[QUOTE=muriel;1098569]non sono d'accordo con quello che dice Bia.
morire per amore
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[QUOTE=Bia78;1098396]ricapitolando la maggior parte di voi ritiene che questo gesto sia stato fatto da una mente debole...provata e fragile...io invece penso ke dietro questa debolezza ci sia stata anche tanta forza..togliersi la vita nonMembro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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[QUOTE=Xilinx23;1098822]Quotando entrambi, io non mi sento di categorizzare in questo modo. Io non so definire in modo assoluto se sia un gesto che richiede piModeratore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
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[QUOTE=Xilinx23;1098822]Quotando entrambi, io non mi sento di categorizzare in questo modo. Io non so definire in modo assoluto se sia un gesto che richiede pi
I solemnly swear that i am up to no good...
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[QUOTE=Xilinx23;1098822]Ma va bene l'imparare a fare affidamento solo su se stessi, ma chi vive un disagio interiore abbastanza grosso non ha molta possibilit
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non è così facile. come diceva qualcuno prima spesso chi ha un disagio di questo tipo lo sa nascondere molto bene,per vergogna forse, o per altro,spesso non se ne accorge neppure la famiglia,che è quella che potenzialmente conosce meglio la persona e sarebbe più in grado di cogliere dei segnali.. se una persona sta male e tu che sei un suo amico te ne accorgi,certo,fai qualcosa,ma ripeto, non è tutto così semplice.Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza Messaggio
Non è questione di "contare sugli altri", è questione che se sei davvero amico di una persona, quando questa manifesta anche un piccolo disagio, un minimo te ne accorgi. E, anche in piccola parte, cerchi di dare una mano. Almeno, a me hanno sempre insegnato così, e cerco sempre di comportarmi in questo modo: e vedo che un amico ha qualche problema, o noto che ha un disagio, cerco di aiutarlo, magari anche solo parlandogli. Potrebbe non servire a niente, ma almeno ci provo. E non è questione di essere particolarmente sensibili o attenti, se ritieni una persona tua amica, tua buona amica, un minimo di attenzione la presti. O no?
Sono abituato anch'io a bastare a me stesso, ma non tutte le cose possono essere risolte da soli.
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Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioAh sì?
E tu cosa ne sai?
Hai mai solo accarezzato l'idea?
Se fosse vero quello quello che scrivi, non si spiegherebbe come mai culture e civiltà molto più antiche e sotto tanti aspetti anche più evolute della nostra attuale abbiano considerato l'atto suicidiario come massima espressione di coraggio e libertà.
La vita così come la depressione e le pulsioni di morte non sono un problemino matematico o un'equazione.
Hanno moltissime variabili ed imprevisti.
Per quanto riguarda la depressione (quella vera) quello che scrivi è semplicemente assurdo: il depresso non ha più alcun interesse per la vita, come fai a chiedergli di uscire dalla situazione in cui si trova con la forza di quello che la sua malattia gli ha tolto (la voglia di vivere)?
Temo che Slade non capisca molte cose, oltre a questo.
Ma anche no.
Dipende.
Come si fa a ragionare in modo così approssimativo su un argomento così drammatico?
Dipende.
Per alcuni la tossicodipendenza come l'alcolismo sono forme di suicidio differito.
Chi è questo "qualcuno" che si permette di giudicare chi merita o non merita di morire?
Il Padreterno?
A chi si permette di fare certe affermazioni io di solito auguro un figlio eroinomane...
Spesso ma non sempre.
A volte è la disperazione di un attimo.
Credo che sia questo il nodo della questione che andrebbe affrontato seriamente.
Certo fa molto più comodo pensare che il suicida, il tossicomane o l'alcolista siano dei "malati", almeno uno non deve vedere quanto c'è di suo nei gesti e nei comportamenti degli altri.
E' vero però spesso i depressi nascondono il loro stato. Se ne vergognano.
troppe domande, che ho letto solo ora.
se ti interessa disquisirne facciamolo per gradi, perchè a rispondere a tutto ora farei una grande fatica.
vedi tu.Vi veri veniversum vivus vici
[I][B]"Andai nei boschi perch
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che simpatiaTemo che Slade non capisca molte cose, oltre a questo.
Tutte le scienze sociali basano su degli standard comportamentali che raggruppano la maggioranza dell'evento esaminato. Se esaminassimo caso per caso non esisterebbe alcun tipo di scienza sociale.Ma anche no.
Dipende.
Come si fa a ragionare in modo così approssimativo su un argomento così drammatico?
Tutte cose che danneggiano la collettività oltre al singolo. Tutti comportamenti altamente egoisti.Dipende.
Per alcuni la tossicodipendenza come l'alcolismo sono forme di suicidio differito.
Un figlio eroinomate te lo ritrovi se sei un padre poco capace e non così a caso o per sfiga. Come moltissimi genitori che non si accorgono che il figlio diventa un bullo, beve o fuma. Se si fa il genitore per hobby come passatempo si fan più danni della grandine. Se mio padre mi avesse beccato anche solo a fare un singolo tiro di sigaretta una sola volta nella vita.... delle tante cose che potrebbe fare la scarica di legnate sarebbe stata quella che mi faceva pensare "è andata bene".Chi è questo "qualcuno" che si permette di giudicare chi merita o non merita di morire?
Il Padreterno?
A chi si permette di fare certe affermazioni io di solito auguro un figlio eroinomane...
Se basta un attimo di disperazione per farti ammazzare stai veramente male e sei già condannato. Non c'è amici che tengano per proteggerti da tutti gli attimi della vita. Trovo che sia totalmente assurdo pensare che basti un'attimo, ciò presuppone un totale disinteresse della vita e a quel punto tanto meglio che muoia piuttosto che condurre una vita imbottito di psicofarmaci o peggio ancora di sofferenza continua desiderando fino all'ultimo giorno di morire.Spesso ma non sempre.
A volte è la disperazione di un attimo.
Fammi capire adesso non sono definibili nemmeno malati... uno si ammazza per ragioni non molto chiare nemmeno a chi gli è vicino e non è malato!?! Ma scherziamo o cosa???Credo che sia questo il nodo della questione che andrebbe affrontato seriamente.
Certo fa molto più comodo pensare che il suicida, il tossicomane o l'alcolista siano dei "malati", almeno uno non deve vedere quanto c'è di suo nei gesti e nei comportamenti degli altri.
Uno che si ammazza E' malato. Come è malato chi soffre di disturbi dell'alimentazione, come è malato chi soffre di paranoia ecc... ecc... sostenere che questo non sia una malattia è pericolosissimo.
Non è del tutto esatto. Spesso più che pura e semplice vergogna è che non sanno giustificarlo. Sono depressi perchè sono depressi. La mancanza di un giustificativo forte spesso innesca un meccanismo di difesa dell'IO che dato che per la psiche umana è inaccettabile un comportamento ritenuto sbagliato accetta la depressione in quanto stato assoluto e non ne vuole parlare perchè parlarne comporterebbe un'elaborazione dello status emotivo che non ha giustificativi forti e si sgretolerebbe andando a danneggiare fondamenta profonde.E' vero però spesso i depressi nascondono il loro stato. Se ne vergognano.
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A parte il fatto che il 3d nasce in base ad un evento specifico non ridurrei l'esistenza delle scienze sociali alle statistiche. All'interno di ognuna di quelle che comunemente vengono definite scienze sociali ci sono molti metodi di analisi e non tutti usano la tecnica di cui parlavi tu. Filoni di studio recenti ad esempio preferiscono l'analisi di casi individuali, o comunque di piccoli campioni.Originariamente Scritto da Slade Visualizza MessaggioTutte le scienze sociali basano su degli standard comportamentali che raggruppano la maggioranza dell'evento esaminato. Se esaminassimo caso per caso non esisterebbe alcun tipo di scienza sociale.
[QUOTE=Slade;1099047]Un figlio eroinomane te lo ritrovi se sei un padre poco capace e non cos
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Vero, ma è altrettanto vero che spessissimo le responsabilità nascono dalla famiglia. Come dire... intanto sfoltiamo il grosso che poi ai casi più complessi ci pensiamo dopo.Non è solo la famiglia che ha delle responsabilità in casi del genere.
E' uguale... se uno esegue il suicidio così velocemente non c'è psichiatra che tenga o ti imbottisci di psicofarmaci che ti rallentano o tanto è solo un rimandare l'inevitabile. E francamente trovo anche inutile insistere a tenere in vita qualcuno che desidera così tanto morire, non diventa forse accanimento terapeutico obbligare qualcuno a vivere anche quando non si vuol curare? E poi posso capire i casi derivanti da eventi traumatici ma per chi medita il suicidio senza eventi particolari è veramente inutile illudersi di curare.Non è che basta un attimo di disperazione. Più che altro in base ad un certo stato emotivo è possibile che la decisione di togliersi la vita sia la decisione di un attimo. Non è detto infatti che tutti i suicidi siano premeditati.
Ammettere di essere malati o sentirselo dire aumentando la consapevolezza è spesso il primo passo in quasi tutte le malattie concernenti la psiche.Ma il definirli o meno malati a cosa serve? Esiste una cura per il suicidio? Oppure è semplicemente un'etichetta che viene usata per descrivere un fenomeno che non ci sappiamo spiegare? Forse è più comodo definirli malati, perchè inconsciamente così riusciamo a dare una giustificazione.
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Scusa ma io ho la fastidiosa sensazione che tu consideri il malessere, il disagio (anche psichico) non un problema da valutare oggettivamente per cercare una soluzione ma una colpa da mettere a carico di chi ne soffre.
O sbaglio?Moderatore Debate Square
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