genitori

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  • errezerotre
    shake your mind!
    • 18/01/07
    • 3679

    #1

    genitori

    Accettare i diktat genitoriali a testa bassa, fingere untuosamente od avere il coraggio delle proprie scelte? Che fare?
    Mi ritrovo in una situazione di merda: decidere se staccarmi definitivamente dalla famiglia (con tutte le conseguenze affettive ed economiche del caso), o se continuare, ancora per pochi anni si suppone, la farsa che porto avanti da tanto, tanto tempo.
    Fa male sia a me che a loro, ma penso che ad un certo punto, laddove le proprie scelte risultino inaccettabili ad altri, le soluzioni non siano molte..non so. Sono confuso cazzo.
  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70460

    #2
    Valuta se economicamente ce la puoi fare. Sarà cinico, ma è la prima cosa. Poi decidi tu, metti sul piatto della bilancia quello che lasci e quello che trovi, e guarda da che parte pende il piatto. Non è una decisione facile, ma se ritieni che in famiglia non riesci ad essere sereno, è inutile portare avanti una farsa...
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • Bia
      Pollastrella da una botte di rovere
      • 07/06/05
      • 13567

      #3
      Giusto per capire e poter dire una parola in più ti faccio queste domande...

      Fingere riguardo cosa? Farsa di che tipo e a che pro? Scelte di che genere inaccettabili per te e per loro?
      Per staccarti intendi uscire di casa e stop o tagliare definitivamente i ponti?
      Bia

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      • errezerotre
        shake your mind!
        • 18/01/07
        • 3679

        #4
        Sembrerà assurdo, o forse neanche tanto, ma la colpa è della droga. Anzi, delle canne. Ma non solo.
        Ho genitori di destra, cattolici, borghesi, intolleranti, con un pizzico di razzismo eppur intelligenti e relativamente flessibili (come tali paradossi possano convivere non l'ho mai capito). Sono molte le cose di me che non gli piacciono, ma solo una non riescono a tollerarla.
        Dopo un attacco assurdo di cefalea sono finito in ospedale 2 volte, alla seconda delirando in preanestesia ho ammesso di fumarmi le canne. Un delirio. Ho già avuto cazzi durati mesi di litigi negli anni passati, risolti con un "ok smetto anche se non ne sono convinto", un esame del capello pulito ed un cannone acceso appena dopo l'esame.
        "Tagliare i ponti" vuol dire non ricevere una lira, essere diseredato e vederli al più una volta all'anno, oltre alla consapevolezza di averli "grandemente delusi blablabla" (sono figlio unico per giunta). Inutile dire che non saprei come mangiare, ma per quanto poi possa diventare un problema per ora è la cosa a preoccuparmi di meno.
        Non tagliare i ponti vuol dire qualche balla ed un esame del capello pulito o similia, ma vuol dire soprattutto chinare la testa.

        Alla fine i miei sono convinti che abbia gravi problemi, io no.

        A fra poco il colloquio con uno psichiatra a fare da "mediatore" fra me e mia madre...anni fa ne avevo già fatto uno, conclusosi con uno "smettila di raccontare i cazzi tuoi ai tuoi genitori che hanno le loro idee e non le cambiano perchè sono vecchi". Non ne sono stato capace.

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        • moana
          Opinionista
          • 15/11/06
          • 2962

          #5
          Originariamente Scritto da errezerotre Visualizza Messaggio
          Accettare i diktat genitoriali a testa bassa, fingere untuosamente od avere il coraggio delle proprie scelte? Che fare?
          Mi ritrovo in una situazione di merda: decidere se staccarmi definitivamente dalla famiglia (con tutte le conseguenze affettive ed economiche del caso), o se continuare, ancora per pochi anni si suppone, la farsa che porto avanti da tanto, tanto tempo.
          Fa male sia a me che a loro, ma penso che ad un certo punto, laddove le proprie scelte risultino inaccettabili ad altri, le soluzioni non siano molte..non so. Sono confuso cazzo.
          se hai un lavoro fisso che ti permette almeno di pagare affitto e bollette e di mangiare... e se la siutazione a casa tua
          [FONT="Comic Sans MS"]nulla

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          • errezerotre
            shake your mind!
            • 18/01/07
            • 3679

            #6
            macchè, non sto a casa con i miei da tempo e non ho un lavoro fisso.
            Faccio il mantenuto
            E poi non c'è solo il lato economico, ma anche quello affettivo..
            Last edited by errezerotre; 12-09-2007, 14:23.

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #7
              Bisogna accettarsi per quello che siamo. Prendere atto che siete diversi e accettarlo, con tutto cio' che implica. Probabilmente i tuoi hanno fatto i genitori nel modo migliore che potevano. Ed egualmente, tu, il figlio. Intuisco che la convivenza non puo' procrastinarsi oltre e, dunque, non vi resta che parlarne a cuore aperto cercando una soluzione condivisa. Coraggio!
              amate i vostri nemici

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              • Bia
                Pollastrella da una botte di rovere
                • 07/06/05
                • 13567

                #8
                Eh, dura fargli capire che non sei un caso disperato...
                Io fossi in te, cercherei una mediazione... Una canna in meno (e altro...) e una balla ai tuoi in più (che non per forza vuol dire chinare la testa...).
                Il fatto che tu sia tormentato, significa che comunque, ti dispiacerebbe tagliare i ponti quasi drasticamente con loro (al contrario di altri, che farebbero carte false per toglierseli dalle palle)...
                Erre, tieni duro... se non altro, finché non potrai trovarti da solo una pagnotta al dì per mangiare...
                Di più nin zo.
                Bia

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                • Bia
                  Pollastrella da una botte di rovere
                  • 07/06/05
                  • 13567

                  #9
                  Poi i genitori sono bravi a farci sentire in colpa... a dirci che li abbiamo delusi. Alla fine, spesso, calcano la mano, per farci prendere la direzione che loro vogliono... Però secondo me, se tu dovessi dirgli che vuoi chiudere con loro, sono (quasi) certa, che sarebbero un po' più flessibili e meno inquisitori...
                  Bia

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                  • L'alchimista
                    tutto passa
                    • 05/08/06
                    • 4705

                    #10
                    io di ste stronzate con psicologhi e psicoterapeuti ne fatte e sopportate tante, troppe. mia madre aveva lei dei seri problemi psicologici ma era convinta che in realtà li avessi io...mi sono fatto tutta la trafila dei colloqui, prendendomi sempre peggio, volevo fare contenti i miei, non volevo deluderli, non volevo impormi...e più continuava sta storia più ero depresso e scazzato, poi per la droga non parliamo dei deliri coi miei genitori: mi rompevano il cazzo per le canne portandomi praticamente a farmi le pere.
                    insomma appena ho potuto mi sono levato dai coglioni, ho tagliato tutti i ponti e mi sono un discreto periodo fra case occupate, camper, case disabitate fatiscenti...poi pian piano mi sono ripreso, ho svoltato un lavoro, la tipa e da qualche tempo sono ritornato a frequentare i miei genitori dopo quasi 3 anni e devi dire che questo stacco ha fatto bene a entrambi, sono cambiato io e sono cambiati loro...alla fine i genitori per quanto stronzo uno possa essere rimangono sempre i tuoi genitori e mai ti negheranno il perdono e un piatto di pasta. e per la questione canne fumo tranquillamente davanti a loro ora.

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                    • lam
                      Anima vagabonda
                      • 22/11/06
                      • 3075

                      #11
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Bisogna accettarsi per quello che siamo. Prendere atto che siete diversi e accettarlo, con tutto cio' che implica. Probabilmente i tuoi hanno fatto i genitori nel modo migliore che potevano. Ed egualmente, tu, il figlio. Intuisco che la convivenza non puo' procrastinarsi oltre e, dunque, non vi resta che parlarne a cuore aperto cercando una soluzione condivisa. Coraggio!
                      Quoto Cono.

                      Io sono in una situazione molto simile alla tua.Aperto conflitto con i miei.

                      Come dice Cono,dovresti cercare di trovare un punto di contatto con loro. Per evitare un totale distacco affettivo.
                      Per il resto,dovresti rimboccarti le maniche e cercare di costruirti una vita.Da solo.Esclusivamente con le tue forze.
                      Credo sia l'unico modo per crescere davvero.
                      Per vivere una vita che sia totalmente tua.Una vita scevra da compromessi di ogni sorta.

                      In bocca al lupo!
                      Siamo fatti con la stessa materia di cui sono fatti i sogni.

                      omohitsutsu
                      nureba ya hito no
                      mietsuramu
                      yume to shiriseba
                      samezaramashi wo.

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                      • Betty Boop
                        Golosa ed implacabile
                        • 25/07/06
                        • 899

                        #12
                        Mah, penso che il 99,9% per cento dei genitori si comporterebbe esattamente come i tuoi... se qualcuno di voi ha una madre o un padre che si fuma le canne o ai quali si possa confidare liberamente di farne uso, smentitemi subito!
                        Io non credo sia necessario condividere per forza qualunque aspetto della propria vita con i genitori a meno che non si tratti di problemi di un certo peso, per i quali il loro appoggio sia necessario.
                        Non so quanti anni hai, ma penso che tu sia l'unica persona in grado di stabilire l'entità del tuo problema (ammesso che qualche canna possa definirsi un problema). Tieni conto che, finché vivi sotto il loro tetto dovrai sottostare alle loro regole. Togliti dalla testa che possano accettare il tuo "stile di vita" ma, se il tuo non è un vero e proprio caso di dipendenza, fai in modo che dimentichino quella confessione che ti è purtroppo scivolata, cerca di riconquistarti la loro fiducia e cerca di "omettere" ulteriori particolari della tua vita che potrebbero preoccuparli inutilmente.
                        So che detta così suona male, ma ci sono anche bugie a fin di bene, no?
                        Se ciascun l`interno affanno portasse scritto in fronte, quanti che invidia fanno farebbero piet

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                        • errezerotre
                          shake your mind!
                          • 18/01/07
                          • 3679

                          #13
                          se qualcuno di voi ha una madre o un padre che si fuma le canne o ai quali si possa confidare liberamente di farne uso, smentitemi subito!
                          Non io, ma ne è pieno il mondo di gente che può ammettere di farsi una canna ogni tanto, o anche tenere una piantina in casa

                          Il rapporto non sono io a volerlo tagliare, ma loro, se non mi sottometto alle loro condizioni. Non vivo più a casa da sei anni, ma un conto è essere uno "studente fuori sede", un conto un "figlio ripudiato". Ma mi sono rotto il cazzo di mentire, veramente...che poi non ne sono neanche capace. Lo psichiatra è quasi una speranza, una "valutazione ufficiale" del mio stato per tranquillizzare i miei. Ma ci sono anche gli psichiatri testadicazzo, e non dubito che i miei siano in grado di raggiungere i più famosi sostenitori del proibizionismo a livello italiano e mondiale (non scherzo,si stanno già muovendo in tal senso).
                          Prospettiva divertente in un certo qual senso, ma inquietante. Anche perchè negli ultimi anni (stupido!stupido!) mi sono lasciato abbandonare a confessarmi con i miei (nulla di tracendentale neh), ed ora c'è la convinzione fermissima che tutti i miei problemi, dal mal di testa al fancazzismo ai cazzi esistenziali, siano dovuti alla droga.

                          Per giunta sono letteramente distrutto da discorsi del genere "torna a casa, guarda che siamo disposti ad aiutarti con ogni mezzo: se vuoi andare in comunità, o devi trasferirti in un'altra città o all'estero"... groan. Sì, in olanda. La cosa che mi fa più incazzare è che se mi dicessero "non fumare tutti i giorni" capirei, cazzo magari gli darei pure ragione, ma hanno una visione del problema assurda. Era già capitato: tutto quel che gli andava bene fino al giorno prima non va più, il figlio che fino al giorno prima era "adorato" diventa un drogato, una persona da aiutare con ogni mezzo, anche contro la sua volontà se possibile. Eppure non sono cambiato di una virgola,è solo cambiato il loro modo di vedermi. Ed ogni "smettetela di cagarmi il cazzo ho 25 anni e nessun problema evidente" diventa la vittoria del potere della Droga su tutto, anche sugli affetti genitoriali.

                          Mi viene data la scelta : "o la droga o noi", come posso negare di essere un drogato se non riesco a rinunciare alla droga a simili condizioni? Questo è ciò che pensano, l'autodeterminazione dell'individuo è un concetto troppo vago per loro, o al più una scusante, per loro che hanno sempre ristretto la parola "libertà" all'interno di canoni prestabiliti. E la droga un nemico troppo orribile per patteggiarci.

                          Se me ne andrò non sarò io ad essermene andato, ma la droga ad avergli sottratto un figlio.

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                          • L'alchimista
                            tutto passa
                            • 05/08/06
                            • 4705

                            #14
                            (rispondendo a betty):
                            in questo caso direi di no, fossero solo bugie...qui si sta parlando non tanto di bugie quanto del farsi andare giù un boccone fin troppo amaro.
                            ci sono genitori free e genitori per cui rimani "il loro bambino" anche a 20 anni.
                            e con questi non c'è via di mediazione, non ci sono compromessi accettabili perchè nonostante siano in buona fede fanno fatica a comprendere che (parlando della droga e di tutto il resto) ormai si è abbastanza adulti per poter scegliere o sbagliare da soli e i loro "paletti" non li spostano se non di qualche cm giusto nei giorni dopo le grandi litigate e poi tutto ritorna come prima.
                            quindi il mio consiglio è un azione bulldozer dove con un colpo di spugna si manda tutti affanculo dimostrando a i genitori e sopratutto a sestessi che si è liberi, autonimi e non vincolati da nessun rapporto affettivo ormai diventato una catena.
                            però bisogna avere il coraggio di portare avanti le proprie scelte e di saper rinunciare facendo buon viso a tutti i vantaggi che i rapporti di prima potevano dare(i soldi ad esempio).
                            voglio vedere se il giorno in cui erre torna a casa, dopo essersi laureato e trovato un buon lavoro, una bella compagna ecc, tutto fatto dasolo, senza i soldi di papà, senza la mamma che gli stira che gli stira le mutande, voglio vedere se gli romperanno ancora i coglioni se si fuma una cann, anzi magari gli diranno anche "fumatele in casa che almeno non rischi che ti beccano".
                            grandi soddisfazioni(ovviamente non intendo per il fatto della canna)
                            Last edited by L'alchimista; 12-09-2007, 16:05.

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                            • L'alchimista
                              tutto passa
                              • 05/08/06
                              • 4705

                              #15
                              ...a me la psicologa disse: senti ma non puoi continuare a venire qua per far contenta tua madre, se fai così adesso un domani ti sposerai anche la ragazza che vuole lei? è più una terapia per lei che per te...

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