la rabbia necessaria per creare un nuovo ordine.
Visto che "lo stato non è fatto da ideali ma da uomini".
Questo è l'antideale per eccellenza che si basa su un supposto sgangherato:
"gli uomini hanno questi vizi a livello innato" Ah si? Un uomo ha a livello istintivo la capacità di frodare in borsa? L'uomo ha a livello istintivo la capacità di ammazzare un animale e mangiarselo se non mangia da giorni, di bere dell'acqua se non beve da giorni, ma certi costrutti criminali sono frutto di determinati contesti sociali che sono (se esiste l'artificiale) la cosa più artificiale del mondo, visto che sono reati basati su regole astratte (ordinamenti) che vengono infrante per benefici astratti (potere, soldi) che non incidono nella sopravvivenza, visto che obiettivamente, in Italia si può mangiare anche senza lavorare, figuriamoci senza frodare in borsa, in politica ecc.
Allora perché questa tensione verso il miglioramento economico? Sociologi di ogni tempo sono rimasti stupefatti dall'involuzione dei movimenti libertini che si sono infranti negli anni ottanta, facendo domande di questo tipo:
"Come mai visto che negli stati occidentali la sopravvivenza è data a tutti le persone non si lasciando andare e, invece, la tensione verso un miglioramento economico è sempre maggiore?"
Secondo delle previsioni (che si sono dimostrate sbagliatissime) fatte negli anni '70 l'uomo si sarebbe accorto presto della facilità di sopravvivenza del mondo moderno e avrebbe sviluppato un'arte sempre più intima, fondata sui temi più alti e lontani dalla materia, che ormai, aveva perso il suo ricatto: Tutti possono sopravvivere, la ricchezza avrà progressivamente meno senso.
Invece non è andata così.
Non solo.
L'arte si è spostata mostruosamente su basi sempre più basse e compiacenti con la vita quotidiana: esistono sempre più canzoni, quadri, film o addirittura statue che raffigurano la discoteca, i soldi, il benessere, la spiaggia, le motociclette, le macchine, invece l'arte sulle domande, sui pensieri, su tutto quello che si stacca per due centimetri dal quotidiano costume, è sempre più stretta in una morsa mortale e soffocante: la dimenticanza.
Ovviamente progresso artistico, consapevolezza religiosa sono mani mortali dell'uomo contro l'educazione, creano individui indomabili, capaci di fare a meno di tutto per una loro riflessione, mentre la realtà come arte, vuol dire morire spiritualmente, accovacciandosi in un eterno ritorno al presente, incapace di creare cambiamento.
Qual'è stata la carta per arrivare a tutto questo.
Crediamo veramente che avere una bella macchina sia a livello istintivo più gradevole per un uomo che andare a scovare i più sotterranei e nascosti enigmi del pensiero? L'uomo ha istintivamente la domanda all'ignoto, la macchina a livello instintivo non la conosce nemmeno, visto che è un ovvio strumento acquisito con la conoscenza. Ma qual'è la forza che ci fa comprare oggetti, cose, vestiti, profumi e ce li fa preferire a comportamenti più radicati a livello umano e più naturalmente eseguibili? L'istinto che ci porta verso queste cose è quello di riproduzione, meravigliosamente inculcato a livello societario e messo dentro moltissimi comportamenti e possibili possedimenti che rendono una persona più appetibile a livello sessuale.
Nasce negli anni 10 del secolo scorso.
Il Sesso
Non avendo più il randello dell'ideologia per convincere il popolo a mantenere un determinato regime di organizzazione, avendo estinto in molti casi (non tutti) il problema della fame, serviva un nuovo mezzo di propaganda da poter incollare sulle persone per renderle simili tra loro, per distrarle, per poterle organizzare. Tutti gli artifici che tengono incollate le persone alle loro inutilità, lasciandoli lontani e ben legati a km dall'autodeterminazione non è il ricatto del cibo, non è il ricatto ideologico (che c'è ma funziona poco) è il ricatto del sesso, visto che per poterlo fare bisogna assomigliare a determinate fasce di comportamento che ci vengono impiantate nelle teste fin da bambini.
Non a caso la Disney ha deliziato il pubblico infantile con migliaia di messaggi subliminali a sfondo sessuale, nell'argoritmo contemporaneo la confezione di possedimenti e dell'aspetto e la chiave per arrivare a determinati risultati a livello sessuale, quindi il precoce sviluppo di un comportamento attivo in questo senso crea consumatori sempre più giovani e feroci.
L'esempio è a pochi centimetri da noi, i bambini chiedono sempre prima una scelta del proprio vestiario, la fase infantile regalata al gioco e non alle tensioni sentimentali si è accorciata mostruosamente nel giro di venti anni, che a livello di storia del costume non sono NULLA.
E questi bambini consumano, hanno cellulari, chiedono più scarpe, rispondono presto al ricatto del sesso offerto dal mondo, creando, probabilmente, generazioni sempre più immobili e controllabili.
Generazioni di idioti votati alla similitudine come mezzo di accesso a più larghi scenari di appetibilità.
Non sentirsi dentro questo sistema perché alternativi o, a livello conformista, anticonformisti, è una bella illusione che lascio ai presuntuosi cronici, ai misticisti cultori della libertà suprema della loro inviolabile mente.
Io, con tutte le forze di questo mondo, perdo ogni giorno sotterrato dalla normalità. Non la normalità nel mondo, ma la normalità che avanza dentro di me.

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