"My one desire, all I aspire / Is in your eyes forever to live / Traveled all over the seven oceans / There is nothing that I wouldn't give / Came from Bahrein, got to Beirut / Looking for someone comparing to you / Tearing down windows and doors / And I could not find eyes like yours"
C'è gente coraggiosa che fa anche la scelta inversa:
una coppia di conoscenti avendo già una bambina sana, ha adottato una piccola paraplegica che stava in orfanotrofio.
Malgrado la loro vita non sia certamente una passeggiata, forse sono molto più felici loro di tante altre famiglie "normali".
Per risponderti, 2008, riguardo a dove vanno a finire quando muoiono i genitori, ti voglio far conoscere ciò che il nostro parroco ha realizzato: una struttura composta da piccoli appartamenti (un residenziale) in cui vivono ragazzi con handicap senza più genitori assistiti ed aiutati da operatori e volontari !
Se c' è la volontà, anche politica di affrontare e risolvere determinate probematiche, tutto si può fare !
Discutiamone..... (anche se non mi convincerai rispetter
Sono i ragionamenti come questo, caro Storm, a provocare le sofferenze di cui tanto parlate. Cellule di un cadavere vivente? O dire che "non è una persona a tutti gli effetti"? Ma ti rendi conto di quello che dici? Ma hai una vaga idea di cosa sia l'handicap? Ragioni come uno nato nell'ottocento. Handicappato è una parola che non esiste neppure più.
Diversamente abile, un termine molto più consono al problema: persona con abilità differenti.
Conosco un ragazzo Down che si è appena laureato in economia col massimo di voti, tanto per farti un esempio. Certo, non tutti hanno queste capacità, ma per dirti che è un'idiozia affermare che il disabile sia un "cadavere ambulante". L'handicap mentale non indica che la persona non ha un cervello funzionante, ma semplicemente che esso non è in grado di espletare tutte le sue funzioni. Di qui derivano difetti di comunicazione, di deambulazione, e in caso di malattie vere e proprie anche problemi di salute.
Prima di parlare, cerca di capire di cosa stai parlando...
E io ti chiedo: cos' è che rende una persona tale? Perchè forse è la risposta a questa domanda che per noi è diversa. Per me non è il DNA. Non sono le cellule. Per me è la capacità di pensare, di amare e l'autocoscienza.
Puoi chiamarlo handicap o "diversamente abile", secondo me il primo termine è molto più preciso, anche un cane è diversamente abile da me, mentre una persona a cui manca qualcosa ha un handicap, è un semplice dato di fatto.
E non ho mai detto (anzi, ho detto il contrario, cerchiamo di non ragionare per schemi mentali ma con la persona che si ha davanti) che queste persone vadano isolate o abbandonate, anzi. Una volta che sono nate sono in grado di soffrire e quindi ovviamente vanno curate. Non farle nascere per me è un altra cosa che ucciderle una volta nate, non mischiamo le carte in tavola.
E se continui a leggermi invece che a ragionare per schemi ho anche scritto che c'è handicap e handicap e un ragazzo down ovviamente non è un vegetale che era il caso di cui parlavo.
A chi mi ha chiesto se abortirei rispondo che, come dicevo, dipende dal tipo di handicap. In caso di gravi malformazioni fisiche che comprometterebbero gravemente la sua salute portando a sofferenze continue e magari alla morte senz'altro e senza dubbi. Per malformazioni meno gravi no. Per problemi mentali sì.
E sottolineo che non mi permetto nemmeno io di giudicare la scelta di nessuno, non sono scelte facili e se anche penso che qualcuno abbia sbagliato a far nascere certi bambini credo stia pagando con sofferenze sproporzionate al proprio errore. Se così non è allora ha fatto la scelta giusta. Se sono io che sbaglio finirò all'inferno, ma convinta del mio errore e meno convinta sull'inferno.
"My one desire, all I aspire / Is in your eyes forever to live / Traveled all over the seven oceans / There is nothing that I wouldn't give / Came from Bahrein, got to Beirut / Looking for someone comparing to you / Tearing down windows and doors / And I could not find eyes like yours"
Trovandomi al posto del soggetto in questione se mi venisse chiesto se voglio nascere o no è chiaro che direi di no.
E voglio vedere chi direbbe il contrario.
- Si paga a caro prezzo l'essere immortali; per questo si muore da vivi parecchie volte" - F.Nietzsche
Ovviamente ciascuno è libero di fare ciò che gli pare (ancora siamo in democrazia !)
Però permetti che un genitore, che si trova a vivere questa situazione, non voglia essere bollato con termini anche insultanti che ha usato qualcuno... (uomo-donna che sia... fake-non fake ).
Secondo me non è un discorso a parte,2008, in un suo intervento, dice che la vita da malato non è vita !
Ed io, ribadisco, che non puoi sceglierlo tu se essere sano o malato a prescindere dall' handicap.
Questo mi sembra un giudizio abbastanza pesante per un genitore che ha scelto di amare un figlio handicappato.
E allora ciascuno facesse ciò che vuole, fortunatamente la legge 140 ancora non è stata abrogata, ma per favore evitiamo giudizi di questo tipo, se non vogliamo essere, a nostra volta, giudicati o bollati !
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si, vabbè, ma io non mi chiamo 2008, io sono marzietta e la penso in un determinato modo, magari simile a 2008 (nel senso che anche io, se ne venissi a conoscenza, abortirei) ma in modo molto più soft e forse anche maturo.
Non condivido ciò che questo personaggio ha espresso, soprattutto in modo che ha utilizzato, ma ribadisco, io voglio essere libera di fare le mie scelte senza dover essere indicata come una persona atroce ed egoista, che è solo un modo carino per bollare una persona, o no?
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