Originariamente Scritto da mat612000
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Relazioni a distanza.
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la storia che sto vivendo e' nata come storia a distanza., 450km fra Vienna e Trieste.
L'ho sempre ritenuta importante e non ho mai pensato per un attimo che la distanza potesse farmi rinunciare, e infatti in quell'anno mi sono fatto 65.000 km con la macchina salendo mediamente 3 weekend al mese, partendo il venerdi pomeriggio dopo lavoro per Vienna e ripartendo il lunedi mattina alle 5 per Trieste.
Ora viviamo insieme a Vienna.
Volere e' potere.Supermoderatore di sto cazzo
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Bravissimo!Originariamente Scritto da bisiacco Visualizza Messaggiola storia che sto vivendo e' nata come storia a distanza., 450km fra Vienna e Trieste.
L'ho sempre ritenuta importante e non ho mai pensato per un attimo che la distanza potesse farmi rinunciare, e infatti in quell'anno mi sono fatto 65.000 km con la macchina salendo mediamente 3 weekend al mese, partendo il venerdi pomeriggio dopo lavoro per Vienna e ripartendo il lunedi mattina alle 5 per Trieste.
Ora viviamo insieme a Vienna.
Volere e' potere.
Infatti il bello delle relazioni a distanza[FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer
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Si che ce l'hannoOriginariamente Scritto da terra Visualizza Messaggioe queste persone, quindi, non hanno una relazione?
Conosco due simpatici signori "fidanzati" da una trentina d'anni, ognuno a casa sua, guai a sentir parlare di convivenza per piIl vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
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Ma.Originariamente Scritto da Pulsar Visualizza MessaggioBravissimo!
Infatti il bello delle relazioni a distanza è il cosiddetto bilancio economico che inevitabilmente si pone come quesito, non inteso solo in termini di soldi, ma di dare/avere totale e che in effetti se non sussistono delle basi più che motivanti, induce a mollare.
Io oserei dire che con la distanza, più che con la vicinanza, si testa il vero amore.
Proprio perchè dovendo far fronte alla mancanza fisica, capita di imparare a raccontarsi come fa uno scrittore per descrivere i personaggi del proprio romanzo, per non far perdere o perdere un qualunque pezzetto dell'altro indispensabile al racconto, al vissuto, al percorso.
Capita anche di raccontare come si sta tagliando la cipolla per fare il soffritto, è prosa
, del resto dovendo rinunciare alla quantità si impara a valorizzare la qualità.
Rimango anche dell'opinione che una relazione a distanza ha ragione di chiamarsi tale fintanto che progetta una qualunque forma di avvicinamento, che sia una programmazione di incontri o l'avvicinamento definitivo, in assenza di progettazione io non chiamo relazione nemmeno quella di due che vivono sotto uno stesso tetto.
Una relazione a distanza si basa sull'aspettativa. Sul racconto di noi stessi, non su noi stessi. Sull'immaginare lei che si alza la mattina in vestaglia di seta, non sul suo immancabile alito cattivo da appena sveglia. Sul pensarlo sul divano accanto a te, non sul vederlo in mutandoni di lana davanti alla televisione mentre ingurgita chili di patate fritte tra un "goal" e un'intervista all'ennesimo allenatore sfigato della sua squadra di pallone.
Il bello delle relazioni a distanza in realtà è proprio che ci si incontra poco, e quindi il desiderio dell'altro rimane acceso (nessuno desidera quello che ha a portata di mano, fosse pure la cosa più bella del mondo); non si condividono le bollette, i piatti da lavare, i panni da stirare ma solo quei pochi giorni di relax -e sicura passione- che si riescono a condividere.
Sono d'accordo quando dici che una "relazione a distanza" si può chiamare tale solo e fin tanto che abbia come fine l'avvicinamento dei due. Altrimenti è solo chiacchiera.
Il rischio che si corre è la possibilità che - all'incontro nella vita "reale", quotidiana, pratica e progettuale - nessuno dei due sia come l'altro si era immaginato.
Auguri.Last edited by Ospite; 10-12-2009, 17:26.
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In tal senso era meglio morire da piccoli, perchè siamo tutti brutti da grandi mentre facciamo la cacca.Originariamente Scritto da Idaea Visualizza MessaggioMa.
Ogni giorno che si esce di casa si corre il rischio di inciampare su un gradino, ma non è questo un motivo per murarsi vivi.Last edited by Pulsar; 10-12-2009, 17:54.[FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer
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palleOriginariamente Scritto da Silenzio Visualizza MessaggioLe relazioni a distranza non funzionano.
e c'ho le prove, e i fatti mi cosano
haribo addicted
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Per idealizzare una persona non serve necessariamente la distanza: ci si può sfracellare la faccia, con una realtà diversa, anche vivendo accanto a una persona che hai coltivato nel tempo come speciale e unica, salvo poi capire che ha disatteso proprio in quei passaggi fondamentali perché la progettualità potesse evolvere e giungere a compimento.Originariamente Scritto da Idaea Visualizza MessaggioIl bello delle relazioni a distanza in realtà è proprio che ci si incontra poco, e quindi il desiderio dell'altro rimane acceso (nessuno desidera quello che ha a portata di mano, fosse pure la cosa più bella del mondo); non si condividono le bollette, i piatti da lavare, i panni da stirare ma solo quei pochi giorni di relax -e sicura passione- che si riescono a condividere.
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Semplicemente vediamo le cose diversamente.Originariamente Scritto da nahui Visualizza MessaggioQuesto lo so Hydra, lo capisco.
Però sono convinta che la vita insieme, imparare a "sopportarsi", smussare gli angoli, tutte quelle cose banali e prosaiche di cui è fatto un rapporto nel corso del tempo, siano una grande prova.
Per dire, magari ci sono persone che si amano tantissimo ma che sarebbero assolutamente inadatte ad una convivenza, si darebbero ai nervi dopo una settimana, magari quella meravigliosa empatia funziona solo a distanza e non reggerebbe allo scontro con le bollette, la spesa, i piatti da lavare ed il resto.
Si, lo so che è un discorso poco romantico, sto invecchiando.
Anche perchè, abitando anche a 100 metri di distanza, non si sta comunque insieme come in una convivenza.
Ed è questo quello che hai descritto.
Con ragazzi che stavano a 2 km di distanza non ci condividevo comunque le bollette.
Se poi mi dici che tra frequentarsi e convivere c'è differenza sono d'accordo.Last edited by Hydra; 10-12-2009, 20:39.[SIZE=1][COLOR="#333399"]Moderatrice scienza, natura e ambiente.[/COLOR][/SIZE]
[SIZE=1][RIGHT]The more people you love, the weaker you are.[/RIGHT][/SIZE]
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[QUOTE=Idaea;1083990]Originariamente Scritto da Pulsar Visualizza Messaggio
Rimango anche dell'opinione che una relazione a distanza ha ragione di chiamarsi tale fintanto che progetta una qualunque forma di avvicinamento, che sia una programmazione di incontri o l'avvicinamento definitivo, in assenza di progettazione io non chiamo relazione nemmeno quella di due che vivono sotto uno stesso tetto.
Una relazione a distanza si basa sull'aspettativa. Sul racconto di noi stessi, non su noi stessi.
Il rischio che si correIl vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
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santiddio!!! Il gradino dopo l'etilismo...
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