C'è da dire che le diversità o anormalità non sono legate unicamente a forme di handicap o deficit di attenzione/comprensione/ragionamento, ma possono riguardare genericamente aspetti statisticamente non comuni ( sia di tipo mentale che comportamentale), senza alcun effetto sulle capacità mentali del soggetto (anzi).
Il sottoscritto, ad esempio, è sempre stato, fin dalla nascita, un soggetto molto schivo, introverso (anzi introspettivo) e solitario a livelli inverosimi ma molto irrequieto, determinato, testardo, severo e tremendo anche a scuola (con interessi e gusti musicali, letterari e politici spesso diversi dalla maggior parte dei miei coetanei (sono sempre stato anticonvenzionale per essere me stesso, non per moda, per senso di appartenenza ad una categoria ben determinata o altro), con intensità tendenti alla mania, come certe considerazioni, in età pre-adolescenziale, favorevoli alle guerre ritenute "giuste" e la preferenza letterarie per temi "oscuri", ermetici o del decadentismo), in un modo che mi ha spesso reso oggetto di "etichettature" altrui come "ragazzo diverso", "molto strano", "tu sei malato" o "non sei normale, curati".
Sono sempre "esploso" letteralmente solo nello sport, quando ho avuto sufficiente tempo libero per praticarlo a buoni livelli, a scuola in tutti i gradi di istruzione e con certe ragazze "simili" a me in qualche modo anche a livello di principi/valori, che sono riuscite a penetrare nella mia solida corazza della riservatezza/sfiducia cronica negli altri e ad ottenere una buona confidenza col sottoscritto (ragazze che non avrei mai potuto conoscere e frequentare se non avessi avuto queste caratteristiche mentali e comportamentali, visto che loro stesse erano incuriosite ed interessate a me proprio per tali aspetti della mia persona), che mi hanno aiutato a trasformare queste caratteristiche "strane", definite comunemente come difetti, in punti di forza e virtù (soprattutto una ragazza che ho conosciuto da giovanissimo).
Sono sempre stato fortemente contrario alle discriminazioni, disparità di trattamento, ai pregiudizi ed alle decisioni falsamente rispettose delle regole formali ma di fatto pretestuose, arbitrarie e contrarie alle regole minime di civiltà (magari con secondi fini egoistici o contrastanti con quelli istituzionali) proprio perchè ho provato su me stesso (e per parecchio tempo) gli effetti di tali atteggiamenti scorretti e per me inaccettabili a causa della mia "diversità" (ma riconosciuta in modo dispregiativo dagli altri), degni di una punizione esemplare (spesso applicata a quelli che avessero avuto l'incoscienza o la follia di comportarsi così con me, se non per scherzo condiviso, data la mia consueta estetica, anche cromatica, rispecchiante il mio animo) che facesse da monito per il futuro e facesse cambiare repentinamente il loro atteggiamento, erroneamente confidente nella mancanza di conseguenze negative a loro carico.
Il sottoscritto, ad esempio, è sempre stato, fin dalla nascita, un soggetto molto schivo, introverso (anzi introspettivo) e solitario a livelli inverosimi ma molto irrequieto, determinato, testardo, severo e tremendo anche a scuola (con interessi e gusti musicali, letterari e politici spesso diversi dalla maggior parte dei miei coetanei (sono sempre stato anticonvenzionale per essere me stesso, non per moda, per senso di appartenenza ad una categoria ben determinata o altro), con intensità tendenti alla mania, come certe considerazioni, in età pre-adolescenziale, favorevoli alle guerre ritenute "giuste" e la preferenza letterarie per temi "oscuri", ermetici o del decadentismo), in un modo che mi ha spesso reso oggetto di "etichettature" altrui come "ragazzo diverso", "molto strano", "tu sei malato" o "non sei normale, curati".
Sono sempre "esploso" letteralmente solo nello sport, quando ho avuto sufficiente tempo libero per praticarlo a buoni livelli, a scuola in tutti i gradi di istruzione e con certe ragazze "simili" a me in qualche modo anche a livello di principi/valori, che sono riuscite a penetrare nella mia solida corazza della riservatezza/sfiducia cronica negli altri e ad ottenere una buona confidenza col sottoscritto (ragazze che non avrei mai potuto conoscere e frequentare se non avessi avuto queste caratteristiche mentali e comportamentali, visto che loro stesse erano incuriosite ed interessate a me proprio per tali aspetti della mia persona), che mi hanno aiutato a trasformare queste caratteristiche "strane", definite comunemente come difetti, in punti di forza e virtù (soprattutto una ragazza che ho conosciuto da giovanissimo).
Sono sempre stato fortemente contrario alle discriminazioni, disparità di trattamento, ai pregiudizi ed alle decisioni falsamente rispettose delle regole formali ma di fatto pretestuose, arbitrarie e contrarie alle regole minime di civiltà (magari con secondi fini egoistici o contrastanti con quelli istituzionali) proprio perchè ho provato su me stesso (e per parecchio tempo) gli effetti di tali atteggiamenti scorretti e per me inaccettabili a causa della mia "diversità" (ma riconosciuta in modo dispregiativo dagli altri), degni di una punizione esemplare (spesso applicata a quelli che avessero avuto l'incoscienza o la follia di comportarsi così con me, se non per scherzo condiviso, data la mia consueta estetica, anche cromatica, rispecchiante il mio animo) che facesse da monito per il futuro e facesse cambiare repentinamente il loro atteggiamento, erroneamente confidente nella mancanza di conseguenze negative a loro carico.


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