Priimavera scorsa.
Tavolino in compagnia, non tutti si conoscono, io non conosco lei.
Bella ragazza eh, ma io ero già fidanzato e presissimo dalla mia metà... Siamo seduti uno di fronte all'altro...
Passo uno: comincia a smanettarsi "distrattamente" il vestitino facendo di tutto, ma davvero di tutto, per farmi notare che non aveva il reggiseno sotto... ovviamente guardandomi fisso.
Passo due: sguardo sempre più fisso, tace... tutti parlano... io me ne sono accorto da un pezzo ma faccio finta di guardare il cellulare alzando di tanto in tanto lo sguardo... questa mi sta infiocinando con gli occhi mentre si passa una mano dentro la spalla del vestito.
Passo tre: alzo definitivamente lo sguardo, gli occhi si incontrano, lei ci crede sempre di più... "si dai... ce l'ho fatta... ora è mio"...in quel momento accade l'inevitabile.
Scoppio a ridere come un pazzo facendole il gesto con la mano tipo "ma che cazzo fai???"... è stato come se le arrivasse un pilone di cemento armato sulle gengive... ha fatto una risata di circostanza nel disperato tentativo di ammortizzare il tutto e non darlo a vedere ma la cosa l'ha letteralmente sotterrata, l'han notato tutti.
Non è riuscita a spiccicare più parola per tutta la sera...
mi pare si chiamase Maria. Nome fortunato.
Sempre un'americana, sempre nelo stesso locale, inizia a parlare con la mia neomoglie, all'epoca fidanzata....si volta verso di me ed in italiano le chiede
"E' il tuo ragazzo?"
"si"
"andiamo da me tutti e tre?"
Mai visto ridere tanto mia moglie....
Poi c'era quello classico della discoteca di quando io ero 16enne, e andavo di domenica pomeriggio. Si avvicinava il tipo, si metteva a ballare di fronte a te (e già lì ti chiedevi "MA sto qui chi lo conosce?"). Poi si presentava, e poco dopo ti chiedeva "ti va di venire a fare un giro?" che equivaleva all'imboscarsi da qualche parte a limonare. Visto che io a 16 anni ero più che mai tonta, la prima volta sto tizio mi avvicina, si presenta, e mi chiede "Ti va di venire a fare un giro?" e io, ingenuamente "Un giro? E dove? Il giro della discoteca l'ho già fatto, non è che ci sia molto da vedere...". Se n'è andato abbacchiato, e le mie amiche dietro che se la ridevano come matte. Ed io che, con l'innocenza più assoluta, chiedevo: "Ma cosa c'è da ridere? Cosa ho detto di strano?"
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
che vergogna... vabbeh, vedo questo ragazzo in un mercatino dove si prendeva l'aperitivo d'estate... ci scambiamo sguardi per tutta la durata dell'aperitivo... lui si avvicina con qualche pretesto, mi guarda incessantemente... piano piano il mercatino si vuota e rimaniamo in quattro gatti... a quel punto io vado da lui, rimasto solo per un attimo, e gli chiedo: "ma tu eri alla scuola europea?" (tutti gli stranieri sono andati alla scuola europea!!!!
Ducunt fata volentem, nolentem trahunt- il fato conduce dolcemente chi lo segue, trascina chi gli resiste.
Al lavoro...do al cliente penna per firmare la ricevuta della carta di credito...e questo mi risponde "ahhh birichina...e qui cosa vuoi che scriva il mio numero uhmmmm?!"
ihihihi ripesco un ricordo di qualche anno fa...Ero in vacanza al mare con una mia amica da qualche giorno...ancora non avevamo conosciuto nessuno...noi ci facevamo fondamentalmente i fatti nostri...finchè un giorno, mentre eravamo sotto l'ombrellone avevo visto una ciabatta di gomma volare dritta in faccia alla mia amica! Mentre ci guardavamo intorno per capire da che parte fosse arrivata dei ragazzi davanti a noi ci divevano "ehhh scusate per la ciabatatta in faccia ma non sapevamo come attirare la vostra attenzione...stasera qui si fa una festa, venite anche voi?!"
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