Non so, sto ancora cercando di capire se preferisco il dolce o il salato, dopo che sarò giunta a questa ardua conclusione passerò al rimorsoVSrimpianto.
Membro del Consiglio degli Admin Moderatore Apocalisse
Quando ero piu piccola ero una fervidissima sostenitrice del "fare e poi nel caso pentirsi piuttosto che pentirsi di non fare."
Lo sostenevo anche a costo di rimetterci in ferite all'anima e lacrime.
Lo penso ancora nel senso che il rimorso in ogni caso
Se vuoi vedere le valli,
sali in vetta a una montagna,
se vuoi vedere la vetta di una montagna,
sali su una nuvola,
se invece aspiri a comprendere la nuvola,
chiudi gli occhi e pensa.
Decisamente rimorsi. Vivere di rimpianti non fa per me.
Se c'è una cosa che posso vantarmi di non aver mai avuto, sono i rimpianti. E questo non perché io non sia riflessiva, anzi. Solo che quando prendo una decisione lo faccio dopo averla ponderata al punto che sono più che certa della mia scelta, e non rimpiango nulla. Capita poi di aver rimorsi se le cose non vanno come vorrei, ma quelli li sopporto volentieri.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
e se non hai il tempo o il modo di ponderare le cose in modo adeguato? agisci d'istinto o molli il colpo?
Mi verrebbe da dire agisci d'istinto ma se rifletto so che sarebbe meglio mollare.
Ma che dubbio amletico hai? Sei fidanzato ma una tipa te la vuole smollare?
Se vuoi vedere le valli,
sali in vetta a una montagna,
se vuoi vedere la vetta di una montagna,
sali su una nuvola,
se invece aspiri a comprendere la nuvola,
chiudi gli occhi e pensa.
Visto che e' stata richiamata oggi in un altro thread, la posto qui perche' mi sembra appropriata per chi preferisce i rimorsi ai rimpianti.
Andai nei boschi per vivere con saggezza,
vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita,
per sbaragliare tutto ciò che non era vita
e non scoprire, in punto di morte, di non essere mai vissuto
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