Ho trovato questo articolo, fra i tanti sull
L'Onlus dell'amore
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Uhm...dipende dalla definizione che vuoi dare di amore.
Stando alla mia, no, tutto questo non[I][SIZE="1"]"Se un uomo non
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[QUOTE=Pulsar;882658]Ho trovato questo articolo, fra i tanti sull[B][COLOR="Magenta"]L'uomo si adatta a tutto. Supera dolori, chiude storie, ricomincia, dimentica, finisce perfino per annacquare grandi passioni. Ma a volte basta un niente per capire che quella porta non
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Chiedo scusa di nuovo se non esaurisco subito la mia disquisizione a proposito, mi interessa seriamente dibatterne, ma ora non posso.
Tuttavia, ritorno ad esprimere seri dubbi su quanto l'articolo sostiene, a mio parere esiste una confusione nell'uso dei termini.[I][SIZE="1"]"Se un uomo non
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Per il sottoscritto la fedeltà, nei rapporti sentimentali, è un valore assoluto imprescindibile ed irrinunciabile (in qualunque circostanza ed a qualunque costo, anche a livello meramente mentale), cioè un assolutismo derivante dalla mia etica e moralità.
Pertanto teorie compensative di qualunque tipo non sono concepibili nella mia concezione della sessualità, salvo azioni severamente punitive (nei confronti della propria eventuale partner) non coinvolgenti l'ambito della sessualità o non compromettenti il rispetto dei reciproci diritti-doveri.
Ci sono persone per le quali il divieto del tradimento e la fedeltà nei rapporti sentimentali costituiscono valori assoluti, quindi non relativi in base alla tipologia del rapporto sentimentale (escludendo le scopamicizie o avventure).Originariamente Scritto da cinziatitti Visualizza MessaggioIl dibattito è davvero interessante.
La visione di un argomento del genere non può avere valori assoluti ma valori relativi a come ci si approccia nei rapporti sentimentali.
La vera salvezza e l'azione più corretta, nel caso di un rapporto sentimentale ormai logorato e non più basato sulle stesse complicità e coinvolgimenti originari (nonostante diversi tentativi di ravvicinamento e risoluzione reciproci e pacifici), è la rottura definitiva del rapporto stesso, senza tradimenti alcuno, pena inevitabili conseguenze per il colpevole.Originariamente Scritto da cinziatittiIl dibattito è davvero interessante.
La visione di un argomento del genere non può avere valori assoluti ma valori relativi a come ci si approccia nei rapporti sentimentali.
Anche se sono convinta che il tradimento è una cosa da evitare, a volte-purtroppo o per fortuna- è un'ancora di salvezza.
Ognuno deve ritenersi responsabile delle proprie azioni che possono coinvolgere altrui interessi o sentimenti.Last edited by Sousuke; 22-06-2008, 20:55.
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La fedeltà può costituire anche un valore assoluto o dogma, a prescindere dal proprio rapporto con la religiosità in senso stretto, a seconda dalla propria etica/moralità e concezione della sessualità nei rapporti di fidanzamento/matrimonio.Originariamente Scritto da Khimaira Visualizza MessaggioPer un certo verso sono d'accordo con questa affermazione, anche se un po' radicale.
La fedeltà in sé non è da considerarsi effettivamente come un valore assoluto (o un dogma), ma piuttosto un fatto di costume ben radicato, grazie forse anche ad un senso di colpa istillato con sapienza da una certa dottrina cattolica.
Conosco individui femminili "oscuri" (religiosi, agnostici o atei, anche molto gradevoli dal punto di vista estetico) per i quali la fedeltà e la verginità (prima del matrimonio) costituiscono valori assoluti (morali ed etici) e sarebbe controproducente adottare espressioni sorridenti nei loro confronti riguardo queste tematiche, pena pericolose reazioni, a prescindere dalla naturale evoluzione della moralità e del costume più diffusi, dato che si tratta di aspetti che ineriscono la sfera prettamente personale e privata. ^_^Basti pensare che una quarantina di anni fa la verginità era vista come un valore indiscutibile (come oggi la fedeltà
e chi allora la perdeva prima del matrimonio (specialmente se donne) era considerato un gradino al di sotto di un essere abietto: esattamente come oggi colui, o colei, che è infedele.
Oggi a parlare di verginità come valore asoluto, tranne qualche eccezione, ci viene da sorridere: questo perché è cambiato il costume, è cambiata la percezione morale che abbiamo sulla verginità.
Anche la fedeltà dunque, in un certo senso, può essere di diritto fatta entrare nell'elenco non dei valori ma delle esigenze di costume che una società, nel bene e nel male, si impone di volta in volta.
A me il concetto di verginità non produce affatto sorrisi/derisioni ma assoluto rispetto (e spesso stima nei confronti di chi lo considera un valore assoluto da rispettare in modo coerente, anche perchè temo in qualche modo alcuni di questi individui), nonostante non l'abbia rispettato in base alle mie idee nell'ambito sentimentale, comunque molto più rigorose e severe rispetto alla media, anche tra i miei coetanei.
In alcuni casi morale e moralismo coincidono.Tuttavia la distinzione tra morale e moralismo va fatta poiché è un'esigenza che tutti sentiamo pressante nella vita quotidiana: per indirizzare i nostri comportamenti, o valutare quelli degli altri.
Il fastidio per il moralismo e per i moralisti (pessimi soggetti inclini a prediche fastidiose, di cui ci apprestiamo a tratteggiare meglio i lineamenti) è spontaneo e legittimo. Tale fastidio rischia però - a volte - di trasformarsi in fastidio per la morale tout court; e questo è un grave abbaglio.
Ci sono persone che provano (legittimamente e spontaneamente) fastidio per il falso moralismo, l'ipocrisia e l'incoerenza (che sono gli aspetti che rendono certi soggetti, di cui ne sono affetti, pessimi, soprattutto se si adoperano per prediche moralistiche in pubblico), non per la morale e per il moralismo in sè che, se applicati coerentemente ed in modo genuino, rappresentano un aspetto nobile di una persona, almeno per me.
Quindi, per alcuni, non produce fastidio la predica moralistica di un moralista coerente, ma solo il falso moralismo e le critiche a tale forma di moralismo coerente, che sono tipici atteggiamenti italici di cui sono noti certi lineamenti interiori, almeno a livello meramente statistico. =)
Il sottoscritto ritiene che se si pensa di amare più di una persona (contemporaneamente e magari con la medesima intensità
in realtà non si ama nessuno (al limite solo se stessi), dato che il carattere dell'esclusività caratterizza spesso l'innamoramento.
A mio parere qualsiasi argomentazione relativistica, opportunistica, utilitaristica od egoistica relativa ad un vero e serio rapporto sentimentale fra due persone è per me inconcepibile perchè lede i presupposti assolutistici ed incondizionati, che dovrebbero essere reciproci ed alla base del rapporto sentimentale stesso.
Se tali presupposti si sminuiscono o spariscono nel corso del tempo non ha alcun senso l'esistenza del rapporto stesso e quindi l'unica soluzione corretta è la sua rottura, non il tradimento o forme subdole di compensazione o violazione degli impegni reciproci.Last edited by Sousuke; 22-06-2008, 21:38.
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Sousuke
Non discuto su questo, solo che delle volte la vita, soprattutto se è vissuta nell'ambito di una vita famigliare con figli, potrebbe avere bisogno di un pò più di elasticità. Rispetto comunque il tuo punto di vista, che per altro come forma condivido.Per il sottoscritto la fedeltà, nei rapporti sentimentali, è un valore assoluto imprescindibile ed irrinunciabile
Il problema è che la teoria e la pratica non sempre seguono lo stesso percorso.
Mi potresti spiegare il concetto, soprattutto per il termine "scopamicizie" che usi con una certa frequenza ma di cui non capisco la forma? le amicizie sono amicizie, i flirt sono flirt....è una via di mezzo??(escludendo le scopamicizie o avventure).
Ribadisco: tutto facile se non ci sono figli ed eventualmente lavoro/forti interessi economici in società con il coniuge.La vera salvezza e l'azione più corretta, nel caso di un rapporto sentimentale ormai logorato e non più basato sulle stesse complicità e coinvolgimenti originari (nonostante diversi tentativi di ravvicinamento e risoluzione reciproci e pacifici), è la rottura definitiva del rapporto stesso, senza tradimenti alcuno, pena inevitabili conseguenze per il colpevole.Last edited by cinziatitti; 22-06-2008, 21:38. Motivo: l'uso del punto interrogativo è gratuito...perché risparmiare?[COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se
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La concezione della fedeltà e della verginità (prima del matrimonio) come valori assoluti o dogmi è un'"eccezione" più diffusa di quanto si creda, almeno in certi ambienti (costituiti per evitare di rapportarsi inutilmente con eventuali giudizi frettolosi, superificiali, illogici o frutto di pregiudizi), che non è detto siano legati al mondo della religiosità e che quindi sostengono più una posizione minoritaria che un'eccezione.
Tecnicamente i termini "morale" e "moralismo" non si escludono o contrastano a vicenda e possono convivere anche nella medesima persona, non solo a livello semantico.
Ci sono persone moraliste (che elaborano e divulgano prediche in tal senso) e coerenti/genuine, che pertanto non rappresentano affatto la corruzione della morale ma l'esatta antitesi, cioè sono l'emblema della morale/moralità e la loro personificazione vivente.
E' il falso moralismo l'effetto della corruzione della morale e non il moralismo in sè, che non corrisponde semanticamente alla corruzione della morale ma è l'atteggiamento di chi giudica ogni aspetto, persona o fatto dal punto di vista della morale (propria o altrui), difendendo quest'ultima in modo rigoroso (quindi non è affatto l'aberrazione della morale ma, anzi, la sua applicazione e difesa concreta nella vita reale).
Pertanto il moralismo non è detto che sia sempre falso o frutto di ipocrisia, anzi.
Dipende dalla tipologia delle persone che lo adottano come atteggiamento.
Tengo, altresì, a precisare che le argomentazioni espresse dal sottoscritto in questo topic, soprattutto relativamente alla concezione della verginità/fedeltà come valori assoluti di tipo etico/morale (condivise da altri soggetti di sesso maschile e femminile) non implicano alcuna considerazione sulla periodicità od intensità dell'attività sessuale del sottoscritto o su eventuali rapporti con il mondo religioso (infatti possono essere anche condivise da fervidi atei).Last edited by Sousuke; 23-06-2008, 08:50.
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