Se il tuo parter non sa starti accanto,

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  • maira*
    Opinionista
    • 11/04/07
    • 2111

    #61
    Eh...leggendo volevo rispondere che non concordo sul discorso che lui prima ti stava bene semplicemente xch
    Nessuno puo' tornare indietro e avere un nuovo inizio, ma chiunque puo' cominciare da oggi e scrivere un nuovo finale

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    • Baboulenka
      Opinionista
      • 25/01/09
      • 14527

      #62
      [QUOTE=maira*;1010267]Eh...leggendo volevo rispondere che non concordo sul discorso che lui prima ti stava bene semplicemente xch

      I solemnly swear that i am up to no good...

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      • borgo_zio
        Berlin Bleibt Deutsch
        • 30/03/08
        • 2973

        #63
        [QUOTE=Baboulenka;1010281]Quoto tutto! Ormai
        SO FAR SO BURP!!.

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        • superdani
          Opinionista
          • 16/06/09
          • 10

          #64
          Cero che
          L'[URL="http://www.edarling.it/consigli-ricerca-partner/amore"]amore[/URL]

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          • Sousuke
            Banned
            • 14/12/07
            • 16244

            #65
            Perchè l'amore è cieco (come si suol dire) e non è frutto della ragione, quindi non raramente può portare anche a situazioni (persino assurde e quasi masochistiche) di non corresponsione amorosa e di insoddisfazione, in generale.
            Last edited by Sousuke; 25-06-2009, 23:19.

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            • superdani
              Opinionista
              • 16/06/09
              • 10

              #66
              "L'amore
              L'[URL="http://www.edarling.it/consigli-ricerca-partner/amore"]amore[/URL]

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              • Baboulenka
                Opinionista
                • 25/01/09
                • 14527

                #67
                Si, non è difficile capire cosa è giusto per noi o no, ma i sentimenti non si estinguono a comando. Io soffro ancora per quella storia, mi sono sentita usata, sfruttata e poco considerata. Era una persona che amavo profondamente e per la quale avevo dato il 100%... in queste situazioni non è che quando ti rendi conto che le cose non vanno chiudi e basta. Ti fai tante paranoie, pensi che sei tu a non capire, cerchi di essere comprensiva di assecondare le cose che ti fanno male. Poi a poco a poco la delusione si fa sempre più grande e senti i sentimenti che si attenuano, soprattutto perchè per me amore e stima vanno di pari passo. A quel punto inizi ad usare la ragione. Ma è un processo lungo e doloroso.

                I solemnly swear that i am up to no good...

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                • Diogene
                  Opinionista
                  • 26/02/09
                  • 73

                  #68
                  E' mio parere farti notare che siete entrambi immaturi per qualcosa di piu' rispetto al vostro attuale rapporto.

                  Lui: perche' nella sua vita ora vede una serie di impegni ai quali detta le priorita' piu' consone, tu hai l'ultima semplicemente per il tuo punto di vista', la realta' e' che lui gestisce la sua esistenza usandoti come ingrediente principale esattamente come fa per gli amici e per il resto, le percentuali possono variare, ma il risultato finale e' quello che conta per. Non vi e' al momento null'altro da parte sua che possa interessare, dettato dal fatto che faccia orecchie da mercante ai tuoi accorati appelli, non e' detto che i suoi progetti non cambino in futuro.. ma quando questi saranno in linea coi tuoi e' arduo asserirlo, specie se manca sin da oggi il necessario dialogo.

                  TU: perche' questo punto e' maturato in 3 anni di relazione, dove hai potuto vederne il mutamento, criticarne il contenuto ma non lo hai potuto gestire ed oggi stenti a rendertene conto, nascondendoti dietro speranze discutibili e senza prendere una decisione sensata dinanzi alla realta' dei fatti, non si puo' dare ulteriore tempo al nero affinche diventi bianco, in quanto nella piu' ottimistica delle situazioni, diventera' un grigio.. c'e' gente che non si capisce e/o non cambia dopo anni di matrimonio, la tua speranza e' vana come neve al sole, o lo accetti per come e' e per cosa e' in grado i darti o prendi una decisione finale.. sempreche' le tue siano lecite aspettative e non inutili pretesti egoistici.
                  [FONT="Palatino Linotype"]"..Pi

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                  • Baboulenka
                    Opinionista
                    • 25/01/09
                    • 14527

                    #69
                    Ehm... Diogene ma di cosa stiamo parlando?... ci siamo lasciati da mesi ormai...

                    I solemnly swear that i am up to no good...

                    Comment

                    • Diogene
                      Opinionista
                      • 26/02/09
                      • 73

                      #70
                      Questo da' un ulteriore riscontro alla valenza dei pensieri da me espressi, senza leggere tutto il thread (del quale mi scuso a priori)

                      Tuttavia, mi compiaccio che in finale sei riuscita a prendere una decisione


                      ok ok.. mi sono arrampicato sugli specchi aehm.. appena ti becco in real ti offro un aperol Spritz
                      [FONT="Palatino Linotype"]"..Pi

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                      • Baboulenka
                        Opinionista
                        • 25/01/09
                        • 14527

                        #71
                        Nessun problema!

                        I solemnly swear that i am up to no good...

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                        • Sousuke
                          Banned
                          • 14/12/07
                          • 16244

                          #72
                          Originariamente Scritto da superdani Visualizza Messaggio
                          "L'amore è cieco" mi sembra un po` troppo da idealisti. E poi sono convinta che un po´ di razionalità non faccia mai male. Chinuque è capace di discernere cosa è giusto per se stessi e cosa non lo è..
                          Non credo proprio che chiunque sia in grado di discernere e valutare in maniera un minimo decente e razionale ciò che è giusto per se stessi (anche perchè prima bisognerebbe essere in grado di rilevare obiettivamente le circostanze reali, che non è una capacità così diffusa), in generale e tantopiù in campo amoroso dove magari si è molto coinvolti emotivamente.

                          E' una situazione abbastanza realistica, nonostante io stesso sia favorevole ad una maggiore razionalità nei rapporti.
                          Esistono molti più rincoglioniti e stupidi di quanto si possa pensare, in distribuzione eguale fra uomini e donne, tralasciando i casi di puro masochismo ed estrema incoerenza in cui un soggetto femminile ha come partner una persona palesemente inadatta ed incompatibile con lei, che le produce solo quotidiana sofferenza ed insoddisfazione, e lei continua imperterrita a sopportarlo perchè lo ama o ne è innamorata (invece di ammettere che magari si è fidanzata con lui solo perchè le piaceva esteticamente, a differenza dell'interesse per le storie serie che esprime ipocritamente in pubblico per mantenere immacolata e moralistica la sua immagine).
                          Last edited by Sousuke; 29-06-2009, 12:49.

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                          • Diogene
                            Opinionista
                            • 26/02/09
                            • 73

                            #73
                            [QUOTE=Sousuke;1012634][FONT="Comic Sans MS"]Non credo proprio che chiunque sia in grado di discernere e valutare in maniera un minimo decente e razionale ci
                            [FONT="Palatino Linotype"]"..Pi

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                            • superdani
                              Opinionista
                              • 16/06/09
                              • 10

                              #74
                              Concorod con quanto detto da Sousuke.
                              L'[URL="http://www.edarling.it/consigli-ricerca-partner/amore"]amore[/URL]

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                              • tresor
                                Opinionista
                                • 05/12/08
                                • 343

                                #75
                                PSICOLOGIA ESOTERICA DELLA COPPIA

                                Oggi viviamo una conflittualità estrema tra il desiderio, l'ansia e la paura del rapporto con gli altri e una solitudine insopportabile, ma, sola via di scampo allo stress metropolitano e ai pericoli, che si celano nell'oscurità di una società disumanizzata. L'uomo e la donna vivono la tragedia della perdita della loro umanità isolandosi, sempre di più, in paradigmi di teoremi senza soluzione. La famiglia tende alla polverizzazione e la coppia, intesa come istituzione, si sfalda lungo il percorso.

                                Sulla donna, tra l'altro, pesa una lunga catena di secoli d'oppressione. Le Sacre Scritture sanciscono la sua inferiorità come persona e affermano in molti testi la mentalità patriarcale e sostanzialmente antifemminista di tutto il mondo orientale. "Nella vita sociale (ma anche in quella familiare la donna israelita è in genere una sottomessa: prima delle nozze è subordinata al padre, dopo il matrimonio chiama il marito suo bà al, cioè padrone..."(). La donna è stata sempre vista come inferiore all'uomo, quasi creatura malefica o, al meglio, di scarto o mal riuscita.

                                Figura di secondaria importanza, bestia o oggetto più che persona, così era considerata dalla Legge di Israele, a tal punto che l'Esodo sentenziava: "Non desidererai la casa del tuo prossimo, non desidererai la donna del tuo prossimo, il suo schiavo, la sua schiava, il suo bue, il suo asino e tutto ciò che è del tuo prossimo". La donna è, dunque, trattata da essere inferiore, bestia o, addirittura, cosa. San Tommaso affermò che: "La donna, sottomessa all'uomo come suo capo, non ha il diritto di sottrarsi alla sua autorità". Per Tertulliano la donna era la "porta dell'inferno" e Clemente d'Alessandria ammoniva: "Ogni donna dovrebbe essere oppressa dalla vergogna al solo pensiero di essere donna".

                                Nel medioevo "streghe ed eretici furono il capro espiatorio di una umanità irrequieta e instabile... gli uomini si accanivano contro la realtà dell'incubo per dimenticare l'incubo della realtà"(2). In fondo quella fu un'epoca con forti coloriture misogine. Fabio Troncarelli coglierà, di quei secoli inquieti, un messaggio: "La donna è un pericolo... La donna riscoperta dall'amor cortese è il simbolo dell'instabilità, della vana curiosità, della sensualità, del disordine"(3). La donna, che si ribella alle norme e alle consuetudini, che cessa di essere donna angelicata, a vantaggio di una sessualità troppo libera, fece paura all'uomo, che scaricò sulla figura femminile pulsioni distorte di attrazione e repulsione, amore e odio, attrazione e repulsione-timore e, finalmente, un antifemminismo esacerbato e infarcito di un misticismo malato.

                                Lo storico olandese J. Huizinga (1872-1945) riporta la violenta invettiva di Oddone da Cluny (c. 879-942) contro l’attrazione dei sensi e la bellezza del corpo femminile: "Se gli uomini vedessero quel che è sotto la pelle, così come si dice che possa vedere la lince di Beozia, rabbrividirebbero alla vista delle donne. Tutta quella grazia consiste di mucosità e di sangue, di umori e di bile. Se si pensa a ciò che si nasconde nelle narici, nella gola e nel ventre, non si troverà che lordume. E se ci ripugna di toccare il muco o lo sterco colla punta del dito, come mai potremmo desiderare di abbracciare il sacco stesso che contiene lo sterco?" (Cit. in J. Huizinga, L’autunno del Medioevo, Firenze 1961).

                                Solo "quando saremo più progrediti e la società umana sarà liberata dai vincoli delle idee ereditate dalle ore selvagge, l'uomo e la donna non si calunnieranno più a vicenda, non si tormenteranno come nemici, non avveleneranno il loro cuore per il possesso e la gioia di vivere, con la ignoranza dei valori liberi della loro coscienza"(4). L'universo-donna fu ulteriormente incompreso dalle teorie freudiane. Nel 1932, nella 33esima lezione sulla femminilità, della Introduzione alla psicoanalisi, Freud affermava:

                                "Nella vanità fisica della donna ha la sua parte anche l'effetto dell'invidia del pene, dal momento che essa deve tanto maggiormente stimare le sue attrattive in quanto tardivo risarcimento per l'originaria inferiorità sessuale. Al pudore, che è ritenuto una qualità squisitamente femminile... noi attribuiamo l'originaria intenzione di nascondere il difetto del genitale". Più oltre, il padre della psicanalisi aggiunge: "Che l'antico influsso della mancanza del pene non abbia, ancora, perduto la sua forza appare evidente nella diversa reazione della madre alla nascita di un figlio o di una figlia.

                                "Solo il rapporto con il figlio dà alla madre una soddisfazione illimitata...". Assolutamente antifemminista Freud riduce la donna ad uno scherzo della natura, sottomessa in tutto e per tutto all'uomo, detentore del potere fallico. Nei Tre saggi sulla teoria della sessualità il medico sottolinea la "natura maschile" della libido. La dottrina pansessualistica e fallocratica di Sigmund Freud ignorava una sessualità femminile.

                                Ignorava, ancora, il fondatore della psicoanalisi che la donna non è un uomo che è stato evirato, ella è il complemento dell'uomo. Anche sul piano fisico c'è una situazione analoga, perché fisicamente ciascun sesso sembra essere il complemento dell'altro. Ogni uomo ha nel proprio corpo le caratteristiche omologhe della donna. Allo stesso modo la donna ha gli omologhi dell'uomo, così come, ad esempio, la clitoride corrisponde al pene.

                                E' da osservare, ancora, che "come nel mondo visibile, cioè il mondo esteriore delle umane imperfezioni, così in ognuno di noi il corpo lunare fa la parte della femmina - ricettacolo di tutte le impressioni e di tutte le sensibilità che ci colpiscono, ci tormentano, ci conturbano,..."(5) e viceversa nella donna. L'istinto sessuale è, principalmente, il desiderio di fusione col polo sessuale opposto (un tentativo di "coniuncto oppositorum" proiettata all'esterno), e solo in parte l'urgenza di ridurre una tensione.

                                Il rapporto sessuale tra due persone è un linguaggio per comunicare cose, che non si possono dire altrimenti. Insoddisfacente è, in certe situazioni e bisogni, la parola e ciò fa dire a Hegel che in fondo "Tutto il linguaggio è un limite: il parlante è il punto intermedio tra il dicibile e l'indicibile, tra la parola e il silenzio"(6). Allora, unica possibilità di comunicare resta il linguaggio del corpo, che è il solo a rendere soddisfacenti certe sottili e complesse relazioni.

                                Ecco che una carezza, un abbraccio, lo stesso rapporto sessuale, assumono un'importanza straordinaria. Lowen sottolineò che la percezione dell'identità nasce dall'esperienza di contatto con il corpo. Ashley Montagu senza mezzi termini affermò che: "La semplice sensazione del tatto come stimolo è assolutamente necessaria per la sopravvivenza dell'organismo... è dimostrato inequivocabilmente che nessun organismo può sopravvivere a lungo senza stimolazione cutanea proveniente dall'esterno".

                                Quanta importanza si scopre nella fisicità della comunicazione tattile! E' stato detto, del resto, che ogni tragedia, in ultima analisi, non è altro che un fallimento della comunicazione. La sessualità, in fondo, è un atto di comunicazione, pieno di significato, in una relazione umana profondamente complessa. In questo contesto la donna non può più essere considerata un aborto di uomo o un oggetto, ella è uguale e complementare all'uomo.

                                L'amore può essere compreso solo in questa ottica, scrive Hegel: "...amore vero e proprio ha luogo solo fra viventi che sono uguali in potenza e che, quindi sono viventi l'uno per l'altro nel modo più completo e, per nessun lato l'uno è morto rispetto all'altro"(7). Questa è la sola condizione per poter dare sé stessi e fare dell'altro un essere che dà. L'amore non può, neppure, essere riconducibile esclusivamente al sesso come Sigmund Freud credeva.

                                Egli, infatti, riconobbe solo due istinti: quelli sessuali e gli istinti dell'Io. La psicoanalisi intende l'amore come la "specificazione e la sublimazione di una forza istintiva originaria che è la libido". Carl Gustav Jung, dissociatosi da Freud, ne criticò il concetto della libido, in quanto "il termine libido, secondo la concezione di Freud, indica un bisogno esclusivamente sessuale...". Jung per libido intese "l'energia psichica" che comprende, pure, le idee collettive, morali, religiose e magiche che vivono in un popolo.

                                La sessualità ha una grande importanza nella psicologia junghiana, come un'espressione essenziale, ma non l'unica dell'intera psiche. Riduttivamente Freud spiegò l'istinto sessuale come l'espressione di una tensione, che si produce chimicamente in un corpo. La tendenza dell'organismo è, secondo il padre della psicoanalisi, quella di ridurre l'eccitamento tramite l'atto sessuale e questo è "il principio del piacere".

                                Ma tutto ciò è assurdo perché, se il fine della soddisfazione sessuale è solamente la riduzione dell'eccitazione presente in un organismo, dovremmo concludere, ironicamente, con Erich Fromm (vedi di Fromm, citato più volte in questo articolo, i testi: "Avere o essere?", "Da avere a essere" e "L’arte di amare", Oscar Mondadori) che la "masturbazione dovrebbe essere la soddisfazione ideale". Freud non ha saputo riconoscere che lo stimolo sessuale è l'urgente necessità di fondersi con l'altro. Fondersi con l'altro è il desiderio di comunicare, di uscire dalla propria terribile solitudine, che è all'origine di ogni ansia.

                                E', anche, conoscere il mistero della vita, in quanto l'amore è penetrazione attiva dell'altra persona "nella quale - scrive Fromm - il mio desiderio di conoscere è placato dall'unione. Nell'atto della fusione io la conosco, conosco me stesso... conosco nell'unica maniera possibile per l'uomo: attraverso l'esperienza dell'unione". L'amore, per essere vero, deve obbedire alla condizione che la persona ami dal più profondo del suo essere e senta l'altro nell'essenza del suo essere. Il solo desiderio fisico non è amore, e non potrebbe essere altrimenti.

                                Ma da dove si origina l’amore? Le due sedi dell'amore sono il cervello e il cuore. L'amore che nasce dal "cuore, in cui il cervello non ha versata la nebbia offuscante della sessualità... Nasce come una effusione delle anime tra due creature che spiritualmente si completano"(8). Se diversamente, il solo soddisfacimento fisico porta la caduta dell'illusione, l'incomunicabilità assoluta; allora il sentimento di estraneità si fa più forte di prima e la solitudine torna nuovamente ad isolare le due persone che ora possono anche odiarsi perché "La causa di ogni disastro, di ogni pena, di ogni dolore, è l'amore impuro dell'egoismo"(9). Ciò che rimane, in questo caso, dopo l’atto sessuale, è solo il disgusto.

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